Innescare Potenziali

La valorizzazione del patrimonio culturale urbano come strategie per riattivare processi di rigenerazione della città

In un contesto di diffusa ed eterogenea disponibilità di patrimonio trasformabile nel tessuto urbano, non solo di proprietà comunale, Future Urban Legacy Lab ha proposto un cambiamento di paradigma andando ad integrare l’analisi della disponibilità all’uso del patrimonio costruito comunale, con una riflessione sull’intensità d’uso, le dinamiche di trasformazione e il potenziale di transizione. Il fenomeno della disponibilità è inteso come insieme di relazioni dinamiche fra componenti nello spazio costruito della città (gli edifici, la morfologia degli isolati e la loro aggregazione), e non come episodi isolati. Questo approccio permette di collocare le proprietà comunali nel quadro più ampio della disponibilità all’uso di beni e spazi a Torino, e di arricchirne l’interpretazione anche attraverso la lettura di altri fenomeni urbani.

Attraverso questo quadro si è definito il potenziale di trasformazione dei beni individuando indicatori trasversali, capaci di informare valutazioni e strategie di intervento applicabili a beni di diverso tipo e consistenza, superando la prospettiva per i primi affondi eseguiti. 

L’interesse del gruppo di ricerca è stato sviluppare un ragionamento sull’economia dell’intensità d’uso e sul profilo di rischio associato al potenziale di trasformazione.

Year

2019-2020

Referente del contratto

Tags

#NonPerformingLegacies #TransformativeUrbanism

Type

Research project

1 Un approccio trasversale

Il centro interdipartimentale del Politecnico di Torino FULL – Future Urban Legacy Lab, attraverso il Dipartimento di Architettura e Design, propone di integrare l’analisi della disponibilità all’uso del patrimonio costruito comunale, con una riflessione sull’intensità d’uso, le dinamiche di trasformazione e il potenziale di transizione. 

Torino è un laboratorio che ha prodotto esperienze capaci di restituire quadri d’insieme su questi temi, come TorinoAtlas e le edizioni del rapporto Giorgio Rota, attraverso approfondimenti specifici e di settore.

In un contesto di diffusa ed eterogenea disponibilità di patrimonio trasformabile nel tessuto urbano, non solo di proprietà comunale, FULL propone un cambiamento di paradigma. Il fenomeno della disponibilità è inteso come insieme di relazioni dinamiche fra componenti nello spazio costruito della città (gli edifici, la morfologia degli isolati e la loro aggregazione), e non come episodi isolati. Questo approccio permette di collocare le proprietà comunali nel quadro più ampio della disponibilità all’uso di beni e spazi a Torino, e di arricchirne l’interpretazione anche attraverso la lettura di altri fenomeni urbani.

Attraverso questo quadro si potrà definire il potenziale di trasformazione dei beni individuando indicatori trasversali, capaci di informare valutazioni e strategie di intervento applicabili a beni di diverso tipo e consistenza, superando la prospettiva per singoli casi studio.

L’interesse del gruppo di ricerca è sviluppare un ragionamento sull’economia dell’intensità d’uso e sul profilo di rischio associato al potenziale di trasformazione. 

I processi di rigenerazione possono fallire o non innescarsi nonostante la mobilitazione di risorse. Crediamo che la rigenerazione non debba essere prescritta come una soluzione univoca a tutte le disponibilità d’uso del patrimonio costruito. 

In particolare, il fallimento aiuta a codificare il potenziale, permettendo di rintracciarne le ragioni nelle caratteristiche intrinseche del bene o nelle condizioni di gestione. 

Per questo, nell’analisi del patrimonio costruito, FULL fa riferimento a uno specifico contributo economico-valutativo, richiesto dal bando, mappando le “opzioni reali”, ovvero le possibilità di intraprendere azioni di “rischio” associate al patrimonio stesso così come di deferirle in attesa di più prevedibili condizioni di contesto o rinunciarvi completamente.

Il metodo proposto da FULL si basa su un approccio trans-disciplinare che prevede il confronto continuo e integrato fra tecniche applicate e competenze economiche, gestionali e progettuali, restituendo fenomeni urbani attraverso analisi di grandi quantità di dati e focus mirati, per riflettere e operare sulla città.

2 Il metodo: misurare, riconoscere, valorizzare

FULL sta sviluppando progetti pertinenti alle questioni poste dal bando: elabora strategie di recupero di siti culturali sottoutilizzati identificandone il potenziale (per Regione Piemonte); esplora il rapporto tra distribuzione delle attività commerciali e forma urbana (con Camera di Commercio); riorganizza dati spazializzati su Torino e mette in gerarchia codici e regolamenti in funzione della rigenerazione (per Città di Torino – supporto alla redazione di variante al PRG).

Attraverso esperimenti nel campo della rigenerazione di siti inquinati e nella lettura dei fenomeni urbani, FULL sta inoltre sviluppando delle piattaforme tecniche per l’integrazione e l’interoperabilità dei dati sulla città, funzionali a un contesto di trasformazione dell’esistente. 

A partire dall’esperienza acquisita FULL propone un metodo di lavoro che si sviluppa attraverso:

– la misurazione e rappresentazione della disponibilità a partire dal patrimonio comunale spazializzando il fenomeno e mettendolo in relazione con altre dinamiche di utilizzo del costruito;

– il riconoscimento delle tipologie dei beni attraverso la classificazione secondo categorie distributive, costruttive e morfologiche;

– la descrizione del potenziale delle proprietà disponibili a partire dall’aggregazione di possibilità e criticità comuni, per proporre strategie di valorizzazione.

2.1. Misurare e rappresentare le proprietà disponibili 

 

2.1.1. Spazializzare i dati 

Per rappresentare nello spazio il fenomeno della disponibilità all’uso, FULL propone un sistema integrato tra i dati relativi alle proprietà comunali (che verranno messi a disposizione dalla stazione appaltante), i dati open del Comune di Torino e della Città Metropolitana (tra cui Geoportale, Museo Torino, OICT, ISTAT, Smartdatanet-Yucca), e i nuovi dati spaziali elaborati dal centro interdipartimentale, arricchendo così il patrimonio di conoscenze esistenti attraverso:

1 raffigurazioni ad una grana fine, in grado di aggiungere dettagli significativi alle analisi esistenti; 

2 nuove mappature di fenomeni ancora poco tracciati;

3 rappresentazioni che fanno emergere fenomeni latenti o inattesi attraverso la messa in relazione di database spazializzati. 

 

2.1.2. Individuare l’intensità d’uso

FULL propone di estendere il concetto di “disponibilità” anche alle proprietà sottoutilizzate. Attraverso indicatori costruiti a partire dall’intensità d’uso sarà possibile costruire una mappatura non solo delle proprietà dismesse, ma anche dei gradi di utilizzo delle proprietà in uso.

Per indagare l’insieme eterogeneo delle proprietà comunali, si propone di individuare indicatori specifici di sottoutilizzo per funzioni/tipologie di beni, a partire dai dati relativi alle proprietà comunali (ad esempio: intensità d’uso delle scuole rispetto ai dati demografici e altri indicatori da concordare). L’intensità d’uso permette di considerare l’insieme delle proprietà comunali, anche quelle utilizzate in misura parziale, nella definizione di strategie di valorizzazione.

 

2.1.3. Integrare geografie della disponibilità 

Al fine di interpretare le potenzialità delle proprietà comunali disponibili, FULL propone di integrare l’analisi con una geografia di dati e fonti relativi ad altri tipi di beni disponibili (di proprietà privata, o di altri soggetti pubblici diversi dall’amministrazione). Il centro interdipartimentale sta sviluppando progetti in grado di costruire indicatori della disponibilità d’uso per specifiche categorie di beni. Incrociando i dati sulle licenze attive con le informazioni sugli edifici (superficie, uso, stima della popolazione) e le relative caratteristiche morfologiche, FULL sta costruendo, ad esempio, una mappatura degli spazi commerciali non in uso a Torino. Il centro interdipartimentale sta inoltre sviluppando la restituzione dei dati Airbnb a Torino per permettere la lettura di fenomeni d’uso del patrimonio residenziale altrimenti invisibili alle analisi demografiche tradizionali.

 

2.1.4. Verificare i risultati tramite operazioni di controllo 

Al fine di verificare e approfondire i risultati di misurazioni e mappature fin qui descritte, FULL propone di sperimentare l’integrazione di informazioni localizzate di dettaglio con operazioni di focus e tuning, attraverso: 

– l’analisi  delle variazioni della morfologia urbana nel tempo tramite il confronto di dati aerei 3D raccolti in tempi successivi, e relativi modelli digitali di superficie (DSM);

– l’integrazione di dati localizzati per tracciare la reale frequentazione di un luogo (ad esempio tracking GPS open di utenti, celle telefoniche etc.);

– l’aggregazione di input co-generati combinati con dati geo-referenziati attraverso strumenti di crowdmapping e mobile mapping.