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	<title>Ricerca di dottorato - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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	<title>Ricerca di dottorato - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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		<title>Matematica della morfologia urbana</title>
		<link>https://full.polito.it/research/matematica-della-morfologia-urbana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2025 10:33:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le transizioni morfologiche dei quartieri storici non sono un semplice processo di ricostruzione fisica, ma una struttura generativa in cui logiche istituzionali, comportamenti sociali e usi dello spazio sono continuamente intrecciati e negoziati in una rete multi-scalare. Questo studio si concentra sul nodo cruciale tra “come evolve la morfologia” e “come tale evoluzione viene socializzata”, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Le transizioni morfologiche dei quartieri storici non sono un semplice processo di ricostruzione fisica, ma una struttura generativa in cui logiche istituzionali, comportamenti sociali e usi dello spazio sono continuamente intrecciati e negoziati in una rete multi-scalare. Questo studio si concentra sul nodo cruciale tra “come evolve la morfologia” e “come tale evoluzione viene socializzata”, e propone un nuovo paradigma di ricerca che integra modellazione basata sulla teoria dei grafi, analisi morfologica e interpretazione socio-spaziale, costruendo in modo sistematico un modello cross-scale e un meccanismo dell’evoluzione della morfologia urbana, usando la rete topologica come supporto e l’evoluzione strutturale come linea guida principale. Proponiamo un nuovo paradigma di ricerca che integra modellazione secondo la teoria dei grafi e interpretazione socio-spaziale, utilizzando la rete topologica come “vettore” e l’evoluzione strutturale come filo conduttore, e costruendo sistematicamente un quadro analitico per la modellazione cross-scale della morfologia urbana e l’identificazione dei meccanismi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico, la ricerca prende come caso centrale l’isolato storico di Xiaoxihu a Nanchino e propone il Modello di Rete Topologica Cross-Scale per costruire una struttura spaziale multilivello che copre nodi stradali, spazi di soglia davanti alla porta (front-door spaces), nodi di cortile e nodi delle stanze funzionali. Attraverso l’analisi di dati storici e la ricostruzione sul campo, abbiamo ricostruito sei fasi morfologiche di sei lotti rappresentativi (Lotti 1–6) di Xiaoxihu dagli anni ’30 agli anni 2010 e, di conseguenza, abbiamo elaborato mappe di topologia di rete cross-scale e mappe J-Graph per quantificare la profondità strutturale, le relazioni di accoppiamento tra nodi e i cambiamenti dei percorsi di collegamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Su questa base, il lavoro propone il Grado di Evoluzione Strutturale (Structure Evolution Degree, SED), che misura l’evoluzione della rete in serie temporale su tre dimensioni: variazione delle tipologie di nodo, perturbazione della profondità dei percorsi e riorganizzazione delle funzioni spaziali. Invece di basarsi sull’analisi del campo visivo, il SED si fonda sulle caratteristiche strutturali del grafo per catturare la “tensione strutturale” del processo evolutivo urbano. Ancora, invece di affidarsi all’analisi del campo visivo, il SED usa le caratteristiche strutturali del grafo per cogliere la “tensione strutturale” e la “rottura sistemica” nel processo di evoluzione urbana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per spiegare più a fondo il meccanismo sociale che sta dietro l’evoluzione spaziale, la ricerca introduce il Quadro a Grafo Multistrato (Multi-layered Graph Framework), che costruisce un modello strutturale triangolare composto da Livello della Morfologia Urbana, Livello dell’Interazione e Livello del Comportamento Sociale, e identifica i meccanismi sociali alla base dell’evoluzione spaziale. Introduciamo il Quadro a Grafo Multistrato per costruire un modello triangolare formato da “Urban Morphology Layer”, “Interaction Layer” e “Social Behavior Layer”, al fine di individuare i “Sottografi Chiave” generati dalle forze sociali incorporate nella struttura spaziale, e sviluppare in modo sistematico l’analisi del “Livello della Morfologia Urbana” e del “Livello del Comportamento Sociale”. Lo studio identifica i “Sottografi Chiave” generati dall’incorporazione delle forze sociali nella struttura spaziale e sviluppa sistematicamente una spiegazione di mappatura sociale di “come cambia lo spazio”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano teorico, lo studio integra la teoria della “produzione dello spazio” di Lefebvre, la teoria di Bourdieu su “habitus e campo” e il concetto foucaultiano di “meccanismo spaziale del potere” per costruire una struttura a grafo che spieghi i percorsi di codifica della regolazione istituzionale, dell’habitus dei residenti e della negoziazione comunitaria nello spazio nodale. L’analisi dei meccanismi del Lotto 3 e del Lotto 5 mostra che il processo di ricostruzione spaziale di Xiaoxihu presenta un sistema ibrido di meccanismi composto da Permanenza, Variazione e Permutazione, e che la sua evoluzione non è lineare, ma consiste piuttosto in molteplici meccanismi sociali concentrati su nodi come lo spazio di soglia davanti alla porta, le giunzioni di cortile e i percorsi delle stanze funzionali, formando risposte strutturali nella mappa topologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano metodologico, questo studio colma la frattura di percorso tra approcci tipologici e strutturalisti e propone un sistema strutturale a grafo utilizzabile per l’analisi delle trasformazioni spaziali, l’identificazione dei meccanismi sociali e la previsione di strategie progettuali; un sistema che serve sia l’analisi micro dei nodi sia (potenzialmente) la traduzione in modelli di machine learning (ad es. reti neurali su grafi, graph neural networks).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano empirico, lo studio ricostruisce la mappatura topologica di Xiaoxihu in sei fasi e analizza in modo comparato l’andamento del SED, i tipi P/V/P e le sotto-mappe chiave dei lotti tipici, per rivelare le risposte topologiche dei comportamenti dei residenti, del trasferimento dei diritti di proprietà e degli interventi istituzionali nella struttura spaziale, offrendo percorsi concreti per capire come la “realtà” venga generata e riconosciuta nella gerarchia spaziale. Questo fornisce un percorso concreto per comprendere come la “realtà sociale” venga generata e riconosciuta nella gerarchia spaziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi, il sistema metodologico di “struttura a grafo cross-scale + modellazione dei meccanismi sociali” proposto in questa ricerca non solo amplia la cassetta degli attrezzi della ricerca sulla morfologia urbana, ma fornisce anche basi teoriche e un quadro tecnico per l’identificazione di strategie spaziali e l’espressione dei meccanismi di negoziazione in scenari futuri di governance comunitaria, rigenerazione urbana, progettazione partecipata e generazione intelligente della morfologia.</p>
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		<title>La forma dell&#8217;energia. I paesaggi solari in Europa come questione architettonica</title>
		<link>https://full.polito.it/research/la-forma-dellenergia-i-paesaggi-solari-in-europa-come-questione-architettonica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 13:48:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La produzione di energia risponde a bisogni umani fondamentali. Pertanto, sin dall&#8217;antichità, gli edifici e le strutture destinati alla produzione di energia hanno disegnato nuove forme sui territori e sui paesaggi infrastrutturali. Oggi, a causa delle sfide poste dal cambiamento climatico e della conseguente diffusione delle energie rinnovabili – il cui legame con le risorse [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La produzione di energia risponde a bisogni umani fondamentali. Pertanto, sin dall&#8217;antichità, gli edifici e le strutture destinati alla produzione di energia hanno disegnato nuove forme sui territori e sui paesaggi infrastrutturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, a causa delle sfide poste dal cambiamento climatico e della conseguente diffusione delle energie rinnovabili – il cui legame con le risorse della Terra è forte ed evidente – la produzione di energia sembra diventare sempre più un&#8217;attività di grande impatto sul paesaggio. Questo impatto – solitamente valutato negativamente – causa spesso un conflitto tra coloro che considerano prioritaria la conservazione dei paesaggi naturali e coloro che rivolgono lo sguardo più all&#8217;emergenza ecologica e ambientale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario complesso e multiforme, le principali questioni chiave della ricerca sono:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Che cos&#8217;è un paesaggio energetico sostenibile, quali opportunità offre e quali sono le sfide attuali?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Progettare nuovi paesaggi energetici solari: quale margine di manovra ha il progetto di architettura del paesaggio?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; In che modo la forma degli impianti di energia solare può ridisegnare i paesaggi contemporanei?</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">Questa ricerca affronta il tema degli studi morfologici e della progettazione architettonica degli impianti fotovoltaici come strumento per gestire l&#8217;attuale transizione energetica attraverso l&#8217;architettura del paesaggio e come opportunità per creare paesaggi sostenibili, culturali e di qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;importanza di concepire i campi fotovoltaici non come oggetti temporanei e non pianificati, ma come architetture che fanno parte dei nostri paesaggi urbani e rurali è la tesi principale di questa ricerca. Perché se è vero che i campi fotovoltaici possono non essere solo infrastrutture temporanee ma edifici, allora è anche vero che possiamo concepire questi edifici come opere di architettura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da un punto di vista metodologico, la ricerca combina un approccio analitico e un metodo di ricerca attraverso la progettazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli obiettivi principali della ricerca è identificare strategie di progettazione scalabili per il progetto di nuovi impianti di energia rinnovabile su larga scala. L&#8217;ambizione della ricerca è quella di influenzare gli atteggiamenti contemporanei nell&#8217;attività di progettazione di impianti energetici, proponendo nuove tipologie paesaggistiche i cui valori culturali possano essere riconosciuti, condivisi e apprezzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca si sovrappone agli obiettivi principali dell&#8217;Agenda 2030 delle Nazioni Unite e del Green Deal europeo 2050 e include le istanze e i dibattiti promossi sia dalle associazioni e dalle organizzazioni per la conservazione della qualità del paesaggio – ad esempio: Convenzione del paesaggio del Consiglio d&#8217;Europa, Europa Nostra, ecc. – sia dagli attivisti e dalle associazioni ambientaliste.&nbsp;&nbsp;</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">La tesi afferma che gli impianti solari sono paragonabili a impianti industriali di produzione e che la loro progettazione appartiene al campo della progettazione architettonica. Finora, i campi solari sono stati considerati infrastrutture temporanee, il che ha portato a una minore attenzione alle qualità progettuali e a un abbandono di queste strutture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;inizio della tesi, il contributo rilevante dell&#8217;architettura nella progettazione degli impianti energetici e dei paesaggi diventa evidente attraverso lo studio delle migliori pratiche. Dopo l&#8217;inquadramento teorico e storico, i paesaggi dell&#8217;energia solare vengono selezionati per i seguenti studi. La ricerca indaga le forme architettoniche che queste infrastrutture hanno generato nei paesaggi contemporanei (analisi di casi studio). Infine, le sperimentazioni progettuali suggeriscono che la progettazione di questi impianti energetici non solo può seguire i parametri della composizione architettonica, ma ha anche il potenziale per progettare paesaggi ricchi di qualità, da discutere e valutare insieme alle comunità locali e a tutti gli attori coinvolti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo modo, la disciplina architettonica può svolgere un ruolo chiave nella progettazione e nella gestione delle attuali sfide della transizione energetica, applicando le sue strategie e i suoi metodi alla progettazione di spazi per la produzione di energia rinnovabile e di paesaggi contemporanei e futuri sostenibili.</p>
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		<item>
		<title>Oltre la marginalità: welfare, governance e immaginari spaziali</title>
		<link>https://full.polito.it/research/oltre-la-marginalita-welfare-governance-e-immaginari-spaziali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2025 11:30:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La tesi di dottorato affronta il tema della marginalità territoriale, con particolare attenzione alle aree montane e metromontane, analizzando come esse possano essere ridefinite attraverso governance innovative e nuove politiche di welfare. Storicamente trascurati, questi territori sono al centro di nuove attenzioni a seguito di crisi recenti. La ricerca mira a ripensare la governance e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La tesi di dottorato affronta il tema della marginalità territoriale, con particolare attenzione alle aree montane e metromontane, analizzando come esse possano essere ridefinite attraverso governance innovative e nuove politiche di welfare. Storicamente trascurati, questi territori sono al centro di nuove attenzioni a seguito di crisi recenti. La ricerca mira a ripensare la governance e il welfare per rispondere ai bisogni di queste aree, ponendo l&#8217;accento sulla giustizia socio-spaziale.<br>Utilizzando il caso studio delle Terre del Monviso (Cuneo, Italia), il lavoro analizza i processi di marginalizzazione ed esplora le risposte istituzionali e bottom-up per promuovere la coesione territoriale e l&#8217;accesso ai servizi. La tesi è strutturata in tre parti: 1) giustizia socio-spaziale e disuguaglianze nell&#8217;accesso ai servizi; 2) pianificazione e governance, distinguendo tra &#8216;spazi hard&#8217; (formali) e &#8216;spazi soft&#8217; (partecipativi); 3) il ruolo degli immaginari spaziali nella costruzione delle politiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La borsa di studio di dottorato, incentrata su tematiche relative alle aree interne ed emarginate del Paese, è stata finanziata con risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione nell&#8217;ambito del Piano Stralcio &#8220;Ricerca e Innovazione 2015-2017&#8221;, con riferimento alla DDG MIUR 1233 del 30-07-2020 &#8220;Programma Operativo Nazionale Ricerca e Innovazione 2014-2020 Piano Stralcio &#8220;Ricerca 30-07-2020 &#8220;Programma Operativo Nazionale Ricerca e Innovazione 2014-2020 Piano Stralcio &#8220;Ricerca e Innovazione&#8221; 2015-2017 XXXVI Ciclo&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="89" src="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/12/Mauro-Fontana_Loghi_Dottorato-1024x89.jpeg" alt="" class="wp-image-8441" style="width:399px;height:auto" srcset="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/12/Mauro-Fontana_Loghi_Dottorato-1024x89.jpeg 1024w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/12/Mauro-Fontana_Loghi_Dottorato-300x26.jpeg 300w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/12/Mauro-Fontana_Loghi_Dottorato-768x67.jpeg 768w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/12/Mauro-Fontana_Loghi_Dottorato.jpeg 1053w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<item>
		<title>Una metodologia completa per rilevare, classificare e confrontare isolati urbani con l&#8217;intelligenza artificiale</title>
		<link>https://full.polito.it/research/una-metodologia-completa-per-rilevare-classificare-e-confrontare-isolati-urbani-con-lintelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2024 15:24:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questa ricerca nasce da due considerazioni importanti sull’evoluzione dell’architettura e del design. In primo luogo, negli ultimi anni si è registrato un interesse crescente nello studio della forma urbana, grazie alla maggiore accessibilità a dati geografici e strumenti di mappatura. In secondo luogo, i più recenti progressi nel machine learning hanno messo a disposizione dei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Questa ricerca nasce da due considerazioni importanti sull’evoluzione dell’architettura e del design. In primo luogo, negli ultimi anni si è registrato un interesse crescente nello studio della forma urbana, grazie alla maggiore accessibilità a dati geografici e strumenti di mappatura. In secondo luogo, i più recenti progressi nel machine learning hanno messo a disposizione dei ricercatori una gamma di strumenti innovativi. Alla luce di questi sviluppi, lo studio mira a definire una metodologia completa e sistematica per identificare e analizzare la forma urbana tramite l’applicazione di tecniche di machine learning.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’emergere della morfologia urbana come filone distinto nella letteratura architettonica, incentrato su componenti fondamentali come strade, edifici e isolati, costituisce il contesto di riferimento di questa ricerca. Tra questi elementi, gli isolati urbani rivestono un ruolo cruciale per la loro posizione centrale e per le interazioni con le altre componenti. La ricerca si concentra sugli isolati urbani, in particolare sulla loro individuazione e classificazione mediante tecniche di machine learning. Approfondisce inoltre l’interazione tra morfologia urbana e progressi nell’intelligenza artificiale (IA), con l’obiettivo di integrare questi ambiti per ottenere una comprensione più profonda degli elementi della forma urbana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre al capitolo introduttivo, lo studio è organizzato in tre parti distinte, ciascuna con un focus e obiettivi specifici. La prima parte è dedicata allo sviluppo di un quadro teorico sulla mappatura della morfologia urbana in relazione alle applicazioni dell’IA, sottolineando il cambiamento contemporaneo verso approcci quantitativi e guidati dai dati nell’analisi della forma urbana. Questa parte approfondisce la quantificazione della forma urbana, il ruolo degli studi data-driven nell’analisi urbana e l’impatto determinante dell’IA e delle tecnologie di telerilevamento in questo campo. Presenta inoltre una rassegna ampia delle diverse definizioni presenti in letteratura e introduce un nuovo approccio sistematico per definire questo concetto. Questa parte comprende i capitoli 1 e 2.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda parte, che rappresenta il nucleo della tesi, è centrata sull’applicazione del modello e propone un flusso di lavoro dettagliato, un impianto analitico e indicazioni sul processo di estrazione, entrando nello specifico dell’applicazione di un modello basato su deep learning per l’individuazione e la classificazione degli isolati urbani. Questa parte comprende il capitolo 3.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La parte finale si concentra sull’applicazione pratica del metodo sviluppato in questo studio. Approfondisce la classificazione degli isolati urbani, analizzando i risultati ottenuti dall’applicazione del modello in diverse città. Questa sezione esamina l’uso di metriche predefinite, conduce analisi comparative dei cluster sia all’interno delle singole città sia tra città diverse e si estende al confronto tassonomico tra due approcci: quello convenzionale, in cui gli isolati sono definiti in base agli elementi che li compongono (strade, lotti, edifici) e classificati in base a forma e dimensione, e l’approccio guidato dall’IA. Inoltre, include una discussione approfondita sulla fattibilità e sulle implicazioni di questo approccio, offrendo così spunti utili sul futuro punto di incontro tra morfologia urbana e machine learning. Questa parte comprende i capitoli 4 e 5.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca utilizza immagini satellitari ad alta risoluzione, in grado di catturare uno spettro ampio e diversificato di forme urbane provenienti da città in Europa, America e Asia. Queste immagini vengono etichettate con precisione per creare un dataset di addestramento, elemento indispensabile nelle applicazioni di machine learning. Infatti, il presupposto del supervised machine learning consiste nell’addestrare un modello su un sottoinsieme di dati per i quali sono note le variabili di interesse, ossia quelle da prevedere. In questo studio, il dataset di addestramento comprende una vasta raccolta di immagini di forme urbane, in cui l’isolato urbano — la principale variabile di interesse — è esplicitamente identificato e marcato dal ricercatore. Una volta che il modello ha “imparato” da questo insieme di dati, può essere utilizzato per prevedere la presenza o l’assenza di isolati urbani in dati mai visti prima, nei quali la variabile di interesse è inizialmente sconosciuta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esiti di questo studio delineano un percorso complessivo per i ricercatori urbani finalizzato a individuare e classificare le forme urbane. I risultati includono lo sviluppo di una tassonomia e un’analisi dettagliata dei suoi indicatori, fondata sulla letteratura di riferimento. Oltre ai contributi concettuali, i risultati preliminari offrono un’anticipazione degli esiti dell’addestramento e della valutazione del modello di supervised machine learning utilizzato per la previsione e la classificazione degli isolati urbani. La ricerca rappresenta un avanzamento significativo nell’integrazione di tecniche di IA e machine learning con le pratiche di morfologia urbana, ponendo le basi per una nuova traiettoria di studi futuri in questo ambito di intersezione. Lo studio non solo contribuisce ai quadri teorici, ma fornisce anche indicazioni operative, mostrando il potenziale delle tecnologie avanzate nel ridefinire le metodologie di ricerca urbana.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La distribuzione degli esercizi commerciali a Torino.</title>
		<link>https://full.polito.it/research/the-distribution-of-retailers-in-turin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2022 12:12:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Abstract Le attività commerciali al dettaglio competono in un mercato oligopolistico fornendo beni o servizi specifici ai consumatori a prezzi di mercato osservabili. I rivenditori decidono quanto il loro prodotto possa essere simile a quello dei concorrenti e stabiliscono la loro posizione migliore. Nel settore della vendita al dettaglio, la posizione non è solo geografica. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Abstract</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività commerciali al dettaglio competono in un mercato oligopolistico fornendo beni o servizi specifici ai consumatori a prezzi di mercato osservabili. I rivenditori decidono quanto il loro prodotto possa essere simile a quello dei concorrenti e stabiliscono la loro posizione migliore. Nel settore della vendita al dettaglio, la posizione non è solo geografica. È la posizione relativa che un rivenditore può occupare data la vicinanza ad altri negozi e ai potenziali consumatori. È una valutazione degli aspetti sociali, economici e persino morfologici della vita urbana, come la centralità e l&#8217;accessibilità, la disposizione e il design, la visibilità e la popolarità, l&#8217;attrattiva dei <em>cluster </em>e le ricadute positive. Pertanto, i modelli commerciali delle città sono il risultato di un lungo processo in cui i rivenditori si confrontano con la morfologia urbana, dato che lo spazio è una risorsa scarsa da allocare tra i concorrenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo principale della ricerca è quello di indagare la posizione dei rivenditori nel comune di Torino e i fattori che influenzano questo fondamentale processo decisionale. Il lavoro si concentra sul settore immobiliare e sul flusso urbano di persone per indagare come questi fattori influenzano il tessuto commerciale della città.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La temporaneità permanente nel post-terremoto</title>
		<link>https://full.polito.it/research/permanent-temporariness-in-the-post-earthquake/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Namitha Manappurath]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 17:02:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Abstract L&#8217;Italia è un territorio fragile per natura, cronicamente colpito da calamità naturali. Negli ultimi 50 anni è stata colpita da otto violenti terremoti, tre dei quali solo negli ultimi vent&#8217;anni nelle aree diffuse dell&#8217;Appennino centrale. Le norme, i processi e le soluzioni per la gestione delle emergenze in Italia e nel mondo hanno allontanato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Abstract</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Italia è un territorio fragile per natura, cronicamente colpito da calamità naturali. Negli ultimi 50 anni è stata colpita da otto violenti terremoti, tre dei quali solo negli ultimi vent&#8217;anni nelle aree diffuse dell&#8217;Appennino centrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le norme, i processi e le soluzioni per la gestione delle emergenze in Italia e nel mondo hanno allontanato la progettazione architettonica dalle soluzioni standardizzate e hanno trascurato le complessità territoriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto ciò è accompagnato dalla lentezza dei processi di ricostruzione, che spesso richiedono dai 20 ai 30 anni dal verificarsi dell&#8217;evento. A partire dagli eventi sismici del 2016 nell&#8217;Italia centrale e osservando l&#8217;impatto spaziale degli edifici temporanei, questa ricerca riflette le relazioni tra insediamenti urbani di emergenza e permanenti e i loro effetti e trasformazioni in quel lungo periodo “intermedio” sulla ricostruzione urbana e regionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quale ruolo assume il progetto di emergenza “temporaneo” nei territori italiani post-sismici e quali geografie produce? Come è possibile riprogettare futuri possibili per questa eredità provvisoria permanente?</p>



<p class="wp-block-paragraph">In assenza di studi cartografici consolidati sulla questione, una prospettiva globale, sistemica e su scala nazionale, la tesi mira a riflettere sulla gestione temporanea. Le analisi geospaziali supportano le riflessioni e i metodi di mappatura definiscono e decodificano quei processi “teoricamente” provvisori (dalla scala geografica a quella insediativa). La prospettiva è quella di superare le operazioni di emergenza, passando dal concetto di protezione all&#8217;idea di incorporazione e coesistenza all&#8217;interno delle pratiche di progettazione dei rischi a lungo termine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca propone la creazione di una banca dati geografica multiscalare e multitemporale supportata da un sistema informativo geografico (GIS), che consente di esplorare l&#8217;interazione tra gli strumenti geomatici come strumenti di progettazione urbana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso una diacronia storica e un confronto critico tra casi italiani e internazionali, la ricerca mira a indagare la trasformazione degli insediamenti derivante da soluzioni temporanee alle azioni e ai processi di continuo spostamento, rifondazione e ricostruzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei risultati è la progettazione di un Atlante geospaziale (database) armonizzato delle soluzioni “temporanee”, che fornisce una panoramica empirica e accurata del fenomeno attuale nell&#8217;Italia centrale, misurato utilizzando una stratificazione di fonti e informazioni eterogenee, spesso non aggiornate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da lì, concentrandosi su specifici casi studio territoriali nell&#8217;area interna dell&#8217;Italia centrale, la tesi intende identificare potenziali scenari di trasformazione per le due metà della città, quella esistente e distrutta e l&#8217;eredità di quella nuova e temporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come possono coesistere nei futuri processi di ricostruzione nelle regioni e nelle comunità colpite da emergenze endemiche – naturali, economiche e antropiche – che sono sempre più ordinarie piuttosto che straordinarie?</p>
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		<item>
		<title>Urbanizzazione guidata dalla logistica alimentare</title>
		<link>https://full.polito.it/research/distribution-centers-and-the-city/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Feb 2022 09:51:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Abstract Negli ultimi due decenni, la logistica della distribuzione alimentare ha subito processi di trasformazione radicali, volti principalmente ad aumentare la performatività. Ciò è avvenuto attraverso il perfezionamento logistico, il progresso tecnologico e la crescente automazione lungo tutta la catena di approvvigionamento. In questo contesto, in Italia, un ruolo fondamentale è svolto dalla Grande Distribuzione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Abstract</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi due decenni, la logistica della distribuzione alimentare ha subito processi di trasformazione radicali, volti principalmente ad aumentare la performatività. Ciò è avvenuto attraverso il perfezionamento logistico, il progresso tecnologico e la crescente automazione lungo tutta la catena di approvvigionamento. In questo contesto, in Italia, un ruolo fondamentale è svolto dalla Grande Distribuzione Organizzata (GDO) che, nell&#8217;ultimo decennio, ha aperto centinaia di Centri di Distribuzione (CD) situati in aree strategiche per servire i propri punti vendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Considerando i processi tecnici che regolano questi spazi, nonché le relazioni con sistemi economici e logistici multi-attoriali e sovranazionali, l&#8217;ampia letteratura che li tratta tende a privilegiare osservazioni volte alla loro decontestualizzazione ed extraterritorialità. Al punto da riconoscere in essi i nodi di una rete globale, una “tecnopoli” automatizzata in grado di funzionare senza esseri umani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene questa dimensione sia certamente rilevante, la ricerca mira a dimostrare come i centri di distribuzione siano oggi fortemente legati ai territori in cui sono stati insediati e come nel corso del tempo abbiano costruito relazioni economiche e sociali sempre più complesse e durature.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A sostegno di questa tesi, nella ricerca ho esaminato una decina di centri di distribuzione di diverse aziende MMR, situati in tre aree oggetto di studio. Questi sono stati selezionati tra i siti con un&#8217;elevata densità logistica, diventando così hub di distribuzione a livello regionale e nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da un lato, la ricerca mira a costruire un solido quadro teorico che collochi i centri di distribuzione principalmente all&#8217;interno degli studi urbani sul mondo della logistica. Dall&#8217;altro lato, principalmente attraverso il lavoro sul campo, cerco di esplorare numerosi aspetti dei centri di distribuzione, concentrandomi sulla dimensione fisica dei luoghi, sulla dimensione tecnico-funzionale, sulle condizioni di lavoro dei dipendenti e sulle dinamiche economiche e sociali che i centri determinano e modificano a livello locale. Il funzionamento di questi spazi trasmette forme specifiche di urbanità. La ricerca intende sostenere come queste forme richiedano indagini, descrizioni e interpretazioni precise e pertinenti, in grado di radicare i centri di distribuzione nei territori in cui sono situati. In questo modo, si coglie l&#8217;importanza delle relazioni locali, le implicazioni sulla mobilità, l&#8217;alloggio, la ridefinizione del rapporto tra spazio, automazione e uomo. Un tale quadro interpretativo può aiutare a ricollocare i centri di distribuzione all&#8217;interno di una rete di relazioni più complessa, non solo a livello sovralocale. Per questo motivo, suggerisce la necessità di attivare nuove politiche e nuovi progetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guarda il video dell&#8217;abstract su <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Es4P2a8o_ZQ&amp;t=69s">Youtube</a></p>
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		<title>Spazi infrastrutturali</title>
		<link>https://full.polito.it/research/infrastructure-spaces/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 14:47:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Abstract Ogni giorno un flusso costante di camion e persone si sposta tra Addis Abeba e Gibuti, dove transita la maggior parte delle merci in entrata e in uscita dall&#8217;Etiopia, rendendo questa rotta un corridoio economico strategico per entrambi i paesi. L&#8217;importanza di questa rotta risale al passato coloniale quando, all&#8217;inizio del XX secolo, i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Abstract</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni giorno un flusso costante di camion e persone si sposta tra Addis Abeba e Gibuti, dove transita la maggior parte delle merci in entrata e in uscita dall&#8217;Etiopia, rendendo questa rotta un corridoio economico strategico per entrambi i paesi. L&#8217;importanza di questa rotta risale al passato coloniale quando, all&#8217;inizio del XX secolo, i francesi costruirono la <em>Chemin de Fer Djibouto-Éthiopien</em>. Sulla base di questa infrastruttura coloniale, nel 2018 è stata inaugurata una nuova ferrovia come componente chiave di un ambizioso progetto volto a trasformare il Paese in una nazione a reddito medio entro il 2025. Si tratta di una strategia politica che mira a stimolare l&#8217;industrializzazione, l&#8217;urbanizzazione e la crescita economica attraverso la costruzione di nuove infrastrutture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa ricerca esamina le caratteristiche spaziali dello sviluppo urbano che sta avvenendo lungo il corridoio infrastrutturale Addis Abeba-Gibuti. La sovrapposizione tra infrastrutture, industrializzazione e sviluppo è alla base di questa ricerca, che mira a redigere un compendio dell&#8217;urbano. La natura dualistica dello spazio – reale/immaginario – ha orientato la ricerca, offrendo la possibilità di ricollocare l&#8217;urbano in una dimensione ampliata, dove le narrazioni dello spazio costruito si combinano con l&#8217;analisi di documenti ufficiali, discorsi politici e materiali visivi, nel tentativo di non allontanarsi mai troppo dall&#8217;oggetto architettonico e allo stesso tempo di cogliere, come suggerito da De Boeck, “le articolazioni materiali dell&#8217;immaginazione, dell&#8217;ideologia e della vita sociale” associate allo sviluppo delle reti infrastrutturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Il potenziale della forma</title>
		<link>https://full.polito.it/research/the-potential-of-form/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Namitha Manappurath]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 14:44:51 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://full.quivi.it/?post_type=research&#038;p=1096</guid>

					<description><![CDATA[<p>Abstract Il riutilizzo adattivo degli edifici esistenti è al centro del dibattito sull&#8217;architettura contemporanea. Questo fenomeno è diventato così importante che architetti di spicco sostengono che la demolizione totale di qualsiasi edificio storico nella città contemporanea sembra impensabile. All&#8217;interno di questo dibattito, il concetto di potenziale emerge come un termine comunemente usato, ma non definito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Abstract</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il riutilizzo adattivo degli edifici esistenti è al centro del dibattito sull&#8217;architettura contemporanea. Questo fenomeno è diventato così importante che architetti di spicco sostengono che la demolizione totale di qualsiasi edificio storico nella città contemporanea sembra impensabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;interno di questo dibattito, il concetto di <em>potenziale </em>emerge come un termine comunemente usato, ma non definito nel campo della conservazione: il suo significato è discutibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Partendo dalle radici del dibattito contemporaneo sulla conservazione, la presente ricerca abbraccia teorie consolidate nell&#8217;adattamento degli edifici e approcci più innovativi come la “conservazione sperimentale”, la “post-conservazione” e la “contro-conservazione”, considerando il patrimonio come un concetto in evoluzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel campo del riutilizzo adattivo, il recupero del “potenziale inutilizzato” degli edifici esistenti è uno dei principali obiettivi di adattamento. Sebbene l&#8217;uso del termine ‘potenziale’ vari nella letteratura, sembra esserci un certo consenso nel campo del riutilizzo adattivo sul fatto che esso si riferisca alla “trasformabilità inespressa”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa ricerca mira a definire, decodificare e valutare il concetto di <em>potenziale trasformativo</em> negli edifici esistenti attraverso una prospettiva post-funzionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro intende definire questo <em>potenziale </em>attraverso i suoi elementi fisici nel campo dell&#8217;architettura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo teorico di questa ricerca è quello di aggiungere il concetto di <em>potenziale trasformativo</em> all&#8217;attuale dibattito sulla conservazione. Questa nuova nozione potrebbe quindi ampliare la teoria della conservazione nella valutazione degli edifici esistenti in base alle “tendenze” insite nella forma architettonica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca è suddivisa in quattro capitoli principali; il primo capitolo funge da quadro teorico basato su una rassegna della letteratura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La revisione critica della letteratura identifica molti tipi di <em>potenzialità </em>e la presente ricerca sceglie di sviluppare il <em>potenziale trasformativo</em>, concentrandosi principalmente sulle caratteristiche fisiche degli edifici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La teoria del riutilizzo adattivo presenta il “potenziale di adattamento degli edifici” come la somma degli elementi che determinano il grado di libertà nell&#8217;adattamento. Inoltre, senza definire tale <em>potenziale</em>, emerge come fondamentale il modo in cui è possibile prevenirne la perdita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ipotesi affronta questo <em>potenziale trasformativo</em> nella forma architettonica, considerando tale forma come uno stato di equilibrio tra la struttura dello spazio e i materiali. La tesi analizzerà l&#8217;evoluzione sia qualitativa che quantitativa della forma, nella morfologia e nei materiali, in un momento specifico e seguendo prospettive diacroniche e transcalari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un approccio consolidato negli studi sul riutilizzo adattivo, la metodologia di questo lavoro consiste nel fare riferimento a casi di studio collettivi. Il campione è composto da 20 casi di successo di edifici adattati in tutta Europa negli ultimi 15 anni, compresi progetti di adattamento che vanno da interventi radicali a interventi minimi. La selezione dei casi di studio comprenderà studi relativi a una varietà di tipi morfostrutturali. La classificazione degli edifici in tipologie copre i trattati classici che vanno da Vitruvio a Durand. In questo caso, la proposta è quella di smantellare la classificazione tipologica classica a favore di una classificazione morfologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La metodologia integra tre metodi principali. In primo luogo, l&#8217;analisi morfologica consiste in una riprogettazione critica degli edifici originali, evidenziando le caratteristiche dimensionali e gli aspetti configurazionali e la loro evoluzione nel contesto urbano. In secondo luogo, la valutazione retrospettiva dell&#8217;energia incorporata mostra il flusso di materie prime in ciascuna attività di riutilizzo utilizzando una formula semplificata I-O. In terzo luogo, la valutazione delle fasi di degrado applica un metodo rivisto di “strati di taglio” <em>(shearing layers)</em> per valutare l&#8217;integrità dell&#8217;edificio nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è esprimere il <em>potenziale trasformativo</em> come una relazione tra caratteristiche dimensionali, energia incorporata e tasso di degrado, delineando un modello all&#8217;interno delle caratteristiche esistenti e degli interventi di riuso adattivo. Questo <em>potenziale trasformativo</em> può dare peso alle molteplici opzioni d&#8217;uso negli edifici esistenti, smontando la classificazione tradizionale in base alla funzione originale.</p>
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		<title>Soluzioni energetiche intelligenti per città e politiche sostenibili</title>
		<link>https://full.polito.it/research/smart-energy-solutions-for-sustainable-cities-and-policies/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 14:32:13 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://full.quivi.it/?post_type=research&#038;p=1090</guid>

					<description><![CDATA[<p>Abstract La riduzione dei consumi energetici negli edifici è un punto fondamentale delle politiche dell&#8217;UE per il raggiungimento degli obiettivi energetici e climatici. Lo scopo di questa ricerca è quello di progettare modelli energetici su scala urbana &#8211; utilizzando strumenti GIS &#8211; in grado di esplorare il consumo, la produzione e la produttività energetica e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Abstract</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La riduzione dei consumi energetici negli edifici è un punto fondamentale delle politiche dell&#8217;UE per il raggiungimento degli obiettivi energetici e climatici. Lo scopo di questa ricerca è quello di progettare modelli energetici su scala urbana &#8211; utilizzando strumenti GIS &#8211; in grado di esplorare il consumo, la produzione e la produttività energetica e di valutare come il consumo energetico cambi in base all&#8217;ambiente urbano e alle condizioni climatiche. L&#8217;obiettivo è quello di creare una piattaforma, come un atlante energetico urbano, per aiutare gli urbanisti e i responsabili politici a pianificare città sostenibili e sistemi energetici intelligenti. Questi modelli e strumenti energetici su scala territoriale possono essere utilizzati per:</p>



<p class="wp-block-paragraph">esplorare il consumo energetico, le emissioni e le condizioni di comfort termico;</p>



<p class="wp-block-paragraph">valutare quantitativamente le strategie di ristrutturazione e il loro impatto sul territorio;</p>



<p class="wp-block-paragraph">promuovere soluzioni verdi intelligenti attraverso l&#8217;uso di meccanismi finanziari e incentivi;</p>



<p class="wp-block-paragraph">identificare politiche energetiche efficaci, tenendo conto delle caratteristiche reali degli edifici, della popolazione e della morfologia urbana (ad esempio per le norme edilizie).</p>
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