L’Italia è un paese di proprietari di immobili. Tuttavia, secondo le statistiche nazionali, gli inquilini che pagano l’affitto in contanti non sembrano essere svantaggiati rispetto ai proprietari: 9 milioni di inquilini spendono in media 400 euro al mese per l’affitto (solo il 14% del reddito medio nazionale). Nelle grandi città, queste cifre cambiano radicalmente. Nel caso di Milano, la superficie degli appartamenti in affitto a prezzi accessibili è di circa 30 mq – la superficie corrispondente al 30% dell’affitto mediano rispetto al reddito mediano della città -, mentre la superficie mediana degli appartamenti in affitto in città è di 70 mq.
Le città sono il luogo in cui la Wohnungsfrage di Engels si è sempre manifestata nella sua forma più grave, storicamente in tipologie abitative appositamente costruite come le Mietskasernen di Berlino, i caseggiati di New York e gli immeubles de rapport parigini.
Nell’Europa del dopoguerra, le condizioni sociali di degrado associate a queste tipologie hanno dato il via a una serie di sperimentazioni nel campo dell’edilizia sociale, assegnando allo Stato anche il ruolo di grande proprietario immobiliare. La fornitura massiccia di alloggi ha portato anche agli standard dimensionali ancora in uso nelle norme urbanistiche.
Parallelamente a questa tendenza dominante, alcune tipologie abitative sono state progettate e ottimizzate partendo dalle dimensioni del corpo umano. L’hotel, sin dalla sua prima concezione alla fine del XVIII secolo negli Stati Uniti, è sempre stato un incubatore di innovazione domestica.
Oggi, se osserviamo le principali città del mondo, troviamo tipologie abitative ibride, che mescolano gli spazi e i servizi dell’hotel alle nozioni di comfort e sicurezza tipicamente associate al tradizionale appartamento in affitto. In questo senso, l’alloggio in affitto funziona contemporaneamente come abitazione e come una costellazione di servizi inclusi. Unità di dimensioni ridotte sono combinate con aree comuni e strutture in singoli edifici. Inoltre, il servizio di pulizia e la gestione simile a quella di un hotel sono solitamente inclusi nel canone di locazione. A seconda del budget e degli utenti target, ciò può assumere la forma di co-living per studenti e professionisti, appartamenti di lusso o di marca, appartamenti serviti e appartamenti per anziani.
Quali sarebbero le conseguenze in una città dove nessuno possiede una casa, ma tutti possono affittarne una?