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	<title>Quaderni FULL - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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	<description>the Future Urban Legacy Lab</description>
	<lastBuildDate>Thu, 28 May 2026 12:35:31 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Quaderni FULL - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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		<title>#14 – Vivere la città universitaria</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/14-vivere-la-citta-universitaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 14:05:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le città che stanno rafforzando il loro ruolo di centri di formazione superiore stanno vivendo processi di trasformazione che mettono a dura prova le loro società, l’ambiente e le economie. In questo contesto, la complessa interazione tra le strategie urbane e l’agenda delle università, l’offerta e la domanda di alloggi e la lotta per trovare [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Le città che stanno rafforzando il loro ruolo di centri di formazione superiore stanno vivendo processi di trasformazione che mettono a dura prova le loro società, l’ambiente e le economie. In questo contesto, la complessa interazione tra le strategie urbane e l’agenda delle università, l’offerta e la domanda di alloggi e la lotta per trovare alloggi a prezzi accessibili rimangono un’area poco esplorata dalla ricerca e dalle politiche pubbliche, nonostante influenzi profondamente la vita degli studenti e, in generale, la sostenibilità sociale della città.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il progetto di ricerca LINUS</strong>&nbsp;–&nbsp;<em>Living the university city:</em>&nbsp;<em>student housing as driver of changes</em>, affronta questi aspetti concentrandosi sulle dinamiche degli alloggi per studenti come motore dei cambiamenti urbani, in cui le politiche di attrazione di università e città e la relativa crescita della popolazione studentesca mettono sotto pressione i sistemi abitativi locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questo volume</strong>&nbsp;raccoglie gli Atti della Conferenza pubblica Vivere la città universitaria, L’abitare studentesco come generatore di trasformazioni, tenutasi a Padova il 31 maggio 2024.&nbsp;La conferenza è stata organizzata nell’ambito del Progetto di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN PNRR 2022) dal titolo LINUS – Living the University City, finanziato&nbsp;dall’Unione europea – NextGenerationEU&nbsp;tramite il Ministero per l’Università e la Ricerca (MUR) con fondi PNRR.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni capitolo si apre con interventi a cura dei delle coordinatrici e dei coordinatori delle sessioni, con analisi e posizionamento nella letteratura e nei dibattiti nazionali ed internazionali, accademici e delle politiche. Completano la seconda parte di ogni capitolo i contributi delle persone ospiti della conferenza. In linea con il quadro investigativo del progetto, infatti, il seminario ha favorito il confronto tra un gruppo multidisciplinare di accademici, con esperti del settore dell’abitare studentesco e decisori pubblici, articolando la discussione attorno a tre assi principali: i sistemi universitari, la città – intesa come sistema decisionale pubblico e locale, e il corpo studentesco nel suo complesso.</p>
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		<item>
		<title>#13 &#8211; La povertà energetica nel patrimonio edilizio privato a Torino</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/13-la-poverta-energetica-nel-patrimonio-edilizio-privato-a-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 08:56:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La complessa sfida europea legata alla transizione energetica richiede un cambiamento profondo nella concezione dei sistemi energetici attuali, i quali preservano ancora una forte dipendenzadai combustibili fossili, con implicazioni sia economiche sia sociali. La nuova direttiva sulla prestazione energetica degli edifici EPBD 2018/844/UE mira a migliorare la qualità edilizia e le prestazioni energetiche degli edifici [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-left wp-block-paragraph">La complessa sfida europea legata alla transizione energetica richiede un cambiamento profondo nella concezione dei sistemi energetici attuali, i quali preservano ancora una forte dipendenza<br>dai combustibili fossili, con implicazioni sia economiche sia sociali. La nuova direttiva sulla prestazione energetica degli edifici EPBD 2018/844/UE mira a migliorare la qualità edilizia e le prestazioni energetiche degli edifici esistenti non solo tramite la riqualificazione tecnologica ma anche affrontando il tema<br>della povertà energetica, ossia aiutando le persone ad affrontare le spese energetiche e ad accedere alle nuove tecnologie.<br>In questo contesto, la ricerca “Poveri noi: la povertà energetica delle famiglie italiane” prende in considerazione la povertà energetica a partire dallo spazio costruito, esplorando le relazioni tra i comportamenti degli abitanti e le caratteristiche delle abitazioni. L’obiettivo è quello di misurare la povertà energetica in un caso di edilizia privata attraverso un approccio metodologico interdisciplinare, che combina prospettive provenienti dall’architettura, dall’ingegneria energetica e dalla geografia, al fine di suggerire prospettive di trasformazione integrate e adattabili. La sperimentazione è avvenuta attraverso un caso studio reale (un edificio residenziale multipiano ubicato a Torino) che ha permesso di analizzare il complesso sistema di relazioni tra abitudini, consumi ed ambiente, attraverso rilievi di dati<br>energetici ed edilizi.</p>
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		<item>
		<title>#12 – Torino non è una città solo per ricchi.</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/12-torino-non-e-una-citta-solo-per-ricchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2023 12:52:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Se la crisi economico-finanziaria del 2008 ha avuto un profondo impatto in termini di accesso alla casa (soprattutto per i nuclei familiari a reddito medio-basso), la crisi pandemica non solo ha aggravato questo quadro, ma ha anche parzialmente modificato la percezione delle famiglie rispetto alle caratteristiche desiderabili di un’abitazione (con una nuova attenzione, per esempio, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Se la crisi economico-finanziaria del 2008 ha avuto un profondo impatto in termini di accesso alla casa (soprattutto per i nuclei familiari a reddito medio-basso), la crisi pandemica non solo ha aggravato questo quadro, ma ha anche parzialmente modificato la percezione delle famiglie rispetto alle caratteristiche desiderabili di un’abitazione (con una nuova attenzione, per esempio, all’importanza di balconi e giardini). Su questo sfondo appare indispensabile – non solo in termini di ricerca accademica, ma anche e soprattutto di politiche pubbliche – avere a disposizione un quadro chiaro e preciso delle caratteristiche attuali della domanda e dell’offerta di abitazioni nel nostro paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro ha l’obiettivo di contribuire a fare luce sullo stato del mercato immobiliare (post-)pandemico, focalizzandosi in particolare sull’offerta a disposizione della cosiddetta “generazione fuori mercato” e chiedendosi quanto il combinato disposto di crisi economico-finanziaria e crisi pandemica abbia aumentato le barriere di accesso alla casa per questo gruppo. Per farlo, si analizza il caso studio di Torino e dei comuni della sua corona metropolitana, rispetto ai quali è indagata la disponibilità di alloggi privati in vendita e in affitto, letta in connessione ad alcune caratteristiche rilevanti di tale patrimonio (per esempio, localizzazione, prezzo e metratura). L’anno di riferimento è il 2021, un anno “sospeso tra passato e futuro”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver presentato l’analisi dei dati relativi alla disponibilità di abitazioni in affitto e in vendita – che vengono presentati prevalentemente sotto forma di mappe – il presente rapporto si conclude con due esempi, fittizi ma assolutamente plausibili, di “famiglie tipo” appartenenti a una fascia di reddito medio-bassa, in cerca di casa nella città di Torino e nel suo hinterland. Investigando l’offerta privata disponibile in relazione alle esigenze di queste due famiglie, è possibile comprendere, nel concreto, problemi e prospettive dell’accessibilità alla casa nel periodo (post-) pandemico a Torino e dintorni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>#11 &#8211; Torino da fuori.</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/torino-da-fuori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 13:39:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il rapporto è frutto di un’indagine lanciata fra giugno e settembre 2021, mirante ad ottenere informazioni sulle condizioni di vita e le scelte abitative di studenti e studentesse fuorisede e internazionali a Torino. Le analisi contenute nel rapporto si inseriscono all’interno del più ampio lavoro condotto da un gruppo di ricerca del Dipartimento Interateneo di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto è frutto di un’indagine lanciata fra giugno e settembre 2021, mirante ad ottenere informazioni sulle condizioni di vita e le scelte abitative di studenti e studentesse fuorisede e internazionali a Torino. Le analisi contenute nel rapporto si inseriscono all’interno del più ampio lavoro condotto da un gruppo di ricerca del Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio (DIST) all’interno del progetto di ricerca europeo <em>Horizon 2020 SMARTDEST – Cities as mobility hubs. Tackling social exclusion through smart citizen engagement</em>. La scelta di studiare la specifica componente dei fuori sede, tralasciando quindi gli studenti in sede o pendolari, è legata al focus del progetto, orientato ad indagare la popolazione studentesca come popolazione mobile e temporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il questionario anonimo (in appendice), divulgato attraverso la collaborazione degli Atenei, è stato compilato da un totale di 1.538 persone, principalmente iscritte all’Università o al Politecnico. Sebbene il campione rappresenti una percentuale minima del totale degli iscritti provenienti da fuori regione (la cui cifra si aggira intorno alle 40.000 unità), le analisi contenute nel rapporto rappresentano il primo tentativo d’indagine sul tema a Torino. In un contesto in cui la città è interessata ogni anno dall’aumento del numero di giovani che scelgono di studiare a Torino, comprenderne i desideri, le aspettative, i percorsi e le eventuali difficoltà incontrate potrebbe permettere di avere ulteriori strumenti per tracciare future linee di intervento in materia di capacità attrattiva della città, accoglienza, inclusione, servizi e offerta abitativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi delle risposte al questionario è corredata da un corposo contributo cartografico, composto da mappe che mostrano la localizzazione dei domicili della popolazione universitaria fuorisede e internazionale di Università e Politecnico per gli anni accademici 2017/18 e 2020/21. Il campione è composto da 11.763 individui (6.247 Unito e 5.516 Polito) per l’a.a. 2017/18 e da 9.030 individui (5.276 Unito e 3.754 Polito) per l’a.a. 2020/21. Entrambi i campioni sono esito di un’estrazione di dati effettuata su due database contenenti i dati relativi a residenza e domicilio di tutte le persone immatricolate ai due principali Atenei della città per gli ultimi dieci anni accademici (2010/11 – 2020/21).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>#10 – Progettare il futuro del passato</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/10-designing-the-future-of-the-past/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2023 13:53:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come preservare (o meno) ciò che abbiamo ereditato è una questione contemporanea fondamentale che influenza in modo significativo la definizione di un futuro sostenibile e desiderabile. In un mondo alle prese con la sfida di conservare il nostro patrimonio culturale per gli anni a venire, i confini che definiscono ciò che costituisce il patrimonio sono [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Come preservare (o meno) ciò che abbiamo ereditato è una questione contemporanea fondamentale che influenza in modo significativo la definizione di un futuro sostenibile e desiderabile. In un mondo alle prese con la sfida di conservare il nostro patrimonio culturale per gli anni a venire, i confini che definiscono ciò che costituisce il patrimonio sono diventati sempre più sfumati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo opuscolo approfondisce il dibattito internazionale in corso sulla conservazione (o meno) del patrimonio architettonico. Esaminando come anche gli aspetti meno noti della nostra eredità culturale svolgano un ruolo fondamentale nella discussione più ampia, questa pubblicazione offre spunti di riflessione sulle prospettive in evoluzione che plasmano il futuro potenziale del nostro patrimonio architettonico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I contributi, che spaziano dal patrimonio critico, all&#8217;architettura del riutilizzo, agli studi letterari futuri, alla post-conservazione e alla contro-conservazione, delineano la doppia natura dell&#8217;eredità costruita del passato: un bene comune sia positivo che negativo, influenzato dai contesti sociali, culturali, economici e ambientali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fornendo una panoramica completa delle principali teorie internazionali, il libro mira a promuovere il dialogo interdisciplinare sull&#8217;adattamento del patrimonio urbano, storico e paesaggistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il volume raccoglie i risultati del seminario internazionale “Progettare il futuro del passato”, tenutosi il 17-18 febbraio 2022 a Torino. L&#8217;evento è stato organizzato in collaborazione con i programmi di dottorato in “Architettura: Storia e Progetto” e ha visto la partecipazione del programma di dottorato in “Patrimonio Architettonico e Paesaggistico” del Politecnico di Torino. Questo seminario intensivo è stato parte integrante del corso di dottorato DASP intitolato “Progettare il futuro del passato” per l&#8217;anno accademico 2022-2023.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>#9 – Parchi urbani di nuova generazione</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/9-parchi-urbani-di-nuova-generazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Namitha Manappurath]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Mar 2023 11:58:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Parco del Valentino è uno dei parchi più amati della città di Torino e uno dei luoghi dove si condensa la memoria collettiva della città. Qui Cristina di Francia costruì nel XVII secolo la sua residenza reale, ampliando e trasformando una villa fluviale affacciata sul Po. Qui si sono svolte anche le Esposizioni Internazionali di fine [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Parco del Valentino</strong> è uno dei parchi più amati della città di Torino e uno dei luoghi dove si condensa la memoria collettiva della città. Qui Cristina di Francia costruì nel XVII secolo la sua residenza reale, ampliando e trasformando una villa fluviale affacciata sul Po. Qui si sono svolte anche le Esposizioni Internazionali di fine Ottocento e inizio Novecento e le gare automobilistiche del Gran Premio del Valentino.<br>Nell’ambito del finanziamento Next Generation EU, il Ministero della Cultura italiano ha individuato la valorizzazione del parco del Valentino come una delle 14 attrazioni culturali presenti in Italia da riqualificare attraverso finanziamenti e progettazioni ad hoc.<br>Il <strong>masterplan </strong>mira a consentire alla Città di Torino di identificare la strategia di spesa più efficace per massimizzare l’effetto degli investimenti relativi ai fondi strutturali previsti per produrre impatti socio-economici positivi ed effetti domino duraturi. L’indagine risponde a <strong>quattro domande</strong> principali: 1) Come sono i parchi urbani contemporanei e perché le persone li visitano? 2) Il parco urbano Valentino è un parco contemporaneo? 3) Qual è il suo potenziale inespresso? 4) Quale strategia può attivare il suo potenziale inespresso?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><mark style="background-color:#ff6900" class="has-inline-color">NB</mark> &#8211; il file scaricabile da questa pagina è un estratto, per avere una copia gratuita del file completo (160MB) scrivere a full@polito.it</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>#8 &#8211; Coding Tur(i)n</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/coding-turin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Namitha Manappurath]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Sep 2022 14:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il secondo quaderno legato al progetto Re-Coding raccoglie le proposte operative per la rappresentazione e la narrazione del sistema regolativo urbano della città di Torino. Lo sviluppo di una infrastruttura digitale all’interno della quale integrare l’accesso al sistema regolativo, la rappresentazione chiara dei suoi contenuti, la costruzione di un racconto delle previsioni di piano che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il secondo quaderno legato al progetto Re-Coding raccoglie le proposte operative per la rappresentazione e la narrazione del sistema regolativo urbano della città di Torino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sviluppo di una infrastruttura digitale all’interno della quale integrare l’accesso al sistema regolativo, la rappresentazione chiara dei suoi contenuti, la costruzione di un racconto delle previsioni di piano che ricomponga progettualità in atto sono le ipotesi da cui muove questo lavoro per rafforzare il ruolo del sistema regolativo come strumento abilitante per il progetto della città futura. La raccolta di azioni che ne consegue, per quanto non sistematica, è costruita nel tentativo di toccare nodi del sistema regolativo, la cui modifica può portare a innovazioni sostanziali negli usi e nelle forme della città.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>#7 &#8211; Dentro, fuori, oltre</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/dentro-fuori-oltre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Namitha Manappurath]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2022 15:07:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il quaderno presenta i risultati del progetto di ricerca sviluppato dal Future Urban Legacy Lab sugli spazi interni ed esterni dell’Istituto Comprensivo “C. Alvaro &#8211; P. Gobetti” di Torino. La ricerca, condotta in collaborazione con il corpo docente della scuola, si svolge sulla traccia di una riflessione sull’infrastruttura scolastica avviata da FULL da oltre un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il quaderno presenta i risultati del progetto di ricerca sviluppato dal Future Urban Legacy Lab sugli spazi interni ed esterni dell’Istituto Comprensivo “C. Alvaro &#8211; P. Gobetti” di Torino. La ricerca, condotta in collaborazione con il corpo docente della scuola, si svolge sulla traccia di una riflessione sull’infrastruttura scolastica avviata da FULL da oltre un anno, di cui rappresenta un’applicazione sperimentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro, che mira a condividere esperienze e informazioni di interesse tecnico-scientifico connessa al settore dell’edilizia scolastica, è pensato come uno strumento da utilizzare come punto di partenza per le progettualità di una comunità scolastica allargata e come uno stimolo all’innovazione didattica messa in campo dal corpo docente, anche in condizioni di progettazione mutevoli e incerte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>#6 – Re-school</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/re-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2022 14:18:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto&#160;Re-school&#160;nasce dalla collaborazione tra Fondazione Agnelli e il Future&#160;Urban Legacy&#160;Lab del Politecnico di Torino con un obiettivo preciso: offrire strumenti per la rigenerazione del patrimonio edilizio della scuola italiana affrontando i temi della sicurezza, dell’ambiente e dell’innovazione didattica. I circa 40.000 edifici che costituiscono l’infrastruttura scolastica italiana sono un’eredità stratificata e capillarmente diffusa sul [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il progetto&nbsp;<em>Re-school&nbsp;</em>nasce dalla collaborazione tra Fondazione Agnelli e il Future&nbsp;<em>Urban Legacy&nbsp;</em>Lab del Politecnico di Torino con un obiettivo preciso: offrire strumenti per la rigenerazione del patrimonio edilizio della scuola italiana affrontando i temi della sicurezza, dell’ambiente e dell’innovazione didattica. I circa 40.000 edifici che costituiscono l’infrastruttura scolastica italiana sono un’eredità stratificata e capillarmente diffusa sul territorio nazionale, che richiede un ripensamento anche alla luce dei cambiamenti sociali, demografici e pedagogici degli ultimi decenni.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>#5 &#8211; Cittadella di Alessandria</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/cittadella-di-alessandria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Namitha Manappurath]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 18:09:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Cittadella di Alessandria è un complesso edilizio fortificato, il cui impianto risale alla seconda metà del Settecento, collocato a ridosso del Tanaro e affacciato sulla Città di Alessandria. Unica fortezza di pianura realizzata dai Savoia, essa è anche l’unica nel suo genere à la Vauban ad essersi conservata intatta nell’impianto completo e percepibile nella [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La Cittadella di Alessandria è un complesso edilizio fortificato, il cui impianto risale alla seconda metà del Settecento, collocato a ridosso del Tanaro e affacciato sulla Città di Alessandria. Unica fortezza di pianura realizzata dai Savoia, essa è anche l’unica nel suo genere à la Vauban ad essersi conservata intatta nell’impianto completo e percepibile nella sua unitarietà, in geometria e materia.<br>La Cittadella, per la sua semplice estensione —115 mila m2 di edifici, a cui corrispondono 600 mila m2 di opere di fortificazione— richiede un approccio innovativo, che coniughi esigenze di conservazione, possibili riusi e sostenibilità economico-gestionale. Non è qui pensabile ripercorrere esperienze recenti —pur di successo — come il restauro della Venaria Reale e la sua musealizzazione. In questo, la Cittadella rappresenta una condizione ricorrente nella tutela di patrimoni di grande estensione e ‘bassa densità’ patrimoniale. Compendi militari, ma anche industriali, in localizzazioni e contesti in cui non è pensabile una ‘patrimonializzazione’ che abbia come unico orizzonte la sola conservazione del bene come testimonianza, ma dove neppure è legittimo che l’edificato possa essere utilizzato indifferentemente come ‘contenitore’ per gli usi più diversi o, peggio, che si selezionino alcuni elementi destinati ad essere tramandati al futuro, eliminandone altri. Occorre qui sperimentare un nuovo approccio, che chiamiamo riuso adattivo.<br>Lo proponiamo basandoci sulla lettura dell’ultimo quarto di secolo di vicende della Cittadella, ancor prima della sua definitiva dismissione. Più che i grandi progetti top-down — quasi tutti arenatisi nello scoglio della sproporzione tra fondi disponibili e costi necessari — hanno contribuito a rendere la Cittadella fruita con continuità e quindi anche conosciuta, amata e tutelata una miriade di piccole e grandi iniziative bottom- up, e la decisione dell’Amministrazione nel consentirle e sostenerle. Esse hanno fatto della Cittadella—anche grazie al nuovo ponte sul Tanaro, che ha avvicinato la Cittadella alla città—un luogo pubblico vivo e frequentato.<br>In questa esperienza sta il germe del nostro approccio incrementale, per fasi, al progetto e del modello gestionale leggero che proponiamo. La definizione delle fasi e della loro sequenza si basa sul riconoscimento delle caratteristiche specifiche dei diversi edifici e spazi aperti, in modo che le fasi di intervento restituiscano progressivamente spazi e complessi coerenti alla fruizione, attraverso un insieme minimale di interventi che vanno dalla semplice preservazione all’inserimento dei dispositivi minimi necessari alla fruizione in sicurezza e, ove necessario, comfort.<br>La prima tranche di finanziamento diventa così l’innesco — con ricadute immediate — di un programma esteso ed aperto di riuso adattivo che, governato da un modello di gestione sostenibile — polo fieristico a partecipazione mista — sarà in grado di attirare operatori pubblici e privati.<br>Alla luce dei finanziamenti attualmente a disposizione (34M€ complessivi), la strategia di riuso elaborata prevede un programma di interventi puntuali e leggeri volti sia ad arrestare il degrado delle opere — edifici e fortificazioni — sia ad attivare una pacifica riconquista della Cittadella rafforzando quanto già in atto attraverso la costruzione di una piattaforma di supporto e in grado di attirare flussi internazionali.<br>L’avvio del cantiere della Cittadella sarà anche l’avvio di un grande cantiere di conoscenza che, a partire da quanto le prime indagini storiche, archeologiche, archivistiche, tecniche e progettuali hanno già evidenziato, farà della Cittadella di Alessandria uno dei luoghi centrali del dibattito internazionale sul patrimonio, la conservazione e il riuso di quanto il nostro passato ci ha lasciato in eredità viva.</p>
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