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	<title>Altro - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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	<title>Altro - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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		<title>GECT &#8211; i Gruppi Europei di Collaborazione Territoriale in Italia</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/gect-i-gruppi-europei-di-collaborazione-territoriale-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 14:44:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I Gruppi Europei di Cooperazione Territoriale (GECT) sono organismi istituzionalizzati finalizzati a programmare e gestire attività transfrontaliere e transnazionali. Si basano sul regolamento 1082/2006 (successivamente aggiornato con regolamento 1302/2013), che consente a soggetti pubblici di Stati membri diversi di formare, insieme, una nuova entità dotata di personalità giuridica, ricorre nel 2026 il ventennale dalla loro [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">I Gruppi Europei di Cooperazione Territoriale (GECT) sono organismi istituzionalizzati finalizzati a programmare e gestire attività transfrontaliere e transnazionali. Si basano sul regolamento 1082/2006 (successivamente aggiornato con regolamento 1302/2013), che consente a soggetti pubblici di Stati membri diversi di formare, insieme, una nuova entità dotata di personalità giuridica, ricorre nel 2026 il ventennale dalla loro istituzione. Si tratta delle prime strutture di cooperazione con personalità giuridica che sono state definite dal diritto dell’Unione europea. In Italia, la normativa di attuazione del regolamento europeo del 2006 è stata adottata nel 2009. I GECT sono disciplinati da una Convenzione conclusa all’unanimità dai membri e da uno Statuto approvato successivamente, e mirano a facilitare e promuovere la cooperazione territoriale, con il fine ultimo di rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale nell&#8217;Unione Europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’origine delle istituzioni transfrontaliere risale alla seconda metà degli anni Cinquanta, quando enti subnazionali attraverso le frontiere europee hanno sentito l’esigenza di avviare forme strutturate di cooperazione per affrontare problematiche comuni, o per cogliere comuni opportunità di sviluppo e miglioramento della qualità della vita per le popolazioni di frontiera. Tali istanze sono state colte e accompagnate soprattutto in seno al Consiglio d’Europa, anche come strumento di pacificazione a seguito del secondo conflitto mondiale. Sono così nate le prime “Euroregioni” (la prima viene tradizionalmente individuata come istituita alla frontiera tra Germania e Olanda tra tre associazioni municipali nel 1958), seguite dall’emergere delle “Comunità di lavoro”, generalmente orientate allo sviluppo economico e di area più vasta. Parallelamente, nel 1972, è stata istituita l’Associazione delle Regioni Frontaliere Europee (AEBR) – primo organo collegiale rappresentativo delle istanze delle regioni frontaliere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la prima riforma dei fondi strutturali (nel 1989) e la definizione di una vera e propria politica regionale europea, la cooperazione transfrontaliera è stata dotata di fondi specifici attraverso l’istituzione dei programmi Interreg.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A partire dagli anni Novanta, grazie anche alle risorse messe a disposizione nel quadro delle politiche di coesione, i tentativi di istituzionalizzare le relazioni transfrontaliere e territoriali si sono moltiplicati; è in questo contesto che deve essere letta l’approvazione del regolamento dei GECT, che a partire dal 2006 si è proposto di offrire uno strumento “pronto all’uso” per la costituzione di organismi transfrontalieri, transnazionali e interregionali a scala subnazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I GECT hanno acquisito una rilevanza e diffusione crescente nel corso degli ultimi anni, anche grazie all’attenzione sempre più strategica dedicata alla cooperazione territoriale europea, che a partire dal 2007 è uno dei macro-obiettivi prioritari della politica di coesione. Inoltre, la pandemia da Covid-19 se ha, da un lato, mostrato la fragilità dei processi di integrazione a scala sub-nazionale, con gli attori locali e regionali frontalieri che si sono trovati spiazzati dalle chiusure dei confini nazionali spesso adottate unilateralmente e improvvisamente dagli Stati membri; d’altro lato ha anche rafforzato un movimento coordinato di Regioni di confine europee, che chiedono con forza il riconoscimento del proprio status specifico e una maggiore diffusione dei servizi pubblici transfrontalieri. Il tema della cooperazione transfrontaliera e degli strumenti ad essa dedicati è oggi di grande attualità e rilevanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad agosto 2025 (ultimo aggiornamento disponibile) risultavano censiti nel registro ufficiale dei GECT (gestito dal Comitato delle Regioni) 91 Gruppi operanti dentro e attraverso il territorio dell’Unione europea; tra questi, quattordici prevedono una partecipazione italiana. Sono, inoltre, in corso di costituzione altri GECT con il coinvolgimento di soggetti italiani, con processi a diversi gradi di maturazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le esperienze dei GECT presentano inevitabilmente dei tratti comuni, dal momento che si fondano sul medesimo strumento. Parimenti, però, presentano numerosi elementi di differenza, che è possibile individuare ed analizzare attraverso diverse direttrici. Tra queste si possono menzionare le caratteristiche proprie dei territori in cui si collocano, l’anno di istituzione e dunque la longevità, gli obiettivi che scelgono di perseguire, i modelli di governance che adottano, le principali fonti di finanziamento e le progettualità, il livello di integrazione raggiunto e di esperienze maturate, il livello di coinvolgimento politico e tecnico, l’appartenenza comune a determinati Stati membri, l’eventuale partecipazione di territori non membri Ue.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mancava, sinora, uno studio approfondito e sistematico delle esperienze dei GECT in Italia che potesse, da un lato, consentire di capire che cosa si è raggiunto sinora attraverso questo strumento e quali sono le prospettive future; dall’altro, permettere ai Gruppi stessi di conoscersi reciprocamente apprendendo attraverso uno scambio di esperienze e buone pratiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto “I Gruppi Europei di Cooperazione Territoriale in Italia: Stato dell’arte e raccomandazioni di policy” si è posto l’obiettivo di colmare questa lacuna. Finanziato nell’ambito del Progetto ITALIAE2 , il progetto nasce da un accordo tra il Dipartimento degli affari regionali e le autonomie (DARA) della Presidenza del Consiglio dei ministri, che cura l’istruttoria degli atti di autorizzazione alla costituzione dei GECT e provvede alla tenuta del Registro nazionale dei GECT (ai sensi dell’articolo 46 della legge 7 luglio 2009 n. 88), e l’Istituto di Studi sui Sistemi Regionali Federali e sulle Autonomie del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr Issirfa). Per la realizzazione delle attività previste, il Cnr Issirfa ha scelto di avvalersi della collaborazione di due centri di riconosciuto prestigio con competenze specifiche in materia di cooperazione territoriale: il laboratorio FULL – Future Urban Legacy Lab del Politecnico di Torino e l’Istituto di Studi Federali Comparati di EURAC Research.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività condotte durante la vita del progetto (luglio 2024 – dicembre 2025) possono essere fatte rientrare in tre categorie:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attività di ricerca: il progetto si è posto l’obiettivo di indagare lo strumento dei GECT e la sua attuazione pratica in Italia, anche attraverso una indagine diretta sulle esperienze dei soggetti pubblici italiani in materia;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attività di accompagnamento: il progetto ha offerto una piattaforma per mettere i GECT esistenti e quelli in costituzione in contatto tra loro e discutere delle problematiche e opportunità dello strumento. Attività di accompagnamento specifico sono state condotte anche per alcuni GECT in formazione;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attività di supporto normativo: il progetto ha fornito lo spazio per discutere il quadro normativo europeo e nazionale, e proporre un adeguamento di quest’ultimo alle novità introdotte con il regolamento 1302/2013.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il volume rende conto di tutte queste attività, ed è strutturato come segue.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il capitolo 1 presenta una review della principale letteratura esistente in materia di GECT a livello nazionale e internazionale. Oltre a fare il punto sullo stato dell’arte delle pubblicazioni che hanno approfondito l’esperienza dei GECT negli ultimi 20 anni, la review ha costituito il punto di partenza per l’individuazione delle questioni aperte successivamente affrontate nell’analisi dei GECT in Italia. Il capitolo 2 illustra l’attuale quadro normativo, a livello europeo e nazionale, sui GECT e ne discute le prospettive di riforma. Vengono inoltre presentati alcuni elementi sulle normative nazionali in alcuni paesi europei, in particolare quelli che ospitano GECT con partecipanti italiani. Il capitolo 3 presenta, attraverso un ampio corredo cartografico, una panoramica sui GECT con partecipanti italiani, raccontati e categorizzati sulla base dei diversi elementi che li caratterizzano (ad esempio: diritto italiano/straniero; anno di istituzione; tipologia di cooperazione territoriale; tipologia di attori partecipanti; risorse mobilitate). Il capitolo include, inoltre, una descrizione di ciascun GECT e delle tipologie di attività portate avanti. Il capitolo 4 rende conto delle attività di ricerca condotte. Dopo una breve introduzione metodologica vengono presentati i risultati dell’indagine, articolati su quattro tematiche principali: organizzazione interna (organi e processo decisionale; eventuali regolamenti interni; frequenza degli incontri, gestione del personale ecc.); finanziamento e risorse (fonti di finanziamento, con particolare focus sui programmi Interreg, e uso delle risorse); organizzazione esterna (relazioni istituzionali a diversi livelli; relazioni con il territorio; visibilità e comunicazione); questioni amministrative (legate all’attuazione delle attività e alla natura transfrontaliera degli enti). Nel capitolo 5 vengono discusse potenzialità e sfide dei GECT in Italia, sulla base degli elementi emersi dall’analisi. Si discute del valore aggiunto dello strumento GECT, anche in base alle diverse tipologie e approcci identificati, nonché dei principali limiti e problematiche che emergono nella sua applicazione e di eventuali prospettive future e potenzialità di miglioramento. Vengono inoltre identificati alcuni elementi di rilievo da tenere in considerazione per la costituzione di un GECT sulla base dei risultati dello studio. Nel capitolo 6 si discute delle attività operative messe in atto nell’ambito del progetto, tra cui un ciclo di seminari online (realizzati tra maggio e giugno 2025) e le attività di accompagnamento a esperienze in formazione; viene inoltre discussa la possibilità di replicare il modello adottato. Nel capitolo 7 vengono, infine, tracciate alcune conclusioni e raccomandazioni per il DARA e per una ottimale valorizzazione dello strumento GECT nel contesto italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto è corredato da due allegati: una check list che raccoglie i passaggi necessari per procedere all’istruttoria dei GECT; e una ampia raccolta bibliografica relativa alla cooperazione territoriale europea e ai GECT. Il lavoro di ricerca e accompagnamento– e dunque questo volume – offre i risultati di un primo tentativo di sistematizzare e mettere in rete la conoscenza accumulata dai GECT con partecipanti italiani a quasi 20 anni dall’approvazione del regolamento 1082/2006. I risultati del lavoro di ricerca restituiscono la fotografia di uno strumento dinamico e in evoluzione, che ha consentito sinora di raggiungere risultati molto significativi e, al tempo stesso, sembra non aver ancora raggiunto appieno lo sfruttamento del suo potenziale. Da questo punto di vista, il volume offre anche una serie di spunti per ulteriori approfondimenti e attività, in cui ricerca e accompagnamento possano sostenere l’efficacia e l’utilità delle azioni di cooperazione territoriale europea.</p>
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		<title>Designing forms for future solarscapes</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/designing-forms-for-future-solarscapes/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 14:09:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume presenta i primi risultati del progetto di ricerca Next Generation Solar Landscapes, finanziato dal programma Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito dei PRIN 2022. La ricerca affronta il tema del riuso e della riprogettazione dei campi fotovoltaici a fine vita, considerandoli non solo come infrastrutture energetiche ma come elementi capaci di generare nuovi [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il volume presenta i primi risultati del progetto di ricerca <strong>Next Generation Solar Landscapes</strong>, finanziato dal programma <strong>Ministero dell’Università e della Ricerca</strong> nell’ambito dei <strong>PRIN 2022</strong>. La ricerca affronta il tema del riuso e della riprogettazione dei campi fotovoltaici a fine vita, considerandoli non solo come infrastrutture energetiche ma come elementi capaci di generare nuovi paesaggi dell’energia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Partendo dalla diffusione capillare degli impianti fotovoltaici a terra in Italia, lo studio esplora come le operazioni di <strong>decommissioning</strong> e <strong>revamping</strong> possano diventare un’occasione per ripensare il rapporto tra produzione energetica, paesaggio e sistemi agricoli. Attraverso analisi territoriali, strumenti GIS e sperimentazioni progettuali su diversi contesti italiani, la ricerca propone strategie e modelli spaziali per trasformare i campi fotovoltaici esistenti in <strong>“solarscapes”</strong> di nuova generazione, capaci di integrare obiettivi energetici, ecologici e paesaggistici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro è il risultato di una collaborazione multidisciplinare tra gruppi di ricerca del <strong>Politecnico di Torino</strong>, del <strong>Politecnico di Milano</strong> e dell’<strong>Università degli Studi di Torino</strong>, che hanno integrato competenze di architettura, progettazione del paesaggio e agronomia per definire strumenti e visioni utili a orientare le future politiche e pratiche di trasformazione dei paesaggi energetici.</p>
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		<title>La pianificazione strategica di ambito fluviale. Possibili approcci e opportunità trasformative per il contesto torinese</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/la-pianificazione-strategica-di-ambito-fluviale-possibili-approcci-e-opportunita-trasformative-per-il-contesto-torinese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2024 12:59:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino presenta una mostra che, insieme a un amplissimo progetto territoriale, intende approfondire il tema della crisi climatica, offrendo una visione sinottica dei cambiamenti millenari lungo il percorso del fiume Po, paradigma di quanto sta avvenendo su scala mondiale. Il [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino presenta una mostra che, insieme a un amplissimo progetto territoriale, intende approfondire il tema della crisi climatica, offrendo una visione sinottica dei cambiamenti millenari lungo il percorso del fiume Po, paradigma di quanto sta avvenendo su scala mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto nasce in dialogo con l’Assessorato alla Cura della città, Verde Pubblico e sponde fluviali della Città di Torino e dalla collaborazione tra Palazzo Madama e fondamentali partner nazionali, da sempre impegnati sui temi della conservazione e tutela ambientale, in primis l’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po (ABDPO) e l’Agenzia Interregionale per il fiume Po (A.I.Po) insieme alle Riserve della Biosfera del Po, oggi unite nella Riserva MaB UNESCO Po Grande. Accanto a essi gli interpreti torinesi, dal Politecnico di Torino all’Università degli Studi di Torino, allo European Research Institute che quotidianamente portano avanti la ricerca e lo studio del Po e dell’acqua in generale da prospettive disciplinari diverse, e con la media partnership di Rai Radio3.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affrontando i temi essenziali del cambiamento climatico in un’esposizione che intesse un racconto visivo tutto sviluppato nell’interazione tra grande pittura e fotografia, illustrazione e infografica capaci di narrare il paesaggio italiano nella sua complessità e articolazione, dalle Alpi al mare, il progetto espositivo punta l’attenzione sul tema dell&#8217;acqua e in particolare sul nostro Grande Fiume, che da millenni determina il paesaggio e la vita della popolazione, è via di comunicazione ma anche supporto essenziale per le attività agricole e industriali, ed esplora le conseguenze e analizza le potenziali soluzioni messe in atto sul territorio dai diversi enti di ricerca e di tutela del Po.</p>



<p class="wp-block-paragraph">652 chilometri di lunghezza, 141 affluenti, quasi 87.000 chilometri quadrati di bacino idrografico, 19.850.000 di abitanti, il 37% della produzione agricola italiana, il 55% dell’industria zootecnica nazionale: il Po e il bacino padano, dove si produce il 40% del PIL nazionale, costituiscono una delle aree con la più alta concentrazione di popolazione, industrie e attività commerciali a livello europeo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo incredibile sviluppo è stato reso possibile grazie alla storica stabilità e abbondanza della portata delle acque del maggior fiume d’Italia, che provengono da innumerevoli fonti e processi naturali diversificati – sorgenti montane, fusione nivale, ghiacciai, grandi laghi e risorgive di pianura – ma che negli ultimi decenni hanno visto un significativo mutamento, portando a un fenomeno di crisi che si sta verificando ovunque a livello globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio per le sue peculiarità e per il suo portato di memoria, di stratificazione storica e di paesaggi, il Po – romano e pagano, bizantino e longobardo, feudale e delle signorie, delle campagne e delle città, romantico, agricolo, industriale, turistico e cinematografico – è capace di restituire in maniera emblematica e chiaramente percepibile la crisi climatica e i suoi effetti: la fisionomia del pianeta sta cambiando più rapidamente di quanto abbia fatto negli ultimi millenni ed è ormai dimostrato il ruolo che gli esseri umani hanno esercitato in questo processo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mostra Change! ha l’obiettivo di descrivere questi cambiamenti, offrendo occasioni di riflessione sulla crisi e sui possibili scenari di adattamento ad essa, ma anche di esortare all’azione e alla presa di coscienza: è tempo di agire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Change!, curata da Tiziana Caserta, Anna La Ferla e Giovanni C.F. Villa, è accompagnata da un catalogo, edito da Silvana Editoriale, con contributi &#8211; fra gli altri &#8211; di studiosi dell’Università degli Studi di Torino, dell’Università degli Studi di Bergamo, del Politecnico di Torino, del Politecnico di Milano, dell’ENEA, di Slow Food, di Adaptation.it e di Mondoserie.it.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Change! Ieri, oggi, domani. Il Po. (Milano: Silvana Editoriale, 2024), ISBN 978-88-3665-882-4: 170-179, catalogo della mostra Change! tenuta a Palazzo Madama, Torino.</p>
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		<title>Il prezzo degli annunci Airbnb europei in base alle variazioni della domanda</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/the-pricing-of-european-airbnb-listings-according-to-demand-variations/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Namitha Manappurath]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 09:19:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Abstract La pandemia di COVID-19 è uno shock esogeno di grande portata che ha colpito il settore turistico globale negli ultimi due anni (biennio 2020-2021). Data la sua peculiarità, questo articolo analizza una delle questioni più interessanti nella letteratura su Airbnb, ovvero il prezzo degli annunci Airbnb, avvalendosi di una metodologia basata sulla differenza nelle [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Abstract</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La pandemia di COVID-19 è uno shock esogeno di grande portata che ha colpito il settore turistico globale negli ultimi due anni (biennio 2020-2021). Data la sua peculiarità, questo articolo analizza una delle questioni più interessanti nella letteratura su Airbnb, ovvero il prezzo degli annunci Airbnb, avvalendosi di una metodologia basata sulla differenza nelle differenze, che attinge in larga misura alle differenze nelle politiche di risposta alla pandemia a livello nazionale. Basandosi su un set di dati contenente informazioni settimanali provenienti da 130.999 annunci attivi ininterrottamente in 27 paesi europei dal 2019 al 2020, questo documento indaga in primo luogo l&#8217;impatto esogeno delle politiche di risposta (rappresentate dall&#8217;indice di rigore COVID-19) sulla domanda e, in secondo luogo, tenendo conto dell&#8217;endogeneità della domanda di prezzi, analizza le risposte dei prezzi alle variazioni della domanda. I risultati mostrano che: i) gli aumenti dell&#8217;indice di rigore COVID-19 causano un calo significativo della domanda di Airbnb; ii) gli aumenti della domanda causano, in media, aumenti dei prezzi di Airbnb; e iii) la strategia di prezzo differisce tra host commerciali e privati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>the Future Urban Legacy Lab</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/the-future-urban-legacy-lab/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Dec 2021 11:57:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una panoramica delle attività del centro nei suoi primi quattro anni di attività.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una panoramica delle attività del centro nei suoi primi quattro anni di attività.</p>
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		<title>Poseur real estate &#8211; immobiliare in scena</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/poseur-real-estate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Namitha Manappurath]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 09:19:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La mercificazione dell’abitare è uno dei fenomeni contemporanei inscritti in un sistema abitativo deregolamentato, finanziarizzato e globalizzato. L’iper-mercificazione odierna considera la casa come uno strumento di accumulazione finanziaria, accentuando la distanza rispetto alla sua funzione residenziale. Un’attività relativamente nuova presente nel mercato degli affitti abitativi è il cosiddetto home staging. Paragonabile a un servizio di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La mercificazione dell’abitare è uno dei fenomeni contemporanei inscritti in un sistema abitativo deregolamentato, finanziarizzato e globalizzato. L’iper-mercificazione odierna considera la casa come uno strumento di accumulazione finanziaria, accentuando la distanza rispetto alla sua funzione residenziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’attività relativamente nuova presente nel mercato degli affitti abitativi è il cosiddetto home staging. Paragonabile a un servizio di interior design, l’home staging significa letteralmente allestire l’ambiente domestico. Riunisce un insieme di attori professionali e non professionali coinvolti nel ri-arredare e riadattare l’abitazione per scopi commerciali, introducendo nuovi standard estetici. Questo nuovo modello viene infatti applicato e poi messo in mostra nel mercato degli affitti a breve termine. Più di altri, Airbnb ha sviluppato un modello estetico-commerciale molto rigido, una combinazione di mobili minimalisti in legno di ispirazione scandinava all’interno di uno spazio abitativo simile a una white box, riassumibile nella parola danese hyggelig.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La rivoluzione digitale ha innescato un fondamentale cambiamento di paradigma in termini di attori coinvolti, pratiche, produzione e trasferimento di valore. Lo spazio digitale è il nuovo spazio di fluttuazione del capitale e, pertanto, diventa un elemento cruciale quando entra in collisione con beni essenziali come l’abitazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In che modo il mercato mediato dalla tecnologia attua una progressiva dissoluzione dello spazio domestico privato trasformandolo in una merce messa in scena?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste nuove tattiche adottate dal mercato evidenziano il passaggio nella retorica degli operatori immobiliari contemporanei dal concetto di “housing” a quello di “living”. In questo contesto, le caratteristiche esperienziali (messe in scena) di uno spazio domestico superano la tipica triade immobiliare di location, location, location nella promozione abitativa. Basandosi su una tassonomia delle esperienze contemporanee, il paper analizzerà il concetto mutato di standard. Un tempo legato alla rappresentatività e ora orientato verso la rappresentazione, il nuovo standard introdotto dall’home staging consente ai proprietari di massimizzare l’estrazione di valore dal mercato degli affitti brevi, marginalizzando ulteriormente l’economia reale delle abitazioni all’interno della città.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>“Penso che l’idea di mercificare il proprio ambiente o trasformare tutto in un oggetto acquistabile sia qualcosa di probabile.”<sup>1</sup></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Mark è un property manager con sede a Copenaghen. È entrato nel settore dell’home-sharing dopo un episodio scioccante e rivelatore. Durante la sua prima esperienza come host su Airbnb, Mark si rese conto che i suoi ospiti usavano i suoi vestiti e quelli di sua moglie per condividere video sui social media con l’hashtag #weirdsex. Inorridito, installò telecamere nascoste in casa per controllare gli ospiti durante il loro soggiorno. Dopo un po’, capì che sempre più ospiti usavano la sua casa per recitare e performare come personaggi — letteralmente — “nei panni” di qualcun altro. Mark reagì in modo drastico. Eliminò la sua identità reale da tutti i social media, lasciò il suo lavoro e creò diversi profili di host fittizi per affittare, tramite piattaforme abitative, case subaffittate da un’agenzia immobiliare. Comprò su un sito specifico set fotografici di scene di vita quotidiana interpretate da attori professionisti. Poi allestì le case come se fossero abitate dai personaggi ritratti nelle foto — i finti host. In un&#8217;intervista rilasciata a Beka &amp; Lemoine nel loro documentario Selling Dreams, Mark affermò di soddisfare una precisa domanda di mercato: “Volevano avere un’altra vita, un’altra storia, essere altri personaggi per qualche giorno. […] Non è finto, è vero se ci credi.”<sup>2</sup></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Note</strong></h4>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>1.Bava A., Branzi A., Yu R., Harvey A. T. (2014), “Everything that is solid melts into Airbnb”, Panel, Airbnb Pavillon, <a href="https://swissinstitute.net/programs/panel-everything-that-is-solid-melts-into-airbnb-with-alessandro-bava-andrea-branzi-rachael-yu-and-aaron-taylor-harvey-of-airbnb-hosted-by-airbnb-pavilion-fabrizio-ballabio-alessandro-bava-luis">https://www.swissinstitute.net/event/panel-everything-that-is-solid-melts-into-airbnb-with-alessandro-bava-andrea-branzi-rachael-yu-and-aaron-taylor-harvey-of-airbnb-hosted-by-airbnb-pavilion-fabrizio-ballabio-alessandro-bava-luis/</a> [1/06/2020]</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>2.Beka, I., &amp; Lemoine, L. (2016). <em>Selling Dreams</em> [Documentario]. Beka&amp;Lemoine. <a href="https://vimeo.com/ondemand/sellingdreams/189505421">https://vimeo.com/ondemand/sellingdreams/189505421</a> [1/06/2020]</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1967 Guy Debord scrisse La società dello spettacolo, riferendosi al dominio della cultura delle immagini come una forma in evoluzione del concetto di alienazione, elaborando una critica marxista alla mercificazione pervasiva della vita. Nel corso dell’ultimo secolo, il potere delle immagini si è rafforzato al punto da diventare oggi il canale attraverso cui le catene del profitto possono esprimersi e riprodursi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ruolo delle immagini e la produzione di immaginari sono alla base dei processi di pubblicità e consumo. La rapida ascesa delle nuove economie, operanti soprattutto nello spazio digitale, ha permesso una diffusione veloce e capillare della cultura dell’immagine e, di conseguenza, un processo pervasivo di mercificazione. In questo articolo analizziamo il ruolo delle immagini come strumento di mercificazione guidato dalle piattaforme digitali nel mercato abitativo. Ci chiediamo in che modo il mercato mediato dalla tecnologia attui una progressiva dissoluzione dello spazio domestico privato trasformandolo in una merce messa in scena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il patrimonio residenziale costituisce la principale classe di attività a livello globale in termini di valore, rappresentando il 60% della ricchezza mondiale, inclusi azioni, obbligazioni e oro<sup>3</sup>. Questa condizione è il risultato di un processo durato mezzo secolo, in cui il mercato immobiliare si è alimentato reciprocamente con l’etica neoliberale dello Stato orientato alla “democrazia dei proprietari”, portando a ciò che Samuel Stein definisce lo Stato Immobiliare<sup>4</sup>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, la funzione residenziale dell’abitazione è subordinata al suo valore come asset. Tuttavia, questa condizione duplice e contraddittoria è insita in ogni merce, poiché Marx evidenziò la coincidenza tra valore d’uso e valore di scambio della merce<sup>5</sup>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pertanto, la compravendita dell’abitazione come merce non è qualcosa di nuovo, mentre la mercificazione dell’abitare si riferisce alla crescita progressiva di una larga parte della produzione e del consumo abitativo finalizzata esclusivamente alla speculazione, senza nemmeno contemplare l’abitare. Come nel caso di Hellinikon, il gigantesco progetto di sviluppo ad Atene, in cui i promotori, su un totale di 260 ettari edificabili, non hanno previsto nemmeno un metro quadrato di edilizia sociale<sup>6</sup>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli effetti dell’iper-mercificazione<sup>7</sup> sono palpabili nelle principali città occidentali come New York o Londra, dove la scala degli investimenti è tale che i prezzi delle abitazioni possono risultare inaccessibili per la maggioranza della popolazione urbana<sup>8</sup>. L’iper-mercificazione dell’abitare si manifesta in termini di esclusione sociale e spopolamento. Inoltre, la mercificazione penetra nel tessuto urbano multilivello oltre il mercato immobiliare. Come già osservato da Forrest e Williams negli anni ’80, “per comprendere appieno le implicazioni di questo processo di mercificazione, dobbiamo iniziare a cogliere il modo in cui questi cambiamenti penetrano nel tessuto stesso della vita quotidiana”<sup>9</sup>. Un’argomentazione simile è proposta da Randy Martin nel suo libro del 2002 Financialization of Daily Life, in cui evidenzia come la struttura economica contemporanea dell’auto-imprenditorialità possa modificare ampiamente i confini finanziari, lasciandoli infiltrarsi nella sfera privata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tali dinamiche sono riconoscibili — tra le altre — nei meccanismi della sharing economy, in cui le aziende generano profitti attraverso la finanziarizzazione delle attività quotidiane o di lavori un tempo tutelati da forme corporative. UberEats ha monetizzato lo spostamento in bicicletta; applicazioni di car-sharing come CarToGo hanno trasformato gli automobilisti in conducenti a chiamata; e TaskRabbit commercializza oggi servizi di cura domestica privi di qualsiasi tutela professionale o assicurativa. Questo ecosistema di mercato comprende anche la sfera domestica, poiché imprese di arredamento, property management e locazione contribuiscono a completare l’intero spettro degli aspetti mercificati della vita quotidiana in casa.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>3.Il mercato immobiliare ha un valore di circa 217 mila miliardi di dollari statunitensi, pari a “quasi il 60 percento del valore di tutti gli asset globali, con il patrimonio residenziale che rappresenta il 75 percento del totale”. Farha (2018).</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>4.Stein, 2019.</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>5.Come analizzato criticamente da David Harvey (2018).</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>6.<a href="https://thehellinikon.com/the-vision/">https://thehellinikon.com/the-vision/</a>. [15/05/2020].</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>7.Madden and Marcuse, 2016.</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>8.Per New York si veda Stein 2019. Per Londra si veda Minton 2017.</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>9.Forrest and Williams 1984: 1178.</strong></h5>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>“Come preparare la tua casa alla vendita… così si vende!”¹⁰</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Airbnb — la principale piattaforma di affitti a breve termine attualmente disponibile — ha rivoluzionato il mercato dell’ospitalità e dell’abitare sin dalla sua nascita nel 2009. Come per tutte le aziende tecnologiche della Silicon Valley, il sistema di finanziamento e valutazione del venture capital definisce le performance di Airbnb. Tuttavia, al di là delle fluttuazioni del mercato, ciò che Airbnb ha introdotto è un concetto che abilita potenzialmente la mercificazione globale di qualsiasi singola unità abitativa nel mondo — incluse case sugli alberi e imbarcazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È importante notare che, nei suoi primi anni, Airbnb non era nemmeno concepito come un servizio a pagamento, seguendo l’esempio di siti come Craigslist o Couchsurfing, che basavano i propri profitti su entrate indirette provenienti da pubblicità e finanziamenti esterni. Ciò evidenzia come l’economia delle piattaforme sia ancor meno legata al valore generato dall’uso dei propri prodotti, rispetto invece alla massa di dati che produce. Questa interpretazione, condivisa da Nick Srnicek nel suo libro Platform Capitalism<sup>11</sup>, definisce una tassonomia delle diverse tipologie di piattaforme attualmente esistenti. Airbnb rientra nella categoria delle “lean platforms”, in quanto genera ricavi dagli affitti senza possedere alcuna delle unità immobiliari presenti nei suoi annunci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’altra innovazione dirompente introdotta da Airbnb è uno degli elementi chiave del successo della maggior parte delle piattaforme: la reputazione<sup>12</sup>. Ogni host e ogni ospite di Airbnb deve inserire una recensione dettagliata, che colloca automaticamente ciascun annuncio all’interno di un determinato mercato. In coerenza con la lettura di Srnicek, il vero asset prodotto dalle piattaforme sono i dati. La reputazione si costruisce infatti su una massa critica di dati relativi al prodotto: il numero di recensioni (e di visite), la qualità del servizio e le sue dotazioni. Maggiore è la quantità di dati e migliore è la reputazione, più alto sarà il prezzo. Un aspetto cruciale di questo fenomeno è che una parte consistente dei dati utilizzati da Airbnb per vendere il proprio prodotto è costituita dalle fotografie degli annunci. Diversamente dal settore alberghiero tradizionale, che dispone di sistemi codificati di definizione degli standard — si pensi al sistema delle stelle degli hotel —, Airbnb si affida in misura significativa all’efficacia del proprio apparato fotografico<sup>13</sup>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo elemento complessifica notevolmente la valutazione comparativa di due prodotti di mercato “equivalenti”, aggirando gran parte del tradizionale mantra del settore immobiliare: location, location, location.</p>



<p class="wp-block-paragraph">D’altro canto, questo elemento di complessità giustifica il massiccio investimento iniziale dell’azienda nell’offrire servizi fotografici gratuiti agli host<sup>14</sup>, poiché, una volta raccolte, le fotografie degli interni non solo mostravano una qualità determinata, ma vendevano un prodotto “autentico”. Se consideriamo i processi di vendita e promozione dell’immobiliare tradizionale, troviamo una notevole quantità di rendering d’interni realizzati da aziende professionali di CGI, che permettono ai developer di vendere gli edifici ancora prima del completamento. Questi interni sono solitamente popolati da oggetti di arredamento di fascia alta presenti nelle librerie di modelli 3D delle principali aziende digitali del settore, il che implica che tali oggetti siano, nella maggior parte dei casi, elementi segnaposto. Nel caso di Airbnb, la “realtà” delle immagini e la loro veridicità si combinano con la qualità stessa delle fotografie e con l’impianto fotografico nel suo insieme. Diversamente dal mero intento descrittivo del settore immobiliare tradizionale, un servizio fotografico di Airbnb può includere una natura morta di ceramiche su un tavolo, una macro di fiori in giardino, immagini stock del quartiere o elementi iconici del contesto circostante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tali pratiche di estrazione di valore hanno portato alla creazione di un universo parallelo di nuovi professionisti e servizi. Tra gli utenti di Airbnb figurano numerose aziende o società che gestiscono un elevato numero di proprietà, offrendo una gamma di servizi dedicati alla prenotazione e al soggiorno degli ospiti: dai più pratici — check-in/check-out automatizzati, deposito bagagli, trasferimenti da e per l’aeroporto — alle esperienze ricreative e ai servizi di catering. Sono numerosi anche i servizi offerti ai proprietari, come la gestione completa dell’immobile in tutte le sue fasi, dalla gestione online alle pulizie, dalle fotografie professionali alla consulenza. Alcune di queste aziende, infatti, propongono un servizio di consulenza per il rinnovamento dell’abitazione con l’obiettivo di aumentarne l’attrattività sul mercato. Come recita il sito web di Dimorra Hospitality, società napoletana di property management: “trasformiamo la tua normale casa in una fonte di reddito sicura.”<sup>15</sup></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa pratica è denominata home staging ed è utilizzata per realizzare interventi di modernizzazione o rinnovamento delle unità abitative al fine di ottenere profitti più elevati sia nella vendita sia nella locazione. Già dalla sua stessa denominazione è evidente l’intenzione di allestire una “scena” a fini commerciali. La pratica dell’home staging non consiste semplicemente nel rinnovare un’abitazione, ma piuttosto nell’emulare nuovi standard estetici e regole formali conformi al gusto del mercato globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo un’associazione italiana di home stagers (APHSI), grazie a un intervento di home staging i tempi di vendita si riducono di circa due terzi, mentre il prezzo di vendita subisce una riduzione di appena il 4%, a fronte del 14% tipico della vendita tradizionale. Il costo di questo servizio, sempre secondo APHSI, si aggira intorno ai 1.000 euro per un appartamento di 80 metri quadrati che richiede interventi minori (tin­teggiatura, riordino, servizio fotografico e pubblicità)<sup>16</sup>. I costi aumentano in presenza di interventi più significativi, quali lavori di ristrutturazione e acquisto di arredi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’home staging compare per la prima volta negli Stati Uniti negli anni Settanta, con l’obiettivo di ridurre i tempi di vendita ed evitare ribassi successivi sul prezzo finale. Questa pratica, anche all’epoca, non rappresentava nulla di realmente nuovo rispetto a un piccolo intervento di rinnovamento; tuttavia, il modo in cui venne promossa e strutturata segnò un’ulteriore tappa nell’ecologia della mercificazione dell’abitare, riproducendo e semplificando pratiche già esistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Agli inizi, l’home staging veniva applicato principalmente nelle abitazioni della classe media nordamericana ed era una sorta di tutorial su come presentare e sistemare le case per i potenziali acquirenti, senza alcun intervento strutturale. L’agente immobiliare Barb Schwarz — la prima home stager secondo la sua stessa dichiarazione<sup>17</sup> — nel suo video promozionale degli anni ’80 How to prepare your home for sale…so it sells! descrive come organizzare la casa per gli acquirenti, poiché “il modo in cui si vive una casa e il modo in cui si vende una casa sono due cose diverse.”<sup>18</sup></p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>10.<a href="https://www.youtube.com/watch?v=XVf6_rHnE2E">https://www.youtube.com/watch?v=XVf6_rHnE2E</a>&nbsp;[1/06/2020]</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>11.Srnicek, 2017</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>12.<a href="https://www.wired.co.uk/article/welcome-to-the-new-reputation-economy">https://www.wired.co.uk/article/welcome-to-the-new-reputation-economy</a>. [15/05/2020]</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>13.Ulteriori sistemi reputazionali introdotti dalla piattaforma sono rappresentati dal programma di assegnazione del titolo di <em>SuperHost</em> e dalle località primarie verificate, per le quali nel 2018 la società ha riservato la sezione <em>Airbnb Plus</em>.</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>14.Gallagher 2018</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>15.<a href="https://www.dimorra.it/">https://www.dimorra.it</a>. [15/05/2020]</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>16.https://www.ilsole24ore.com/art/home-staging-cosi-casa-si&#8211;vende-piu-fretta-e-senza-sconti-AEKdp5eF%20[1/06/2020]</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>17.Barbara Schwarz detiene una decina di marchi registrati legati all’home staging, tra cui <em>The Creator of Home Staging®</em>.</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>18.<a href="https://www.youtube.com/watch?v=XVf6_rHnE2E">https://www.youtube.com/watch?v=XVf6_rHnE2E</a>&nbsp;[1/06/2020]</strong></h5>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="394" src="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2021/03/Fig1-1-1024x394.jpg" alt="" class="wp-image-1733" srcset="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2021/03/Fig1-1-1024x394.jpg 1024w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2021/03/Fig1-1-300x115.jpg 300w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2021/03/Fig1-1-768x295.jpg 768w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2021/03/Fig1-1-1536x590.jpg 1536w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2021/03/Fig1-1-2048x787.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Figura 1. Fotogrammi del video promozionale di Barb Schwarz “How To Prepare Your Home For Sale…So it Sells”!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi questa pratica è presente sia nel mercato della vendita sia in quello della locazione. In particolare, il servizio ha rapidamente ampliato la propria popolarità nel settore degli affitti a breve termine grazie alla possibilità agevolata di massimizzare i profitti con un impegno minimo. La riconoscibile fortuna della pratica dell’home staging è stata infatti (inevitabilmente) notata da Airbnb. Meridith Baer, una delle principali home stagers negli Stati Uniti, ha scritto per il blog di Airbnb un articolo in cui raccomanda dieci semplici consigli per migliorare la messa in scena della casa e così “aiutare ad attirare più ospiti e a mantenerli soddisfatti.”<sup>19</sup> Dall’elenco emergono elementi funzionali, come un bagno attrezzato in stile alberghiero o una camera da letto con area soggiorno, insieme all’applicazione di elementi più effimeri, quali fiori, pareti o porte dipinte a colori, specchi e giochi di luce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È riconoscibile uno stile tipico all’interno degli annunci Airbnb, come evidenziato da un progetto di ricerca di AMO presentato alla Triennale di Architettura di Oslo nel 2016, che ha raccolto una serie di esempi di inserzioni Airbnb provenienti da tutto il mondo in cui tale stile risulta particolarmente evidente. Attraverso una serie di fotografie iconiche, il progetto costruisce una tassonomia in cui gli elementi abitativi (parquet, tavoli in legno, luce bianca e arredi di design) diventano i componenti standardizzati di merci messe in scena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso degli anni, questa pratica si è strutturata maggiormente e, all’interno del mercato delle piattaforme, gli attori si sono progressivamente professionalizzati. Oggi il mercato di Airbnb è nelle mani dei cosiddetti host multiproprietari — host che gestiscono più unità immobiliari — i quali possono essere società vere e proprie, property manager, altre piattaforme, agenzie immobiliari e persino imprese di costruzione. A Roma, nel 2019, il 18% degli host possedeva più di tre proprietà, rappresentando il 53% dell’intero stock<sup>20</sup>. Queste società offrono numerosi servizi aggiuntivi sia agli ospiti sia ai proprietari (talvolta le società stesse sono i proprietari), tra cui l’home staging.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tutto il mondo, queste società gestiscono e mettono in scena abitazioni per trasformarle in asset redditizi, facendole infine confluire nel mercato degli affitti turistici. Alcune di esse, come Homm (che possiede circa 200 proprietà in Grecia), includono nelle proprie offerte interventi che vanno dalla ristrutturazione dell’appartamento — “utilizzando solo prodotti di alta qualità e marchi di fascia alta”<sup>21</sup> — fino alla ricostruzione completa da zero, essendo proprietaria di due condomini nel centro di Atene. Propongono inoltre servizi di consulenza per il programma europeo di permesso di soggiorno Golden Visa, che consiste nell’ottenere un permesso di soggiorno di 5 anni per cittadini non UE tramite l’investimento di una determinata somma in vari asset, tra cui immobili residenziali<sup>22</sup>. Società come Homm ad Atene o Tamea International a Lisbona offrono pacchetti completi che includono la vendita della proprietà e la sua gestione qualora i proprietari desiderino ottenere un ritorno sull’investimento attraverso la locazione, preferibilmente nel mercato degli affitti a breve termine per beneficiare della flessibilità e della massimizzazione del profitto; in tali casi, le abitazioni vendute sono già completamente arredate e allestite come merci “staged”, pronte per essere immesse sul mercato degli affitti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altido (con sede a Londra e circa 2000 proprietà in Europa) nel proprio blog<sup>23</sup> fornisce raccomandazioni su come arredare un piccolo appartamento soddisfacendo le esigenze dei clienti che necessitano di estrarre il massimo valore da spazi ridotti. Mentre il nuovo unicorno del settore immobiliare Sonder (con sede a San Francisco e circa 8500 proprietà in tutto il mondo) ha costruito la propria fortuna affittando appartamenti di design alla moda, per questa società la pratica dell’home staging non rappresenta una possibilità, bensì un requisito. In un recente articolo pubblicato nel loro blog, presentano una serie di immagini di case allestite dai designer d’interni di Sonder, scaricabili e utilizzabili come sfondi per Zoom.<sup>24</sup></p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>19.<a href="https://blog.atairbnb.com/attract-guests-10-simple-tips-home-staging-expert-meridith-baer/">https://blog.atairbnb.com/attract-guests-10-simple-tips-home-staging-expert-meridith-baer/</a>. [15/05/2020]</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>20.Dati acquisiti da AirDNA</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>21.<a href="https://www.homm.gr/en/about/">https://www.homm.gr/en/about/</a>. [1/06/2020]</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>22.Questo programma è presente in quasi tutti i paesi europei; l’investimento richiesto per un immobile può variare dai 300.000 € in Portogallo, ai 250.000 € in Grecia, fino ai 500.000 € in Spagna.</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>23.https://stayaltido.com/blog/stylingyourvacationrental</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>24.https://blog.sonder.com/design/introducing-sonder-backgrounds-for-your-next-zoom-meeting/</strong></h5>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="956" height="1024" src="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2021/03/Fig2-1-1-956x1024.jpg" alt="" class="wp-image-7649" srcset="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2021/03/Fig2-1-1-956x1024.jpg 956w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2021/03/Fig2-1-1-280x300.jpg 280w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2021/03/Fig2-1-1-768x822.jpg 768w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2021/03/Fig2-1-1-1435x1536.jpg 1435w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2021/03/Fig2-1-1-1913x2048.jpg 1913w" sizes="(max-width: 956px) 100vw, 956px" /></figure>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Figura 2. Acquisizioni dello schermo di una riunione Zoom che utilizza le immagini di sfondo fornite da Sonder.</strong></h5>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>“Uno standard a cui la merce ha tenuto fede trasformando l’intero pianeta in un unico mercato mondiale”</strong><sup>25</sup></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il monopolio di Airbnb sul mercato degli affitti a breve termine ha stimolato una crescita esponenziale degli investimenti redditizi sugli annunci da parte di imprese economiche ben più grandi rispetto ai singoli individui o nuclei familiari. Da piattaforma concepita per favorire micro-guadagni alle famiglie con una stanza libera da affittare, in un decennio Airbnb è diventata un marketplace per investimenti ad alto rendimento, coinvolgendo un numero crescente di professionisti del settore immobiliare e dell’industria edilizia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa prospettiva, tali mutazioni si sono verificate lungo l’intero spettro dell’industria dell’ospitalità. Nel mondo globalizzato del dopoguerra, le catene alberghiere hanno costruito un’ampia gamma di opzioni per le classi medie in crescita, definendo nuovi standard di estetica, comfort e, in ultima istanza, di vita — il rituale del viaggio di vacanza moderno. Il concetto rivoluzionario introdotto da Airbnb è che il valore principale del suo prodotto trae profitto dall’opposto della standardizzazione, poiché ogni annuncio è legato all’identità del suo host.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, poiché il mercato di Airbnb si è configurato in termini di consumo di massa, alcuni standard hanno iniziato a emergere a livello globale. Analogie sorprendenti tra gli annunci medi di appartamenti con due camere da letto si sono diffuse da Mosca a New York. L’home staging ha trovato un “genere” mainstream per le proprie messe in scena, e Ikea ha contribuito in modo significativo in qualità di scenografo:</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Sotto alcuni aspetti, la casa Ikea generica è quasi invisibile. È ripetizione. È prevedibilità. La sua uniformità in tutto il mondo la rende immateriale. Diventa un punto di partenza prevedibile da cui scegliere di esplorare la città. Non è, in sé, un’esperienza. È semplicemente la base che ti permette di dormire. Questo mi affascina perché porta a chiedersi: qual è il minimo investimento necessario per vedere il mondo? O per permettere ad altri di vedere il mondo? Ikea fornisce sicuramente questo.”<sup>26</sup></p>



<p class="wp-block-paragraph">Hyggelig è la parola danese che descrive il tipo di standard estetico perseguito dalla maggior parte degli annunci Airbnb. Il termine si riferisce simultaneamente alla qualità di uno spazio domestico che risulta gradevole, piacevole, accogliente e confortevole<sup>27</sup>. È interessante notare come una parola riferita inizialmente a un’atmosfera e a caratteristiche esperienziali sia stata poi associata a oggetti fisici, costruendo un immaginario fondato sulla commerciabilità e sulla redditività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spazio domestico dello hyggelig può essere messo in relazione con lo spazio urbano dell’Airspace, una nozione introdotta da alcuni geografi urbani per riferirsi alle spazializzazioni della sharing economy — inclusa Airbnb — caratterizzate da un mix di comfort, minimalismo hipster e angoli fotogenici, in cui la convivenza umana è regolata in modo efficiente nel tempo dagli algoritmi<sup>28</sup>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per rispondere alla domanda di un’esperienza autentica promossa da Airbnb — Belong anywhere<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> — la pratica dell’home staging ha fornito gli strumenti per combinare il comfort standardizzato con segni di personalizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Considerate nel loro insieme, le immagini degli annunci allestiti presentano la duplice caratteristica di essere al tempo stesso generiche e uniche. Lo hyggelig della “scatola bianca” arredata con mobili minimalisti in legno è segnato qua e là da tracce di cultura locale. Il motto di Airbnb, “belong anywhere”, si dispiega nel paradosso della coesistenza tra il comfort dell’ospitalità commerciale e l’unicità delle case vissute, decorate con tocchi locali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="468" src="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2021/03/Fig3-1-1024x468.jpg" alt="" class="wp-image-7648" srcset="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2021/03/Fig3-1-1024x468.jpg 1024w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2021/03/Fig3-1-300x137.jpg 300w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2021/03/Fig3-1-768x351.jpg 768w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2021/03/Fig3-1-1536x702.jpg 1536w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2021/03/Fig3-1-2048x936.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Figura 3. Dettagli nelle abitazioni Airbnb. Fotografie degli autori.</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Esaminando più a fondo gli interni messi in scena, emerge come gli ambienti tipici della casa moderna funzionale siano soggetti a lievi modifiche per soddisfare questa duplice condizione. Sebbene ciò possa non essere percepibile a prima vista, un’osservazione più attenta rivela una lieve miopia. Una cucina apparentemente generosa è in realtà dotata soltanto di qualche omaggio per preparare tè e caffè; un bagno ricco di asciugamani e di shampoo gratuiti ma senza alcuna traccia di strumenti per la pulizia; oppure un soggiorno privo di televisore ma riempito di poster che raffigurano punti di riferimento della località ospitante. Questi esempi possono rappresentare una caricatura della casa allestita, ma rivelano l’aspetto essenziale dell’home staging. Lo spazio più vuoto è colmato con il minimo indispensabile per garantire comfort, mentre l’apparato decorativo (a basso costo) aggiunge valore all’annuncio nella sua fase di marketing virtuale — pur avendo un ruolo marginale durante l’esperienza reale.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>25.Debord 1970: 19.</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>26.<a href="https://www.swissinstitute.net/event/panel-everything-that-is-solid-melts-into-airbnb-with-alessandro-bava-andrea-branzi-rachael-yu-and-aaron-taylor-harvey-of-airbnb-hosted-by-airbnb-pavilion-fabrizio-ballabio-alessandro-bava-luis/">https://www.swissinstitute.net/event/panel-everything-that-is-solid-melts-into-airbnb-with-alessandro-bava-andrea-branzi-rachael-yu-and-aaron-taylor-harvey-of-airbnb-hosted-by-airbnb-pavilion-fabrizio-ballabio-alessandro-bava-luis/</a>. [3/06/2020]</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>27.Il termine è un’estensione della parola danese <em>hygge</em>. <a href="https://dictionary.cambridge.org/dictionary/english/hygge">https://dictionary.cambridge.org/dictionary/english/hygge</a> [01/06/2020]</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>28.Pavoni and Brighenti (2017)</strong></h5>



<h2 class="wp-block-heading">Riferimenti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Beka, I., &amp; Lemoine, L. (2016).&nbsp;<em>Selling Dreams</em>&nbsp;[Documentary]. Beka&amp;Lemoine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Debord, G. (1970).&nbsp;<em>The society of the spectacle</em>&nbsp;(Reprint). Black &amp; Red.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Farha (2018).&nbsp;<em>Report of the special rapporteur on adequate housing as a component of the right to an adequate standard of living, and on the right to non-discrimination in this context</em>. United Nations Human Rights Council.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forrest, R., &amp; Williams, P. (1984). Commodification and Housing: Emerging Issues and Contradictions.&nbsp;<em>Environment and Planning</em>,&nbsp;<em>16</em>(9), 1163–1180.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gallagher, L. (2018).&nbsp;<em>The Airbnb story: Inside the company disrupting the world</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Iago Lestegás, João Seixas, &amp; Rubén-Camilo Lois-González. (2019). Commodifying Lisbon: A Study on the Spatial Concentration of Short-Term Rentals.&nbsp;<em>Social Sciences, 8,&nbsp;</em>2.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Harvey, D. (2018).&nbsp;<em>The limits to capital</em>. Verso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Maak, N. (2015).&nbsp;<em>Living complex: From zombie city to the new communal</em>. Hirmer.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Madden, D. J., &amp; Marcuse, P. (2016).&nbsp;<em>In defense of housing: The politics of crisis</em>. Verso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Martin, R. (2002).&nbsp;<em>Financialization of daily life</em>. Temple University Press.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Minton (2017).&nbsp;<em>Big Capital.</em>&nbsp;<em>Who Is London For?</em>. Penguin.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oslo Architecture Triennale, Casanovas Blanco, L. A., Galan, I. G., Mínguez Carrasco, C., Navarrete Llopis, A., &amp; Otero Verzier, M. (Eds.). (2016).&nbsp;<em>After belonging: The objects, spaces, and territories of the ways we stay in transit</em>. Lars Müller Publishers.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pavoni and Brighenti (2017).&nbsp;<em>Airspacing the City – Where Technophysics meets Atmoculture</em>. AZimuth, V, 10.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Srnicek, N. (2016).&nbsp;<em>Platform capitalism</em>. Polity Press.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stein, S. (2019).&nbsp;<em>Capital city: Gentrification and the real estate state</em>. Verso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br></p>
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		<title>TRANS-USE</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/trans-use/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Namitha Manappurath]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2021 14:44:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Poiché le condizioni di incertezza e le decisioni rischiose da prendere per trasformare le città esistenti sono diventate la norma in tutto il mondo, è necessario sperimentare approcci innovativi transdisciplinari e strumenti analitici. Le opzioni di progettazione architettonica e urbanistica dialogano con le pratiche di ingegneria ambientale e una grande quantità di informazioni e dati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Poiché le condizioni di incertezza e le decisioni rischiose da prendere per trasformare le città esistenti sono diventate la norma in tutto il mondo, è necessario sperimentare approcci innovativi transdisciplinari e strumenti analitici. Le opzioni di progettazione architettonica e urbanistica dialogano con le pratiche di ingegneria ambientale e una grande quantità di informazioni e dati spaziali relativi al luogo vengono ricollegati alle tendenze regionali, all&#8217;economia e alla gestione urbana, riconsiderando la produzione industriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scuola estiva interdisciplinare e internazionale “TRANS-forming industrial legacy. Spatial and economic models of re-USE” è stata ideata e organizzata dal gruppo di ricerca China Room e dal centro di ricerca interdisciplinare FULL (Politecnico di Torino). Ha visto la partecipazione attiva di docenti, tutor e studenti della Scuola di Architettura, della Scuola di Scienze Ambientali, del Dipartimento di Leadership e Gestione Organizzativa della Scuola di Economia e Management dell&#8217;Università Tsinghua di Pechino e della Facoltà di Architettura e Urbanistica del Technion Israel Institute of Technology. L&#8217;obiettivo era la costruzione di modelli spaziali ed economici relativi al riutilizzo sostenibile del patrimonio industriale urbano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma di formazione e ricerca applicata (realizzato attraverso il metodo “research by design”) approfondito durante la summer school si basa su due presupposti:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1. l&#8217;attività produttiva (industria) è un meccanismo significativo per la trasformazione della città contemporanea. Nel nostro ragionamento, saranno presi in considerazione tutti i settori, sia manifatturieri che dei servizi;</p>



<p class="wp-block-paragraph">• identificare le trasformazioni spaziali dovute al cambiamento delle attività produttive;</p>



<p class="wp-block-paragraph">• testare metodologie per misurare e rappresentare le caratteristiche e le trasformazioni della produzione nell&#8217;ambiente urbano;</p>



<p class="wp-block-paragraph">• chiarire il ruolo dell&#8217;eredità industriale nel cambiamento della produzione e le sue relazioni con le trasformazioni urbane su diverse scale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">2. l&#8217;attuale rapporto tra città e produzione è legato alle eredità del passato, siano esse valutate positivamente o meno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Partendo da queste due considerazioni, il programma scientifico ed educativo interdisciplinare ha creato interazioni e sinergie affrontando le seguenti questioni e obiettivi: • comprendere come è cambiata la produzione e quali sono gli attuali rapporti tra produzione e città (sia nelle caratteristiche morfologiche che nelle variabili socio-economiche);</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;insieme di questi obiettivi è stato perseguito durante la scuola estiva intrecciando la ricerca teorico-metodologica con un&#8217;attività applicata di “ricerca attraverso la progettazione” pensata per studenti con background diversi, in cui sono stati sperimentati insieme modelli economici, soluzioni gestionali e architettoniche di produzione, soluzioni costruttive, tecnologiche e infrastrutturali, nell&#8217;ambito della trasformazione urbana. Le attività formative della scuola estiva sono state suddivise in lezioni frontali teoriche, attività di tutoraggio e visite in loco, oggetto dell&#8217;indagine progettuale. Partendo dall&#8217;analisi di esempi rinomati di eredità industriale urbana, i partecipanti hanno progressivamente costruito un toolkit di progettazione (in termini di sostenibilità organizzativa, architettonica, urbana, edilizia, ambientale ed economica) che evidenzia scenari futuri per l&#8217;ex area ThyssenKrupp a Torino, mentre i contributi teorici forniti da professori internazionali provenienti da diversi settori scientifici e disciplinari miravano a creare un quadro metodologico di indagine scientifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Italy is in the Air(bnb)</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/italy-is-in-the-airbn/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2021 12:27:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, grazie alle tecnologie digitali, l&#8217;economia collaborativa ha acquisito grande rilevanza, ridefinendo diversi settori. Tra questi, quello dell&#8217;ospitalità ha subito una profonda trasformazione strutturale, poiché la nuova piattaforma Airbnb ha eguagliato in pochi anni la capacità ricettiva tradizionale. L&#8217;ingresso di Airbnb ha messo in luce diverse questioni ampiamente studiate dagli studiosi: la concorrenza [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, grazie alle tecnologie digitali, l&#8217;economia collaborativa ha acquisito grande rilevanza, ridefinendo diversi settori. Tra questi, quello dell&#8217;ospitalità ha subito una profonda trasformazione strutturale, poiché la nuova piattaforma Airbnb ha eguagliato in pochi anni la capacità ricettiva tradizionale. L&#8217;ingresso di Airbnb ha messo in luce diverse questioni ampiamente studiate dagli studiosi: la concorrenza e la sostituzione con l&#8217;ospitalità tradizionale, l&#8217;impatto sul mercato immobiliare, l&#8217;eccessiva turistificazione dei mercati famosi e la turistificazione di quelli nuovi. Questo articolo partecipa al dibattito in corso studiando la distribuzione spaziale di Airbnb in Italia nel 2017-18. I risultati mostrano che, nonostante l&#8217;economia collaborativa sia proposta come equa ed equipotenziale, consentendo a tutti gli utenti le stesse opportunità, Airbnb risulta essere altamente selettiva, evidenziando una distribuzione disomogenea sia dal lato dell&#8217;offerta che da quello della domanda. L&#8217;analisi empirica fornisce prove che a) l&#8217;offerta di proprietà Airbnb è particolarmente concentrata nelle aree urbane, più dell&#8217;offerta di ospitalità tradizionale; b) la concentrazione spaziale dei ricavi è molto più alta della densità spaziale delle proprietà, sostenendo così la nostra previsione di un eccesso di offerta nelle aree in cui i costi di ingresso sono più bassi; e c) l&#8217;offerta di Airbnb tende ad essere più intensa nei sottomercati in cui la quota di mercato degli hotel di alta qualità è più alta.</p>



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