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	<title>Progetto di ricerca - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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	<description>the Future Urban Legacy Lab</description>
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	<title>Progetto di ricerca - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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		<title>Airmap</title>
		<link>https://full.polito.it/research/airmap/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 13:26:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le piattaforme di affitti brevi, su tutte la predominante Airbnb, hanno cambiato economia, usi e forma delle città. Le dinamiche sono tumultuose e non sempre trasparenti, ed è lecito fra l&#8217;altro domandarsi: chi gestisce davvero Airbnb in città? Per aiutare a rispondere a questa e altre domande, il progetto Airmap fornisce dati sull’utilizzo di Airbnb [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Le piattaforme di affitti brevi, su tutte la predominante Airbnb, hanno cambiato economia, usi e forma delle città. Le dinamiche sono tumultuose e non sempre trasparenti, ed è lecito fra l&#8217;altro domandarsi: <strong>chi gestisce davvero Airbnb in città?</strong> Per aiutare a rispondere a questa e altre domande, il progetto Airmap fornisce dati sull’utilizzo di Airbnb nelle principali città italiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">AirMAP nasce dall’esigenza di <strong>colmare una lacuna informativa</strong> sull’espansione e l’evoluzione diacronica delle locazioni brevi mediate da Airbnb nel contesto italiano. Le basi dati istituzionali risultano spesso frammentate o incomplete, rendendo difficile per i decisori pubblici valutare la reale portata del fenomeno. Il progetto si propone di superare tali limiti attraverso i dataset della società AirDNA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il centro di ricerca FULL ha strutturato un database ad hoc per sedici contesti urbani, con l’obiettivo di produrre una <strong>mappatura sistematica e comparativa</strong> del fenomeno, ed ha ingaggiato e coordinato unità di ricerca dai principali atenei italiani, ciascuna dedicata a una città. Per la prima volta, più realtà urbane eterogenee vengono analizzate con la medesima lente metodologica, consentendo una comparazione scientifica tra contesti diversi. E’ stato prodotto un report relativo all’intera Italia e uno per ciascuna delle seguenti città:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Nord Italia: Bergamo, Genova, Milano, Padova, Torino, Trieste, Venezia.</li>



<li>Centro: Bologna, Firenze, Roma.</li>



<li>Sud e Isole: Bari, Cagliari, Catania, Napoli, Palermo, Reggio Calabria.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi si articola su tre livelli territoriali, derivati dal Sistema Locale del Lavoro (SLL) di riferimento: il capoluogo metropolitano (CM), gli altri comuni del SLL (OM) e l’intero SLL nella sua aggregazione complessiva. I report combinano dati annuali aggregati (<strong>2017–2024</strong>) e dati mensili relativi all’anno più recente (2024), includendo indicatori di domanda e offerta quali notti prenotate, posti letto, unità attive, tariffa media notturna, tasso di occupazione e incassi per unità e per host. L’analisi comprende inoltre la classificazione spaziale delle liste nei comuni OM e nelle città CM.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una sezione specifica è dedicata alla <strong>professionalizzazione dell’offerta</strong>, attraverso la classificazione degli host in tre categorie: small host (1–2 abitazioni gestite), medium host (3–10 abitazioni) e large host (10 o più abitazioni). Ciascun report include infine un’appendice tematica a cura del gruppo di ricerca locale, volta all’interpretazione di dinamiche territoriali peculiari.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Gruppi di ricerca coinvolti:</h4>



<ul class="wp-block-list">
<li>BARI – Mariella Annese, Fabrizio Di Alessandro, Gianfranco Viesti (Politecnico Bari)</li>



<li>BOLOGNA – Alessandro Bozzetti, Silvia Bartolucci (UniBologna)</li>



<li>CAGLIARI – Abir Benfradj, Michele Campagna, Laura Tolu (UniCagliari)</li>



<li>CATANIA – Eliana Fischer, Teresa Graziano, Laura Saija (UniCatania)</li>



<li>FIRENZE – Marco Bellandi, Alice Calamandrei, Giulia Chiara Ceresa, Valentina D’Ippolito, Federico Martellozzo, Camilla Perrone, Massimo Tofanelli (UniFirenze)</li>



<li>GENOVA – Lorenzo Barbanera, Emanuele Cinti, Igor Costarelli, Niccolò Morelli, Francesca Zagagni (UniGenova)</li>



<li>MILANO – Silvia Mugnano, Valeria Marina Borodi, Riccardo Ramello (Università degli Studi di Milano – Bicocca)</li>



<li>NAPOLI – Gaia del Giudice, Cristina Mattiucci (UniNapoli – Federico II), Cecilia Pasquinelli (UniNapoli Parthenope)</li>



<li>PADOVA – Francesco Mauro, Lorenza Perini, Michelangelo Savino (UniPadova)</li>



<li>PALERMO – Chiara Giubilaro, Marco Picone (UniPalermo)</li>



<li>REGGIO CALABRIA – Benedetta Chiaro, Angelo Chiaro, Gabriella Pultrone (UniReggio Calabria)</li>



<li>ROMA – Antonia Astore, Carlo Cellammare (UniRoma – Sapienza), Luca Tricarico (CNR)</li>



<li>TRIESTE – Elena Marchigiani, Valentina Novak, Andrea Peraz (UniTrieste)</li>



<li>VENEZIA – Matteo Basso, Gianfranco Pozzer (IUAV), Giacomo-Maria Salerno (UniSiena)</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-dots"/>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il progetto è stato presentato in un <a href="https://full.polito.it/agenda/airmap/">convegno</a> a Torino il 22 maggio 2026 ed i report sono disponibili <a href="https://full.polito.it/airmap/">nella sezione RISORSE</a> del sito.</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Post-office turn</title>
		<link>https://full.polito.it/research/post-office-turn/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 10:00:42 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://full.polito.it/?post_type=research&#038;p=9252</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal 2020, la rapida diffusione del lavoro a distanza e ibrido ha profondamente ridisegnato i mercati degli uffici in tutto il mondo, accelerando la tendenza all&#8217;abbandono degli immobili e costringendo le città a ripensare il ruolo dei quartieri centrali degli affari. Il calo della domanda di spazi di lavoro tradizionali si interseca con le crescenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dal 2020, la <strong>rapida diffusione del lavoro a distanza</strong> e ibrido ha profondamente ridisegnato i mercati degli uffici in tutto il mondo, accelerando la tendenza all&#8217;abbandono degli immobili e costringendo le città a ripensare il ruolo dei quartieri centrali degli affari. Il calo della domanda di spazi di lavoro tradizionali si interseca con le crescenti pressioni sull&#8217;offerta di alloggi e con gli impegni ambientali in costante evoluzione, suscitando un rinnovato interesse per il riutilizzo adattivo come strumento strategico per la trasformazione urbana.<br>Il Nord Italia, in particolare le aree metropolitane di <strong>Milano e Torino</strong>, rispecchia queste dinamiche globali, pur mostrando caratteristiche specifiche dei territori. Entrambe le città presentano segmenti crescenti di stock di uffici sottoutilizzati, molti dei quali costruiti tra gli anni &#8217;60 e &#8217;90, che ora faticano a rispondere alle esigenze spaziali, ambientali e tecnologiche contemporanee. Allo stesso tempo, <strong>la domanda di alloggi continua ad aumentare</strong>, ampliando la discrepanza tra le superfici commerciali inutilizzate e le esigenze residenziali insoddisfatte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Post-Office Turn indaga come la digitalizzazione del lavoro stia ridefinendo il paesaggio urbano e architettonico di Milano e Torino. La ricerca combina l&#8217;analisi su scala urbana con l&#8217;osservazione su scala edilizia, per comprendere il potenziale trasformativo del patrimonio immobiliare adibito a uffici; integra inoltre mappatura, studio morfologico, analisi delle politiche e ricerca basata sul progetto per esplorare come gli edifici esistenti possano &#8220;imparare&#8221; a diventare spazi residenziali o ibridi in risposta ai cambiamenti strutturali nei modelli di lavoro. Inquadrando il <strong>riuso adattivo</strong> sia come una necessità ambientale che come un&#8217;opportunità per la rigenerazione urbana a basse emissioni di carbonio, il progetto mira a contribuire ai dibattiti contemporanei sul futuro delle città e sulla riattivazione sostenibile del loro patrimonio edilizio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Obiettivi e finalità</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Questa ricerca si concentra sul <strong>riutilizzo adattivo di edifici ordinari</strong>, con particolare attenzione al patrimonio immobiliare degli uffici come luogo chiave di transizione nelle città che stanno subendo una trasformazione economica, sociale e ambientale. L&#8217;abbandono, l&#8217;obsolescenza e il cambiamento delle pratiche lavorative rendono gli edifici adibiti a uffici un terreno di prova cruciale per le strategie di riutilizzo contemporanee.<br>Il progetto indaga il vuoto sia come <strong>condizione fisica</strong> (spazi sfitti, strutture sottoutilizzate) sia come <strong>condizione sistemica</strong> (cambiamenti nel lavoro, nelle politiche, nella governance e nei mercati). Esamina inoltre come le pratiche di riutilizzo si sviluppino su diverse scale e come il progetto, le politiche e la conoscenza ambientale interagiscano nel plasmare nuovi percorsi di trasformazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Obiettivi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Individuare e analizzare i modelli spaziali di vacanza nel patrimonio immobiliare degli edifici adibiti a uffici in Italia, con particolare attenzione a Torino e Milano.</li>



<li>Documentare le pratiche di riutilizzo e conversione, identificando i fattori tecnici, sociali, economici e normativi in una prospettiva comparativa.</li>



<li>Collegare la trasformazione architettonica con la governance urbana, i quadri di pianificazione e i processi di progettazione collaborativa.</li>



<li>Valutare le implicazioni ambientali, sociali ed economiche del riutilizzo, con particolare attenzione al carbonio incorporato, ai cicli dei materiali e alle prestazioni del ciclo di vita.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Metodi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto utilizza un <strong>quadro comparativo multilivello</strong>, integrando diverse forme di produzione e rappresentazione della conoscenza:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Analisi dei dati urbani per individuare i modelli di sfitto e caratterizzare il patrimonio immobiliare adibito a uffici su più scale.</li>



<li>Mappatura GIS per visualizzare le distribuzioni spaziali, le strutture morfologiche e i potenziali di trasformazione.</li>



<li>Lavoro sul campo in loco per documentare le condizioni architettoniche, gli interventi in corso e le pratiche locali.</li>



<li>Ridisegno architettonico comparativo, incentrato su tipologia, profondità, sistemi di facciata, circolazione e adattabilità spaziale.</li>



<li>Ricerca storica e normativa che collega le narrazioni macro-urbane alle trasformazioni su scala edilizia.</li>



<li>Analisi ambientale ed energetica, per valutare il carbonio incorporato e le implicazioni sul ciclo di vita.</li>



<li>Ricerca basata sulla progettazione per esplorare strategie di riutilizzo adattivo e scenari di trasformazione prototipali.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La metodologia si basa sullo <strong>studio pilota di Manhattan</strong> sviluppato per la 14<sup>a</sup> Biennale di San Paolo (2024-2025), che ha testato protocolli di mappatura, strumenti analitici e metodi di documentazione. Lo studio italiano:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Verificherà la trasferibilità di questi strumenti a regioni metropolitane caratterizzate da differenti strutture di governance, patrimoni immobiliari e condizioni normative.</li>



<li>Metterà alla prova e perfezionerà la metodologia, per produrre un quadro coerente con il contesto e adattabile a diversi patrimoni urbani.</li>
</ol>
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			</item>
		<item>
		<title>HACKERARE M0N0P0L1</title>
		<link>https://full.polito.it/research/hackerare-m0n0p0l1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2025 14:07:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>HACKERARE M0N0P0L1 è un gioco da tavolo di carattere didattico (tecnicamente, è un serious game) finalizzato a spiegare la questione abitativa in Italia (e, più in generale, temi e problemi delle trasformazioni urbane contemporanee) a un pubblico di non addetti ai lavori (in particolare, studenti e studentesse delle scuole superiori e dell’università, ma anche semplici [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">HACKERARE M0N0P0L1 è un gioco da tavolo di carattere didattico (tecnicamente, è un serious game) finalizzato a spiegare la questione abitativa in Italia (e, più in generale, temi e problemi delle trasformazioni urbane contemporanee) a un pubblico di non addetti ai lavori (in particolare, studenti e studentesse delle scuole superiori e dell’università, ma anche semplici cittadini). Attraverso lo strumento del gioco, si ambisce favorire l’informazione e la discussione critica su temi quali il diritto alla città, la gentrificazione, la crisi climatica, le politiche per l’abitare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico,&nbsp;<em>HACKERARE M0N0P0L1&nbsp;</em>è un’espansione (composta da nuove carte, pedine e contrassegni) che, utilizzata insieme alla versione classica di Monopoli, trasforma quest’ultimo in un gioco che unisce alla dimensione ludica una componente didattica/informativa. L’operazione di “<em>hackeraggio”&nbsp;</em>colpisce sia il software sia l’hardware di Monopoli (ossia, sia regole sia componenti quali le carte “Probabilità” e “Imprevisti”),&nbsp;<strong>rendendo le dinamiche di gioco più attinenti ai processi reali che riguardano le città contemporanee</strong>. Per esempio, si stabiliscono condizioni di partenza differenziate (c’è chi alla partenza possiede solo una quantità modesta di denaro, chi invece ha molto denaro e una proprietà con sopra una casa, chi è proprietario di una catena di alberghi e così via); attraverso la riscrittura delle carte “Imprevisti” e “Probabilità” si propongono eventi che ricalcano situazioni o politiche pubbliche realistiche (per esempio, processi quali la studentificazione o la privatizzazione del patrimonio immobiliare); attraverso la “ridefinizione” di certe caselle del tabellone si introducono elementi che alludono all’articolazione reale della sfera immobiliare (per esempio, la presenza residuale di edilizia pubblica) e sociale (per esempio, ogni volta che un giocatore completa un giro e passa dal VIA! riceve uno stipendio differente a seconda della sua condizione di partenza).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come ottenere il gioco</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>HACKERARE M0N0P0L1</em>&nbsp;è un progetto senza scopo di lucro, realizzato per finalità educative e formative e protetto da licenza Creative Commons License 4.0 BY-NC-SA.&nbsp;<strong>È distribuito gratuitamente in due forme</strong>:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1. i diversi componenti del gioco (ossia, le nuove carte, il nuovo regolamento e l’opuscolo “Piccolo dizionario della questione abitativa”) sono liberamente scaricabili da questa pagina e stampabili con una semplice stampante domestica. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">2. è stato prodotto un numero limitato di confezioni del gioco, a disposizione di chi intenda farne un utilizzo didattico o formativo (per esempio, insegnanti di scuole medie e superiori, docenti universitari, attivist* di movimenti sociali per il diritto alla casa). Chiunque voglia ricevere una confezione gratuita del gioco (fino a esaurimento scorte; nuove scatole saranno stampate attraverso la campagna di crowdfunding indicata qui sotto) è invitato a contattare:&nbsp;<a href="mailto:francesco.chiodelli@unito.it">francesco.chiodelli@unito.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiunque voglia<strong>&nbsp;ricevere una confezione del gioco per farne un uso individuale</strong>, può partecipare con una donazione all’apposita&nbsp;<strong>campagna di crowdfunding</strong>:&nbsp;<a href="https://sostieni.link/38980">https://sostieni.link/38980</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">La confezione stampata di HACKERARE M0N0P0L1 contiene: 6 carte-persona; 6 carte-discriminazione; 6 pedine; 4 contrassegni “edilizia pubblica”; 1 contrassegno “abuso edilizio”; 20 carte probabilità; 20 carte imprevisti; 3 cartoncini “Imprevisti o probabilità?”; regolamento; “Piccolo dizionario della questione abitativa”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">SCARICA <a href="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2026/01/HM_componenti-scaricabili.zip">QUI</a> IL MATERIALE </mark></strong><em><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">per realizzare il gioco a casa tua</mark></em></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SCoolAir</title>
		<link>https://full.polito.it/research/scoolair/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jul 2025 13:56:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://full.polito.it/?post_type=research&#038;p=7354</guid>

					<description><![CDATA[<p>SCoolAir è un progetto di Citizen Science che, combinando misurazioni sensoristiche e auto-monitoraggi, trasforma le scuole in laboratori che indagano le relazioni tra microclima esterno, interno e gli effetti di tali relazioni sul benessere delle classi. Grazie a un programma di studi intorno alla qualità dell’aria, messo a punto con i docenti degli istituti superiori [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">SCoolAir è un progetto di Citizen Science che, combinando misurazioni sensoristiche e auto-monitoraggi, trasforma le scuole in laboratori che indagano le relazioni tra microclima esterno, interno e gli effetti di tali relazioni sul benessere delle classi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie a un programma di studi intorno alla qualità dell’aria, messo a punto con i docenti degli istituti superiori e l’Associazione nazionale insegnanti di scienze naturali, gli studenti imparano a conoscere la tecnologia dei sensori, le scienze ambientali e gli impatti degli inquinanti sulla salute. Studentesse e studenti collaborano nella raccolta dati sulla presenza di particolato, temperatura e monitorando le proprie percezioni, convalidando modelli di dispersione dell’aria ed esplorando come le condizioni ambientali influiscono sul proprio benessere. Non limitandosi all’osservazione, ma&nbsp; invitando chi coinvolto ad assemblare, misurare, analizzare e rappresentare, il programma di SCoolAir costruisce un modello didattico replicabile che rafforza i legami tra scuole e università.</p>



<p class="wp-block-paragraph">SCoolAir è un progetto condotto nell’ambito del bando europeo HE Impetus.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Next Generation Solar Landscapes.</title>
		<link>https://full.polito.it/research/next-generation-solar-landscapes/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jun 2025 13:37:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://full.polito.it/?post_type=research&#038;p=8407</guid>

					<description><![CDATA[<p>Finanziato nell’ambito del Programma Nazionale PRIN 2022, il progetto indaga la sfida di ripensare il futuro dei campi fotovoltaici a terra a fine vita, considerandoli come un’opportunità strategica per la rigenerazione ecologica e spaziale dei territori.Mentre il dibattito internazionale si è negli anni concentrato prevalentemente sulle nuove installazioni o sul fotovoltaico integrato negli edifici, questa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Finanziato nell’ambito del Programma Nazionale <strong>PRIN 2022</strong>, il progetto indaga la <strong>sfida di ripensare il futuro dei campi fotovoltaici a terra a fine vita</strong>, considerandoli come un’opportunità strategica per la rigenerazione ecologica e spaziale dei territori.<br>Mentre il dibattito internazionale si è negli anni concentrato prevalentemente sulle nuove installazioni o sul fotovoltaico integrato negli edifici, questa ricerca mira a sviluppare metodi analitici, strumenti e strategie progettuali per il <strong>riuso, il decommissioning, il revamping e la trasformazione</strong> dei campi fotovoltaici esistenti <strong>diffusi nel paesaggio italiano</strong>, reinterpretandoli come potenziali motori di rigenerazione ambientale ecologica e di innovazione spaziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Integrando approcci</strong> <strong>architettonici, geospaziali</strong>, <strong>paesaggistici e agronomici</strong> il progetto <em>Next Generation Solar Landscapes</em> intende ridefinire la relazione tra <strong>produzione energetica, uso del suolo e progetto di paesaggio</strong>.&nbsp; La ricerca è composta da un <strong>team multidisciplinare di tre Research Units</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Politecnico di Torino (RU1)</strong>, coordinato dalla <strong>Prof.ssa Elena Vigliocco</strong>, con un gruppo formato da architetti, urban designer e geomatici, è l’unità capofila del progetto che ha guidato e sviluppato il framework metodologico e progettuale della ricerca. Strutturato a partire da <strong>mappature GIS-based</strong>, analisi spaziali e interpretazioni morfologiche dei paesaggi fotovoltaici, il team ha elaborato strategie progettuali e scenari di trasformazione in tre selezionati casi studio.</li>



<li><strong>Politecnico di Milano (RU2)</strong>, coordinato dalla <strong>Prof.ssa Sara Protasoni</strong>, è costituito da un team di <strong>paesaggisti</strong><strong>,</strong> con particolare attenzione alle strategie di <strong>revamping, decommissioning e rinaturalizzazione</strong>, volti alla costruzione di scenari progettuali <em>“what if”</em>.</li>



<li><strong>Università degli Studi di Torino (RU3)</strong>, coordinata dal <strong>Prof. Amedeo Reyneri di Lagnasco</strong>, grazie alle competenze agronomiche<strong> e di scienze ambientali</strong>, affronta le dimensioni ecologiche e gli impatti produttivi sui suoli interessati dai campi fotovoltaici a terra.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto si articola in <strong>tre principali Work Packages (WP):</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>WP1 – Paesaggi fotovoltaici e iniziative di rigenerazione di successo:</strong> una mappatura e analisi statistica a scala nazionale dei campi fotovoltaici a terra, finalizzata a individuare la distribuzione spaziale, la densità e le caratteristiche tipologiche dei campi fotovoltaici in ogni regione italiana, offrendo un quadro d’insieme del loro impatto territoriale;</li>



<li><strong>WP2 – Mappatura e test applicati ai casi studio:</strong> una mappatura comparativa e multiscalare di tre selezionati territori con alta densità di installazioni fotovoltaiche — <strong>Brindisi (Puglia)</strong><strong>, </strong><strong>Ravenna (Emilia-Romagna)</strong><strong> </strong>e <strong>Cuneo (Piemonte)</strong><strong> </strong>— ognuno dei quali con una specifica condizione geografica e infrastrutturale. Per ciascun caso studio sono state esplorate ipotesi di <strong>decommissioning, revamping o riuso ecologico</strong><strong>;</strong></li>



<li><strong>WP3 – Toolkit per la rigenerazione dei paesaggi solari:</strong> sviluppo di un <strong><em>Good Practice Toolkit</em></strong> con linee guida progettuali e quadri operativi per la riconversione <strong>dei campi fotovoltaici a fine vita</strong>, a supporto di amministrazioni pubbliche, pianificatori e progettisti nella gestione della transizione energetica a scala territoriale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista metodologico,<strong> la</strong> <strong>ricerca integra strumenti digitali di</strong> <strong>geo-informazione, GIS-based</strong>, <strong>lettura morfologica</strong> e <strong>approcci progettuali design-based</strong>. A partire dall’interpretazione della forma spaziale dei campi fotovoltaici, il team ha elaborato una <strong>matrice analitica e comparativa multiscalare e multilivello</strong>, capace di combinare dati quantitativi e interpretazioni qualitative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato, l’<strong>Atlante dei paesaggi solari italiani</strong>, costituisce non solo una mappatura descrittiva del fenomeno, ma diventa strumento interpretativo a supporto delle soluzioni progettuali e dello sviluppo di scenari per il <strong>riuso adattivo, la riconfigurazione e la reintegrazione paesaggistica ecologica</strong> dei campi fotovoltaici a fine vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I principali risultati del progetto comprendono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>un <strong>geodatabase nazionale</strong> dei campi fotovoltaici a terra;</li>



<li>un <strong>atlante comparativo</strong> di tre selezionati territori con paesaggi solari;</li>



<li>un <strong>toolkit</strong> di strategie progettuali per la rigenerazione dei paesaggi fotovoltaici a fine vita.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Integrando il pensiero architettonico con le discipline del paesaggio, dell’agronomia e della geomatica, la ricerca <em>Next Generation Solar Landscapes</em> dimostra come il progetto dei paesaggi solari non possa essere separato dalle questioni di <strong>forma urbana, ecologia e usi del suolo</strong><strong>. </strong>La ricerca contribuisce così a un ripensamento più ampio su come le infrastrutture per l’energia rinnovabile possano <strong>modellare, e al contempo essere modellate, dai paesaggi</strong> in cui sono inserite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati del progetto sono stati presentati in convegni internazionali e pubblicazioni scientifiche, tra cui il libro open-access che raccoglie parte degli esiti della ricerca PRIN <em>Designing Forms for Future Solarscapes. A Vision for the Italian Palimpsest</em> (LetteraVentidue Edizioni).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui il <a href="https://letteraventidue.com/it/libri/designing-forms-for-future-solarscapes-vigliocco">link</a> al sito della casa editrice del libro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><em>La ricerca Next Generation Solar Landscapes</em> si inserisce, infine, nel dibattito internazionale sulla <strong>transizione energetica e sul progetto di paesaggio</strong>, proponendo una visione in cui i campi fotovoltaici a terra a fine vita o in fase di dismissione diventano catalizzatori di una nuova generazione di paesaggi solari. Questo approccio intende dimostrare come la fine del ciclo di vita di queste infrastrutture possa trasformarsi in un’occasione per generare <strong>nuove forme di equilibrio ecologico e territoriale</strong><strong>.</strong></p>
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		<title>Visioni strategiche per la città di Aosta</title>
		<link>https://full.polito.it/research/visioni-strategiche-per-la-citta-di-aosta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 10:25:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino ha avviato da tempo un rapporto di collaborazione con l’amministrazione della città di Aosta, finalizzato a esplorare scenari strategici di sviluppo fisico della città, con una particolare attenzione su una serie di aree di trasformazione. I lavori hanno esordito con un progetto di rigenerazione urbana [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino ha avviato da tempo un rapporto di collaborazione con l’amministrazione della città di Aosta, finalizzato a esplorare scenari strategici di sviluppo fisico della città, con una particolare attenzione su una serie di aree di trasformazione. I lavori hanno esordito con un progetto di rigenerazione urbana del Quartiere Cogne &#8211; storico distretto operaio della città – il quale ha consentito di ottenere, tramite il bando nazionale PINQuA del MIT, un finanziamento di 15M€ per la trasformazione del quartiere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In seguito l’attenzione si è spostata sul quartiere Dora, area residenziale a est della città consolidata, sul quale le esplorazioni progettuali condotte hanno consentito alla municipalità di programmare e mettere a sistema una serie di operazioni riguardanti nuovi servizi scolastici e la riqualificazione di alcuni spazi pubblici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A valle delle due esperienze puntuali l’amministrazione ha quindi richiesto al gruppo di lavoro, congiuntamente a FULL di produrre un documento di visione strategica sul futuro della città, a supporto del processo di Riconsiderazione del PRGC, in corso di redazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro di ricerca, attualmente in svolgimento, considera non più soltanto alcune aree di trasformazione, ma ha l’obiettivo di fornire alla città una nuova interpretazione delle dinamiche urbane in corso, in grado di collocare le singole operazioni di trasformazione all’interno di un quadro strategico coerente, che integra delle esplorazioni a scala microurbana su alcuni luoghi di attenzione specifica, quali la “Porta Sud” della città, l’Area Megalitica, i complessi sportivi.</p>
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		<title>I Gruppi Europei di Cooperazione Territoriale in Italia</title>
		<link>https://full.polito.it/research/i-gruppi-europei-di-cooperazione-territoriale-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 12:48:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo progetto rappresenta una ricerca sistematica e multidisciplinare voluta dal Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie (DARA) e condotta in collaborazione tra CNR ISSIRFA (lead partner), EURAC Research (sezione Istituto di Studi Federali Comparati) e FULL per colmare una lacuna conoscitiva significativa nel panorama degli studi sulla cooperazione territoriale europea. I Gruppi Europei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Questo progetto rappresenta una ricerca sistematica e multidisciplinare voluta dal Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie (DARA) e condotta in collaborazione tra CNR ISSIRFA (lead partner), EURAC Research (sezione Istituto di Studi Federali Comparati) e FULL per colmare una lacuna conoscitiva significativa nel panorama degli studi sulla cooperazione territoriale europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I Gruppi Europei di Cooperazione Territoriale (<strong>GECT</strong>), istituiti dal Regolamento CE 1082/2006, rappresentano le prime&nbsp;<strong>strutture&nbsp;europee di cooperazione dotate di personalità giuridica</strong>. Evoluzione di forme di cooperazione transfrontaliera avviate negli anni Cinquanta, hanno acquisito rilevanza strategica con i programmi Interreg (1989) fino al riconoscimento della cooperazione territoriale come macro-obiettivo della politica di coesione europea (2007).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca&nbsp;si concentra sulla crescente rilevanza dei GECT nel contesto post-pandemico, dove il COVID-19 ha evidenziato tanto la fragilità dei processi di integrazione sub-nazionale – con le chiusure unilaterali dei confini nazionali – quanto il rafforzamento di un movimento coordinato di regioni frontaliere che rivendicano riconoscimento specifico e maggiore diffusione dei servizi pubblici transfrontalieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto analizza i&nbsp;<strong>14 GECT a partecipazione italiana</strong>&nbsp;registrati ufficialmente presso il Comitato delle Regioni (su 88 totali europei), caratterizzati da notevole eterogeneità territoriale, istituzionale e funzionale. Questa diversità – riconducibile a caratteristiche territoriali specifiche, longevità, obiettivi perseguiti, modelli di governance, fonti di finanziamento e livelli di integrazione – richiede un approccio analitico sistematico finora mancante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>metodologia multidisciplinare</strong>&nbsp;combina analisi giuridico-istituzionale, territoriale e strategico-funzionale attraverso quattro fasi operative:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>inquadramento preliminare con mappatura completa e questionari strutturati</li>



<li>analisi comparativa con tassonomia e modellizzazione</li>



<li>interviste approfondite ai 14 casi studio</li>



<li>elaborazione di raccomandazioni policy-oriented per il DARA</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>FULL&nbsp;conduce l’analisi degli aspetti territoriali&nbsp;</strong>dei GECT, focalizzandosi su dimensioni spaziali, governance multilivello e performance operative. La ricerca esamina modelli di governance interni ed esterni, dinamiche organizzative e finanziarie, contestualizzandoli nel panorama europeo della cooperazione territoriale. Particolare attenzione è dedicata alla litterature review, nonchè all’identificazione delle caratteristiche distintive delle esperienze più efficaci per avere la comprensione dei fattori che determinano successo o criticità operative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è produrre conoscenza scientifica approfondita delle forme giuridiche, organizzative e operative dei GECT italiani, sviluppando tassonomie e comparazioni sistematiche per individuare direttrici di miglioramento delle performance. Il progetto mira inoltre a facilitare scambio di esperienze e buone pratiche tra i GECT, supportando il DARA nella definizione di policy e linee guida per valutazioni ex ante ed istruttorie future.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati includeranno una relazione scientifica conclusiva con raccomandazioni policy-oriented, indicazioni operative per i GECT, pubblicazioni accademiche e un evento pubblico di presentazione. Le attività di disseminazione coinvolgeranno stakeholder diversificati – GECT, istituzioni locali, società civile, centri di ricerca – utilizzando i canali comunicativi del Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Studi sui Sistemi Regionali, Federali e sulle Autonomie “Massimo Severo Giannini” (CNR ISSIRFA).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Grazie ad ITALIAE sarà possibile configurare il primo studio sistematico sui GECT italiani</strong>, fornendo base empirica solida per policy evidence-based e supporto scientifico al rafforzamento della cooperazione territoriale europea in un contesto di crescenti sfide transfrontaliere.</p>
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		<title>ESPON CROSSGOV</title>
		<link>https://full.polito.it/research/oltre-i-confini-governance-integrata-dei-territori-transfrontalieri-tra-gect-e-aree-funzionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 15:51:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto CROSSGOV&#160;affronta una sfida centrale della governance europea contemporanea: colmare il divario tra riconoscimento politico della cooperazione transfrontaliera e scarsa operatività delle soluzioni istituzionali. Nonostante i progressi attraverso strumenti economici (mercato unico, programmi Interreg), istituzionali (GECT, Eurodistretti) e funzionali per l’erogazione di servizi pubblici, persistono lacune significative nei meccanismi di governance efficaci. Le regioni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il progetto CROSSGOV&nbsp;affronta una sfida centrale della governance europea contemporanea: colmare il <strong>divario tra riconoscimento politico della cooperazione transfrontaliera e scarsa operatività delle soluzioni istituzionali</strong>. Nonostante i progressi attraverso strumenti economici (mercato unico, programmi Interreg), istituzionali (GECT, Eurodistretti) e funzionali per l’erogazione di servizi pubblici, persistono lacune significative nei meccanismi di governance efficaci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le regioni di confine nell’area ESPON&nbsp;(European Spatial Planning Observation Network) affrontano ostacoli complessi che trascendono le dimensioni giuridiche e amministrative, coinvolgendo aspetti economici, politici, culturali, cognitivi e interpersonali. La diversità dei contesti – che caratterizza i 27 Stati membri UE più Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e Regno Unito – richiede approcci specifici dal basso per la cooperazione multilivello, superando le soluzioni “universali” tradizionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sviluppato nell’ambito delprogramma ESPON 2030,CROSSGOV propone un approccio innovativo centrato sulle <strong>aree funzionali transfrontaliere</strong>&nbsp;come strumento per ridurre gli ostacoli e facilitare i flussi di persone, merci, materiali e conoscenze. La prospettiva adottata supera le definizioni tradizionali di “regione di confine”, sviluppando nuovi framework analitici per comprendere le interazioni reali oltre i confini amministrativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’integrazione viene analizzata attraverso due dimensioni: <strong>interazioni territoriali</strong>&nbsp;basate su flussi e barriere, e <strong>convergenza delle caratteristiche spaziali</strong>&nbsp;guidata da processi di omogeneità e discontinuità. Tuttavia, queste aree rimangono inadeguatamente spiegate nelle loro attività quotidiane, rappresentando una lacuna conoscitiva per le politiche di coesione europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La metodologia combina <strong>statistiche ufficiali Eurostat, big data georeferenziati e tecniche avanzate di web scraping per rappresentare dinamicamente le aree funzionali</strong>. Le sfide principali includono: scarsità di dati armonizzati europei, assenza di informazioni sistematiche sui flussi funzionali (mobilità lavorativa, accesso ai servizi, reti produttive), e complessità nella rappresentazione cartografica dell’intreccio istituzionale-territoriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mappatura comparativa, visualizzazione interattiva e analisi territoriale</strong>&nbsp;costituiscono gli strumenti chiave per supportare politiche di cooperazione più efficaci e basate su evidenze empiriche. L’obiettivo è fornire comprensione scientifica rigorosa delle aree funzionali e formulare raccomandazioni concrete per migliorare i meccanismi di governance nello spazio ESPON.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca esamina status quo e potenziale non espresso dell’integrazione funzionale, identificando fattori trainanti, ostacoli strutturali, opportunità emergenti e tendenze evolutive. Focus specifico sui meccanismi di governance multilivello applicabili ai diversi contesti europei. FULL sta attualmente implementando anche <strong>due casi studio</strong>&nbsp;strategici: l’<strong>Espace Mont Blanc</strong>&nbsp;(Italia-Francia-Svizzera), area alpina con elevata integrazione funzionale e governance consolidata, e il <strong>Carso triestino</strong>&nbsp;(Italia-Slovenia), regione post-frontiera in processo di riintegrazione. Questi casi permetteranno di testare empiricamente i modelli sviluppati e elaborare raccomandazioni trasferibili ad altri contesti europei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Output del progetto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Pagina ufficiale <a href="https://www.espon.eu/projects/crossgov-governance-mechanisms-cross-border-functional-areas">ESPON</a></li>



<li><a href="https://www.espon.eu/publications/crossgov-final-report">Report</a> finale</li>



<li>Casi studio analizzati da FULL: <a href="https://www.espon.eu/publications/crossgov-espace-mont-blanc-case-study-chfrit">Espace Mont Blanc</a> e <a href="https://www.espon.eu/publications/crossgov-kras-carso-trieste-case-study-itsi">Kras-Carso-Trieste</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Val Simeto Etna</title>
		<link>https://full.polito.it/research/val-simeto-etna-azioni-per-la-strategia-delle-aree-interne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 10:13:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto fornisce supporto scientifico e metodologico per l’elaborazione della Strategia Territoriale dell’Area Interna Val Simeto-Etna, orientando la selezione delle azioni da finanziare nel ciclo di programmazione 2021-2027. L&#8217;iniziativa coinvolge i comuni di Adrano, Biancavilla, Centuripe e Santa Maria di Licodia, con l’obiettivo di contrastare il declino demografico e promuovere nuovi modelli di abitare e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
<p class="wp-block-paragraph">Il progetto fornisce supporto scientifico e metodologico per l’elaborazione della Strategia Territoriale <strong>dell’Area Interna Val Simeto-Etna</strong>, orientando la selezione delle azioni da finanziare nel ciclo di programmazione 2021-2027. L&#8217;iniziativa coinvolge i comuni di Adrano, Biancavilla, Centuripe e Santa Maria di Licodia, con l’obiettivo di contrastare il declino demografico e promuovere nuovi modelli di abitare e lavorare nei contesti caratterizzati da marginalità territoriale.<br>Attraverso analisi territoriali, mappature avanzate e processi partecipativi, FULL contribuisce alla <strong>costruzione di una visione strategica integrata</strong>, basata sul potenziamento dei servizi essenziali, sul rafforzamento delle economie locali e sulla promozione della sostenibilità ambientale come leva di sviluppo.</p>
</div>
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		<title>Mezzaluna alpina</title>
		<link>https://full.polito.it/research/mezzaluna-alpina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Oct 2024 15:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Cuneese è caratterizzato da una ricca conformazione orografica, definita dall’originale relazione tra il sistema montano e la pianura, dove si concentrano i principali nodi urbani. La morfologia ad arco, che ricorda una mezzaluna, si traduce in un sistema vallivo disposto a pettine lungo il profilo occidentale e meridionale, nel punto in cui le Alpi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Cuneese è caratterizzato da una ricca conformazione orografica, definita dall’originale relazione tra il sistema montano e la pianura, dove si concentrano i principali nodi urbani. La morfologia ad arco, che ricorda una mezzaluna, si traduce in un sistema vallivo disposto a pettine lungo il profilo occidentale e meridionale, nel punto in cui le Alpi si piegano, segnando la discontinuità tra Piemonte e Liguria. Le città di Saluzzo, Cuneo e Mondovì, insieme alle aree di fondovalle, mantengono un forte legame funzionale, culturale e simbolico con le valli circostanti, delineando una marcata identità metromontana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, l’area della Mezzaluna Alpina si configura come un laboratorio per l’osservazione di pratiche emergenti e la costruzione di scenari di “nuova montagna”. Con questo obiettivo, il Politecnico di Torino ha avviato una collaborazione con il Comune di Cuneo per analizzare le dinamiche in atto, delineare prospettive di sviluppo e individuare criticità e opportunità, promuovendo una visione integrata fondata su processi strategici e negoziali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca “Mezzaluna Alpina” indaga le trasformazioni sociali, economiche e territoriali dell’arco alpino cuneese, a partire dalle complesse interazioni tra aree urbane e montane. Attraverso analisi quantitative e indagini qualitative, il progetto esplora le pratiche quotidiane di vita, lavoro e mobilità, nonché le percezioni e le aspirazioni degli abitanti. Il report <em>Mezzaluna Alpina – Dinamiche e prospettive dei territori metromontani</em> raccoglie i risultati di questo percorso di ascolto e analisi, a supporto della definizione di scenari strategici per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati del lavoro, sviluppati in collaborazione con l’Assessorato alla Metromontagna del Comune di Cuneo, comprendono la produzione di mappe sugli spostamenti degli abitanti, l’analisi delle percezioni della montagna e l’individuazione di figure chiave per approfondire le questioni strategiche, contribuendo alla costruzione di una nuova visione per la montagna contemporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://full.polito.it/reader/mezzaluna-alpina/">Scarica qui il report della ricerca</a>.</p>
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