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	<title>Torino - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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	<description>the Future Urban Legacy Lab</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Jul 2026 13:52:28 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Torino - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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		<title>Torino e i suoi fiumi</title>
		<link>https://full.polito.it/agenda/torino-e-i-suoi-fiumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 13:49:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Presentazione del report di ricerca sull&#8217;ecosistema fluviale torinese, volto a una sua identificazione come sistema unitario in ottica di riqualificazione delle sponde e della città.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Presentazione del report di ricerca sull&#8217;ecosistema fluviale torinese, volto a una sua identificazione come sistema unitario in ottica di riqualificazione delle sponde e della città.</p>
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		<item>
		<title>Perché a Torino affitti e prezzi delle case sono rimasti così bassi</title>
		<link>https://full.polito.it/press/perche-a-torino-affitti-e-prezzi-delle-case-sono-rimasti-cosi-bassi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:07:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Milano, 4 giugno 2026 &#8211; L&#8217;analisi del Post su Torino si appoggia anche sui dati prodotti da FULL.</p>
<p>The post <a href="https://full.polito.it/press/perche-a-torino-affitti-e-prezzi-delle-case-sono-rimasti-cosi-bassi/">Perché a Torino affitti e prezzi delle case sono rimasti così bassi</a> appeared first on <a href="https://full.polito.it">FULL | the Future Urban Legacy Lab</a>.</p>
]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Milano, 4 giugno 2026 &#8211; L&#8217;analisi del Post su Torino si appoggia anche sui dati prodotti da FULL.</p>
<p>The post <a href="https://full.polito.it/press/perche-a-torino-affitti-e-prezzi-delle-case-sono-rimasti-cosi-bassi/">Perché a Torino affitti e prezzi delle case sono rimasti così bassi</a> appeared first on <a href="https://full.polito.it">FULL | the Future Urban Legacy Lab</a>.</p>
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		<item>
		<title>Intervista sul Piano Regolatore di Torino, a Rai 3</title>
		<link>https://full.polito.it/talkmedia/intervista-di-rai3-a-loris-servillo-sul-piano-regolatore-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 12:39:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>17 aprile 2026 &#8211; a &#8220;Buongiorno Regione&#8221; su Rai 3 Loris Servillo parla del nuovo Piano regolatore generale di Torino, al momento approvato in forma preliminare.</p>
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]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">17 aprile 2026 &#8211; a &#8220;Buongiorno Regione&#8221; su Rai 3 Loris Servillo parla del nuovo Piano regolatore generale di Torino, al momento approvato in forma preliminare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>The post <a href="https://full.polito.it/talkmedia/intervista-di-rai3-a-loris-servillo-sul-piano-regolatore-di-torino/">Intervista sul Piano Regolatore di Torino, a Rai 3</a> appeared first on <a href="https://full.polito.it">FULL | the Future Urban Legacy Lab</a>.</p>
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		<item>
		<title>Intervista sulla gestione della vita notturna in città</title>
		<link>https://full.polito.it/talkmedia/intervista-a-loris-servillo-sulla-gestione-della-vita-notturna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 15:23:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>18 dicembre 2024 &#8211; a &#8220;Buongiorno Regione&#8221; su RAI3 si parla della cosiddetta &#8220;movida&#8221; e della sua gestione.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">18 dicembre 2024 &#8211; a &#8220;Buongiorno Regione&#8221; su RAI3 si parla della cosiddetta &#8220;movida&#8221; e della sua gestione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Torino e i suoi fiumi</title>
		<link>https://full.polito.it/research/torino-e-i-suoi-fiumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Feb 2024 15:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto di ricerca Torino e i suoi fiumi nasce dalla collaborazione tra Politecnico di Torino, Comune di Torino e Compagnia di San Paolo, con l’obiettivo di ripensare il ruolo del sistema fluviale nella trasformazione contemporanea della città. La ricerca parte dall’assunto che i quattro fiumi torinesi — Po, Dora Riparia, Stura di Lanzo e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il progetto di ricerca <strong>Torino e i suoi fiumi</strong> nasce dalla collaborazione tra <strong>Politecnico di Torino</strong>, <strong>Comune di Torino</strong> e <strong>Compagnia di San Paolo</strong>, con l’obiettivo di ripensare il ruolo del sistema fluviale nella trasformazione contemporanea della città. La ricerca parte dall’assunto che i quattro fiumi torinesi — <strong>Po</strong>, <strong>Dora Riparia</strong>, <strong>Stura di Lanzo</strong> e <strong>Sangone</strong> — costituiscano un insieme di aste ecologiche che attraversano il tessuto urbano e lo connettono al territorio metropolitano circostante. In questa prospettiva, il sistema fluviale rappresenta una infrastruttura ambientale di grande rilevanza, capace di contribuire in modo significativo al contrasto al cambiamento climatico, alla rigenerazione ecologica e al miglioramento della qualità della vita degli abitanti e dei fruitori della città.</p>



<p class="has-text-align-left wp-block-paragraph">Partendo dall’elaborazione di un quadro analitico del sistema fluviale torinese, il progetto si propone di <strong>identificare scenari trasformativi</strong> per i contesti fluviali della città.<br>Tali scenari sono intesi come strumento in grado di svelare <strong>potenzialità progettuali</strong>, traducendole in una <strong>visione d’insieme</strong> capace di dirigere <strong>sviluppi coerenti e coordinati</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca ha tre macro-obiettivi:</p>



<p class="wp-block-paragraph">(1) Riportare l’attenzione sul&nbsp;<strong>patrimonio naturale della città</strong>, inteso anche come dispositivo di&nbsp;<strong>risposta agli effetti del cambiamento climatico</strong>;</p>



<p class="wp-block-paragraph">(2) Strutturare una&nbsp;<strong>nuova narrativa per la città</strong>, attraverso la&nbsp;<strong>descrizione sistemica</strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>valorizzazione</strong>&nbsp;delle&nbsp;<strong>componenti</strong>&nbsp;che caratterizzano ciascuna asta fluviale;</p>



<p class="wp-block-paragraph">(3) Fornire un&nbsp;<strong>quadro interpretativo</strong>&nbsp;utile al rinnovamento delle&nbsp;<strong>pratiche di programmazione e sviluppo</strong>&nbsp;della Città di Torino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro esamina un tema complesso, affrontando il rapporto tra <strong>edificato e aree fluviali</strong>, la <strong>dimensione ecosistemica</strong> e la definizione di <strong>scenari trasformativi</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca assume che i quattro fiumi di Torino, intesi come aste ecologiche che connettono la città al territorio metropolitano, possano svolgere un ruolo cruciale nel contrasto al cambiamento climatico e nel miglioramento della qualità della vita urbana. Lo studio indaga il potenziale del <strong>“Pettine Blu”</strong> con l’obiettivo di definire una strategia per rafforzarne il ruolo ecologico, sociale ed economico. Attraverso tre lenti interpretative — <strong>città ecologica, città ereditata e città del loisir</strong> — la ricerca individua una sequenza di azioni per riattivare il potenziale inespresso delle aste fluviali e rinnovare la relazione tra nucleo urbano e territorio metropolitano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro degli interventi proposto valorizza e rinnova ambiti esistenti che finora hanno avuto un ruolo marginale nelle politiche urbane, attribuendo a ciascuno una funzione coerente con le proprie caratteristiche e capace di generare effetti positivi sull’intera città. La ricerca si traduce infine in <strong>nove proiezioni strategiche</strong>, che ridefiniscono la narrazione dei quattro fiumi torinesi e individuano nuove centralità urbane, riaffermando il legame tra risorse naturali, paesaggio costruito e sviluppo della città nel suo rapporto con il territorio circostante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della storia urbana torinese, i fiumi hanno svolto ruoli molteplici e mutevoli: risorsa strategica per lo sviluppo produttivo e industriale, elemento strutturante della forma urbana, ma anche margine urbano progressivamente marginalizzato da infrastrutture, processi di urbanizzazione e trasformazioni economiche. La ricerca propone quindi di rileggere queste aste fluviali come un sistema integrato — definito <strong>“Pettine Blu”</strong> — che possa diventare una delle principali chiavi interpretative e progettuali per la Torino contemporanea. L’obiettivo è individuare strategie e azioni capaci di rinnovarne il ruolo ecologico, sociale ed economico, valorizzando il loro potenziale come corridoi ambientali e spazi di relazione tra città e territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi si sviluppa attraverso le tre già citate prospettive interpretative — città ecologica, città ereditata e città del loisir — che consentono di osservare il sistema fluviale da punti di vista differenti e complementari. La lente della <strong>città ecologica</strong> mette in evidenza il ruolo dei fiumi come infrastrutture naturali in grado di rafforzare la resilienza ambientale urbana, migliorare la biodiversità e contribuire ai processi di adattamento climatico. La prospettiva della <strong>città ereditata</strong> analizza invece il rapporto tra fiumi, patrimonio costruito e processi storici di trasformazione della città, mettendo in luce come il paesaggio fluviale sia il risultato di una stratificazione di pratiche, infrastrutture e morfologie urbane. Infine, la lente della <strong>città del loisir </strong>esplora il potenziale dei fiumi come spazi di fruizione pubblica, tempo libero e socialità, evidenziando il ruolo che questi luoghi possono svolgere nella costruzione di nuove forme di abitabilità urbana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A partire da queste tre prospettive, la ricerca individua <strong>una serie di ambiti strategici lungo i corsi d’acqua</strong> e propone una sequenza di azioni orientate alla riattivazione del potenziale oggi inespresso del sistema fluviale. Il palinsesto complessivo degli interventi si concentra in particolare su contesti urbani esistenti che, pur possedendo caratteristiche rilevanti dal punto di vista ambientale, paesaggistico o sociale, hanno finora avuto un ruolo marginale nelle politiche urbane e negli investimenti pubblici. La proposta metaprogettuale elaborata suggerisce che ciascuno di questi ambiti possa assumere una funzione specifica coerente con il proprio carattere territoriale e, allo stesso tempo, generare effetti positivi sull’intero sistema urbano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro di ricerca conduce infine alla definizione di <strong>nove proiezioni strategiche</strong>, intese come possibili traiettorie di trasformazione del sistema dei fiumi torinesi. Queste proiezioni derivano da un ripensamento complessivo della narrativa urbana legata ai corsi d’acqua e dalla scoperta di nuove potenziali centralità lungo il loro tracciato. Il metaprogetto mette così a fuoco alcuni caratteri strutturali della città attraversata dai fiumi, riconoscendo il valore del rapporto tra risorse naturali ed ecologiche e paesaggio costruito, sedimentato nel tempo attraverso processi storici e trasformazioni urbane. In questa prospettiva, la ricerca propone di riaffermare il legame storico tra Torino e il territorio circostante, aggiornando in chiave contemporanea l’idea — già presente nella visione barocca della città — di un sistema urbano in cui forma della città e paesaggio naturale sono profondamente interconnessi.</p>
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		<title>ToMove</title>
		<link>https://full.polito.it/research/tomove/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2024 15:17:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto “Living Lab ToMove” fa parte del Piano Nazionale Complementare “MaaS4Italy – Mobility as a Service for Italy” che promuove lo sviluppo di&#160;nuovi servizi alla mobilità, basati sull’adozione di paradigmi della mobilità come servizio (MaaS) nelle città metropolitane per digitalizzare i trasporti locali e fornire agli utenti un’esperienza di mobilità integrata, dalla pianificazione dei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Il progetto “Living Lab ToMove” fa parte del Piano Nazionale Complementare “MaaS4Italy – Mobility as a Service for Italy” che promuove lo sviluppo di&nbsp;<strong>nuovi servizi alla mobilità</strong>, basati sull’adozione di paradigmi della mobilità come servizio (<strong>MaaS</strong>) nelle città metropolitane per digitalizzare i trasporti locali e fornire agli utenti un’esperienza di mobilità integrata, dalla pianificazione dei viaggi ai pagamenti attraverso molteplici modi di trasporto. Il progetto MaaS4Italy ha come obiettivo la creazione in un contesto cittadino di un Living Lab CCAM (<em>Cooperative, Connected and Automated Mobility</em>) per testare soluzioni innovative di trasporto locale in una specifica area della città, dotata di infrastrutturazione tecnologica, all’interno della quale sperimentare innovazioni e tecnologie in condizioni reali e individuare soluzioni funzionali a svolgere test precompetitivi di tecnologie, servizi e applicazioni <em>in vivo</em>, mettendo i cittadini al centro del processo di innovazione, attraverso un processo di co-creazione con gli utenti, multidisciplinare e interdisciplinare e che stimola la cooperazione a quadrupla elica (governo, industria, università e cittadini).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Torino con il suo progetto ToMove</strong>, è stata selezionata per la realizzazione di un Living Lab finalizzato a promuovere il co-sviluppo e testing di nuovi scenari e soluzioni di mobilità autonoma, connessa e cooperativa (c.d. tecnologie CCAM) in stretta relazione con i servizi MaaS che saranno sviluppati in parallelo nell’ambito del progetto “TorinoMaaS4Italy”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto è finanziato dal Dipartimento per la trasformazione digitale nell’ambito del PNRR ed è coordinato dalla&nbsp;<a href="https://www.torinocitylab.it/it/update-to/living-lab-tomove">Città di Torino</a>&nbsp;con la collaborazione di UniTO, PoliTO, 5T, e attori locali come 5T e Links.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>#12 – Torino non è una città solo per ricchi.</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/12-torino-non-e-una-citta-solo-per-ricchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2023 12:52:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Se la crisi economico-finanziaria del 2008 ha avuto un profondo impatto in termini di accesso alla casa (soprattutto per i nuclei familiari a reddito medio-basso), la crisi pandemica non solo ha aggravato questo quadro, ma ha anche parzialmente modificato la percezione delle famiglie rispetto alle caratteristiche desiderabili di un’abitazione (con una nuova attenzione, per esempio, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Se la crisi economico-finanziaria del 2008 ha avuto un profondo impatto in termini di accesso alla casa (soprattutto per i nuclei familiari a reddito medio-basso), la crisi pandemica non solo ha aggravato questo quadro, ma ha anche parzialmente modificato la percezione delle famiglie rispetto alle caratteristiche desiderabili di un’abitazione (con una nuova attenzione, per esempio, all’importanza di balconi e giardini). Su questo sfondo appare indispensabile – non solo in termini di ricerca accademica, ma anche e soprattutto di politiche pubbliche – avere a disposizione un quadro chiaro e preciso delle caratteristiche attuali della domanda e dell’offerta di abitazioni nel nostro paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro ha l’obiettivo di contribuire a fare luce sullo stato del mercato immobiliare (post-)pandemico, focalizzandosi in particolare sull’offerta a disposizione della cosiddetta “generazione fuori mercato” e chiedendosi quanto il combinato disposto di crisi economico-finanziaria e crisi pandemica abbia aumentato le barriere di accesso alla casa per questo gruppo. Per farlo, si analizza il caso studio di Torino e dei comuni della sua corona metropolitana, rispetto ai quali è indagata la disponibilità di alloggi privati in vendita e in affitto, letta in connessione ad alcune caratteristiche rilevanti di tale patrimonio (per esempio, localizzazione, prezzo e metratura). L’anno di riferimento è il 2021, un anno “sospeso tra passato e futuro”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver presentato l’analisi dei dati relativi alla disponibilità di abitazioni in affitto e in vendita – che vengono presentati prevalentemente sotto forma di mappe – il presente rapporto si conclude con due esempi, fittizi ma assolutamente plausibili, di “famiglie tipo” appartenenti a una fascia di reddito medio-bassa, in cerca di casa nella città di Torino e nel suo hinterland. Investigando l’offerta privata disponibile in relazione alle esigenze di queste due famiglie, è possibile comprendere, nel concreto, problemi e prospettive dell’accessibilità alla casa nel periodo (post-) pandemico a Torino e dintorni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pianoterra</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/pianoterra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 12:54:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il nostro patrimonio costruito ha attraversato e attraversa processi di dismissione, abbandono ed obsolescenza funzionale generati nel tempo da dinamiche di transizione economica, sociale e demografica. Questa condizione si ritrova con intensità e caratteristiche diverse anche in molti altri contesti urbani europei ed extraeuropei dove nel tempo si sono consolidati approcci diversi ai processi di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il nostro patrimonio costruito ha attraversato e attraversa processi di dismissione, abbandono ed obsolescenza funzionale generati nel tempo da dinamiche di transizione economica, sociale e demografica. Questa condizione si ritrova con intensità e caratteristiche diverse anche in molti altri contesti urbani europei ed extraeuropei dove nel tempo si sono consolidati approcci diversi ai processi di transizione funzionale, riuso adattivo (permanente o temporaneo) di grandi e piccoli patrimoni costruiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che si tratti di intere parti di città, di edifici o complessi di edifici, di singole unità che si svuotano, o di porzioni di spazi aperti e vuoti urbani, emerge, spesso prima nelle pratiche che nella pianificazione e nelle politiche urbane, la capacità (di attori pubblici e privati, profit e no-profit) di immaginare&nbsp;<strong>il patrimonio urbano dismesso/disponibile come un asset</strong>&nbsp;per la definizione (e la ridefinizione) degli orizzonti strategici di sviluppo dei sistemi urbani</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo di questo lavoro di ricerca è indagare la potenzialità offerte da combinato disposto dei&nbsp;<strong>regolamenti urbani</strong>&nbsp;per gli incentivi all’uso delle unità private disponibili ai piani terra della città di Torino, come supporto alle politiche di welfare. La ricerca è svolta in collaborazione con Urban Lab e Città di Torino.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intervista sulla crisi abitativa in città</title>
		<link>https://full.polito.it/talkmedia/intervista-sulla-crisi-abitativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 May 2023 14:47:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>RAI 3 &#8211; Il prof. Servillo intervistato sulle trasformazioni abitative a Torino alla luce della carenza di alloggi per la popolazione studentesca e non solo.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">RAI 3 &#8211; Il prof. Servillo intervistato sulle trasformazioni abitative a Torino alla luce della carenza di alloggi per la popolazione studentesca e non solo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’accesso alla casa dopo la pandemia</title>
		<link>https://full.polito.it/research/laccesso-alla-casa-dopo-la-pandemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 11:11:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La ricerca si focalizza sull’analisi del patrimonio immobiliare privato nell’area metropolitana di Torino. L’obiettivo primario è quello di analizzare temi e problemi dell’abitare contemporaneo da parte della cosiddetta “fascia grigia”, ossia quella porzione di ceto medio-basso che, sebbene si situi al di sopra delle soglie reddituali massime per accedere all’edilizia popolare, ha però estrema difficoltà [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La ricerca si focalizza sull’analisi del patrimonio immobiliare privato nell’area metropolitana di Torino. L’obiettivo primario è quello di analizzare temi e problemi dell’abitare contemporaneo da parte della cosiddetta “fascia grigia”, ossia quella porzione di ceto medio-basso che, sebbene si situi al di sopra delle soglie reddituali massime per accedere all’edilizia popolare, ha però estrema difficoltà a muoversi all’interno del mercato abitativo privato.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro si incentra su operazioni di <em>web scraping</em> al fine di ricavare dati – sulla base dei quali costruire mappe e successive operazioni analitiche (anche di carattere comparativo con riferimento ad altre città italiane) – relativi all’offerta abitativa privata sia in affitto, sia in vendita, identificando qualità, quantità e localizzazione delle abitazioni accessibili a diversi tipi di famiglie a reddito medio-basso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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