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	<title>inquinamento urbano - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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	<title>inquinamento urbano - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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		<title>Cambiamo aria.</title>
		<link>https://full.polito.it/agenda/cambiamo-aria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 11:50:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo colloquio curato dal dipartimento DIATI del Politecnico di Torino è legato al progetto SCoolAir presentato “sul campo” proprio al Cecchi Point durante il corso “Immaginare il Futuro“. L’inquinamento atmosferico è stato il primo fenomeno di carattere ambientale ad emergere in quanto questione pubblica, da affrontare politicamente, in termini legislativi, fin già da metà del [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Questo colloquio curato dal dipartimento DIATI del Politecnico di Torino è legato al progetto <a href="https://full.polito.it/research/scoolair/">SCoolAir </a>presentato “sul campo” proprio al Cecchi Point durante il corso “<a href="https://full.polito.it/research/le-sfide-per-la-citta-contemporanea-corso-di-formazione/">Immaginare il Futuro</a>“.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’inquinamento atmosferico è stato il primo fenomeno di carattere ambientale ad emergere in quanto questione pubblica, da affrontare politicamente, in termini legislativi, fin già da metà del secolo scorso.<br>Esso riveste, dunque, un ruolo chiave nel complesso rapporto tra trasformazioni antropiche dell’ambiente, ambiente e la consapevolezza del nostro ruolo in quanto umani.<br>Tutt’oggi intorno all’inquinamento atmosferico e, in particolare, intorno alla questione della qualità dell’aria, si incontrano e si scontrano interessi diversi, a partire dai quali si sviluppano complesse dinamiche politiche, che coinvolgono direttamente cittadine e cittadini, nonché dispositivi tecnologici, pratiche scientifiche e istituzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’inquinamento atmosferico è dunque un ambito in cui osservare e sperimentare modalità di monitoraggio, gestione e trasformazione del nostro ambiente e delle nostre pratiche quotidiane che possono avere una rilevanza più ampia rispetto alle questioni poste dal cambiamento climatico. Questo anche perché l’inquinamento atmosferico intrattiene relazioni complesse con le dinamiche del cambiamento climatico e, in particolare, del riscaldamento globale.</p>
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		<title>SCoolAir</title>
		<link>https://full.polito.it/research/scoolair/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jul 2025 13:56:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>SCoolAir è un progetto di Citizen Science che, combinando misurazioni sensoristiche e auto-monitoraggi, trasforma le scuole in laboratori che indagano le relazioni tra microclima esterno, interno e gli effetti di tali relazioni sul benessere delle classi. Grazie a un programma di studi intorno alla qualità dell’aria, messo a punto con i docenti degli istituti superiori [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">SCoolAir è un progetto di Citizen Science che, combinando misurazioni sensoristiche e auto-monitoraggi, trasforma le scuole in laboratori che indagano le relazioni tra microclima esterno, interno e gli effetti di tali relazioni sul benessere delle classi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie a un programma di studi intorno alla qualità dell’aria, messo a punto con i docenti degli istituti superiori e l’Associazione nazionale insegnanti di scienze naturali, gli studenti imparano a conoscere la tecnologia dei sensori, le scienze ambientali e gli impatti degli inquinanti sulla salute. Studentesse e studenti collaborano nella raccolta dati sulla presenza di particolato, temperatura e monitorando le proprie percezioni, convalidando modelli di dispersione dell’aria ed esplorando come le condizioni ambientali influiscono sul proprio benessere. Non limitandosi all’osservazione, ma&nbsp; invitando chi coinvolto ad assemblare, misurare, analizzare e rappresentare, il programma di SCoolAir costruisce un modello didattico replicabile che rafforza i legami tra scuole e università.</p>



<p class="wp-block-paragraph">SCoolAir è un progetto condotto nell’ambito del bando europeo HE Impetus.</p>
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		<title>Air we go again</title>
		<link>https://full.polito.it/talkmedia/air-we-go-again/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 May 2024 14:34:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>21 maggio 2024 &#8211; Pietro Salizzoni, Silvana Dalmazzone e Alessandro Bertello dialogano sulla qualità dell&#8217;aria in città. Info qui.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">21 maggio 2024 &#8211; Pietro Salizzoni, Silvana Dalmazzone e Alessandro Bertello dialogano sulla qualità dell&#8217;aria in città. Info <a href="https://full.polito.it/agenda/air-we-go-again/">qui</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Air we go again</title>
		<link>https://full.polito.it/agenda/air-we-go-again/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2024 11:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La qualità dell’aria in pianura Padana è un problema molto serio e a Torino lo sappiamo bene. Anche il 2024 è iniziato male sotto questo profilo, salvo poi vedere un migliormento delle condizioni grazie a una primavera piovosa: ma è possibile vivere sperando nel meteo favorevole? FULL organizza una serie di incontri tematici nell’ambito dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La qualità dell’aria in pianura Padana è un problema molto serio e a Torino lo sappiamo bene. Anche il 2024 è iniziato male sotto questo profilo, salvo poi vedere un migliormento delle condizioni grazie a una primavera piovosa: ma è possibile vivere sperando nel meteo favorevole?</p>



<p class="wp-block-paragraph">F<em>UL</em>L organizza una serie di incontri tematici nell’ambito dei propri filoni di ricerca. Questo primo seminario sul tema dell’inquinamento dell’aria a Torino rientra nei filoni “Praticare la transizione” e “Città del futuro”. Intervengono il prof.&nbsp;<strong>Pietro Salizzoni</strong>, docente in meccanica dei fluidi presso l’Ecole Centrale de Lyon e PoliTO (DIATI), la prof.ssa&nbsp;<strong>Silvana Dalmazzone</strong>, docente in Economia ambientale e gestione delle risorse naturali presso UniTO, e&nbsp;<strong>Alessandro Bertello</strong>, funzionario della Città Metropolitana di Torino al dipartimento Ambiente e Vigilanza Ambientale. Modera l’incontro&nbsp;<strong>Sofia Fellini</strong>&nbsp;per F<em>UL</em>L.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I temi affrontati in questo incontro sono vari e riguardano la situazione dell’aria di Torino con alcuni dati, le azioni già intraprese dalle amministrazioni pubbliche e quelle che si potrebbero pensare, gli impatti economici dell’inquinamento che non sono sempre evidenti, le prospettive della ricerca per lo studio della qualità e dinamica dei flussi d’aria, un confronto con la città di Lione e anche qualche indicazione su cosa possiamo fare tutti per migliorare la situazione. Saranno evidenziati problemi e ritardi, ma anche opportunità di lavoro a vari livelli, con l’idea di affrontare altri aspetti in un incontro successivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il seminario sarà in presenza, sarà resa disponibile una registrazione.</p>
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		<title>Wastescapes</title>
		<link>https://full.polito.it/research/wastescapes/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2024 14:57:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Challenge@PoliTo_by Firms è un&#8217;attività didattica innovativa svolta presso il Politecnico di Torino. È parte integrante della strategia del PoliTo volta a promuovere l&#8217;istruzione innovativa e la cultura imprenditoriale.Queste attività sono organizzate con aziende esterne che propongono una “sfida” tratta dalla loro attività reale. Durante l&#8217;esperienza, fino a 30 studenti di master, divisi in squadre, lavorano, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Challenge@PoliTo_by Firms è un&#8217;attività didattica innovativa svolta presso il Politecnico di Torino. È parte integrante della strategia del PoliTo volta a promuovere l&#8217;istruzione innovativa e la cultura imprenditoriale.<br>Queste attività sono organizzate con aziende esterne che propongono una “sfida” tratta dalla loro attività reale. Durante l&#8217;esperienza, fino a 30 studenti di master, divisi in squadre, lavorano, competono e sviluppano le proprie soluzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Challenge@PoliTo delle aziende – Azzurra</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;argomento</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La costruzione e la successiva gestione di nuovi impianti di trattamento dei rifiuti industriali è un processo che pone sfide ai contesti locali con una serie di ripercussioni ambientali, spaziali e socioeconomiche, tra cui le reti infrastrutturali, le caratteristiche del paesaggio, i rapporti con le comunità locali, ecc.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La sfida</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scopo di questa sfida è pianificare il futuro ampliamento di un impianto esistente per il trattamento di rifiuti industriali pericolosi e non pericolosi, partendo dall&#8217;attuale piano di sviluppo strategico dell&#8217;azienda. Il nuovo ampliamento sarà specificamente dedicato al trattamento dei fanghi. Il progetto deve includere il piano logistico all&#8217;interno e all&#8217;esterno dell&#8217;impianto, la selezione e la progettazione delle attrezzature, tenendo conto delle operazioni da effettuare sui fanghi (inertizzazione, essiccazione, trattamento termico), la valutazione degli aspetti più critici al fine di ottenere le necessarie autorizzazioni e permessi, un calcolo preliminare dei costi e dei ricavi del progetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione sarà riservata agli effetti dell&#8217;operazione sul paesaggio urbano e sul territorio. La sfida, da questo punto di vista, consiste nel concepire un nuovo modello di struttura che non sia visto solo come un inevitabile degrado per il territorio locale, ma al contrario come un&#8217;opportunità per introdurre nuovi modelli di ibridazione e simbiosi tra impianti di trattamento dei rifiuti, agricoltura, produzione di energia e comunità locale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Obiettivi principali:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">• Ridurre al minimo i potenziali danni associati al trattamento dei rifiuti;<br>• Garantire la migliore integrazione possibile tra l&#8217;impianto di trattamento dei rifiuti e il territorio circostante;<br>• Economia circolare, simbiosi industriale;<br>• Manipolazione, conservazione e smaltimento in sicurezza</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Risanamento adattivo</title>
		<link>https://full.polito.it/research/adaptive-remediation/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 18:47:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dall’asimmetria tra il crescente numero di episodi di contaminazione ambientale e la limitata disponibilità di risorse da destinare agli interventi necessari per ripristinare le condizioni originarie nasce la necessità di sviluppare nuove strategie integrate per il riuso dei siti dismessi e del patrimonio industriale. Il progetto di ricerca intitolato AdRem – Adaptive Remediation Toolkit riguarda [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dall’asimmetria tra il crescente numero di episodi di contaminazione ambientale e la limitata disponibilità di risorse da destinare agli interventi necessari per ripristinare le condizioni originarie nasce la necessità di sviluppare nuove strategie integrate per il riuso dei siti dismessi e del patrimonio industriale. Il progetto di ricerca intitolato AdRem – Adaptive Remediation Toolkit riguarda lo sviluppo di strategie e metodi per spazializzare, visualizzare e gestire le interazioni tra bonifica del suolo e progettazione urbana in siti industriali abbandonati e contaminati. L’obiettivo è progettare un <em>toolkit</em> parametrico a supporto del processo decisionale che coinvolge l’ingegnere ambientale, impegnato nella valutazione delle tecniche di bonifica fattibili in siti caratterizzati da multi-contaminazione, e l’architetto e urbanista, che si occupa di adattare la città post-industriale alle nuove esigenze.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sintesi della ricerca</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Si sta verificando un numero crescente di interventi di bonifica di aree industriali dismesse in contesti urbani, e le relative sfide sono poste dalla combinazione di processi di bonifica, riuso edilizio e adattamento. A seguito della crisi immobiliare del 2007-2008 e della conseguente riduzione della domanda di edifici, i siti industriali dismessi sono diventati sempre più un onere ambientale, sociale ed economico per le comunità urbane. Rispetto ai siti situati in aree industriali attive al di fuori delle città, la riqualificazione di aree industriali dismesse in un contesto urbano pone ulteriori vincoli, ad esempio restrizioni alle variazioni morfologiche del sito – anche temporanee – e restrizioni all&#8217;uso dell&#8217;area, anche legate alla caratterizzazione paesaggistica e alla percezione complessiva del luogo. Ciononostante, queste aree rappresentano chiaramente una potenziale risorsa, poiché sono spesso integrate nel tessuto urbano, generalmente ben collegate tramite infrastrutture e dotate di una fitta rete di sottoservizi. Oltre al ripristino ambientale e alla tutela della salute umana, la trasformazione delle aree urbane dismesse contaminate può offrire vantaggi significativi, tra cui lo sfruttamento delle infrastrutture esistenti, la conservazione delle aree verdi, la produzione di effetti sociali ed economici positivi per le comunità limitrofe, tra cui l&#8217;aumento del valore immobiliare e la riduzione del tasso di criminalità, contribuendo nel complesso alla sostenibilità ambientale, economica e sociale. In tali situazioni, la rigenerazione urbana e la pianificazione di progetti di bonifica sono due pratiche potenzialmente molto interconnesse, ma ancora oggi faticano a interagire tra loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le questioni critiche relative alla bonifica, quando questa avviene in un tessuto urbano denso e complesso, sono numerose. Le operazioni di bonifica producono solitamente grandi quantità di rifiuti, talvolta pericolosi, con costi di smaltimento che spesso portano il costo dei lavori a superare il valore immobiliare dell&#8217;area. Inoltre, non è facile ottenere una buona interazione tra i professionisti che gestiscono il recupero dell&#8217;area, ovvero l&#8217;ingegnere per quanto riguarda le operazioni di bonifica e l&#8217;architetto per quanto riguarda il restauro architettonico, con il risultato di un processo di progettazione e di conoscenze frammentate, nonché di una potenziale dispersione. Da un lato c&#8217;è la necessità di riqualificare e riutilizzare grandi aree ex industriali, ora incorporate nel tessuto urbano, che sono state gradualmente abbandonate a causa del progressivo sviluppo del settore terziario a scapito di quello manifatturiero. D&#8217;altro canto, la passata presenza di attività manifatturiere ha portato ad un&#8217;alterazione e, nella maggior parte dei casi, ad una contaminazione delle matrici ambientali a causa del rilascio di contaminanti di varia origine e natura che compromettono il libero riutilizzo dei siti, esponendo i successivi utilizzatori e, più in generale, coloro che vivono nelle vicinanze del vecchio impianto a potenziali rischi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un processo di bonifica, necessario e imposto dalla legge per il riutilizzo di queste aree, è comunemente inteso come una &#8220;transizione tra due fasi regolate da regolamenti urbanistici ed edilizi&#8221;, isolata dalle azioni precedenti e successive, il cui obiettivo è &#8220;ripulire completamente il sito dai residui dell&#8217;uso passato, per consegnarlo come sito pulito per un uso futuro&#8221; (Robiglio et al., 2014). L&#8217;alternativa proposta coinvolge concetti di bonifica adattiva, che definiscono due diversi approcci che dovrebbero essere inclusi nella pratica operativa. La grande complessità nella gestione della procedura di bonifica e le potenzialità offerte dal sito nell&#8217;ambito del riuso adattivo pongono la necessità di creare uno strumento che metta in relazione le diverse esigenze dei professionisti coinvolti presentando una gamma di possibili alternative, confrontandole con tutte le opzioni potenzialmente efficaci al fine di generare un ventaglio di opzioni realizzabili tra cui il professionista può scegliere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È stato quindi definito l&#8217;approccio AdRem (Adaptive Remediation), volto a integrare le diverse discipline (in particolare, ingegneria ambientale e architettura) coinvolte nella progettazione del riuso di aree industriali dismesse, specificamente applicato ai contesti urbani. Nell&#8217;ambito del progetto, è in fase di sviluppo un prototipo di <em>toolkit </em>di supporto alle decisioni per aiutare a selezionare quantitativamente e prioritizzare le alternative progettuali praticabili. Il <em>toolkit </em>è coinvolto nella fase di progettazione interdisciplinare elaborando insiemi di tecniche di bonifica e soluzioni architettoniche/urbane, sulla base dei dati raccolti e dei vincoli definiti dall&#8217;utente. Gli scenari di bonifica/riutilizzo vengono generati al computer e selezionati confrontando le alternative di bonifica e le esigenze progettuali. Gli scenari praticabili vengono quindi prioritizzati in base a costi e tempi. I risultati del <em>toolkit </em>orientano l&#8217;ultima fase di progettazione nel <em>framework </em>AdRem, quando i progettisti ambientali e architettonici identificano il progetto integrato ottimale, utilizzando infine il <em>toolkit </em>in modo ricorrente modificando i parametri di input e i vincoli, sulla base di nuove soluzioni progettuali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli sviluppi futuri del <em>toolkit </em>saranno volti a migliorare l&#8217;interoperabilità, in input e output, con i software e i formati esistenti utilizzati nell&#8217;analisi dei rischi, nella progettazione architettonica e nelle informazioni geografiche (GIS).</p>
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		<item>
		<title>Appendino: «La nuova Ztl aiuterà contro lo smog». Ma per i tecnici «cambia poco, livelli uguali»</title>
		<link>https://full.polito.it/press/appendino-la-nuova-ztl-aiutera-contro-lo-smog-ma-per-i-tecnici-cambia-poco-livelli-uguali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2020 19:42:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da una parte c’è quello studio di 5T che sottolinea come non ci sarà alcun beneficio per l’ambiente. Dall’altra quello richiesto dall’assessore all’Ambiente Alberto Unia all’Arpa per provare l’esatto opposto. Peccato che, di quest’ultimo, non ci sia ancora traccia. Ma nonostante questo, la sindaca Chiara Appendino va avanti: «Stiamo lavorando alla totale revisione della Ztl [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Da una parte c’è quello studio di 5T che sottolinea come non ci sarà alcun beneficio per l’ambiente. Dall’altra quello richiesto dall’assessore all’Ambiente Alberto Unia all’Arpa per provare l’esatto opposto. Peccato che, di quest’ultimo, non ci sia ancora traccia. Ma nonostante questo, la sindaca Chiara Appendino va avanti: «Stiamo lavorando alla totale revisione della Ztl centrale con l’obiettivo di creare un centro sicuro e aperto a pedoni, ciclisti e trasporto pubblico».</p>
<p>The post <a href="https://full.polito.it/press/appendino-la-nuova-ztl-aiutera-contro-lo-smog-ma-per-i-tecnici-cambia-poco-livelli-uguali/">Appendino: «La nuova Ztl aiuterà contro lo smog». Ma per i tecnici «cambia poco, livelli uguali»</a> appeared first on <a href="https://full.polito.it">FULL | the Future Urban Legacy Lab</a>.</p>
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