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	<title>architettura - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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	<description>the Future Urban Legacy Lab</description>
	<lastBuildDate>Fri, 31 Jul 2026 09:59:04 +0000</lastBuildDate>
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	<title>architettura - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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		<title>Post-office turn</title>
		<link>https://full.polito.it/research/post-office-turn/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 10:00:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 2020, la rapida diffusione del lavoro a distanza e ibrido ha profondamente ridisegnato i mercati degli uffici in tutto il mondo, accelerando la tendenza all&#8217;abbandono degli immobili e costringendo le città a ripensare il ruolo dei quartieri centrali degli affari. Il calo della domanda di spazi di lavoro tradizionali si interseca con le crescenti [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dal 2020, la <strong>rapida diffusione del lavoro a distanza</strong> e ibrido ha profondamente ridisegnato i mercati degli uffici in tutto il mondo, accelerando la tendenza all&#8217;abbandono degli immobili e costringendo le città a ripensare il ruolo dei quartieri centrali degli affari. Il calo della domanda di spazi di lavoro tradizionali si interseca con le crescenti pressioni sull&#8217;offerta di alloggi e con gli impegni ambientali in costante evoluzione, suscitando un rinnovato interesse per il riutilizzo adattivo come strumento strategico per la trasformazione urbana.<br>Il Nord Italia, in particolare le aree metropolitane di <strong>Milano e Torino</strong>, rispecchia queste dinamiche globali, pur mostrando caratteristiche specifiche dei territori. Entrambe le città presentano segmenti crescenti di stock di uffici sottoutilizzati, molti dei quali costruiti tra gli anni &#8217;60 e &#8217;90, che ora faticano a rispondere alle esigenze spaziali, ambientali e tecnologiche contemporanee. Allo stesso tempo, <strong>la domanda di alloggi continua ad aumentare</strong>, ampliando la discrepanza tra le superfici commerciali inutilizzate e le esigenze residenziali insoddisfatte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Post-Office Turn indaga come la digitalizzazione del lavoro stia ridefinendo il paesaggio urbano e architettonico di Milano e Torino. La ricerca combina l&#8217;analisi su scala urbana con l&#8217;osservazione su scala edilizia, per comprendere il potenziale trasformativo del patrimonio immobiliare adibito a uffici; integra inoltre mappatura, studio morfologico, analisi delle politiche e ricerca basata sul progetto per esplorare come gli edifici esistenti possano &#8220;imparare&#8221; a diventare spazi residenziali o ibridi in risposta ai cambiamenti strutturali nei modelli di lavoro. Inquadrando il <strong>riuso adattivo</strong> sia come una necessità ambientale che come un&#8217;opportunità per la rigenerazione urbana a basse emissioni di carbonio, il progetto mira a contribuire ai dibattiti contemporanei sul futuro delle città e sulla riattivazione sostenibile del loro patrimonio edilizio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Obiettivi e finalità</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Questa ricerca si concentra sul <strong>riutilizzo adattivo di edifici ordinari</strong>, con particolare attenzione al patrimonio immobiliare degli uffici come luogo chiave di transizione nelle città che stanno subendo una trasformazione economica, sociale e ambientale. L&#8217;abbandono, l&#8217;obsolescenza e il cambiamento delle pratiche lavorative rendono gli edifici adibiti a uffici un terreno di prova cruciale per le strategie di riutilizzo contemporanee.<br>Il progetto indaga il vuoto sia come <strong>condizione fisica</strong> (spazi sfitti, strutture sottoutilizzate) sia come <strong>condizione sistemica</strong> (cambiamenti nel lavoro, nelle politiche, nella governance e nei mercati). Esamina inoltre come le pratiche di riutilizzo si sviluppino su diverse scale e come il progetto, le politiche e la conoscenza ambientale interagiscano nel plasmare nuovi percorsi di trasformazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Obiettivi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Individuare e analizzare i modelli spaziali di vacanza nel patrimonio immobiliare degli edifici adibiti a uffici in Italia, con particolare attenzione a Torino e Milano.</li>



<li>Documentare le pratiche di riutilizzo e conversione, identificando i fattori tecnici, sociali, economici e normativi in una prospettiva comparativa.</li>



<li>Collegare la trasformazione architettonica con la governance urbana, i quadri di pianificazione e i processi di progettazione collaborativa.</li>



<li>Valutare le implicazioni ambientali, sociali ed economiche del riutilizzo, con particolare attenzione al carbonio incorporato, ai cicli dei materiali e alle prestazioni del ciclo di vita.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Metodi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto utilizza un <strong>quadro comparativo multilivello</strong>, integrando diverse forme di produzione e rappresentazione della conoscenza:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Analisi dei dati urbani per individuare i modelli di sfitto e caratterizzare il patrimonio immobiliare adibito a uffici su più scale.</li>



<li>Mappatura GIS per visualizzare le distribuzioni spaziali, le strutture morfologiche e i potenziali di trasformazione.</li>



<li>Lavoro sul campo in loco per documentare le condizioni architettoniche, gli interventi in corso e le pratiche locali.</li>



<li>Ridisegno architettonico comparativo, incentrato su tipologia, profondità, sistemi di facciata, circolazione e adattabilità spaziale.</li>



<li>Ricerca storica e normativa che collega le narrazioni macro-urbane alle trasformazioni su scala edilizia.</li>



<li>Analisi ambientale ed energetica, per valutare il carbonio incorporato e le implicazioni sul ciclo di vita.</li>



<li>Ricerca basata sulla progettazione per esplorare strategie di riutilizzo adattivo e scenari di trasformazione prototipali.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La metodologia si basa sullo <strong>studio pilota di Manhattan</strong> sviluppato per la 14<sup>a</sup> Biennale di San Paolo (2024-2025), che ha testato protocolli di mappatura, strumenti analitici e metodi di documentazione. Lo studio italiano:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Verificherà la trasferibilità di questi strumenti a regioni metropolitane caratterizzate da differenti strutture di governance, patrimoni immobiliari e condizioni normative.</li>



<li>Metterà alla prova e perfezionerà la metodologia, per produrre un quadro coerente con il contesto e adattabile a diversi patrimoni urbani.</li>
</ol>
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		<title>Da fiume-margine a fiume-risorsa: giovani architetti internazionali reinventano il Bormida</title>
		<link>https://full.polito.it/press/da-fiume-margine-a-fiume-risorsa-giovani-architetti-internazionali-reinventano-il-bormida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 14:10:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Monesiglio (CN), 26 febbraio 2026 &#8211; il design studio Architecture, Society and Territory del Politecnico di Torino ha indagato il territorio della Valle Bormida assumendo il fiume come chiave di lettura progettuale.</p>
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]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Monesiglio (CN), 26 febbraio 2026 &#8211; il design studio Architecture, Society and Territory del Politecnico di Torino ha indagato il territorio della Valle Bormida assumendo il fiume come chiave di lettura progettuale.</p>
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		<item>
		<title>#13 &#8211; La povertà energetica nel patrimonio edilizio privato a Torino</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/13-la-poverta-energetica-nel-patrimonio-edilizio-privato-a-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 08:56:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La complessa sfida europea legata alla transizione energetica richiede un cambiamento profondo nella concezione dei sistemi energetici attuali, i quali preservano ancora una forte dipendenzadai combustibili fossili, con implicazioni sia economiche sia sociali. La nuova direttiva sulla prestazione energetica degli edifici EPBD 2018/844/UE mira a migliorare la qualità edilizia e le prestazioni energetiche degli edifici [&#8230;]</p>
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]]></description>
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<p class="has-text-align-left wp-block-paragraph">La complessa sfida europea legata alla transizione energetica richiede un cambiamento profondo nella concezione dei sistemi energetici attuali, i quali preservano ancora una forte dipendenza<br>dai combustibili fossili, con implicazioni sia economiche sia sociali. La nuova direttiva sulla prestazione energetica degli edifici EPBD 2018/844/UE mira a migliorare la qualità edilizia e le prestazioni energetiche degli edifici esistenti non solo tramite la riqualificazione tecnologica ma anche affrontando il tema<br>della povertà energetica, ossia aiutando le persone ad affrontare le spese energetiche e ad accedere alle nuove tecnologie.<br>In questo contesto, la ricerca “Poveri noi: la povertà energetica delle famiglie italiane” prende in considerazione la povertà energetica a partire dallo spazio costruito, esplorando le relazioni tra i comportamenti degli abitanti e le caratteristiche delle abitazioni. L’obiettivo è quello di misurare la povertà energetica in un caso di edilizia privata attraverso un approccio metodologico interdisciplinare, che combina prospettive provenienti dall’architettura, dall’ingegneria energetica e dalla geografia, al fine di suggerire prospettive di trasformazione integrate e adattabili. La sperimentazione è avvenuta attraverso un caso studio reale (un edificio residenziale multipiano ubicato a Torino) che ha permesso di analizzare il complesso sistema di relazioni tra abitudini, consumi ed ambiente, attraverso rilievi di dati<br>energetici ed edilizi.</p>
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		<item>
		<title>Interfaces in Alta Langa vol.2 </title>
		<link>https://full.polito.it/agenda/interfaces-in-alta-langa-vol-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 16:17:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Interfaces in Alta Langa racconta il percorso nel quale 43 studenti e studentesse, provenienti da 20 diversi Paesi, hanno esplorato le complesse dinamiche del territorio compreso tra Pedaggera e la Bassa Valle Tanaro, in una prospettiva che affronta temi di interesse locale e di emergenza globale. Attraverso mappe, disegni e modelli, la mostra racconta il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Interfaces in Alta Langa racconta il percorso nel quale 43 studenti e studentesse, provenienti da 20 diversi Paesi, hanno esplorato le complesse dinamiche del territorio compreso tra Pedaggera e la Bassa Valle Tanaro, in una prospettiva che affronta temi di interesse locale e di emergenza globale. Attraverso mappe, disegni e modelli, la mostra racconta il potenziale di Camerana, Paroldo, Sale San Giovanni, Torresina e Igliano, offrendo uno sguardo “eccentrico” su strategie e progetti che vogliono invitare il pubblico a riflettere su una diversa dimensione produttiva, collettiva ed ecologica delle reti locali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mostra curata da Francesca Frassoldati e Paolo Bianco </p>



<p class="wp-block-paragraph"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">UN’INIZIATIVA DI:</mark><br>DAD  Dipartimento di Architettura e Design<br>DIST  Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio<br>FULL  Future Urban Legacy Lab<br><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">CON IL PATROCINIO DI:</mark><br>Comune di Camerana<br>Comune di Paroldo<br><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">CON IL SOSTEGNO DI:</mark><br>Associazione Parco Culturale Alta Langa<br>Boschetto Alta Langa<br><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">MAIN SPONSOR:</mark><br>Fedrigoni Paper</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Interfaces in Alta Langa &#8211; seconda parte</title>
		<link>https://full.polito.it/agenda/interfaces-in-alta-langa-ii/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2024 13:06:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel design studio, tenutosi tra ottobre 2023 e febbraio 2024, studenti e studentesse di 16 diverse nazionalità hanno riflettuto sulle prospettive future di cinque Comuni lungo la Pedaggera: Sale Langhe, Murazzano, Belvedere Langhe, Dogliani e Monchiero. In questo territorio, che si estende tra Alta e Bassa Langa, sono state esaminate le dinamiche produttive, la trasformazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel design studio, tenutosi tra ottobre 2023 e febbraio 2024, studenti e studentesse di 16 diverse nazionalità hanno riflettuto sulle prospettive future di cinque Comuni lungo la Pedaggera: Sale Langhe, Murazzano, Belvedere Langhe, Dogliani e Monchiero. In questo territorio, che si estende tra Alta e Bassa Langa, sono state esaminate le dinamiche produttive, la trasformazione dei servizi e dei trasporti pubblici, lo spopolamento, gli effetti della crisi ambientale e la fragilità territoriale. Gli studenti hanno avuto l&#8217;opportunità di scoprire il turismo lento, incontrare giovani produttori impegnati in un’agricoltura a basso impatto ambientale e conoscere le iniziative volte ad accogliere e integrare i lavoratori stagionali e le nuove famiglie all&#8217;interno delle reti territoriali. Da queste analisi sono emerse 11 proposte progettuali per edifici e spazi pubblici, che pur non rappresentando soluzioni definitive, possono essere strumenti di esplorazione dei limiti e delle potenzialità del territorio, con l&#8217;obiettivo di stimolare una riflessione condivisa nella comunità di cittadini e amministratori locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evento si articolerà in due momenti: mappe, disegni e modelli introdurranno al pubblico le proposte progettuali mentre un seminario di discussione e confronto permetterà di restituire le riflessioni alle persone che hanno accolto ad ottobre studenti e docenti durante la preparazione del laboratorio “Interfaces”: Sindaci, Tecnici comunali, Produttori locali, nuovi e vecchi residenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inaugurazione:<br>Martedì 25 Giugno 2024<br>Scuola Primaria, Sale delle Langhe (CN)<br>ore 17:00</p>



<p class="wp-block-paragraph">In quest&#8217;occasione docenti e studenti saranno a disposizione del pubblico per raccontare i propri progetti e l&#8217;esperienza del design studio. L&#8217;ingresso alla mostra è libero.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>RITUALS/MATERIALS</title>
		<link>https://full.polito.it/agenda/rituals-materials/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2024 14:29:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 18 aprile al 03 maggio 2024 nella Stanza Verde del Castello del Valentino, il Politecnico di Torino, nell’ambito di Biennale Tecnologia 2024, ospita la mostra RITUALS / MATERIALS&#160; a cura di Eleonora D’Alessandro con Giulia Massenz e Daniele Campobenedetto, un’occasione per riflettere sulla coesistenza tra le diverse comunità religiose nelle città contemporanee. Una fitta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading"></h4>



<p class="wp-block-paragraph"> Dal 18 aprile al 03 maggio 2024 nella Stanza Verde del Castello del Valentino, il Politecnico di Torino, nell’ambito di Biennale Tecnologia 2024, ospita la mostra RITUALS / MATERIALS&nbsp; a cura di Eleonora D’Alessandro con Giulia Massenz e Daniele Campobenedetto, un’occasione per riflettere sulla coesistenza tra le diverse comunità religiose nelle città contemporanee.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una fitta sequenza di immagini e video – realizzati da KUEHN MALVEZZI, ARMIN LINKE, Claudia Professione e Greta Valentinotti – compone un’<strong>installazione site specific</strong>&nbsp;volta a raccontare la genesi e il processo progettuale della&nbsp;<strong>House of One</strong>, edificio multi-fede progettato da KUEHN MALVEZZI, attualmente in costruzione a Berlino. A partire da questo caso studio che costituisce un esempio iconico di inclusività, la mostra si propone di esplorare il ruolo dell’architettura nella promozione del&nbsp;<strong>dialogo interreligioso</strong>&nbsp;e nel favorire l’incontro tra culture in un’epoca caratterizzata da importanti sfide globali. Allestita nella suggestiva Stanza Verde, attualmente in fase di restauro, l’installazione invita il visitatore ad immergersi nel progetto e nel processo di ideazione della House of One, attraverso un percorso che che invita a ri-pensare le modalità di convivenza negli spazi urbani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mostra, sostenuta dalla Fondazione CRT, dal Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino e dal Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio del Politecnico di Torino e Università di Torino, e con il patrocinio del Comune di Torino, del Comitato Interfedi e del Centro Interculturale, rappresenta la seconda tappa di un percorso avviato a Roma nel giugno 2023, presso l’ex Mattatoio di Testaccio, Dipartimento di Architettura (Roma Tre).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella sua edizione torinese l’iniziativa comprende un ampio&nbsp;<strong>programma di attività collaterali</strong>&nbsp;ideate in collaborazione con la Fondazione Benvenuti in Italia, le Biblioteche Civiche, la Rete delle Case del Quartiere, e Orme Associazione Culturale, con l’obiettivo di stimolare sul territorio un dibattito attivo sui temi del dialogo e della pace.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2024/04/Kuehn-Malvezzi-House-of-One-vista-1-592x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2349"/><figcaption class="wp-element-caption">House of One</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="614" height="1024" src="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2024/04/07-Kuehn-Malvezzi-House-of-One-Zentralraum-210618-chr-614x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2347" srcset="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2024/04/07-Kuehn-Malvezzi-House-of-One-Zentralraum-210618-chr-614x1024.jpg 614w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2024/04/07-Kuehn-Malvezzi-House-of-One-Zentralraum-210618-chr-180x300.jpg 180w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2024/04/07-Kuehn-Malvezzi-House-of-One-Zentralraum-210618-chr-768x1280.jpg 768w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2024/04/07-Kuehn-Malvezzi-House-of-One-Zentralraum-210618-chr-922x1536.jpg 922w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2024/04/07-Kuehn-Malvezzi-House-of-One-Zentralraum-210618-chr-1229x2048.jpg 1229w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2024/04/07-Kuehn-Malvezzi-House-of-One-Zentralraum-210618-chr.jpg 1500w" sizes="(max-width: 614px) 100vw, 614px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2024/04/Kuehn-Malvezzi-House-of-One-plan-diagram-1024x721.jpg" alt="" class="wp-image-2348"/></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>INTERFACES IN ALTA LANGA</title>
		<link>https://full.polito.it/agenda/interfaces-in-alta-langa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Feb 2024 14:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel design studio, tenutosi tra ottobre 2023 e febbraio 2024, studenti e studentesse di 16 diverse nazionalità hanno riflettuto sulle prospettive future di cinque Comuni lungo la Pedaggera: Sale Langhe, Murazzano, Belvedere Langhe, Dogliani e Monchiero. In questo territorio, che si estende tra Alta e Bassa Langa, sono state esaminate le dinamiche produttive, la trasformazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel design studio, tenutosi tra ottobre 2023 e febbraio 2024, studenti e studentesse di 16 diverse nazionalità hanno riflettuto sulle prospettive future di cinque Comuni lungo la Pedaggera: Sale Langhe, Murazzano, Belvedere Langhe, Dogliani e Monchiero. In questo territorio, che si estende tra Alta e Bassa Langa, sono state esaminate le dinamiche produttive, la trasformazione dei servizi e dei trasporti pubblici, lo spopolamento, gli effetti della crisi ambientale e la fragilità territoriale. Gli studenti hanno avuto l&#8217;opportunità di scoprire il turismo lento, incontrare giovani produttori impegnati in un’agricoltura a basso impatto ambientale e conoscere le iniziative volte ad accogliere e integrare i lavoratori stagionali e le nuove famiglie all&#8217;interno delle reti territoriali. Da queste analisi sono emerse 11 proposte progettuali per edifici e spazi pubblici, che pur non rappresentando soluzioni definitive, possono essere strumenti di esplorazione dei limiti e delle potenzialità del territorio, con l&#8217;obiettivo di stimolare una riflessione condivisa nella comunità di cittadini e amministratori locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evento si articolerà in due momenti: mappe, disegni e modelli introdurranno al pubblico le proposte progettuali mentre un seminario di discussione e confronto permetterà di restituire le riflessioni alle persone che hanno accolto ad ottobre studenti e docenti durante la preparazione del laboratorio “Interfaces”: Sindaci, Tecnici comunali, Produttori locali, nuovi e vecchi residenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Wastescapes</title>
		<link>https://full.polito.it/research/wastescapes/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2024 14:57:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Challenge@PoliTo_by Firms è un&#8217;attività didattica innovativa svolta presso il Politecnico di Torino. È parte integrante della strategia del PoliTo volta a promuovere l&#8217;istruzione innovativa e la cultura imprenditoriale.Queste attività sono organizzate con aziende esterne che propongono una “sfida” tratta dalla loro attività reale. Durante l&#8217;esperienza, fino a 30 studenti di master, divisi in squadre, lavorano, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Challenge@PoliTo_by Firms è un&#8217;attività didattica innovativa svolta presso il Politecnico di Torino. È parte integrante della strategia del PoliTo volta a promuovere l&#8217;istruzione innovativa e la cultura imprenditoriale.<br>Queste attività sono organizzate con aziende esterne che propongono una “sfida” tratta dalla loro attività reale. Durante l&#8217;esperienza, fino a 30 studenti di master, divisi in squadre, lavorano, competono e sviluppano le proprie soluzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Challenge@PoliTo delle aziende – Azzurra</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;argomento</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La costruzione e la successiva gestione di nuovi impianti di trattamento dei rifiuti industriali è un processo che pone sfide ai contesti locali con una serie di ripercussioni ambientali, spaziali e socioeconomiche, tra cui le reti infrastrutturali, le caratteristiche del paesaggio, i rapporti con le comunità locali, ecc.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La sfida</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scopo di questa sfida è pianificare il futuro ampliamento di un impianto esistente per il trattamento di rifiuti industriali pericolosi e non pericolosi, partendo dall&#8217;attuale piano di sviluppo strategico dell&#8217;azienda. Il nuovo ampliamento sarà specificamente dedicato al trattamento dei fanghi. Il progetto deve includere il piano logistico all&#8217;interno e all&#8217;esterno dell&#8217;impianto, la selezione e la progettazione delle attrezzature, tenendo conto delle operazioni da effettuare sui fanghi (inertizzazione, essiccazione, trattamento termico), la valutazione degli aspetti più critici al fine di ottenere le necessarie autorizzazioni e permessi, un calcolo preliminare dei costi e dei ricavi del progetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione sarà riservata agli effetti dell&#8217;operazione sul paesaggio urbano e sul territorio. La sfida, da questo punto di vista, consiste nel concepire un nuovo modello di struttura che non sia visto solo come un inevitabile degrado per il territorio locale, ma al contrario come un&#8217;opportunità per introdurre nuovi modelli di ibridazione e simbiosi tra impianti di trattamento dei rifiuti, agricoltura, produzione di energia e comunità locale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Obiettivi principali:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">• Ridurre al minimo i potenziali danni associati al trattamento dei rifiuti;<br>• Garantire la migliore integrazione possibile tra l&#8217;impianto di trattamento dei rifiuti e il territorio circostante;<br>• Economia circolare, simbiosi industriale;<br>• Manipolazione, conservazione e smaltimento in sicurezza</p>
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		<title>Un modello di rigenerazione per le aree interne: Castel Del Giudice</title>
		<link>https://full.polito.it/research/un-modello-di-rigenerazione-per-le-aree-interne-castel-del-giudice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Sep 2023 11:07:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Castel del Giudice: un laboratorio per la nuova abitabilità appenninica Partendo dall’assegnazione del finanziamento del bando PNRR-Borghi linea A, il comune – situato nell’Appennino molisano in provincia di Isernia &#8211; &#160;è diventato un laboratorio per attuare una strategia integrata di rigenerazione. Attraverso il progetto &#8220;Centro di (Ri)Generazione – Attrattività abitativa e culturale per l&#8217;Appennino&#8221;, l&#8217;obiettivo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Castel del Giudice: un laboratorio per la nuova abitabilità appenninica</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Partendo dall’assegnazione del finanziamento del bando PNRR-Borghi linea A, il comune – situato nell’Appennino molisano in provincia di Isernia &#8211; &nbsp;è diventato un laboratorio per attuare una strategia integrata di rigenerazione. Attraverso il <strong>progetto &#8220;Centro di (Ri)Generazione</strong> – Attrattività abitativa e culturale per l&#8217;Appennino&#8221;, l&#8217;obiettivo primario è quello di favorire il ripopolamento del paese e l’attivazione di funzioni per una nuova abitabilità nelle aree interne.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il team dei dipartimenti DAD e DIST del Politecnico di Torino (che fa parte di un <strong>gruppo interuniversitario</strong> che comprende l’Università degli Studi del Molise, l’Università Sapienza di Roma e l’Università degli Studi dell’Aquila) accompagna e supporta la strategia e gli interventi di trasformazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;azione di FULL si articola su due fronti fortemente interconnessi: da un lato la dimensione spaziale e costruttiva, dall&#8217;altro l&#8217;innovazione strategica e gestionale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le azioni fisiche: infrastrutturazione sociale e abitativa</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il supporto alla progettazione architettonica si declina in diversi interventi orientati a nuove forme di infrastrutturazione sociale e abitativa. Si tratta di azioni fisiche mirate al recupero del patrimonio esistente per la creazione di servizi e spazi collettivi, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Forno e mulino di Comunità</strong>: pensati come spazi per la socialità e il rafforzamento delle filiere produttive locali a chilometro zero.&nbsp;</li>



<li><strong>Centri aggregativi economici e sociali</strong>: come l&#8217;Incubatore Culturale e l&#8217;Incubatore di start-up &#8220;Agrifood-tech di Comunità&#8221;.</li>



<li><strong>Nuove formule di residenzialità</strong>: recupero di volumi per il Senior Social Housing, residenze per artisti e nuovi abitanti e spazi per lo smart working e.</li>



<li><strong>Ostello per il riabitare digitale</strong>: un&#8217;infrastruttura pensata per attrarre lavoratori da remoto, nomadi digitali e per ibridare la comunità locale con forme di residenzialità temporanea.&nbsp;</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le azioni immateriali: supporto strategico e modelli di governance</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alla scala architettonica, il supporto di FULL si è concentrato sulla costruzione di un ecosistema di governance solido e duraturo per accompagnare il borgo oltre l&#8217;orizzonte del PNRR. Queste <strong>azioni immateriali</strong> comprendono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Elaborazione del Piano Strategico</strong>: la redazione di un documento di indirizzo strategico per accompagnare il salto di paradigma del borgo, consolidandone il modello di sviluppo.</li>



<li><strong>Innovazione gestionale e istituzionale</strong>: il supporto alla nascente Fondazione di Partecipazione, concepita come ente di sintesi per il coordinamento delle reti locali e <em>legacy</em> del processo rigenerativo.</li>



<li><strong>Modelli innovativi per l&#8217;abitare</strong>: lo studio di strumenti giuridico-finanziari, come il Community Land Trust e le Cooperative di Abitanti, per superare la frammentazione proprietaria e garantire l&#8217;accesso alla casa.</li>



<li><strong>Disseminazione e cultura</strong>: l&#8217;organizzazione di eventi di rilievo (come l&#8217;evento satellite del New European Bauhaus 2026) per promuovere il modello Castel del Giudice su scala internazionale.</li>
</ul>
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		<title>Paesaggi del futuro. Il Parco agrovoltaico di Borgo Monteruga</title>
		<link>https://full.polito.it/research/paesaggi-del-futuro-il-parco-agrovoltaico-di-borgo-monteruga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jul 2023 14:25:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://full.polito.it/?post_type=research&#038;p=1855</guid>

					<description><![CDATA[<p>A partire dall’epidemia di Xylella Fastidiosa che, dal 2013, ha colpito duramente il Salento, il paesaggio di questa regione ha subito un repentino cambiamento. La morte di migliaia di piante di ulivo ed il conseguente abbandono dei terreni agricoli ha reso le caratteristiche consolidate del paesaggio del tutto irriconoscibili. Oggi, Borgo Monteruga appare come una [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A partire dall’epidemia di <em>Xylella Fastidiosa</em> che, dal 2013, ha colpito duramente il Salento, il paesaggio di questa regione ha subito un repentino cambiamento. La morte di migliaia di piante di ulivo ed il conseguente abbandono dei terreni agricoli ha reso le caratteristiche consolidate del paesaggio del tutto irriconoscibili. Oggi, Borgo Monteruga appare come una distesa brulla e incolta. Gli ulivi che per decine e centinaia di anni ne avevano disegnato il paesaggio, sono oggi caduti e cosparsi al suolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Monteruga è un borgo agricolo e si caratterizza per la presenza di due componenti chiave. La prima è quella naturale, anche se addomesticata dall’uomo. La seconda è quella edilizia, concepita a servizio della produzione agricola. Il progetto di ricerca analizza lo scenario di conversione di questo paesaggio nell’ambito dell’integrazione tra la vocazione agricola di questo paesaggio, la produzione dell’energia con sistemi fotovoltaici e la riattivazione del patrimonio del borgo storico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto di riattivazione del Borgo di Monteruga parte dalla considerazione che il paesaggio agricolo pugliese si compone di consistenze agricole e immagini differenti. Ciascuna di queste è riconducibile a tasselli agricoli differenti che, mescolati, determinano spontaneamente un paesaggio produttivo e diversificato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riabitare Monteruga si struttura in 3 azioni distinte ma contestuali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>RIPRISTINARE = riattivare la produzione olivicola al fine di ripristinare le economie dell’olivicoltura e le immagini ad essa associata;<br></li>



<li>MITIGARE = integrare la produzione agricola al fine di produrre un paesaggio sostenibile e a densità variabili<br></li>



<li>COMPENSARE = attivare l’integrazione con il sistema economico e socio-culturale presente nel territorio<br></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ciascuna azione di progetto si articola identificando un abaco di tasselli produttivi base, della dimensione di 100 x 100 metri, e di dispositivi infrastrutturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sovrapposizione e/o l’accostamento di tasselli e dispositivi identificati disegna il nuovo paesaggio di Monteruga concepito sia in relazione alla sua componente tangibile sia a quella intangibile. Riabitare Monteruga è possibile attraverso la sinergia di queste tre azioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intervenire, interferire, creare alleanze e diventare parte di qualcosa che cambia mentre lo comprendiamo: riabitare Monteruga non significa riportare il borgo agricolo alle sue origini ma, a partire dall’interpretazione del suo potenziale, immaginarne un equilibrio nuovo.</p>
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