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	<title>Report - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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	<description>the Future Urban Legacy Lab</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2026 14:51:30 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Report - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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		<title>Torino e i suoi fiumi</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/torino-e-i-suoi-fiumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 14:51:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo rapporto è il frutto di un lavoro che nasce nel 2023, dall’intersezione tra le esigenze strategiche del Comune di Torino, il supporto della Compagnia di San Paolo e le attività di ricerca del centro interdipartimentale FULL – Future Urban Legacy Lab del Politecnico di Torino. In una fase caratterizzata dall’attuazione di programmi di rigenerazione [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Questo rapporto è il frutto di un lavoro che <strong>nasce nel 2023</strong>, dall’intersezione tra le esigenze strategiche del Comune di Torino, il supporto della Compagnia di San Paolo e le attività di ricerca del centro interdipartimentale FULL – Future <em>Urban Legacy</em> Lab del Politecnico di Torino. In una fase caratterizzata dall’attuazione di programmi di rigenerazione urbana sostenuti anche dalle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’Amministrazione comunale ha avviato un ripensamento di alcuni luoghi chiave della città, tra cui il Parco del Valentino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tale contesto si colloca la consegna alla Città del <strong>report di ricerca <em>Valentino masterplan</em></strong>, che ha proposto una riflessione strategica sul ruolo del parco fluviale e, più in generale, sulla relazione tra sistema delle aree verdi e infrastruttura fluviale urbana. La ricerca ha delineato una prospettiva di rinnovamento delle centralità torinesi, suggerendo, in continuità con le trasformazioni degli anni Novanta legate alla Spina Centrale, una nuova stagione di rigenerazione fondata sulla valorizzazione dell’asta del Po, dei parchi e dei beni culturali ad essa connessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo studio si è inserito nel quadro delle politiche promosse dall’Assessorato alla Cura della città, Verde Pubblico, Parchi e Fiumi, intercettando le iniziative relative alla riqualificazione delle sponde e al ripristino della navigabilità del Po. Da qui è emersa l’opportunità di <strong>estendere l’indagine all’intero sistema fluviale torinese</strong>, con l’obiettivo di costruire una narrazione integrata e complementare delle centralità urbane, capace di mettere a sistema il verde urbano ed extraurbano e di valorizzare la struttura “a pettine” dei corsi d’acqua e dei territori adiacenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto ha trovato formalizzazione in un protocollo d’intesa tra Politecnico di Torino e Compagnia di San Paolo, che ne ha sostenuto l’attuazione. Ne è scaturito un programma di lavoro biennale, fondato su un’intensa collaborazione tra Amministrazione comunale e gruppo di ricerca, sotto la supervisione della Fondazione. Il presente rapporto ne restituisce esiti, contenuti e prospettive.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color">NB &#8211; DOWNLOAD A BASSA RISOLUZIONE &#8211;  SCRIVERE PER AVERE IL FILE HR</mark></strong></p>
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		<item>
		<title>CROSSGOV</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/crossgov/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Namitha Manappurath]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 15:55:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le regioni di confine europee vengono spesso descritte come i «laboratori» dell’Europa e dell’integrazione europea (Bertram et al. 2023a). E in effetti, le regioni di confine sono territori altamente dinamici e stimolanti che dimostrano il potenziale dell’integrazione europea. L’eliminazione degli ostacoli legati alle frontiere favorisce la prosperità economica, gli scambi sociali e l’innovazione politica (Capello [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Le regioni di confine europee vengono spesso descritte come i «laboratori» dell’Europa e dell’integrazione europea (Bertram et al. 2023a). E in effetti, le regioni di confine sono territori altamente dinamici e stimolanti che dimostrano il potenziale dell’integrazione europea. L’eliminazione degli ostacoli legati alle frontiere favorisce la prosperità economica, gli scambi sociali e l’innovazione politica (Capello et al. 2018; Paul et al. 2025). D&#8217;altra parte, le recenti crisi hanno dimostrato che i costi della mancata integrazione possono essere molto elevati. La pandemia di COVID-19, con le sue ripercussioni in termini di controlli alle frontiere e chiusure parziali, ha rivelato che le regioni di confine non sono necessariamente i luoghi in cui l&#8217;integrazione europea funziona in modo più efficace (Chilla et al. 2022; Hippe et al. 2022). Piuttosto, le regioni di confine sono sismometri dell’integrazione europea con una resilienza limitata alle crisi e il cui grande potenziale resta da sviluppare (Medeiros et al. 2021).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le regioni di confine mostrano una notevole diversità territoriale. Possono essere periferiche o metropolitane, e il confine stesso può essere una catena montuosa, un fiume o una pianura. Le disparità possono essere molto elevate anche lungo lo stesso confine, così come le differenze nei mercati del lavoro e nei fenomeni di mobilità (Hippe et al. 2024). Allo stesso tempo, le culture politiche e i sistemi di governance multilivello su entrambi i lati del confine possono essere molto diversi, spesso caratterizzati solo da accordi transfrontalieri selettivi. La diversità territoriale nelle regioni di confine può quindi essere molto complessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si osserva una situazione paradossale: anche se l’importanza dell’integrazione transfrontaliera è ampiamente riconosciuta, le soluzioni di governance sono spesso incrementali e le conoscenze analitiche rimangono limitate (Berzi et al. 2026). In questo contesto è stato avviato il progetto CROSSGOV, con l’obiettivo di raggiungere un «nuovo livello» di comprensione analitica e di concretizzare misure per sbloccare il potenziale della governance nelle regioni di confine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto CROSSGOV supporta le politiche dell’UE, nazionali e regionali nel rispondere alle seguenti domande chiave:</p>



<p class="wp-block-paragraph">• Come definire le aree funzionali transfrontaliere in Europa? Come calibrare le definizioni analitiche con le realtà effettive delle aree funzionali transfrontaliere in cui le persone vivono e lavorano?</p>



<p class="wp-block-paragraph">• Come ampliare le conoscenze basate su indicatori sul funzionamento delle regioni di confine in un contesto di dati complesso?</p>



<p class="wp-block-paragraph">• Quali sono i principali modelli e dinamiche, nonché le sfide e le soluzioni all’interno delle regioni di confine e delle loro aree funzionali transfrontaliere?</p>



<p class="wp-block-paragraph">• Quali strutture di governance sono in atto nelle regioni transfrontaliere? Come garantire la coerenza politica verticale e orizzontale per sfruttare le potenzialità delle aree funzionali transfrontaliere?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affrontando sia la prospettiva funzionale che quella di governance delle regioni di confine in tutta Europa, il progetto è organizzato in tre attività. I task 1 e 2 si concentrano sul livello europeo e comprendono una revisione dei lavori scientifici e di rilevanza politica sulle regioni di confine, in particolare sulle aree funzionali transfrontaliere. Un ulteriore risultato chiave è la banca dati paneuropea che fornirà dati territoriali transfrontalieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il task 3 fornisce un&#8217;analisi complementare delle aree funzionali e delle strutture di governance di dieci aree oggetto di studio, discutendo non solo la situazione attuale, ma anche esplorando scenari futuri di contesti transfrontalieri con le parti interessate a livello regionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al progetto ESPON CROSSGOV il centro FULL ha collaborato lavorando a questo report finale e alle analisi sui casi studio di Espace Mont-Blanc e di Kras-Carso-Trieste.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Pagina ufficiale <a href="https://www.espon.eu/projects/crossgov-governance-mechanisms-cross-border-functional-areas">ESPON</a> con tutte le informazioni e i prodotti della ricerca</li>



<li>Pagina ESPON del <a href="https://www.espon.eu/publications/crossgov-final-report">Report</a> finale e degli allegati</li>



<li>Casi studio analizzati da FULL: <a href="https://www.espon.eu/publications/crossgov-espace-mont-blanc-case-study-chfrit">Espace Mont Blanc</a> e <a href="https://www.espon.eu/publications/crossgov-kras-carso-trieste-case-study-itsi">Kras-Carso-Trieste</a></li>
</ul>
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		<item>
		<title>Chi gestisce Airbnb a Torino (e dintorni)?</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/chi-gestisce-airbnb-a-torino-e-dintorni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 10:48:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con quasi 10.000 annunci attivi nel 2024, Torino è la sesta città italiana per diffusione della piattaforma Airbnb, segnando un +50% in 7 anni e confermando la sua crescita nel settore turistico. Il Future&#160;Urban Legacy&#160;Lab, dopo aver pubblicato il&#160;rapporto sull’andamento degli affitti brevi tra il 2017 e il 2024 a livello nazionale, ha analizzato in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con quasi 10.000 annunci attivi nel 2024, Torino è la sesta città italiana per diffusione della piattaforma Airbnb, segnando un +50% in 7 anni e confermando la sua crescita nel settore turistico. Il Future&nbsp;<em>Urban Legacy</em>&nbsp;Lab, dopo aver pubblicato il&nbsp;<a href="https://full.polito.it/reader/chi-gestisce-davvero-il-mercato-airbnb/">rapporto sull’andamento degli affitti brevi tra il 2017 e il 2024 a livello nazionale</a>, ha analizzato in dettaglio la situazione del capoluogo piemontese.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il mercato degli affitti brevi a scopo turistico a Torino è cresciuto rapidamente</strong>&nbsp;tra il 2017 e il 2024: +125% in termini di notti prenotate, +127% in termini di ricavo per annuncio, +240% in termini di valore economico complessivo generato attraverso la piattaforma di ricavi totali, che nel 2024 hanno superato i 68 milioni di euro. Nonostante tali aumenti, il mercato torinese degli affitti brevi a scopo turistico&nbsp;<strong>non raggiunge i livelli di altre zone d’Italia</strong>: per esempio, in Italia i ricavi medi per singola unità affittata tramite Airbnb nel 2024 era pari a 11.700 euro, mentre a Torino si sono fermati a 7000 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal lato dell’offerta, gli&nbsp;<em>host</em>&nbsp;(ossia i gestori di un’abitazione affittata tramite Airbnb) attivi nel capoluogo piemontese erano, nel 2024, oltre 6.000. L’87% di essi era costituito da “small host”, che gestivano al massimo due abitazioni. Ma&nbsp;<strong>a crescere in modo più rilevante sono stati i cosiddetti “large host”,</strong>&nbsp;cioè soggetti che gestiscono più di 10 unità: seppur siano solo il 2% del totale, essi controllavano nel 2024 il&nbsp;<strong>18% dell’intero mercato cittadino</strong>, una quota più che raddoppiata dal 2017 (+230%). La crescita percentuale di unità gestite da&nbsp;<em>large host&nbsp;</em>a Torino è più marcata del dato nazionale, pari al 136%. Da questo punto di vista, il mercato torinese sembra essere “in ritardo” rispetto alle linee di tendenza diffuse a livello italiano (nel nostro paese, nel 2024 i&nbsp;<em>large host&nbsp;</em>intercettavano il 25% delle unità totali); tuttavia, è anche a fronte di ciò che nel capoluogo piemontese la crescita dei “grandi padroni di casa” è stata particolarmente elevata nel periodo considerato, superiore a quella di città con un mercato turistico più “maturo”, come Roma o Venezia. A Torino, tuttavia, la dimensione media di queste gestioni è più contenuta rispetto al dato nazionale (15 contro 42 unità per&nbsp;<em>host</em>). Come nel resto d’Italia, gli alloggi gestiti dai&nbsp;<strong>grandi host generano ricavi più alti</strong>: in media 10.500 euro all’anno per unità, contro 5.500 per i piccoli host.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La geografia cittadina degli annunci mostra forti squilibri:</strong>&nbsp;sei quartieri su 23 (Centro, San Salvario, Aurora, San Donato, Crocetta e Vanchiglia) concentrano il 58% dell’offerta. Il quartiere Centro da solo ospita un quarto degli annunci e registra anche i ricavi più alti (11.300 €/anno). La periferia – Falchera, Mirafiori, Regio Parco – è invece l’area meno redditizia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno&nbsp;<strong>non si ferma ai confini comunali</strong>. L’analisi condotta a livello metropolitano evidenzia una&nbsp;<strong>diffusione crescente verso i comuni dell’hinterland e delle valli alpine</strong>. Emblematico è il caso di Ala di Stura, piccolo comune montano dove in sette anni gli annunci sono triplicati e i posti letto quadruplicati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi dati sollevano&nbsp;<strong>interrogativi&nbsp;</strong>sulle trasformazioni in corso nel tessuto urbano e sociale della città e del suo territorio: chi beneficia di Airbnb a Torino? E quali interventi sono possibili per evitare squilibri?</p>
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		<item>
		<title>Mezzaluna alpina</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/mezzaluna-alpina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2025 14:14:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La ricerca Mezzaluna Alpina esplora le trasformazioni sociali, economiche e territoriali dell’arco alpino cuneese, a partire dalle complesse interazioni tra aree urbane e montane. Integrando analisi quantitative su dati esistenti e indagini qualitative sul campo, il progetto mira a comprendere le pratiche quotidiane di vita, lavoro e mobilità, nonché le percezioni e le aspirazioni degli abitanti del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <a href="https://full.polito.it/research/mezzaluna-alpina/">ricerca</a> Mezzaluna Alpina esplora le trasformazioni sociali, economiche e territoriali dell’arco alpino cuneese, a partire dalle complesse interazioni tra aree urbane e montane. Integrando analisi quantitative su dati esistenti e indagini qualitative sul campo, il progetto mira a comprendere le pratiche quotidiane di vita, lavoro e mobilità, nonché le percezioni e le aspirazioni degli abitanti del territorio metromontano. Il report Mezzaluna Alpina – Dinamiche e prospettive dei territori metromontani costituisce l’esito di un articolato percorso di ascolto e analisi dei bisogni territoriali, volto a supportare la definizione di scenari strategici per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione delle risorse della Mezzaluna Alpina.</p>
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		<title>Chi gestisce davvero il mercato AirBnB?</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/chi-gestisce-davvero-il-mercato-airbnb/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come noto, Airbnb è una piattaforma online per la locazione temporanea che svolge un ruolo di intermediazione tra host (chi ospita) e guest (chi è ospitato). L’host può essere il proprietario dell’immobile oppure un soggetto terzo che gestisce l’unità abitativa (per esempio, un’agenzia immobiliare o un imprenditore). In Italia,&#160;la locazione breve&#160;attraverso Airbnb&#160;ha influenzato profondamente&#160;non solo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Come noto, Airbnb è una piattaforma online per la locazione temporanea che svolge un ruolo di intermediazione tra host (chi ospita) e guest (chi è ospitato). L’host può essere il proprietario dell’immobile oppure un soggetto terzo che gestisce l’unità abitativa (per esempio, un’agenzia immobiliare o un imprenditore).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia,<strong>&nbsp;la locazione breve</strong>&nbsp;attraverso Airbnb&nbsp;<strong>ha influenzato profondamente</strong>&nbsp;non solo il settore dell’offerta turistica ma anche, più in generale,&nbsp;<strong>il panorama residenziale</strong>, sociale e commerciale di molti territori, divenendo per questo argomento di acceso dibattito pubblico, politico e accademico. Su questo sfondo, appare utile fornire dati aggiornati che permettano di comprendere il fenomeno a diverse scale territoriali come base per una riflessione accademica robusta, un discorso pubblico consapevole e politiche pubbliche efficaci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel presente rapporto, proponiamo un’analisi a scala nazionale del “fenomeno Airbnb”, prendendo in considerazione il periodo 2017-2024. I dati utilizzati sono estratti dai database AirDNA, fornitore globale di dati circa gli affitti brevi. Dopo aver presentato una panoramica di domanda, offerta e prestazioni, il rapporto fornisce un affondo sui diversi tipi di host (gestori di unità abitative) attivi in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne esce un quadro inequivocabile: <strong>crescita impetuosa tanto del numero di alloggi</strong> disponibili sulla piattaforma (+52%), <strong>quanto della loro redditività</strong> (+124%, pari a 11.700 euro ad alloggio nel 2024). Simultaneamente, cresce il peso dei soggetti che gestiscono in modo professionale un numero consistente di alloggi (nell’ordine di diverse decine): +77%, di modo che oggi essi hanno in mano quasi il 30% dei posti letto disponibili. <strong>Dati a disposizione di chiunque voglia riflettere sullo stato del settore e sui tentativi di regolarlo.</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pianoterra</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/pianoterra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 12:54:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il nostro patrimonio costruito ha attraversato e attraversa processi di dismissione, abbandono ed obsolescenza funzionale generati nel tempo da dinamiche di transizione economica, sociale e demografica. Questa condizione si ritrova con intensità e caratteristiche diverse anche in molti altri contesti urbani europei ed extraeuropei dove nel tempo si sono consolidati approcci diversi ai processi di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il nostro patrimonio costruito ha attraversato e attraversa processi di dismissione, abbandono ed obsolescenza funzionale generati nel tempo da dinamiche di transizione economica, sociale e demografica. Questa condizione si ritrova con intensità e caratteristiche diverse anche in molti altri contesti urbani europei ed extraeuropei dove nel tempo si sono consolidati approcci diversi ai processi di transizione funzionale, riuso adattivo (permanente o temporaneo) di grandi e piccoli patrimoni costruiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che si tratti di intere parti di città, di edifici o complessi di edifici, di singole unità che si svuotano, o di porzioni di spazi aperti e vuoti urbani, emerge, spesso prima nelle pratiche che nella pianificazione e nelle politiche urbane, la capacità (di attori pubblici e privati, profit e no-profit) di immaginare&nbsp;<strong>il patrimonio urbano dismesso/disponibile come un asset</strong>&nbsp;per la definizione (e la ridefinizione) degli orizzonti strategici di sviluppo dei sistemi urbani</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo di questo lavoro di ricerca è indagare la potenzialità offerte da combinato disposto dei&nbsp;<strong>regolamenti urbani</strong>&nbsp;per gli incentivi all’uso delle unità private disponibili ai piani terra della città di Torino, come supporto alle politiche di welfare. La ricerca è svolta in collaborazione con Urban Lab e Città di Torino.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vivere, convivere, far vivere la notte a Torino.</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/vivere-convivere-far-vivere-la-notte-a-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jul 2023 12:59:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Mover la Movida” è un progetto realizzato da un gruppo di lavoro del Future&#160;Urban Legacy&#160;Lab (FULL) del Politecnico di Torino per conto del Comune di Torino, Divisione Decentramento, Servizi Culturali e amministrativi, giovani e pari opportunità, su iniziativa finanziata da Compagnia di San Paolo tramite bando Next Generation WE 2021. Puoi scaricare il rapporto di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">“Mover la Movida” è un progetto realizzato da un gruppo di lavoro del Future&nbsp;<em>Urban Legacy</em>&nbsp;Lab (FULL) del Politecnico di Torino per conto del Comune di Torino, Divisione Decentramento, Servizi Culturali e amministrativi, giovani e pari opportunità, su iniziativa finanziata da Compagnia di San Paolo tramite bando Next Generation WE 2021.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Puoi scaricare il rapporto di ricerca completo da questa pagina.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1017" height="861" src="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-13-145339.png" alt="" class="wp-image-2273" srcset="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-13-145339.png 1017w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-13-145339-300x254.png 300w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-13-145339-768x650.png 768w" sizes="(max-width: 1017px) 100vw, 1017px" /></a></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Terre del Monviso</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/terre-del-monviso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 12:56:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il territorio del&#160;Saluzzese&#160;e delle&#160;Terre del Monviso&#160;è caratterizzato da un dinamismo socioeconomico e istituzionale che ne fanno un laboratorio interessante per l’approfondimento di attività volte a costruire iniziative integrate di sviluppo sulla base di processi negoziali e strategici. La ricerca ha lo scopo di definire la base conoscitiva per l’attivazione di un&#160;processo inclusivo e strategico&#160;per recepire [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il territorio del&nbsp;<strong>Saluzzese&nbsp;</strong>e delle&nbsp;<strong>Terre del Monviso</strong>&nbsp;è caratterizzato da un dinamismo socioeconomico e istituzionale che ne fanno un laboratorio interessante per l’approfondimento di attività volte a costruire iniziative integrate di sviluppo sulla base di processi negoziali e strategici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca ha lo scopo di definire la base conoscitiva per l’attivazione di un&nbsp;<strong>processo inclusivo e strategico&nbsp;</strong>per recepire le istanze diverse del territorio, sostenendo un processo di sviluppo socioeconomico e spaziale che tenga in considerazione le esigenze diversificate ma che tenti di rafforzarne le integrazioni funzionali, al fine di rafforzare gli assetti insediativi, produttivi e di accesso ai servizi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I contenuti del volume esito della ricerca, al contempo di&nbsp;<strong>valenza scientifica e intenzionale</strong>, hanno la funzione di analizzare e insieme supportare la volontaristica progettualità del territorio già in atto da tempo, offrendo elementi di riflessione, dati analitici e scenari strategici alle amministrazioni, alle comunità, ai portatori di interesse, agli attori dell’innovazione delle Terre del Monviso. Sono tutti&nbsp;<strong>“materiali vivi”</strong>, offerti alle comunità del territorio, per costruire dibattiti, prospettive, e ulteriori nuove progettualità e visioni.</p>
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		<item>
		<title>I Centri di Competenza</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/i-centri-di-competenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2021 12:30:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La presente ricerca è stata messa a punto in attuazione dell’accordo del 17 giugno 2019 per la realizzazione di un progetto in materia di sviluppo e rigenerazione urbana sottoscritto tra Regione Lombardia &#8211; Direzione Generale Territorio e Protezione Civile &#8211; e ANCI Lombardia. ANCI Lombardia si è avvalsa della partnership scientifica del Centro Interdipartimentale FULL [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La presente ricerca è stata messa a punto in attuazione dell’accordo del 17 giugno 2019 per la realizzazione di un progetto in materia di sviluppo e rigenerazione urbana sottoscritto tra Regione Lombardia &#8211; Direzione Generale Territorio e Protezione Civile &#8211; e ANCI Lombardia. ANCI Lombardia si è avvalsa della partnership scientifica del Centro Interdipartimentale FULL &#8211; Future Urban Legacy Lab del Politecnico di Torino, di Fondazione Lombardia per l’Ambiente e di AUDIS &#8211; Associazione Aree Urbane Dismesse.</p>
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		<item>
		<title>tM+</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/tm/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2021 13:37:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Piano Strategico Metropolitano 2021-2023 della Città metropolitana di Torino</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Piano Strategico Metropolitano 2021-2023 della Città metropolitana di Torino</p>
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