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	<title>governance - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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	<title>governance - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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		<title>GECT &#8211; i Gruppi Europei di Collaborazione Territoriale in Italia</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/gect-i-gruppi-europei-di-collaborazione-territoriale-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 14:44:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I Gruppi Europei di Cooperazione Territoriale (GECT) sono organismi istituzionalizzati finalizzati a programmare e gestire attività transfrontaliere e transnazionali. Si basano sul regolamento 1082/2006 (successivamente aggiornato con regolamento 1302/2013), che consente a soggetti pubblici di Stati membri diversi di formare, insieme, una nuova entità dotata di personalità giuridica, ricorre nel 2026 il ventennale dalla loro [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">I Gruppi Europei di Cooperazione Territoriale (GECT) sono organismi istituzionalizzati finalizzati a programmare e gestire attività transfrontaliere e transnazionali. Si basano sul regolamento 1082/2006 (successivamente aggiornato con regolamento 1302/2013), che consente a soggetti pubblici di Stati membri diversi di formare, insieme, una nuova entità dotata di personalità giuridica, ricorre nel 2026 il ventennale dalla loro istituzione. Si tratta delle prime strutture di cooperazione con personalità giuridica che sono state definite dal diritto dell’Unione europea. In Italia, la normativa di attuazione del regolamento europeo del 2006 è stata adottata nel 2009. I GECT sono disciplinati da una Convenzione conclusa all’unanimità dai membri e da uno Statuto approvato successivamente, e mirano a facilitare e promuovere la cooperazione territoriale, con il fine ultimo di rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale nell&#8217;Unione Europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’origine delle istituzioni transfrontaliere risale alla seconda metà degli anni Cinquanta, quando enti subnazionali attraverso le frontiere europee hanno sentito l’esigenza di avviare forme strutturate di cooperazione per affrontare problematiche comuni, o per cogliere comuni opportunità di sviluppo e miglioramento della qualità della vita per le popolazioni di frontiera. Tali istanze sono state colte e accompagnate soprattutto in seno al Consiglio d’Europa, anche come strumento di pacificazione a seguito del secondo conflitto mondiale. Sono così nate le prime “Euroregioni” (la prima viene tradizionalmente individuata come istituita alla frontiera tra Germania e Olanda tra tre associazioni municipali nel 1958), seguite dall’emergere delle “Comunità di lavoro”, generalmente orientate allo sviluppo economico e di area più vasta. Parallelamente, nel 1972, è stata istituita l’Associazione delle Regioni Frontaliere Europee (AEBR) – primo organo collegiale rappresentativo delle istanze delle regioni frontaliere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la prima riforma dei fondi strutturali (nel 1989) e la definizione di una vera e propria politica regionale europea, la cooperazione transfrontaliera è stata dotata di fondi specifici attraverso l’istituzione dei programmi Interreg.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A partire dagli anni Novanta, grazie anche alle risorse messe a disposizione nel quadro delle politiche di coesione, i tentativi di istituzionalizzare le relazioni transfrontaliere e territoriali si sono moltiplicati; è in questo contesto che deve essere letta l’approvazione del regolamento dei GECT, che a partire dal 2006 si è proposto di offrire uno strumento “pronto all’uso” per la costituzione di organismi transfrontalieri, transnazionali e interregionali a scala subnazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I GECT hanno acquisito una rilevanza e diffusione crescente nel corso degli ultimi anni, anche grazie all’attenzione sempre più strategica dedicata alla cooperazione territoriale europea, che a partire dal 2007 è uno dei macro-obiettivi prioritari della politica di coesione. Inoltre, la pandemia da Covid-19 se ha, da un lato, mostrato la fragilità dei processi di integrazione a scala sub-nazionale, con gli attori locali e regionali frontalieri che si sono trovati spiazzati dalle chiusure dei confini nazionali spesso adottate unilateralmente e improvvisamente dagli Stati membri; d’altro lato ha anche rafforzato un movimento coordinato di Regioni di confine europee, che chiedono con forza il riconoscimento del proprio status specifico e una maggiore diffusione dei servizi pubblici transfrontalieri. Il tema della cooperazione transfrontaliera e degli strumenti ad essa dedicati è oggi di grande attualità e rilevanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad agosto 2025 (ultimo aggiornamento disponibile) risultavano censiti nel registro ufficiale dei GECT (gestito dal Comitato delle Regioni) 91 Gruppi operanti dentro e attraverso il territorio dell’Unione europea; tra questi, quattordici prevedono una partecipazione italiana. Sono, inoltre, in corso di costituzione altri GECT con il coinvolgimento di soggetti italiani, con processi a diversi gradi di maturazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le esperienze dei GECT presentano inevitabilmente dei tratti comuni, dal momento che si fondano sul medesimo strumento. Parimenti, però, presentano numerosi elementi di differenza, che è possibile individuare ed analizzare attraverso diverse direttrici. Tra queste si possono menzionare le caratteristiche proprie dei territori in cui si collocano, l’anno di istituzione e dunque la longevità, gli obiettivi che scelgono di perseguire, i modelli di governance che adottano, le principali fonti di finanziamento e le progettualità, il livello di integrazione raggiunto e di esperienze maturate, il livello di coinvolgimento politico e tecnico, l’appartenenza comune a determinati Stati membri, l’eventuale partecipazione di territori non membri Ue.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mancava, sinora, uno studio approfondito e sistematico delle esperienze dei GECT in Italia che potesse, da un lato, consentire di capire che cosa si è raggiunto sinora attraverso questo strumento e quali sono le prospettive future; dall’altro, permettere ai Gruppi stessi di conoscersi reciprocamente apprendendo attraverso uno scambio di esperienze e buone pratiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto “I Gruppi Europei di Cooperazione Territoriale in Italia: Stato dell’arte e raccomandazioni di policy” si è posto l’obiettivo di colmare questa lacuna. Finanziato nell’ambito del Progetto ITALIAE2 , il progetto nasce da un accordo tra il Dipartimento degli affari regionali e le autonomie (DARA) della Presidenza del Consiglio dei ministri, che cura l’istruttoria degli atti di autorizzazione alla costituzione dei GECT e provvede alla tenuta del Registro nazionale dei GECT (ai sensi dell’articolo 46 della legge 7 luglio 2009 n. 88), e l’Istituto di Studi sui Sistemi Regionali Federali e sulle Autonomie del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr Issirfa). Per la realizzazione delle attività previste, il Cnr Issirfa ha scelto di avvalersi della collaborazione di due centri di riconosciuto prestigio con competenze specifiche in materia di cooperazione territoriale: il laboratorio FULL – Future Urban Legacy Lab del Politecnico di Torino e l’Istituto di Studi Federali Comparati di EURAC Research.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività condotte durante la vita del progetto (luglio 2024 – dicembre 2025) possono essere fatte rientrare in tre categorie:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attività di ricerca: il progetto si è posto l’obiettivo di indagare lo strumento dei GECT e la sua attuazione pratica in Italia, anche attraverso una indagine diretta sulle esperienze dei soggetti pubblici italiani in materia;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attività di accompagnamento: il progetto ha offerto una piattaforma per mettere i GECT esistenti e quelli in costituzione in contatto tra loro e discutere delle problematiche e opportunità dello strumento. Attività di accompagnamento specifico sono state condotte anche per alcuni GECT in formazione;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attività di supporto normativo: il progetto ha fornito lo spazio per discutere il quadro normativo europeo e nazionale, e proporre un adeguamento di quest’ultimo alle novità introdotte con il regolamento 1302/2013.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il volume rende conto di tutte queste attività, ed è strutturato come segue.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il capitolo 1 presenta una review della principale letteratura esistente in materia di GECT a livello nazionale e internazionale. Oltre a fare il punto sullo stato dell’arte delle pubblicazioni che hanno approfondito l’esperienza dei GECT negli ultimi 20 anni, la review ha costituito il punto di partenza per l’individuazione delle questioni aperte successivamente affrontate nell’analisi dei GECT in Italia. Il capitolo 2 illustra l’attuale quadro normativo, a livello europeo e nazionale, sui GECT e ne discute le prospettive di riforma. Vengono inoltre presentati alcuni elementi sulle normative nazionali in alcuni paesi europei, in particolare quelli che ospitano GECT con partecipanti italiani. Il capitolo 3 presenta, attraverso un ampio corredo cartografico, una panoramica sui GECT con partecipanti italiani, raccontati e categorizzati sulla base dei diversi elementi che li caratterizzano (ad esempio: diritto italiano/straniero; anno di istituzione; tipologia di cooperazione territoriale; tipologia di attori partecipanti; risorse mobilitate). Il capitolo include, inoltre, una descrizione di ciascun GECT e delle tipologie di attività portate avanti. Il capitolo 4 rende conto delle attività di ricerca condotte. Dopo una breve introduzione metodologica vengono presentati i risultati dell’indagine, articolati su quattro tematiche principali: organizzazione interna (organi e processo decisionale; eventuali regolamenti interni; frequenza degli incontri, gestione del personale ecc.); finanziamento e risorse (fonti di finanziamento, con particolare focus sui programmi Interreg, e uso delle risorse); organizzazione esterna (relazioni istituzionali a diversi livelli; relazioni con il territorio; visibilità e comunicazione); questioni amministrative (legate all’attuazione delle attività e alla natura transfrontaliera degli enti). Nel capitolo 5 vengono discusse potenzialità e sfide dei GECT in Italia, sulla base degli elementi emersi dall’analisi. Si discute del valore aggiunto dello strumento GECT, anche in base alle diverse tipologie e approcci identificati, nonché dei principali limiti e problematiche che emergono nella sua applicazione e di eventuali prospettive future e potenzialità di miglioramento. Vengono inoltre identificati alcuni elementi di rilievo da tenere in considerazione per la costituzione di un GECT sulla base dei risultati dello studio. Nel capitolo 6 si discute delle attività operative messe in atto nell’ambito del progetto, tra cui un ciclo di seminari online (realizzati tra maggio e giugno 2025) e le attività di accompagnamento a esperienze in formazione; viene inoltre discussa la possibilità di replicare il modello adottato. Nel capitolo 7 vengono, infine, tracciate alcune conclusioni e raccomandazioni per il DARA e per una ottimale valorizzazione dello strumento GECT nel contesto italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto è corredato da due allegati: una check list che raccoglie i passaggi necessari per procedere all’istruttoria dei GECT; e una ampia raccolta bibliografica relativa alla cooperazione territoriale europea e ai GECT. Il lavoro di ricerca e accompagnamento– e dunque questo volume – offre i risultati di un primo tentativo di sistematizzare e mettere in rete la conoscenza accumulata dai GECT con partecipanti italiani a quasi 20 anni dall’approvazione del regolamento 1082/2006. I risultati del lavoro di ricerca restituiscono la fotografia di uno strumento dinamico e in evoluzione, che ha consentito sinora di raggiungere risultati molto significativi e, al tempo stesso, sembra non aver ancora raggiunto appieno lo sfruttamento del suo potenziale. Da questo punto di vista, il volume offre anche una serie di spunti per ulteriori approfondimenti e attività, in cui ricerca e accompagnamento possano sostenere l’efficacia e l’utilità delle azioni di cooperazione territoriale europea.</p>
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		<title>CROSSGOV</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/crossgov/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Namitha Manappurath]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 15:55:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le regioni di confine europee vengono spesso descritte come i «laboratori» dell’Europa e dell’integrazione europea (Bertram et al. 2023a). E in effetti, le regioni di confine sono territori altamente dinamici e stimolanti che dimostrano il potenziale dell’integrazione europea. L’eliminazione degli ostacoli legati alle frontiere favorisce la prosperità economica, gli scambi sociali e l’innovazione politica (Capello [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Le regioni di confine europee vengono spesso descritte come i «laboratori» dell’Europa e dell’integrazione europea (Bertram et al. 2023a). E in effetti, le regioni di confine sono territori altamente dinamici e stimolanti che dimostrano il potenziale dell’integrazione europea. L’eliminazione degli ostacoli legati alle frontiere favorisce la prosperità economica, gli scambi sociali e l’innovazione politica (Capello et al. 2018; Paul et al. 2025). D&#8217;altra parte, le recenti crisi hanno dimostrato che i costi della mancata integrazione possono essere molto elevati. La pandemia di COVID-19, con le sue ripercussioni in termini di controlli alle frontiere e chiusure parziali, ha rivelato che le regioni di confine non sono necessariamente i luoghi in cui l&#8217;integrazione europea funziona in modo più efficace (Chilla et al. 2022; Hippe et al. 2022). Piuttosto, le regioni di confine sono sismometri dell’integrazione europea con una resilienza limitata alle crisi e il cui grande potenziale resta da sviluppare (Medeiros et al. 2021).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le regioni di confine mostrano una notevole diversità territoriale. Possono essere periferiche o metropolitane, e il confine stesso può essere una catena montuosa, un fiume o una pianura. Le disparità possono essere molto elevate anche lungo lo stesso confine, così come le differenze nei mercati del lavoro e nei fenomeni di mobilità (Hippe et al. 2024). Allo stesso tempo, le culture politiche e i sistemi di governance multilivello su entrambi i lati del confine possono essere molto diversi, spesso caratterizzati solo da accordi transfrontalieri selettivi. La diversità territoriale nelle regioni di confine può quindi essere molto complessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si osserva una situazione paradossale: anche se l’importanza dell’integrazione transfrontaliera è ampiamente riconosciuta, le soluzioni di governance sono spesso incrementali e le conoscenze analitiche rimangono limitate (Berzi et al. 2026). In questo contesto è stato avviato il progetto CROSSGOV, con l’obiettivo di raggiungere un «nuovo livello» di comprensione analitica e di concretizzare misure per sbloccare il potenziale della governance nelle regioni di confine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto CROSSGOV supporta le politiche dell’UE, nazionali e regionali nel rispondere alle seguenti domande chiave:</p>



<p class="wp-block-paragraph">• Come definire le aree funzionali transfrontaliere in Europa? Come calibrare le definizioni analitiche con le realtà effettive delle aree funzionali transfrontaliere in cui le persone vivono e lavorano?</p>



<p class="wp-block-paragraph">• Come ampliare le conoscenze basate su indicatori sul funzionamento delle regioni di confine in un contesto di dati complesso?</p>



<p class="wp-block-paragraph">• Quali sono i principali modelli e dinamiche, nonché le sfide e le soluzioni all’interno delle regioni di confine e delle loro aree funzionali transfrontaliere?</p>



<p class="wp-block-paragraph">• Quali strutture di governance sono in atto nelle regioni transfrontaliere? Come garantire la coerenza politica verticale e orizzontale per sfruttare le potenzialità delle aree funzionali transfrontaliere?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affrontando sia la prospettiva funzionale che quella di governance delle regioni di confine in tutta Europa, il progetto è organizzato in tre attività. I task 1 e 2 si concentrano sul livello europeo e comprendono una revisione dei lavori scientifici e di rilevanza politica sulle regioni di confine, in particolare sulle aree funzionali transfrontaliere. Un ulteriore risultato chiave è la banca dati paneuropea che fornirà dati territoriali transfrontalieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il task 3 fornisce un&#8217;analisi complementare delle aree funzionali e delle strutture di governance di dieci aree oggetto di studio, discutendo non solo la situazione attuale, ma anche esplorando scenari futuri di contesti transfrontalieri con le parti interessate a livello regionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al progetto ESPON CROSSGOV il centro FULL ha collaborato lavorando a questo report finale e alle analisi sui casi studio di Espace Mont-Blanc e di Kras-Carso-Trieste.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Pagina ufficiale <a href="https://www.espon.eu/projects/crossgov-governance-mechanisms-cross-border-functional-areas">ESPON</a> con tutte le informazioni e i prodotti della ricerca</li>



<li>Pagina ESPON del <a href="https://www.espon.eu/publications/crossgov-final-report">Report</a> finale e degli allegati</li>



<li>Casi studio analizzati da FULL: <a href="https://www.espon.eu/publications/crossgov-espace-mont-blanc-case-study-chfrit">Espace Mont Blanc</a> e <a href="https://www.espon.eu/publications/crossgov-kras-carso-trieste-case-study-itsi">Kras-Carso-Trieste</a></li>
</ul>
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		<item>
		<title>Zeta – città in transizione /4</title>
		<link>https://full.polito.it/talkmedia/zeta-citta-in-transizione-4/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2025 13:33:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A partire dal corso “Le sfide per la città contemporanea”, che ha fornito spunti e strumenti ad amministrator* di nuova nomina e a giovani interessat* alle trasformazioni urbane e alla cittadinanza attiva, FULL ha realizzato un podcast in quattro puntate, che racconta la città che cambia mentre attraversa le sfide di questi anni di transizione. Quarto episodio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A partire dal <a href="https://full.polito.it/research/le-sfide-per-la-citta-contemporanea/">corso</a> “Le sfide per la città contemporanea”, che ha fornito spunti e strumenti ad amministrator* di nuova nomina e a giovani interessat* alle trasformazioni urbane e alla cittadinanza attiva, FULL ha realizzato un podcast in quattro puntate, che racconta la città che cambia mentre attraversa le sfide di questi anni di transizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quarto episodio – partecipazione e cittadinanza attiva</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La partecipazione è in realtà uno spettro di pratiche, che infatti si definiscono anche come una “scala” o un “albero della partecipazione” per rappresentare le sue varie forme: dall’informazione alla consultazione dei cittadini, a forme di coinvolgimento più attive di collaborazione e di maggiore responsabilità nei processi di decisione. Ascoltare le voci di chi desidera contribuire al cambiamento di domani è utile per la realizzazione delle transizioni di cui le nostre città e i nostri territori hanno bisogno.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>Testi di</em>&nbsp;Erica Mangione (FULL), Cristian Campagnaro, Giorgia Curtabbi e Martina Leo (PoliTo per il sociale).</li>



<li><em>Voci di&nbsp;</em>Cristian Campagnaro, Giorgia Curtabbi e Martina Leo di PoliTo per il sociale, Claudio Jampaglia</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/11/image-1-1024x683.png" alt="" class="wp-image-7769" srcset="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/11/image-1-1024x683.png 1024w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/11/image-1-300x200.png 300w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/11/image-1-768x512.png 768w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/11/image-1.png 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Zeta</strong>&nbsp;_ Città in transizione è un podcast di FULL – Future&nbsp;<em>Urban Legacy</em>&nbsp;Lab, il centro di ricerca su città e territorio del Politecnico di Torino, prodotto per il progetto ZetaLab della Città di Torino, finanziato della Regione Piemonte, per promuovere la partecipazione e la cittadinanza attiva dei giovani.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>Coordinamento&nbsp;</em>Mauro Fontana, Erica Mangione, Manuela Ronci.</li>



<li><em>Con la partecipazione di</em>&nbsp;PoliTo per il Sociale e Lucio Beltrami.</li>



<li><em>Post–produzione e montaggio</em>&nbsp;Claudio Jampaglia negli studi di Radio Popolare.</li>



<li><em>Musiche&nbsp;</em>Gaetano Nicosia.</li>



<li><em>Grafica&nbsp;</em>Giuseppe Mangiola.</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Zeta – città in transizione /3</title>
		<link>https://full.polito.it/talkmedia/zeta-citta-in-transizione-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2025 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A partire dal corso “Le sfide per la città contemporanea”, che ha fornito spunti e strumenti ad amministrator* di nuova nomina e a giovani interessat* alle trasformazioni urbane e alla cittadinanza attiva, FULL ha realizzato un podcast in quattro puntate, che racconta la città che cambia mentre attraversa le sfide di questi anni di transizione. Terzo episodio [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://full.polito.it/talkmedia/zeta-citta-in-transizione-3/">Zeta – città in transizione /3</a> appeared first on <a href="https://full.polito.it">FULL | the Future Urban Legacy Lab</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A partire dal <a href="https://full.polito.it/research/le-sfide-per-la-citta-contemporanea/">corso</a> “Le sfide per la città contemporanea”, che ha fornito spunti e strumenti ad amministrator* di nuova nomina e a giovani interessat* alle trasformazioni urbane e alla cittadinanza attiva, FULL ha realizzato un podcast in quattro puntate, che racconta la città che cambia mentre attraversa le sfide di questi anni di transizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Terzo episodio – la transizione giusta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La transizione giusta non è un punto di arrivo, ma un processo continuo che richiede di mettere la giustizia socio-spaziale al centro delle trasformazioni urbane, per guidare ogni scelta su spazi, risorse e diritti.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>Testi e voce principale</em>&nbsp;Erica Mangione</li>



<li><em>Con i contributi e le voci</em>&nbsp;delle e dei giovani partecipanti al corso Le sfide per la città contemporanea.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/11/image-1024x683.png" alt="" class="wp-image-7765" srcset="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/11/image-1024x683.png 1024w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/11/image-300x200.png 300w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/11/image-768x513.png 768w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/11/image.png 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Zeta</strong>&nbsp;_ Città in transizione è un podcast di FULL – Future&nbsp;<em>Urban Legacy</em>&nbsp;Lab, il centro di ricerca su città e territorio del Politecnico di Torino, prodotto per il progetto ZetaLab della Città di Torino, finanziato della Regione Piemonte, per promuovere la partecipazione e la cittadinanza attiva dei giovani.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>Coordinamento&nbsp;</em>Mauro Fontana, Erica Mangione, Manuela Ronci.</li>



<li><em>Con la partecipazione di</em>&nbsp;PoliTo per il Sociale e Lucio Beltrami.</li>



<li><em>Post–produzione e montaggio</em>&nbsp;Claudio Jampaglia negli studi di Radio Popolare.</li>



<li><em>Musiche&nbsp;</em>Gaetano Nicosia.</li>



<li><em>Grafica&nbsp;</em>Giuseppe Mangiola.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>The post <a href="https://full.polito.it/talkmedia/zeta-citta-in-transizione-3/">Zeta – città in transizione /3</a> appeared first on <a href="https://full.polito.it">FULL | the Future Urban Legacy Lab</a>.</p>
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		<item>
		<title>Zeta – città in transizione /2</title>
		<link>https://full.polito.it/talkmedia/zeta-citta-in-transizione-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2025 11:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A partire dal corso “Le sfide per la città contemporanea”, che ha fornito spunti e strumenti ad amministrator* di nuova nomina e a giovani interessat* alle trasformazioni urbane e alla cittadinanza attiva, FULL ha realizzato un podcast in quattro puntate, che racconta la città che cambia mentre attraversa le sfide di questi anni di transizione. Secondo episodio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A partire dal <a href="https://full.polito.it/research/le-sfide-per-la-citta-contemporanea/">corso</a> “Le sfide per la città contemporanea”, che ha fornito spunti e strumenti ad amministrator* di nuova nomina e a giovani interessat* alle trasformazioni urbane e alla cittadinanza attiva, FULL ha realizzato un podcast in quattro puntate, che racconta la città che cambia mentre attraversa le sfide di questi anni di transizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Secondo episodio – la transizione digitale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La transizione digitale non è una corsa all’innovazione. È una trasformazione del modo in cui abitiamo, partecipiamo, decidiamo.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>Testi e voce principale&nbsp;</em>Mauro Fontana</li>



<li><em>Con i contributi e le voci di</em>&nbsp;Maria Ferrara, Tommaso Listo e delle e dei giovani partecipanti al corso Le sfide per la città contemporanea.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" data-id="7761" src="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/11/12834244644_69870fdfe6_k-1536x1024-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-7761" srcset="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/11/12834244644_69870fdfe6_k-1536x1024-1-1024x683.jpg 1024w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/11/12834244644_69870fdfe6_k-1536x1024-1-300x200.jpg 300w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/11/12834244644_69870fdfe6_k-1536x1024-1-768x512.jpg 768w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/11/12834244644_69870fdfe6_k-1536x1024-1.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Zeta</strong>&nbsp;_ Città in transizione è un podcast di FULL – Future&nbsp;<em>Urban Legacy</em>&nbsp;Lab, il centro di ricerca su città e territorio del Politecnico di Torino, prodotto per il progetto ZetaLab della Città di Torino, finanziato della Regione Piemonte, per promuovere la partecipazione e la cittadinanza attiva dei giovani.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>Coordinamento&nbsp;</em>Mauro Fontana, Erica Mangione, Manuela Ronci.</li>



<li><em>Con la partecipazione di</em>&nbsp;PoliTo per il Sociale e Lucio Beltrami.</li>



<li><em>Post–produzione e montaggio</em>&nbsp;Claudio Jampaglia negli studi di Radio Popolare.</li>



<li><em>Musiche&nbsp;</em>Gaetano Nicosia.</li>



<li><em>Grafica&nbsp;</em>Giuseppe Mangiola.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Zeta – città in transizione /1</title>
		<link>https://full.polito.it/talkmedia/zeta-citta-in-transizione-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2025 11:13:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A partire dal corso “Le sfide per la città contemporanea”, che ha fornito spunti e strumenti ad amministrator* di nuova nomina e a giovani interessat* alle trasformazioni urbane e alla cittadinanza attiva, FULL ha realizzato un podcast in quattro puntate, che racconta la città che cambia mentre attraversa le sfide di questi anni di transizione. Primo episodio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A partire dal <a href="https://full.polito.it/research/le-sfide-per-la-citta-contemporanea/">corso</a> “Le sfide per la città contemporanea”, che ha fornito spunti e strumenti ad amministrator* di nuova nomina e a giovani interessat* alle trasformazioni urbane e alla cittadinanza attiva, FULL ha realizzato un podcast in quattro puntate, che racconta la città che cambia mentre attraversa le sfide di questi anni di transizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Primo episodio – la transizione ecologica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prima ancora che tecnica o politica, la transizione ecologica è una transizione culturale. Un cambiamento che ci spinge ad interrogarci sul modo in cui abitiamo il mondo e viviamo nelle città.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>Testi e voce principale</em>&nbsp;Manuela Ronci.</li>



<li>Con i contributi e le voci&nbsp;delle e dei giovani partecipanti al corso Le sfide per la città contemporanea.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="7757" src="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/11/28168736350_568a460aad_k-1536x1024-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-7757" srcset="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/11/28168736350_568a460aad_k-1536x1024-1-1024x683.jpg 1024w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/11/28168736350_568a460aad_k-1536x1024-1-300x200.jpg 300w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/11/28168736350_568a460aad_k-1536x1024-1-768x512.jpg 768w, https://full.polito.it/wp-content/uploads/2025/11/28168736350_568a460aad_k-1536x1024-1.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Zeta</strong>&nbsp;_ Città in transizione è un podcast di FULL – Future&nbsp;<em>Urban Legacy</em>&nbsp;Lab, il centro di ricerca su città e territorio del Politecnico di Torino, prodotto per il progetto ZetaLab, promosso dalla Città di Torino e finanziato della Regione Piemonte per promuovere la partecipazione e la cittadinanza attiva dei giovani.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>Coordinamento&nbsp;</em>Mauro Fontana, Erica Mangione, Manuela Ronci.</li>



<li><em>Con la partecipazione di</em>&nbsp;PoliTo per il Sociale e Lucio Beltrami.</li>



<li><em>Post–produzione e montaggio</em>&nbsp;Claudio Jampaglia negli studi di Radio Popolare.</li>



<li><em>Musiche&nbsp;</em>Gaetano Nicosia.</li>



<li><em>Grafica&nbsp;</em>Giuseppe Mangiola.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>I Gruppi Europei di Cooperazione Territoriale in Italia</title>
		<link>https://full.polito.it/research/i-gruppi-europei-di-cooperazione-territoriale-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 12:48:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo progetto rappresenta una ricerca sistematica e multidisciplinare voluta dal Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie (DARA) e condotta in collaborazione tra CNR ISSIRFA (lead partner), EURAC Research (sezione Istituto di Studi Federali Comparati) e FULL per colmare una lacuna conoscitiva significativa nel panorama degli studi sulla cooperazione territoriale europea. I Gruppi Europei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Questo progetto rappresenta una ricerca sistematica e multidisciplinare voluta dal Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie (DARA) e condotta in collaborazione tra CNR ISSIRFA (lead partner), EURAC Research (sezione Istituto di Studi Federali Comparati) e FULL per colmare una lacuna conoscitiva significativa nel panorama degli studi sulla cooperazione territoriale europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I Gruppi Europei di Cooperazione Territoriale (<strong>GECT</strong>), istituiti dal Regolamento CE 1082/2006, rappresentano le prime&nbsp;<strong>strutture&nbsp;europee di cooperazione dotate di personalità giuridica</strong>. Evoluzione di forme di cooperazione transfrontaliera avviate negli anni Cinquanta, hanno acquisito rilevanza strategica con i programmi Interreg (1989) fino al riconoscimento della cooperazione territoriale come macro-obiettivo della politica di coesione europea (2007).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca&nbsp;si concentra sulla crescente rilevanza dei GECT nel contesto post-pandemico, dove il COVID-19 ha evidenziato tanto la fragilità dei processi di integrazione sub-nazionale – con le chiusure unilaterali dei confini nazionali – quanto il rafforzamento di un movimento coordinato di regioni frontaliere che rivendicano riconoscimento specifico e maggiore diffusione dei servizi pubblici transfrontalieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto analizza i&nbsp;<strong>14 GECT a partecipazione italiana</strong>&nbsp;registrati ufficialmente presso il Comitato delle Regioni (su 88 totali europei), caratterizzati da notevole eterogeneità territoriale, istituzionale e funzionale. Questa diversità – riconducibile a caratteristiche territoriali specifiche, longevità, obiettivi perseguiti, modelli di governance, fonti di finanziamento e livelli di integrazione – richiede un approccio analitico sistematico finora mancante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>metodologia multidisciplinare</strong>&nbsp;combina analisi giuridico-istituzionale, territoriale e strategico-funzionale attraverso quattro fasi operative:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>inquadramento preliminare con mappatura completa e questionari strutturati</li>



<li>analisi comparativa con tassonomia e modellizzazione</li>



<li>interviste approfondite ai 14 casi studio</li>



<li>elaborazione di raccomandazioni policy-oriented per il DARA</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>FULL&nbsp;conduce l’analisi degli aspetti territoriali&nbsp;</strong>dei GECT, focalizzandosi su dimensioni spaziali, governance multilivello e performance operative. La ricerca esamina modelli di governance interni ed esterni, dinamiche organizzative e finanziarie, contestualizzandoli nel panorama europeo della cooperazione territoriale. Particolare attenzione è dedicata alla litterature review, nonchè all’identificazione delle caratteristiche distintive delle esperienze più efficaci per avere la comprensione dei fattori che determinano successo o criticità operative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è produrre conoscenza scientifica approfondita delle forme giuridiche, organizzative e operative dei GECT italiani, sviluppando tassonomie e comparazioni sistematiche per individuare direttrici di miglioramento delle performance. Il progetto mira inoltre a facilitare scambio di esperienze e buone pratiche tra i GECT, supportando il DARA nella definizione di policy e linee guida per valutazioni ex ante ed istruttorie future.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati includeranno una relazione scientifica conclusiva con raccomandazioni policy-oriented, indicazioni operative per i GECT, pubblicazioni accademiche e un evento pubblico di presentazione. Le attività di disseminazione coinvolgeranno stakeholder diversificati – GECT, istituzioni locali, società civile, centri di ricerca – utilizzando i canali comunicativi del Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Studi sui Sistemi Regionali, Federali e sulle Autonomie “Massimo Severo Giannini” (CNR ISSIRFA).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Grazie ad ITALIAE sarà possibile configurare il primo studio sistematico sui GECT italiani</strong>, fornendo base empirica solida per policy evidence-based e supporto scientifico al rafforzamento della cooperazione territoriale europea in un contesto di crescenti sfide transfrontaliere.</p>
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		<item>
		<title>ESPON CROSSGOV</title>
		<link>https://full.polito.it/research/oltre-i-confini-governance-integrata-dei-territori-transfrontalieri-tra-gect-e-aree-funzionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 15:51:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto CROSSGOV&#160;affronta una sfida centrale della governance europea contemporanea: colmare il divario tra riconoscimento politico della cooperazione transfrontaliera e scarsa operatività delle soluzioni istituzionali. Nonostante i progressi attraverso strumenti economici (mercato unico, programmi Interreg), istituzionali (GECT, Eurodistretti) e funzionali per l’erogazione di servizi pubblici, persistono lacune significative nei meccanismi di governance efficaci. Le regioni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il progetto CROSSGOV&nbsp;affronta una sfida centrale della governance europea contemporanea: colmare il <strong>divario tra riconoscimento politico della cooperazione transfrontaliera e scarsa operatività delle soluzioni istituzionali</strong>. Nonostante i progressi attraverso strumenti economici (mercato unico, programmi Interreg), istituzionali (GECT, Eurodistretti) e funzionali per l’erogazione di servizi pubblici, persistono lacune significative nei meccanismi di governance efficaci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le regioni di confine nell’area ESPON&nbsp;(European Spatial Planning Observation Network) affrontano ostacoli complessi che trascendono le dimensioni giuridiche e amministrative, coinvolgendo aspetti economici, politici, culturali, cognitivi e interpersonali. La diversità dei contesti – che caratterizza i 27 Stati membri UE più Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e Regno Unito – richiede approcci specifici dal basso per la cooperazione multilivello, superando le soluzioni “universali” tradizionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sviluppato nell’ambito delprogramma ESPON 2030,CROSSGOV propone un approccio innovativo centrato sulle <strong>aree funzionali transfrontaliere</strong>&nbsp;come strumento per ridurre gli ostacoli e facilitare i flussi di persone, merci, materiali e conoscenze. La prospettiva adottata supera le definizioni tradizionali di “regione di confine”, sviluppando nuovi framework analitici per comprendere le interazioni reali oltre i confini amministrativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’integrazione viene analizzata attraverso due dimensioni: <strong>interazioni territoriali</strong>&nbsp;basate su flussi e barriere, e <strong>convergenza delle caratteristiche spaziali</strong>&nbsp;guidata da processi di omogeneità e discontinuità. Tuttavia, queste aree rimangono inadeguatamente spiegate nelle loro attività quotidiane, rappresentando una lacuna conoscitiva per le politiche di coesione europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La metodologia combina <strong>statistiche ufficiali Eurostat, big data georeferenziati e tecniche avanzate di web scraping per rappresentare dinamicamente le aree funzionali</strong>. Le sfide principali includono: scarsità di dati armonizzati europei, assenza di informazioni sistematiche sui flussi funzionali (mobilità lavorativa, accesso ai servizi, reti produttive), e complessità nella rappresentazione cartografica dell’intreccio istituzionale-territoriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mappatura comparativa, visualizzazione interattiva e analisi territoriale</strong>&nbsp;costituiscono gli strumenti chiave per supportare politiche di cooperazione più efficaci e basate su evidenze empiriche. L’obiettivo è fornire comprensione scientifica rigorosa delle aree funzionali e formulare raccomandazioni concrete per migliorare i meccanismi di governance nello spazio ESPON.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca esamina status quo e potenziale non espresso dell’integrazione funzionale, identificando fattori trainanti, ostacoli strutturali, opportunità emergenti e tendenze evolutive. Focus specifico sui meccanismi di governance multilivello applicabili ai diversi contesti europei. FULL sta attualmente implementando anche <strong>due casi studio</strong>&nbsp;strategici: l’<strong>Espace Mont Blanc</strong>&nbsp;(Italia-Francia-Svizzera), area alpina con elevata integrazione funzionale e governance consolidata, e il <strong>Carso triestino</strong>&nbsp;(Italia-Slovenia), regione post-frontiera in processo di riintegrazione. Questi casi permetteranno di testare empiricamente i modelli sviluppati e elaborare raccomandazioni trasferibili ad altri contesti europei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Output del progetto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Pagina ufficiale <a href="https://www.espon.eu/projects/crossgov-governance-mechanisms-cross-border-functional-areas">ESPON</a></li>



<li><a href="https://www.espon.eu/publications/crossgov-final-report">Report</a> finale</li>



<li>Casi studio analizzati da FULL: <a href="https://www.espon.eu/publications/crossgov-espace-mont-blanc-case-study-chfrit">Espace Mont Blanc</a> e <a href="https://www.espon.eu/publications/crossgov-kras-carso-trieste-case-study-itsi">Kras-Carso-Trieste</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Intervista sulla gestione della vita notturna in città</title>
		<link>https://full.polito.it/talkmedia/intervista-a-loris-servillo-sulla-gestione-della-vita-notturna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 15:23:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://full.polito.it/?post_type=talkmedia&#038;p=2484</guid>

					<description><![CDATA[<p>18 dicembre 2024 &#8211; a &#8220;Buongiorno Regione&#8221; su RAI3 si parla della cosiddetta &#8220;movida&#8221; e della sua gestione.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">18 dicembre 2024 &#8211; a &#8220;Buongiorno Regione&#8221; su RAI3 si parla della cosiddetta &#8220;movida&#8221; e della sua gestione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La pianificazione strategica di ambito fluviale. Possibili approcci e opportunità trasformative per il contesto torinese</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/la-pianificazione-strategica-di-ambito-fluviale-possibili-approcci-e-opportunita-trasformative-per-il-contesto-torinese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2024 12:59:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://full.polito.it/?post_type=reader&#038;p=2652</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino presenta una mostra che, insieme a un amplissimo progetto territoriale, intende approfondire il tema della crisi climatica, offrendo una visione sinottica dei cambiamenti millenari lungo il percorso del fiume Po, paradigma di quanto sta avvenendo su scala mondiale. Il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino presenta una mostra che, insieme a un amplissimo progetto territoriale, intende approfondire il tema della crisi climatica, offrendo una visione sinottica dei cambiamenti millenari lungo il percorso del fiume Po, paradigma di quanto sta avvenendo su scala mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto nasce in dialogo con l’Assessorato alla Cura della città, Verde Pubblico e sponde fluviali della Città di Torino e dalla collaborazione tra Palazzo Madama e fondamentali partner nazionali, da sempre impegnati sui temi della conservazione e tutela ambientale, in primis l’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po (ABDPO) e l’Agenzia Interregionale per il fiume Po (A.I.Po) insieme alle Riserve della Biosfera del Po, oggi unite nella Riserva MaB UNESCO Po Grande. Accanto a essi gli interpreti torinesi, dal Politecnico di Torino all’Università degli Studi di Torino, allo European Research Institute che quotidianamente portano avanti la ricerca e lo studio del Po e dell’acqua in generale da prospettive disciplinari diverse, e con la media partnership di Rai Radio3.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affrontando i temi essenziali del cambiamento climatico in un’esposizione che intesse un racconto visivo tutto sviluppato nell’interazione tra grande pittura e fotografia, illustrazione e infografica capaci di narrare il paesaggio italiano nella sua complessità e articolazione, dalle Alpi al mare, il progetto espositivo punta l’attenzione sul tema dell&#8217;acqua e in particolare sul nostro Grande Fiume, che da millenni determina il paesaggio e la vita della popolazione, è via di comunicazione ma anche supporto essenziale per le attività agricole e industriali, ed esplora le conseguenze e analizza le potenziali soluzioni messe in atto sul territorio dai diversi enti di ricerca e di tutela del Po.</p>



<p class="wp-block-paragraph">652 chilometri di lunghezza, 141 affluenti, quasi 87.000 chilometri quadrati di bacino idrografico, 19.850.000 di abitanti, il 37% della produzione agricola italiana, il 55% dell’industria zootecnica nazionale: il Po e il bacino padano, dove si produce il 40% del PIL nazionale, costituiscono una delle aree con la più alta concentrazione di popolazione, industrie e attività commerciali a livello europeo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo incredibile sviluppo è stato reso possibile grazie alla storica stabilità e abbondanza della portata delle acque del maggior fiume d’Italia, che provengono da innumerevoli fonti e processi naturali diversificati – sorgenti montane, fusione nivale, ghiacciai, grandi laghi e risorgive di pianura – ma che negli ultimi decenni hanno visto un significativo mutamento, portando a un fenomeno di crisi che si sta verificando ovunque a livello globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio per le sue peculiarità e per il suo portato di memoria, di stratificazione storica e di paesaggi, il Po – romano e pagano, bizantino e longobardo, feudale e delle signorie, delle campagne e delle città, romantico, agricolo, industriale, turistico e cinematografico – è capace di restituire in maniera emblematica e chiaramente percepibile la crisi climatica e i suoi effetti: la fisionomia del pianeta sta cambiando più rapidamente di quanto abbia fatto negli ultimi millenni ed è ormai dimostrato il ruolo che gli esseri umani hanno esercitato in questo processo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mostra Change! ha l’obiettivo di descrivere questi cambiamenti, offrendo occasioni di riflessione sulla crisi e sui possibili scenari di adattamento ad essa, ma anche di esortare all’azione e alla presa di coscienza: è tempo di agire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Change!, curata da Tiziana Caserta, Anna La Ferla e Giovanni C.F. Villa, è accompagnata da un catalogo, edito da Silvana Editoriale, con contributi &#8211; fra gli altri &#8211; di studiosi dell’Università degli Studi di Torino, dell’Università degli Studi di Bergamo, del Politecnico di Torino, del Politecnico di Milano, dell’ENEA, di Slow Food, di Adaptation.it e di Mondoserie.it.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Change! Ieri, oggi, domani. Il Po. (Milano: Silvana Editoriale, 2024), ISBN 978-88-3665-882-4: 170-179, catalogo della mostra Change! tenuta a Palazzo Madama, Torino.</p>
<p>The post <a href="https://full.polito.it/reader/la-pianificazione-strategica-di-ambito-fluviale-possibili-approcci-e-opportunita-trasformative-per-il-contesto-torinese/">La pianificazione strategica di ambito fluviale. Possibili approcci e opportunità trasformative per il contesto torinese</a> appeared first on <a href="https://full.polito.it">FULL | the Future Urban Legacy Lab</a>.</p>
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