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	<title>DAD - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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	<title>DAD - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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		<title>Post-office turn</title>
		<link>https://full.polito.it/research/post-office-turn/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 10:00:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 2020, la rapida diffusione del lavoro a distanza e ibrido ha profondamente ridisegnato i mercati degli uffici in tutto il mondo, accelerando la tendenza all&#8217;abbandono degli immobili e costringendo le città a ripensare il ruolo dei quartieri centrali degli affari. Il calo della domanda di spazi di lavoro tradizionali si interseca con le crescenti [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dal 2020, la <strong>rapida diffusione del lavoro a distanza</strong> e ibrido ha profondamente ridisegnato i mercati degli uffici in tutto il mondo, accelerando la tendenza all&#8217;abbandono degli immobili e costringendo le città a ripensare il ruolo dei quartieri centrali degli affari. Il calo della domanda di spazi di lavoro tradizionali si interseca con le crescenti pressioni sull&#8217;offerta di alloggi e con gli impegni ambientali in costante evoluzione, suscitando un rinnovato interesse per il riutilizzo adattivo come strumento strategico per la trasformazione urbana.<br>Il Nord Italia, in particolare le aree metropolitane di <strong>Milano e Torino</strong>, rispecchia queste dinamiche globali, pur mostrando caratteristiche specifiche dei territori. Entrambe le città presentano segmenti crescenti di stock di uffici sottoutilizzati, molti dei quali costruiti tra gli anni &#8217;60 e &#8217;90, che ora faticano a rispondere alle esigenze spaziali, ambientali e tecnologiche contemporanee. Allo stesso tempo, <strong>la domanda di alloggi continua ad aumentare</strong>, ampliando la discrepanza tra le superfici commerciali inutilizzate e le esigenze residenziali insoddisfatte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Post-Office Turn indaga come la digitalizzazione del lavoro stia ridefinendo il paesaggio urbano e architettonico di Milano e Torino. La ricerca combina l&#8217;analisi su scala urbana con l&#8217;osservazione su scala edilizia, per comprendere il potenziale trasformativo del patrimonio immobiliare adibito a uffici; integra inoltre mappatura, studio morfologico, analisi delle politiche e ricerca basata sul progetto per esplorare come gli edifici esistenti possano &#8220;imparare&#8221; a diventare spazi residenziali o ibridi in risposta ai cambiamenti strutturali nei modelli di lavoro. Inquadrando il <strong>riuso adattivo</strong> sia come una necessità ambientale che come un&#8217;opportunità per la rigenerazione urbana a basse emissioni di carbonio, il progetto mira a contribuire ai dibattiti contemporanei sul futuro delle città e sulla riattivazione sostenibile del loro patrimonio edilizio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Obiettivi e finalità</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Questa ricerca si concentra sul <strong>riutilizzo adattivo di edifici ordinari</strong>, con particolare attenzione al patrimonio immobiliare degli uffici come luogo chiave di transizione nelle città che stanno subendo una trasformazione economica, sociale e ambientale. L&#8217;abbandono, l&#8217;obsolescenza e il cambiamento delle pratiche lavorative rendono gli edifici adibiti a uffici un terreno di prova cruciale per le strategie di riutilizzo contemporanee.<br>Il progetto indaga il vuoto sia come <strong>condizione fisica</strong> (spazi sfitti, strutture sottoutilizzate) sia come <strong>condizione sistemica</strong> (cambiamenti nel lavoro, nelle politiche, nella governance e nei mercati). Esamina inoltre come le pratiche di riutilizzo si sviluppino su diverse scale e come il progetto, le politiche e la conoscenza ambientale interagiscano nel plasmare nuovi percorsi di trasformazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Obiettivi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Individuare e analizzare i modelli spaziali di vacanza nel patrimonio immobiliare degli edifici adibiti a uffici in Italia, con particolare attenzione a Torino e Milano.</li>



<li>Documentare le pratiche di riutilizzo e conversione, identificando i fattori tecnici, sociali, economici e normativi in una prospettiva comparativa.</li>



<li>Collegare la trasformazione architettonica con la governance urbana, i quadri di pianificazione e i processi di progettazione collaborativa.</li>



<li>Valutare le implicazioni ambientali, sociali ed economiche del riutilizzo, con particolare attenzione al carbonio incorporato, ai cicli dei materiali e alle prestazioni del ciclo di vita.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Metodi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto utilizza un <strong>quadro comparativo multilivello</strong>, integrando diverse forme di produzione e rappresentazione della conoscenza:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Analisi dei dati urbani per individuare i modelli di sfitto e caratterizzare il patrimonio immobiliare adibito a uffici su più scale.</li>



<li>Mappatura GIS per visualizzare le distribuzioni spaziali, le strutture morfologiche e i potenziali di trasformazione.</li>



<li>Lavoro sul campo in loco per documentare le condizioni architettoniche, gli interventi in corso e le pratiche locali.</li>



<li>Ridisegno architettonico comparativo, incentrato su tipologia, profondità, sistemi di facciata, circolazione e adattabilità spaziale.</li>



<li>Ricerca storica e normativa che collega le narrazioni macro-urbane alle trasformazioni su scala edilizia.</li>



<li>Analisi ambientale ed energetica, per valutare il carbonio incorporato e le implicazioni sul ciclo di vita.</li>



<li>Ricerca basata sulla progettazione per esplorare strategie di riutilizzo adattivo e scenari di trasformazione prototipali.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La metodologia si basa sullo <strong>studio pilota di Manhattan</strong> sviluppato per la 14<sup>a</sup> Biennale di San Paolo (2024-2025), che ha testato protocolli di mappatura, strumenti analitici e metodi di documentazione. Lo studio italiano:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Verificherà la trasferibilità di questi strumenti a regioni metropolitane caratterizzate da differenti strutture di governance, patrimoni immobiliari e condizioni normative.</li>



<li>Metterà alla prova e perfezionerà la metodologia, per produrre un quadro coerente con il contesto e adattabile a diversi patrimoni urbani.</li>
</ol>
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			</item>
		<item>
		<title>Santiago Emanuel Gomes</title>
		<link>https://full.polito.it/people/santiago-emanuel-gomes/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 11:17:11 +0000</pubDate>
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		<item>
		<title>Le sfide per la città contemporanea</title>
		<link>https://full.polito.it/research/le-sfide-per-la-citta-contemporanea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 13:38:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito del progetto “Zeta lab”, promosso dalla Città di Torino e finanziato dalla Regione Piemonte, FULL eroga sette workshop in un modulo formativo chiamato “Immaginare il futuro”. Lo scopo è promuovere l’acquisizione e l’approfondimento della conoscenza su tematiche connesse alla pratica della buona e sostenibile amministrazione del bene comune e delle modalità e strategie, anche [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nell’ambito del progetto “Zeta lab”, promosso dalla Città di Torino e finanziato dalla Regione Piemonte, FULL eroga sette workshop in un modulo formativo chiamato “Immaginare il futuro”. Lo scopo è promuovere l’acquisizione e l’approfondimento della conoscenza su tematiche connesse alla pratica della buona e sostenibile amministrazione del bene comune e delle modalità e strategie, anche innovative, per declinare le politiche del servizio pubblico e la sua azione, migliorandone la natura e la qualità. La formazione ha caratteri di pratica laboratoriale ed esperienziale e si tiene sia in aula che “sul campo”, presso luoghi oggetto di sperimentazioni urbane o sedi di piattaforme di monitoraggio e gestione all’avanguardia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un secondo modulo formativo denominato&nbsp;<strong>“Proteggere il futuro”</strong>, a cura di&nbsp;<a href="https://www.polito.it/impatto-sociale/polito-per-il-sociale">PoliTO per il Sociale</a>, prevede di illustrare teorie e pratiche sui temi della partecipazione e del co-design.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I destinatari</strong>&nbsp;dell’iniziativa sono giovani amministratori/amministratrici under 35 o di nuova nomina e giovani under 29, per avvicinare a percorsi di cittadinanza attiva riducendo il distacco tra la politica e le istituzioni, affrontando temi che abbiano la finalità di accrescere la passione per il bene comune, l’impegno pubblico, l’etica valoriale e mirati ad approfondire temi di stretta attualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine del ciclo vengono pubblicati un&nbsp;<strong>report,&nbsp;</strong>che riassume temi e metodi dell’iniziativa, una&nbsp;<strong>carta di intenti</strong>, con le mozioni espresse dalle persone partecipanti al corso da sottoporre all’amministrazione, e il&nbsp;<strong>podcast&nbsp;</strong>in quattro episodi “Zeta”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Programma del corso</h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>21 marzo 2025 – Visioni per un futuro più giusto</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">• Presso OGR<br>• Loris Servillo, Mauro Fontana, Erica Mangione, Manuela Ronci – Politecnico di Torino/FULL<br>Presentazione del programma e degli obiettivi del corso.<br>Lezione sulle sfide nella pianificazione e gestione della città contemporanea e l’importanza di pensare alla città del futuro nel quadro della “just city”, in linea con l’SDG 11 dell’Agenda Onu: “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>28 marzo 2025 – Rigenerazione degli spazi urbani &amp; spazi di comunità</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">• Presso Scuola primaria “G. Parini” – Corso Giulio Cesare 26<br>• Cristiana Rossignolo – Politecnico di Torino, Monica Postiglione e Anna Pratt – esperte della materia<br>Spazi di comunità come hub ibridi sociali-culturali.<br>L’intervento esplorerà il ruolo della rigenerazione urbana dei beni comuni in Italia, analizzando approcci, politiche e strumenti a disposizione di città e cittadini. Partiremo dall’esperienza degli spazi di comunità come hub culturali, evidenziando il loro impatto sulle dinamiche urbane e sulle innovazioni sociali e istituzionali. Nell’ambito di questo quadro, presenteremo i risultati della ricerca SPAZI DI COMUNITÀ, realizzata nel 2024 dal NUVAP (Nucleo di Valutazione e Analisi per la Programmazione) presso il Dipartimento per la Coesione dei Territori della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel quadro del progetto SI.VALUTA. La ricerca ha analizzato queste pratiche a livello nazionale, con un focus su esperienze significative del territorio torinese</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>11 aprile 2025 – Giustizia spaziale e giustizia sociale nella transizione verso strade più giuste.</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">• Presso la sala Mollino del castello del Valentino<br>• Gabriele D’Adda e Elisa Vitale – Politecnico di Torino/FULL<br>Riflessioni, a partire dal progetto “Just Streets”, su giustizia spaziale e giustizia sociale nel contesto della transizione verso una mobilità attiva e sostenibile e la creazione di strade più giuste. Per realizzare il passaggio da strade dominate dalle automobili a spazi pubblici caratterizzati da una mobilità attiva e da una molteplicità di usi è imprescindibile non solo tenere in considerazione, ma anche dare priorità alle esigenze e alle visioni di gruppi sociali spesso sottorappresentati nella pianificazione urbana. E’ prevista una “passeggiata critica” nella zona delle pedonalizzazioni di San Salvario.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>9 maggio 2025 – Infrastrutture verdi / blu e la transizione ambientale</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">• Presso OGR<br>• Manuela Ronci e Tymon Wolender – Politecnico di Torino/FULL<br>Pianificazione strategica in ambito fluviale<br>La prima parte dell’incontro si configurerà come didattica frontale e sarà articolata in un’introduzione teorica, un excursus sull’evoluzione dei principali approcci pianificatori e l’approfondimento di casi studio internazionali, caratterizzati da focus e scale di intervento differenti.<br>La seconda parte del pomeriggio sarà, invece, dedicata ad attività laboratoriale. Partendo dalla riflessione su temi chiave nella trasformazione degli ambiti fluviali urbani, riconducibili ai contenuti della lezione e proiettabili sul contesto torinese, il workshop sarà finalizzato all’individuazione di aree con potenziale rigenerativo e all’elaborazione di macro-obiettivi/strategie/azioni potenzialmente applicabili negli spazi perifluviali della città di Torino.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>23 maggio 2025 – Infrastrutturazione digitale</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">• Presso OGR e il vicino Energy Center<br>• Maria Ferrara – Politecnico di Torino/FULL/EST@EnergyCenter team<br>Digital Twin e climate city contract<br>L’incontro si propone di delineare le potenzialità offerte da gemelli digitali a scala urbana (digital twins) a supporto del progetto, dell’implementazione e del monitoraggio di politiche di sostenibilità per la città. A tal proposito si analizzerà il contesto europeo, e in particolare la risposta delle Città pilota alla EU Mission “Climate Neutral and Smart Cities”, tra cui la Città di Torino. L’incontro si concluderà presso il Decision Theater dell’Energy Center del Politecnico di Torino, con una dimostrazione delle attuali capacità della piattaforma digitale in corso di sviluppo a supporto della redazione e del monitoraggio del Climate City Contract della Città di Torino, delineandone il potenziale di ulteriore sviluppo e replicabilità in altri contesti urbani.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>6 giugno 2025 – Cultura bene immateriale – dati e citizen science</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">• Presso Officine Creative (Cecchi Point)<br>• Sofia Fellini e Tommaso Listo, Politecnico di Torino/FULL<br>Dati e citizen science<br>L’incontro sarà articolato come segue: 1) una lezione teorica sulla citizen science come pratica di costruzione e scambio di saperi tra pubblico e istituzioni; 2) la visita de La Biblioteca dell’Aria, progetto di citizen science con sede alle Officine Creative; 3) una attività laboratoriale, in cui sarà chiesto ai partecipanti di lavorare in piccoli gruppi e proporre un possibile progetto di citizen science intorno a questioni rilevanti dei propri territori, da discutere poi collettivamente.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>13 giugno 2025 – Giovani e impegno pubblico</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">• Presso OGR<br>• Loris Servillo, Mauro Fontana, Erica Mangione, Manuela Ronci – Politecnico di Torino/FULL<br>Lezione conclusiva in cui i partecipanti sono accompagnati nella rielaborazione dei contenuti del corso, al fine di restituire le loro immagini della città del futuro attraverso due attività da svolgere in presenza:<br>• La redazione di una carta di intenti da presentare alla Città di Torino<br>• La costruzione insieme ad un esperto di comunicazione radiofonica di un podcast divulgativo</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>PROTEGGERE IL FUTURO – a cura di PoliTO per il Sociale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>19 giugno 2025 – Le teorie e le pratiche sui temi della partecipazione e del co-design</strong><br>• Presso Castello del Valentino oppure online</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>26 giugno 2025 – Laboratorio pratico sui temi della partecipazione e del co-design</strong><br>• Presso il Castello del Valentino</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Matematica della morfologia urbana</title>
		<link>https://full.polito.it/research/matematica-della-morfologia-urbana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2025 10:33:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le transizioni morfologiche dei quartieri storici non sono un semplice processo di ricostruzione fisica, ma una struttura generativa in cui logiche istituzionali, comportamenti sociali e usi dello spazio sono continuamente intrecciati e negoziati in una rete multi-scalare. Questo studio si concentra sul nodo cruciale tra “come evolve la morfologia” e “come tale evoluzione viene socializzata”, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Le transizioni morfologiche dei quartieri storici non sono un semplice processo di ricostruzione fisica, ma una struttura generativa in cui logiche istituzionali, comportamenti sociali e usi dello spazio sono continuamente intrecciati e negoziati in una rete multi-scalare. Questo studio si concentra sul nodo cruciale tra “come evolve la morfologia” e “come tale evoluzione viene socializzata”, e propone un nuovo paradigma di ricerca che integra modellazione basata sulla teoria dei grafi, analisi morfologica e interpretazione socio-spaziale, costruendo in modo sistematico un modello cross-scale e un meccanismo dell’evoluzione della morfologia urbana, usando la rete topologica come supporto e l’evoluzione strutturale come linea guida principale. Proponiamo un nuovo paradigma di ricerca che integra modellazione secondo la teoria dei grafi e interpretazione socio-spaziale, utilizzando la rete topologica come “vettore” e l’evoluzione strutturale come filo conduttore, e costruendo sistematicamente un quadro analitico per la modellazione cross-scale della morfologia urbana e l’identificazione dei meccanismi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico, la ricerca prende come caso centrale l’isolato storico di Xiaoxihu a Nanchino e propone il Modello di Rete Topologica Cross-Scale per costruire una struttura spaziale multilivello che copre nodi stradali, spazi di soglia davanti alla porta (front-door spaces), nodi di cortile e nodi delle stanze funzionali. Attraverso l’analisi di dati storici e la ricostruzione sul campo, abbiamo ricostruito sei fasi morfologiche di sei lotti rappresentativi (Lotti 1–6) di Xiaoxihu dagli anni ’30 agli anni 2010 e, di conseguenza, abbiamo elaborato mappe di topologia di rete cross-scale e mappe J-Graph per quantificare la profondità strutturale, le relazioni di accoppiamento tra nodi e i cambiamenti dei percorsi di collegamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Su questa base, il lavoro propone il Grado di Evoluzione Strutturale (Structure Evolution Degree, SED), che misura l’evoluzione della rete in serie temporale su tre dimensioni: variazione delle tipologie di nodo, perturbazione della profondità dei percorsi e riorganizzazione delle funzioni spaziali. Invece di basarsi sull’analisi del campo visivo, il SED si fonda sulle caratteristiche strutturali del grafo per catturare la “tensione strutturale” del processo evolutivo urbano. Ancora, invece di affidarsi all’analisi del campo visivo, il SED usa le caratteristiche strutturali del grafo per cogliere la “tensione strutturale” e la “rottura sistemica” nel processo di evoluzione urbana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per spiegare più a fondo il meccanismo sociale che sta dietro l’evoluzione spaziale, la ricerca introduce il Quadro a Grafo Multistrato (Multi-layered Graph Framework), che costruisce un modello strutturale triangolare composto da Livello della Morfologia Urbana, Livello dell’Interazione e Livello del Comportamento Sociale, e identifica i meccanismi sociali alla base dell’evoluzione spaziale. Introduciamo il Quadro a Grafo Multistrato per costruire un modello triangolare formato da “Urban Morphology Layer”, “Interaction Layer” e “Social Behavior Layer”, al fine di individuare i “Sottografi Chiave” generati dalle forze sociali incorporate nella struttura spaziale, e sviluppare in modo sistematico l’analisi del “Livello della Morfologia Urbana” e del “Livello del Comportamento Sociale”. Lo studio identifica i “Sottografi Chiave” generati dall’incorporazione delle forze sociali nella struttura spaziale e sviluppa sistematicamente una spiegazione di mappatura sociale di “come cambia lo spazio”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano teorico, lo studio integra la teoria della “produzione dello spazio” di Lefebvre, la teoria di Bourdieu su “habitus e campo” e il concetto foucaultiano di “meccanismo spaziale del potere” per costruire una struttura a grafo che spieghi i percorsi di codifica della regolazione istituzionale, dell’habitus dei residenti e della negoziazione comunitaria nello spazio nodale. L’analisi dei meccanismi del Lotto 3 e del Lotto 5 mostra che il processo di ricostruzione spaziale di Xiaoxihu presenta un sistema ibrido di meccanismi composto da Permanenza, Variazione e Permutazione, e che la sua evoluzione non è lineare, ma consiste piuttosto in molteplici meccanismi sociali concentrati su nodi come lo spazio di soglia davanti alla porta, le giunzioni di cortile e i percorsi delle stanze funzionali, formando risposte strutturali nella mappa topologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano metodologico, questo studio colma la frattura di percorso tra approcci tipologici e strutturalisti e propone un sistema strutturale a grafo utilizzabile per l’analisi delle trasformazioni spaziali, l’identificazione dei meccanismi sociali e la previsione di strategie progettuali; un sistema che serve sia l’analisi micro dei nodi sia (potenzialmente) la traduzione in modelli di machine learning (ad es. reti neurali su grafi, graph neural networks).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano empirico, lo studio ricostruisce la mappatura topologica di Xiaoxihu in sei fasi e analizza in modo comparato l’andamento del SED, i tipi P/V/P e le sotto-mappe chiave dei lotti tipici, per rivelare le risposte topologiche dei comportamenti dei residenti, del trasferimento dei diritti di proprietà e degli interventi istituzionali nella struttura spaziale, offrendo percorsi concreti per capire come la “realtà” venga generata e riconosciuta nella gerarchia spaziale. Questo fornisce un percorso concreto per comprendere come la “realtà sociale” venga generata e riconosciuta nella gerarchia spaziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi, il sistema metodologico di “struttura a grafo cross-scale + modellazione dei meccanismi sociali” proposto in questa ricerca non solo amplia la cassetta degli attrezzi della ricerca sulla morfologia urbana, ma fornisce anche basi teoriche e un quadro tecnico per l’identificazione di strategie spaziali e l’espressione dei meccanismi di negoziazione in scenari futuri di governance comunitaria, rigenerazione urbana, progettazione partecipata e generazione intelligente della morfologia.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Next Generation Solar Landscapes.</title>
		<link>https://full.polito.it/research/next-generation-solar-landscapes/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jun 2025 13:37:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Finanziato nell’ambito del Programma Nazionale PRIN 2022, il progetto indaga la sfida di ripensare il futuro dei campi fotovoltaici a terra a fine vita, considerandoli come un’opportunità strategica per la rigenerazione ecologica e spaziale dei territori.Mentre il dibattito internazionale si è negli anni concentrato prevalentemente sulle nuove installazioni o sul fotovoltaico integrato negli edifici, questa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Finanziato nell’ambito del Programma Nazionale <strong>PRIN 2022</strong>, il progetto indaga la <strong>sfida di ripensare il futuro dei campi fotovoltaici a terra a fine vita</strong>, considerandoli come un’opportunità strategica per la rigenerazione ecologica e spaziale dei territori.<br>Mentre il dibattito internazionale si è negli anni concentrato prevalentemente sulle nuove installazioni o sul fotovoltaico integrato negli edifici, questa ricerca mira a sviluppare metodi analitici, strumenti e strategie progettuali per il <strong>riuso, il decommissioning, il revamping e la trasformazione</strong> dei campi fotovoltaici esistenti <strong>diffusi nel paesaggio italiano</strong>, reinterpretandoli come potenziali motori di rigenerazione ambientale ecologica e di innovazione spaziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Integrando approcci</strong> <strong>architettonici, geospaziali</strong>, <strong>paesaggistici e agronomici</strong> il progetto <em>Next Generation Solar Landscapes</em> intende ridefinire la relazione tra <strong>produzione energetica, uso del suolo e progetto di paesaggio</strong>.&nbsp; La ricerca è composta da un <strong>team multidisciplinare di tre Research Units</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Politecnico di Torino (RU1)</strong>, coordinato dalla <strong>Prof.ssa Elena Vigliocco</strong>, con un gruppo formato da architetti, urban designer e geomatici, è l’unità capofila del progetto che ha guidato e sviluppato il framework metodologico e progettuale della ricerca. Strutturato a partire da <strong>mappature GIS-based</strong>, analisi spaziali e interpretazioni morfologiche dei paesaggi fotovoltaici, il team ha elaborato strategie progettuali e scenari di trasformazione in tre selezionati casi studio.</li>



<li><strong>Politecnico di Milano (RU2)</strong>, coordinato dalla <strong>Prof.ssa Sara Protasoni</strong>, è costituito da un team di <strong>paesaggisti</strong><strong>,</strong> con particolare attenzione alle strategie di <strong>revamping, decommissioning e rinaturalizzazione</strong>, volti alla costruzione di scenari progettuali <em>“what if”</em>.</li>



<li><strong>Università degli Studi di Torino (RU3)</strong>, coordinata dal <strong>Prof. Amedeo Reyneri di Lagnasco</strong>, grazie alle competenze agronomiche<strong> e di scienze ambientali</strong>, affronta le dimensioni ecologiche e gli impatti produttivi sui suoli interessati dai campi fotovoltaici a terra.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto si articola in <strong>tre principali Work Packages (WP):</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>WP1 – Paesaggi fotovoltaici e iniziative di rigenerazione di successo:</strong> una mappatura e analisi statistica a scala nazionale dei campi fotovoltaici a terra, finalizzata a individuare la distribuzione spaziale, la densità e le caratteristiche tipologiche dei campi fotovoltaici in ogni regione italiana, offrendo un quadro d’insieme del loro impatto territoriale;</li>



<li><strong>WP2 – Mappatura e test applicati ai casi studio:</strong> una mappatura comparativa e multiscalare di tre selezionati territori con alta densità di installazioni fotovoltaiche — <strong>Brindisi (Puglia)</strong><strong>, </strong><strong>Ravenna (Emilia-Romagna)</strong><strong> </strong>e <strong>Cuneo (Piemonte)</strong><strong> </strong>— ognuno dei quali con una specifica condizione geografica e infrastrutturale. Per ciascun caso studio sono state esplorate ipotesi di <strong>decommissioning, revamping o riuso ecologico</strong><strong>;</strong></li>



<li><strong>WP3 – Toolkit per la rigenerazione dei paesaggi solari:</strong> sviluppo di un <strong><em>Good Practice Toolkit</em></strong> con linee guida progettuali e quadri operativi per la riconversione <strong>dei campi fotovoltaici a fine vita</strong>, a supporto di amministrazioni pubbliche, pianificatori e progettisti nella gestione della transizione energetica a scala territoriale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista metodologico,<strong> la</strong> <strong>ricerca integra strumenti digitali di</strong> <strong>geo-informazione, GIS-based</strong>, <strong>lettura morfologica</strong> e <strong>approcci progettuali design-based</strong>. A partire dall’interpretazione della forma spaziale dei campi fotovoltaici, il team ha elaborato una <strong>matrice analitica e comparativa multiscalare e multilivello</strong>, capace di combinare dati quantitativi e interpretazioni qualitative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato, l’<strong>Atlante dei paesaggi solari italiani</strong>, costituisce non solo una mappatura descrittiva del fenomeno, ma diventa strumento interpretativo a supporto delle soluzioni progettuali e dello sviluppo di scenari per il <strong>riuso adattivo, la riconfigurazione e la reintegrazione paesaggistica ecologica</strong> dei campi fotovoltaici a fine vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I principali risultati del progetto comprendono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>un <strong>geodatabase nazionale</strong> dei campi fotovoltaici a terra;</li>



<li>un <strong>atlante comparativo</strong> di tre selezionati territori con paesaggi solari;</li>



<li>un <strong>toolkit</strong> di strategie progettuali per la rigenerazione dei paesaggi fotovoltaici a fine vita.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Integrando il pensiero architettonico con le discipline del paesaggio, dell’agronomia e della geomatica, la ricerca <em>Next Generation Solar Landscapes</em> dimostra come il progetto dei paesaggi solari non possa essere separato dalle questioni di <strong>forma urbana, ecologia e usi del suolo</strong><strong>. </strong>La ricerca contribuisce così a un ripensamento più ampio su come le infrastrutture per l’energia rinnovabile possano <strong>modellare, e al contempo essere modellate, dai paesaggi</strong> in cui sono inserite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati del progetto sono stati presentati in convegni internazionali e pubblicazioni scientifiche, tra cui il libro open-access che raccoglie parte degli esiti della ricerca PRIN <em>Designing Forms for Future Solarscapes. A Vision for the Italian Palimpsest</em> (LetteraVentidue Edizioni).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui il <a href="https://letteraventidue.com/it/libri/designing-forms-for-future-solarscapes-vigliocco">link</a> al sito della casa editrice del libro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><em>La ricerca Next Generation Solar Landscapes</em> si inserisce, infine, nel dibattito internazionale sulla <strong>transizione energetica e sul progetto di paesaggio</strong>, proponendo una visione in cui i campi fotovoltaici a terra a fine vita o in fase di dismissione diventano catalizzatori di una nuova generazione di paesaggi solari. Questo approccio intende dimostrare come la fine del ciclo di vita di queste infrastrutture possa trasformarsi in un’occasione per generare <strong>nuove forme di equilibrio ecologico e territoriale</strong><strong>.</strong></p>
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		<title>Visioni strategiche per la città di Aosta</title>
		<link>https://full.polito.it/research/visioni-strategiche-per-la-citta-di-aosta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 10:25:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino ha avviato da tempo un rapporto di collaborazione con l’amministrazione della città di Aosta, finalizzato a esplorare scenari strategici di sviluppo fisico della città, con una particolare attenzione su una serie di aree di trasformazione. I lavori hanno esordito con un progetto di rigenerazione urbana [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino ha avviato da tempo un rapporto di collaborazione con l’amministrazione della città di Aosta, finalizzato a esplorare scenari strategici di sviluppo fisico della città, con una particolare attenzione su una serie di aree di trasformazione. I lavori hanno esordito con un progetto di rigenerazione urbana del Quartiere Cogne &#8211; storico distretto operaio della città – il quale ha consentito di ottenere, tramite il bando nazionale PINQuA del MIT, un finanziamento di 15M€ per la trasformazione del quartiere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In seguito l’attenzione si è spostata sul quartiere Dora, area residenziale a est della città consolidata, sul quale le esplorazioni progettuali condotte hanno consentito alla municipalità di programmare e mettere a sistema una serie di operazioni riguardanti nuovi servizi scolastici e la riqualificazione di alcuni spazi pubblici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A valle delle due esperienze puntuali l’amministrazione ha quindi richiesto al gruppo di lavoro, congiuntamente a FULL di produrre un documento di visione strategica sul futuro della città, a supporto del processo di Riconsiderazione del PRGC, in corso di redazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro di ricerca, attualmente in svolgimento, considera non più soltanto alcune aree di trasformazione, ma ha l’obiettivo di fornire alla città una nuova interpretazione delle dinamiche urbane in corso, in grado di collocare le singole operazioni di trasformazione all’interno di un quadro strategico coerente, che integra delle esplorazioni a scala microurbana su alcuni luoghi di attenzione specifica, quali la “Porta Sud” della città, l’Area Megalitica, i complessi sportivi.</p>
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		<title>La forma dell&#8217;energia. I paesaggi solari in Europa come questione architettonica</title>
		<link>https://full.polito.it/research/la-forma-dellenergia-i-paesaggi-solari-in-europa-come-questione-architettonica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 13:48:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La produzione di energia risponde a bisogni umani fondamentali. Pertanto, sin dall&#8217;antichità, gli edifici e le strutture destinati alla produzione di energia hanno disegnato nuove forme sui territori e sui paesaggi infrastrutturali. Oggi, a causa delle sfide poste dal cambiamento climatico e della conseguente diffusione delle energie rinnovabili – il cui legame con le risorse [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La produzione di energia risponde a bisogni umani fondamentali. Pertanto, sin dall&#8217;antichità, gli edifici e le strutture destinati alla produzione di energia hanno disegnato nuove forme sui territori e sui paesaggi infrastrutturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, a causa delle sfide poste dal cambiamento climatico e della conseguente diffusione delle energie rinnovabili – il cui legame con le risorse della Terra è forte ed evidente – la produzione di energia sembra diventare sempre più un&#8217;attività di grande impatto sul paesaggio. Questo impatto – solitamente valutato negativamente – causa spesso un conflitto tra coloro che considerano prioritaria la conservazione dei paesaggi naturali e coloro che rivolgono lo sguardo più all&#8217;emergenza ecologica e ambientale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario complesso e multiforme, le principali questioni chiave della ricerca sono:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Che cos&#8217;è un paesaggio energetico sostenibile, quali opportunità offre e quali sono le sfide attuali?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Progettare nuovi paesaggi energetici solari: quale margine di manovra ha il progetto di architettura del paesaggio?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; In che modo la forma degli impianti di energia solare può ridisegnare i paesaggi contemporanei?</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">Questa ricerca affronta il tema degli studi morfologici e della progettazione architettonica degli impianti fotovoltaici come strumento per gestire l&#8217;attuale transizione energetica attraverso l&#8217;architettura del paesaggio e come opportunità per creare paesaggi sostenibili, culturali e di qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;importanza di concepire i campi fotovoltaici non come oggetti temporanei e non pianificati, ma come architetture che fanno parte dei nostri paesaggi urbani e rurali è la tesi principale di questa ricerca. Perché se è vero che i campi fotovoltaici possono non essere solo infrastrutture temporanee ma edifici, allora è anche vero che possiamo concepire questi edifici come opere di architettura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da un punto di vista metodologico, la ricerca combina un approccio analitico e un metodo di ricerca attraverso la progettazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli obiettivi principali della ricerca è identificare strategie di progettazione scalabili per il progetto di nuovi impianti di energia rinnovabile su larga scala. L&#8217;ambizione della ricerca è quella di influenzare gli atteggiamenti contemporanei nell&#8217;attività di progettazione di impianti energetici, proponendo nuove tipologie paesaggistiche i cui valori culturali possano essere riconosciuti, condivisi e apprezzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca si sovrappone agli obiettivi principali dell&#8217;Agenda 2030 delle Nazioni Unite e del Green Deal europeo 2050 e include le istanze e i dibattiti promossi sia dalle associazioni e dalle organizzazioni per la conservazione della qualità del paesaggio – ad esempio: Convenzione del paesaggio del Consiglio d&#8217;Europa, Europa Nostra, ecc. – sia dagli attivisti e dalle associazioni ambientaliste.&nbsp;&nbsp;</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">La tesi afferma che gli impianti solari sono paragonabili a impianti industriali di produzione e che la loro progettazione appartiene al campo della progettazione architettonica. Finora, i campi solari sono stati considerati infrastrutture temporanee, il che ha portato a una minore attenzione alle qualità progettuali e a un abbandono di queste strutture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;inizio della tesi, il contributo rilevante dell&#8217;architettura nella progettazione degli impianti energetici e dei paesaggi diventa evidente attraverso lo studio delle migliori pratiche. Dopo l&#8217;inquadramento teorico e storico, i paesaggi dell&#8217;energia solare vengono selezionati per i seguenti studi. La ricerca indaga le forme architettoniche che queste infrastrutture hanno generato nei paesaggi contemporanei (analisi di casi studio). Infine, le sperimentazioni progettuali suggeriscono che la progettazione di questi impianti energetici non solo può seguire i parametri della composizione architettonica, ma ha anche il potenziale per progettare paesaggi ricchi di qualità, da discutere e valutare insieme alle comunità locali e a tutti gli attori coinvolti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo modo, la disciplina architettonica può svolgere un ruolo chiave nella progettazione e nella gestione delle attuali sfide della transizione energetica, applicando le sue strategie e i suoi metodi alla progettazione di spazi per la produzione di energia rinnovabile e di paesaggi contemporanei e futuri sostenibili.</p>
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		<title>Jowita Aleksandra Tabak</title>
		<link>https://full.polito.it/people/jowita-aleksandra-tabak/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amirkamyar]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 14:23:50 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>The post <a href="https://full.polito.it/people/jowita-aleksandra-tabak/">Jowita Aleksandra Tabak</a> appeared first on <a href="https://full.polito.it">FULL | the Future Urban Legacy Lab</a>.</p>
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		<item>
		<title>Federica Serra</title>
		<link>https://full.polito.it/people/federica-serra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amirkamyar]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 14:22:54 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>The post <a href="https://full.polito.it/people/federica-serra/">Federica Serra</a> appeared first on <a href="https://full.polito.it">FULL | the Future Urban Legacy Lab</a>.</p>
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		<item>
		<title>Simone Parola</title>
		<link>https://full.polito.it/people/simone-parola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amirkamyar]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 14:20:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Simone Parola è un architetto laureato al Politecnico di Torino nel 2019. La sua tesi di laurea magistrale, intitolata “MULTI-MODAL TRANSPORT HUBS: The Japanese Case and the Possibilities of Air Rights” (Poli di trasporto multimodali: il caso giapponese e le possibilità dei diritti aerei), esplora le opportunità spaziali delle aree occupate dalle ferrovie nelle città [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Simone Parola è un architetto laureato al Politecnico di Torino nel 2019. La sua tesi di laurea magistrale, intitolata “MULTI-MODAL TRANSPORT HUBS: The Japanese Case and the Possibilities of Air Rights” (Poli di trasporto multimodali: il caso giapponese e le possibilità dei diritti aerei), esplora le opportunità spaziali delle aree occupate dalle ferrovie nelle città contemporanee. Attraverso un&#8217;analisi internazionale e parametricomparativa, il suo lavoro indaga il potenziale di questi spazi, culminando in una proposta progettuale per la stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova. Per sviluppare la sua ricerca di tesi, ha completato due periodi di studio all&#8217;estero presso l&#8217;ENSAL di Lione (FR) e l&#8217;Università di Tokyo (JP).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alle sue attività accademiche, ha maturato una significativa esperienza professionale in vari studi di architettura. A Tokyo ha collaborato con Kengo Kuma and Associates, mentre a Parigi ha lavorato presso LAN Architecture. Questi ruoli hanno abbracciato molteplici funzioni e fasi del processo di progettazione architettonica, arricchendo la sua esperienza in progetti di varie dimensioni e tipologie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attualmente sta conseguendo un dottorato di ricerca in Architettura, Storia e Design presso il Politecnico di Torino, sotto la supervisione di Elena Vigliocco. La sua ricerca si concentra sull&#8217;analisi del riutilizzo e della dismissione dei beni patrimoniali “produttivi”, in particolare quelli in fase di abbandono o che si avvicinano alla fine del loro ciclo di vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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