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	<title>urbanistica - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 20 Apr 2026 13:27:21 +0000</lastBuildDate>
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	<title>urbanistica - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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		<title>Intervista sul Piano Regolatore di Torino, a Rai 3</title>
		<link>https://full.polito.it/talkmedia/intervista-di-rai3-a-loris-servillo-sul-piano-regolatore-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 12:39:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>17 aprile 2026 &#8211; a &#8220;Buongiorno Regione&#8221; su Rai 3 Loris Servillo parla del nuovo Piano regolatore generale di Torino, al momento approvato in forma preliminare.</p>
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<p>17 aprile 2026 &#8211; a &#8220;Buongiorno Regione&#8221; su Rai 3 Loris Servillo parla del nuovo Piano regolatore generale di Torino, al momento approvato in forma preliminare.</p>



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		<item>
		<title>Matematica della morfologia urbana</title>
		<link>https://full.polito.it/research/matematica-della-morfologia-urbana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2025 10:33:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le transizioni morfologiche dei quartieri storici non sono un semplice processo di ricostruzione fisica, ma una struttura generativa in cui logiche istituzionali, comportamenti sociali e usi dello spazio sono continuamente intrecciati e negoziati in una rete multi-scalare. Questo studio si concentra sul nodo cruciale tra “come evolve la morfologia” e “come tale evoluzione viene socializzata”, [&#8230;]</p>
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<p>Le transizioni morfologiche dei quartieri storici non sono un semplice processo di ricostruzione fisica, ma una struttura generativa in cui logiche istituzionali, comportamenti sociali e usi dello spazio sono continuamente intrecciati e negoziati in una rete multi-scalare. Questo studio si concentra sul nodo cruciale tra “come evolve la morfologia” e “come tale evoluzione viene socializzata”, e propone un nuovo paradigma di ricerca che integra modellazione basata sulla teoria dei grafi, analisi morfologica e interpretazione socio-spaziale, costruendo in modo sistematico un modello cross-scale e un meccanismo dell’evoluzione della morfologia urbana, usando la rete topologica come supporto e l’evoluzione strutturale come linea guida principale. Proponiamo un nuovo paradigma di ricerca che integra modellazione secondo la teoria dei grafi e interpretazione socio-spaziale, utilizzando la rete topologica come “vettore” e l’evoluzione strutturale come filo conduttore, e costruendo sistematicamente un quadro analitico per la modellazione cross-scale della morfologia urbana e l’identificazione dei meccanismi.</p>



<p>Nello specifico, la ricerca prende come caso centrale l’isolato storico di Xiaoxihu a Nanchino e propone il Modello di Rete Topologica Cross-Scale per costruire una struttura spaziale multilivello che copre nodi stradali, spazi di soglia davanti alla porta (front-door spaces), nodi di cortile e nodi delle stanze funzionali. Attraverso l’analisi di dati storici e la ricostruzione sul campo, abbiamo ricostruito sei fasi morfologiche di sei lotti rappresentativi (Lotti 1–6) di Xiaoxihu dagli anni ’30 agli anni 2010 e, di conseguenza, abbiamo elaborato mappe di topologia di rete cross-scale e mappe J-Graph per quantificare la profondità strutturale, le relazioni di accoppiamento tra nodi e i cambiamenti dei percorsi di collegamento.</p>



<p>Su questa base, il lavoro propone il Grado di Evoluzione Strutturale (Structure Evolution Degree, SED), che misura l’evoluzione della rete in serie temporale su tre dimensioni: variazione delle tipologie di nodo, perturbazione della profondità dei percorsi e riorganizzazione delle funzioni spaziali. Invece di basarsi sull’analisi del campo visivo, il SED si fonda sulle caratteristiche strutturali del grafo per catturare la “tensione strutturale” del processo evolutivo urbano. Ancora, invece di affidarsi all’analisi del campo visivo, il SED usa le caratteristiche strutturali del grafo per cogliere la “tensione strutturale” e la “rottura sistemica” nel processo di evoluzione urbana.</p>



<p>Per spiegare più a fondo il meccanismo sociale che sta dietro l’evoluzione spaziale, la ricerca introduce il Quadro a Grafo Multistrato (Multi-layered Graph Framework), che costruisce un modello strutturale triangolare composto da Livello della Morfologia Urbana, Livello dell’Interazione e Livello del Comportamento Sociale, e identifica i meccanismi sociali alla base dell’evoluzione spaziale. Introduciamo il Quadro a Grafo Multistrato per costruire un modello triangolare formato da “Urban Morphology Layer”, “Interaction Layer” e “Social Behavior Layer”, al fine di individuare i “Sottografi Chiave” generati dalle forze sociali incorporate nella struttura spaziale, e sviluppare in modo sistematico l’analisi del “Livello della Morfologia Urbana” e del “Livello del Comportamento Sociale”. Lo studio identifica i “Sottografi Chiave” generati dall’incorporazione delle forze sociali nella struttura spaziale e sviluppa sistematicamente una spiegazione di mappatura sociale di “come cambia lo spazio”.</p>



<p>Sul piano teorico, lo studio integra la teoria della “produzione dello spazio” di Lefebvre, la teoria di Bourdieu su “habitus e campo” e il concetto foucaultiano di “meccanismo spaziale del potere” per costruire una struttura a grafo che spieghi i percorsi di codifica della regolazione istituzionale, dell’habitus dei residenti e della negoziazione comunitaria nello spazio nodale. L’analisi dei meccanismi del Lotto 3 e del Lotto 5 mostra che il processo di ricostruzione spaziale di Xiaoxihu presenta un sistema ibrido di meccanismi composto da Permanenza, Variazione e Permutazione, e che la sua evoluzione non è lineare, ma consiste piuttosto in molteplici meccanismi sociali concentrati su nodi come lo spazio di soglia davanti alla porta, le giunzioni di cortile e i percorsi delle stanze funzionali, formando risposte strutturali nella mappa topologica.</p>



<p>Sul piano metodologico, questo studio colma la frattura di percorso tra approcci tipologici e strutturalisti e propone un sistema strutturale a grafo utilizzabile per l’analisi delle trasformazioni spaziali, l’identificazione dei meccanismi sociali e la previsione di strategie progettuali; un sistema che serve sia l’analisi micro dei nodi sia (potenzialmente) la traduzione in modelli di machine learning (ad es. reti neurali su grafi, graph neural networks).</p>



<p>Sul piano empirico, lo studio ricostruisce la mappatura topologica di Xiaoxihu in sei fasi e analizza in modo comparato l’andamento del SED, i tipi P/V/P e le sotto-mappe chiave dei lotti tipici, per rivelare le risposte topologiche dei comportamenti dei residenti, del trasferimento dei diritti di proprietà e degli interventi istituzionali nella struttura spaziale, offrendo percorsi concreti per capire come la “realtà” venga generata e riconosciuta nella gerarchia spaziale. Questo fornisce un percorso concreto per comprendere come la “realtà sociale” venga generata e riconosciuta nella gerarchia spaziale.</p>



<p>In sintesi, il sistema metodologico di “struttura a grafo cross-scale + modellazione dei meccanismi sociali” proposto in questa ricerca non solo amplia la cassetta degli attrezzi della ricerca sulla morfologia urbana, ma fornisce anche basi teoriche e un quadro tecnico per l’identificazione di strategie spaziali e l’espressione dei meccanismi di negoziazione in scenari futuri di governance comunitaria, rigenerazione urbana, progettazione partecipata e generazione intelligente della morfologia.</p>
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		<item>
		<title>Visioni strategiche per la città di Aosta</title>
		<link>https://full.polito.it/research/visioni-strategiche-per-la-citta-di-aosta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 10:25:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino ha avviato da tempo un rapporto di collaborazione con l’amministrazione della città di Aosta, finalizzato a esplorare scenari strategici di sviluppo fisico della città, con una particolare attenzione su una serie di aree di trasformazione. I lavori hanno esordito con un progetto di rigenerazione urbana [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino ha avviato da tempo un rapporto di collaborazione con l’amministrazione della città di Aosta, finalizzato a esplorare scenari strategici di sviluppo fisico della città, con una particolare attenzione su una serie di aree di trasformazione. I lavori hanno esordito con un progetto di rigenerazione urbana del Quartiere Cogne &#8211; storico distretto operaio della città – il quale ha consentito di ottenere, tramite il bando nazionale PINQuA del MIT, un finanziamento di 15M€ per la trasformazione del quartiere.</p>



<p>In seguito l’attenzione si è spostata sul quartiere Dora, area residenziale a est della città consolidata, sul quale le esplorazioni progettuali condotte hanno consentito alla municipalità di programmare e mettere a sistema una serie di operazioni riguardanti nuovi servizi scolastici e la riqualificazione di alcuni spazi pubblici.</p>



<p>A valle delle due esperienze puntuali l’amministrazione ha quindi richiesto al gruppo di lavoro, congiuntamente a FULL di produrre un documento di visione strategica sul futuro della città, a supporto del processo di Riconsiderazione del PRGC, in corso di redazione.</p>



<p>Il lavoro di ricerca, attualmente in svolgimento, considera non più soltanto alcune aree di trasformazione, ma ha l’obiettivo di fornire alla città una nuova interpretazione delle dinamiche urbane in corso, in grado di collocare le singole operazioni di trasformazione all’interno di un quadro strategico coerente, che integra delle esplorazioni a scala microurbana su alcuni luoghi di attenzione specifica, quali la “Porta Sud” della città, l’Area Megalitica, i complessi sportivi.</p>
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		<item>
		<title>Una metodologia completa per rilevare, classificare e confrontare isolati urbani con l&#8217;intelligenza artificiale</title>
		<link>https://full.polito.it/research/una-metodologia-completa-per-rilevare-classificare-e-confrontare-isolati-urbani-con-lintelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2024 15:24:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questa ricerca nasce da due considerazioni importanti sull’evoluzione dell’architettura e del design. In primo luogo, negli ultimi anni si è registrato un interesse crescente nello studio della forma urbana, grazie alla maggiore accessibilità a dati geografici e strumenti di mappatura. In secondo luogo, i più recenti progressi nel machine learning hanno messo a disposizione dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Questa ricerca nasce da due considerazioni importanti sull’evoluzione dell’architettura e del design. In primo luogo, negli ultimi anni si è registrato un interesse crescente nello studio della forma urbana, grazie alla maggiore accessibilità a dati geografici e strumenti di mappatura. In secondo luogo, i più recenti progressi nel machine learning hanno messo a disposizione dei ricercatori una gamma di strumenti innovativi. Alla luce di questi sviluppi, lo studio mira a definire una metodologia completa e sistematica per identificare e analizzare la forma urbana tramite l’applicazione di tecniche di machine learning.</p>



<p>L’emergere della morfologia urbana come filone distinto nella letteratura architettonica, incentrato su componenti fondamentali come strade, edifici e isolati, costituisce il contesto di riferimento di questa ricerca. Tra questi elementi, gli isolati urbani rivestono un ruolo cruciale per la loro posizione centrale e per le interazioni con le altre componenti. La ricerca si concentra sugli isolati urbani, in particolare sulla loro individuazione e classificazione mediante tecniche di machine learning. Approfondisce inoltre l’interazione tra morfologia urbana e progressi nell’intelligenza artificiale (IA), con l’obiettivo di integrare questi ambiti per ottenere una comprensione più profonda degli elementi della forma urbana.</p>



<p>Oltre al capitolo introduttivo, lo studio è organizzato in tre parti distinte, ciascuna con un focus e obiettivi specifici. La prima parte è dedicata allo sviluppo di un quadro teorico sulla mappatura della morfologia urbana in relazione alle applicazioni dell’IA, sottolineando il cambiamento contemporaneo verso approcci quantitativi e guidati dai dati nell’analisi della forma urbana. Questa parte approfondisce la quantificazione della forma urbana, il ruolo degli studi data-driven nell’analisi urbana e l’impatto determinante dell’IA e delle tecnologie di telerilevamento in questo campo. Presenta inoltre una rassegna ampia delle diverse definizioni presenti in letteratura e introduce un nuovo approccio sistematico per definire questo concetto. Questa parte comprende i capitoli 1 e 2.</p>



<p>La seconda parte, che rappresenta il nucleo della tesi, è centrata sull’applicazione del modello e propone un flusso di lavoro dettagliato, un impianto analitico e indicazioni sul processo di estrazione, entrando nello specifico dell’applicazione di un modello basato su deep learning per l’individuazione e la classificazione degli isolati urbani. Questa parte comprende il capitolo 3.</p>



<p>La parte finale si concentra sull’applicazione pratica del metodo sviluppato in questo studio. Approfondisce la classificazione degli isolati urbani, analizzando i risultati ottenuti dall’applicazione del modello in diverse città. Questa sezione esamina l’uso di metriche predefinite, conduce analisi comparative dei cluster sia all’interno delle singole città sia tra città diverse e si estende al confronto tassonomico tra due approcci: quello convenzionale, in cui gli isolati sono definiti in base agli elementi che li compongono (strade, lotti, edifici) e classificati in base a forma e dimensione, e l’approccio guidato dall’IA. Inoltre, include una discussione approfondita sulla fattibilità e sulle implicazioni di questo approccio, offrendo così spunti utili sul futuro punto di incontro tra morfologia urbana e machine learning. Questa parte comprende i capitoli 4 e 5.</p>



<p>La ricerca utilizza immagini satellitari ad alta risoluzione, in grado di catturare uno spettro ampio e diversificato di forme urbane provenienti da città in Europa, America e Asia. Queste immagini vengono etichettate con precisione per creare un dataset di addestramento, elemento indispensabile nelle applicazioni di machine learning. Infatti, il presupposto del supervised machine learning consiste nell’addestrare un modello su un sottoinsieme di dati per i quali sono note le variabili di interesse, ossia quelle da prevedere. In questo studio, il dataset di addestramento comprende una vasta raccolta di immagini di forme urbane, in cui l’isolato urbano — la principale variabile di interesse — è esplicitamente identificato e marcato dal ricercatore. Una volta che il modello ha “imparato” da questo insieme di dati, può essere utilizzato per prevedere la presenza o l’assenza di isolati urbani in dati mai visti prima, nei quali la variabile di interesse è inizialmente sconosciuta.</p>



<p>Gli esiti di questo studio delineano un percorso complessivo per i ricercatori urbani finalizzato a individuare e classificare le forme urbane. I risultati includono lo sviluppo di una tassonomia e un’analisi dettagliata dei suoi indicatori, fondata sulla letteratura di riferimento. Oltre ai contributi concettuali, i risultati preliminari offrono un’anticipazione degli esiti dell’addestramento e della valutazione del modello di supervised machine learning utilizzato per la previsione e la classificazione degli isolati urbani. La ricerca rappresenta un avanzamento significativo nell’integrazione di tecniche di IA e machine learning con le pratiche di morfologia urbana, ponendo le basi per una nuova traiettoria di studi futuri in questo ambito di intersezione. Lo studio non solo contribuisce ai quadri teorici, ma fornisce anche indicazioni operative, mostrando il potenziale delle tecnologie avanzate nel ridefinire le metodologie di ricerca urbana.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La pianificazione strategica di ambito fluviale. Possibili approcci e opportunità trasformative per il contesto torinese</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/la-pianificazione-strategica-di-ambito-fluviale-possibili-approcci-e-opportunita-trasformative-per-il-contesto-torinese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2024 12:59:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino presenta una mostra che, insieme a un amplissimo progetto territoriale, intende approfondire il tema della crisi climatica, offrendo una visione sinottica dei cambiamenti millenari lungo il percorso del fiume Po, paradigma di quanto sta avvenendo su scala mondiale. Il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino presenta una mostra che, insieme a un amplissimo progetto territoriale, intende approfondire il tema della crisi climatica, offrendo una visione sinottica dei cambiamenti millenari lungo il percorso del fiume Po, paradigma di quanto sta avvenendo su scala mondiale.</p>



<p>Il progetto nasce in dialogo con l’Assessorato alla Cura della città, Verde Pubblico e sponde fluviali della Città di Torino e dalla collaborazione tra Palazzo Madama e fondamentali partner nazionali, da sempre impegnati sui temi della conservazione e tutela ambientale, in primis l’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po (ABDPO) e l’Agenzia Interregionale per il fiume Po (A.I.Po) insieme alle Riserve della Biosfera del Po, oggi unite nella Riserva MaB UNESCO Po Grande. Accanto a essi gli interpreti torinesi, dal Politecnico di Torino all’Università degli Studi di Torino, allo European Research Institute che quotidianamente portano avanti la ricerca e lo studio del Po e dell’acqua in generale da prospettive disciplinari diverse, e con la media partnership di Rai Radio3.</p>



<p>Affrontando i temi essenziali del cambiamento climatico in un’esposizione che intesse un racconto visivo tutto sviluppato nell’interazione tra grande pittura e fotografia, illustrazione e infografica capaci di narrare il paesaggio italiano nella sua complessità e articolazione, dalle Alpi al mare, il progetto espositivo punta l’attenzione sul tema dell&#8217;acqua e in particolare sul nostro Grande Fiume, che da millenni determina il paesaggio e la vita della popolazione, è via di comunicazione ma anche supporto essenziale per le attività agricole e industriali, ed esplora le conseguenze e analizza le potenziali soluzioni messe in atto sul territorio dai diversi enti di ricerca e di tutela del Po.</p>



<p>652 chilometri di lunghezza, 141 affluenti, quasi 87.000 chilometri quadrati di bacino idrografico, 19.850.000 di abitanti, il 37% della produzione agricola italiana, il 55% dell’industria zootecnica nazionale: il Po e il bacino padano, dove si produce il 40% del PIL nazionale, costituiscono una delle aree con la più alta concentrazione di popolazione, industrie e attività commerciali a livello europeo.</p>



<p>Questo incredibile sviluppo è stato reso possibile grazie alla storica stabilità e abbondanza della portata delle acque del maggior fiume d’Italia, che provengono da innumerevoli fonti e processi naturali diversificati – sorgenti montane, fusione nivale, ghiacciai, grandi laghi e risorgive di pianura – ma che negli ultimi decenni hanno visto un significativo mutamento, portando a un fenomeno di crisi che si sta verificando ovunque a livello globale.</p>



<p>Proprio per le sue peculiarità e per il suo portato di memoria, di stratificazione storica e di paesaggi, il Po – romano e pagano, bizantino e longobardo, feudale e delle signorie, delle campagne e delle città, romantico, agricolo, industriale, turistico e cinematografico – è capace di restituire in maniera emblematica e chiaramente percepibile la crisi climatica e i suoi effetti: la fisionomia del pianeta sta cambiando più rapidamente di quanto abbia fatto negli ultimi millenni ed è ormai dimostrato il ruolo che gli esseri umani hanno esercitato in questo processo.</p>



<p>La mostra Change! ha l’obiettivo di descrivere questi cambiamenti, offrendo occasioni di riflessione sulla crisi e sui possibili scenari di adattamento ad essa, ma anche di esortare all’azione e alla presa di coscienza: è tempo di agire.</p>



<p>Change!, curata da Tiziana Caserta, Anna La Ferla e Giovanni C.F. Villa, è accompagnata da un catalogo, edito da Silvana Editoriale, con contributi &#8211; fra gli altri &#8211; di studiosi dell’Università degli Studi di Torino, dell’Università degli Studi di Bergamo, del Politecnico di Torino, del Politecnico di Milano, dell’ENEA, di Slow Food, di Adaptation.it e di Mondoserie.it.</p>



<p>Change! Ieri, oggi, domani. Il Po. (Milano: Silvana Editoriale, 2024), ISBN 978-88-3665-882-4: 170-179, catalogo della mostra Change! tenuta a Palazzo Madama, Torino.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Torino e i suoi fiumi</title>
		<link>https://full.polito.it/research/torino-e-i-suoi-fiumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Feb 2024 15:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto di ricerca Torino e i suoi fiumi nasce dalla collaborazione tra Politecnico di Torino, Comune di Torino e Compagnia di San Paolo, con l’obiettivo di ripensare il ruolo del sistema fluviale nella trasformazione contemporanea della città. La ricerca parte dall’assunto che i quattro fiumi torinesi — Po, Dora Riparia, Stura di Lanzo e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il progetto di ricerca <strong>Torino e i suoi fiumi</strong> nasce dalla collaborazione tra <strong>Politecnico di Torino</strong>, <strong>Comune di Torino</strong> e <strong>Compagnia di San Paolo</strong>, con l’obiettivo di ripensare il ruolo del sistema fluviale nella trasformazione contemporanea della città. La ricerca parte dall’assunto che i quattro fiumi torinesi — <strong>Po</strong>, <strong>Dora Riparia</strong>, <strong>Stura di Lanzo</strong> e <strong>Sangone</strong> — costituiscano un insieme di aste ecologiche che attraversano il tessuto urbano e lo connettono al territorio metropolitano circostante. In questa prospettiva, il sistema fluviale rappresenta una infrastruttura ambientale di grande rilevanza, capace di contribuire in modo significativo al contrasto al cambiamento climatico, alla rigenerazione ecologica e al miglioramento della qualità della vita degli abitanti e dei fruitori della città.</p>



<p class="has-text-align-left">Partendo dall’elaborazione di un quadro analitico del sistema fluviale torinese, il progetto si propone di <strong>identificare scenari trasformativi</strong> per i contesti fluviali della città.<br>Tali scenari sono intesi come strumento in grado di svelare <strong>potenzialità progettuali</strong>, traducendole in una <strong>visione d’insieme</strong> capace di dirigere <strong>sviluppi coerenti e coordinati</strong>.</p>



<p>La ricerca ha tre macro-obiettivi:</p>



<p>(1) Riportare l’attenzione sul&nbsp;<strong>patrimonio naturale della città</strong>, inteso anche come dispositivo di&nbsp;<strong>risposta agli effetti del cambiamento climatico</strong>;</p>



<p>(2) Strutturare una&nbsp;<strong>nuova narrativa per la città</strong>, attraverso la&nbsp;<strong>descrizione sistemica</strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>valorizzazione</strong>&nbsp;delle&nbsp;<strong>componenti</strong>&nbsp;che caratterizzano ciascuna asta fluviale;</p>



<p>(3) Fornire un&nbsp;<strong>quadro interpretativo</strong>&nbsp;utile al rinnovamento delle&nbsp;<strong>pratiche di programmazione e sviluppo</strong>&nbsp;della Città di Torino.</p>



<p>Il lavoro esamina un tema complesso, affrontando il rapporto tra <strong>edificato e aree fluviali</strong>, la <strong>dimensione ecosistemica</strong> e la definizione di <strong>scenari trasformativi</strong>.</p>



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<p>La ricerca assume che i quattro fiumi di Torino, intesi come aste ecologiche che connettono la città al territorio metropolitano, possano svolgere un ruolo cruciale nel contrasto al cambiamento climatico e nel miglioramento della qualità della vita urbana. Lo studio indaga il potenziale del <strong>“Pettine Blu”</strong> con l’obiettivo di definire una strategia per rafforzarne il ruolo ecologico, sociale ed economico. Attraverso tre lenti interpretative — <strong>città ecologica, città ereditata e città del loisir</strong> — la ricerca individua una sequenza di azioni per riattivare il potenziale inespresso delle aste fluviali e rinnovare la relazione tra nucleo urbano e territorio metropolitano.</p>



<p>Il quadro degli interventi proposto valorizza e rinnova ambiti esistenti che finora hanno avuto un ruolo marginale nelle politiche urbane, attribuendo a ciascuno una funzione coerente con le proprie caratteristiche e capace di generare effetti positivi sull’intera città. La ricerca si traduce infine in <strong>nove proiezioni strategiche</strong>, che ridefiniscono la narrazione dei quattro fiumi torinesi e individuano nuove centralità urbane, riaffermando il legame tra risorse naturali, paesaggio costruito e sviluppo della città nel suo rapporto con il territorio circostante.</p>



<p>Nel corso della storia urbana torinese, i fiumi hanno svolto ruoli molteplici e mutevoli: risorsa strategica per lo sviluppo produttivo e industriale, elemento strutturante della forma urbana, ma anche margine urbano progressivamente marginalizzato da infrastrutture, processi di urbanizzazione e trasformazioni economiche. La ricerca propone quindi di rileggere queste aste fluviali come un sistema integrato — definito <strong>“Pettine Blu”</strong> — che possa diventare una delle principali chiavi interpretative e progettuali per la Torino contemporanea. L’obiettivo è individuare strategie e azioni capaci di rinnovarne il ruolo ecologico, sociale ed economico, valorizzando il loro potenziale come corridoi ambientali e spazi di relazione tra città e territorio.</p>



<p>L’analisi si sviluppa attraverso le tre già citate prospettive interpretative — città ecologica, città ereditata e città del loisir — che consentono di osservare il sistema fluviale da punti di vista differenti e complementari. La lente della <strong>città ecologica</strong> mette in evidenza il ruolo dei fiumi come infrastrutture naturali in grado di rafforzare la resilienza ambientale urbana, migliorare la biodiversità e contribuire ai processi di adattamento climatico. La prospettiva della <strong>città ereditata</strong> analizza invece il rapporto tra fiumi, patrimonio costruito e processi storici di trasformazione della città, mettendo in luce come il paesaggio fluviale sia il risultato di una stratificazione di pratiche, infrastrutture e morfologie urbane. Infine, la lente della <strong>città del loisir </strong>esplora il potenziale dei fiumi come spazi di fruizione pubblica, tempo libero e socialità, evidenziando il ruolo che questi luoghi possono svolgere nella costruzione di nuove forme di abitabilità urbana.</p>



<p>A partire da queste tre prospettive, la ricerca individua <strong>una serie di ambiti strategici lungo i corsi d’acqua</strong> e propone una sequenza di azioni orientate alla riattivazione del potenziale oggi inespresso del sistema fluviale. Il palinsesto complessivo degli interventi si concentra in particolare su contesti urbani esistenti che, pur possedendo caratteristiche rilevanti dal punto di vista ambientale, paesaggistico o sociale, hanno finora avuto un ruolo marginale nelle politiche urbane e negli investimenti pubblici. La proposta metaprogettuale elaborata suggerisce che ciascuno di questi ambiti possa assumere una funzione specifica coerente con il proprio carattere territoriale e, allo stesso tempo, generare effetti positivi sull’intero sistema urbano.</p>



<p>Il lavoro di ricerca conduce infine alla definizione di <strong>nove proiezioni strategiche</strong>, intese come possibili traiettorie di trasformazione del sistema dei fiumi torinesi. Queste proiezioni derivano da un ripensamento complessivo della narrativa urbana legata ai corsi d’acqua e dalla scoperta di nuove potenziali centralità lungo il loro tracciato. Il metaprogetto mette così a fuoco alcuni caratteri strutturali della città attraversata dai fiumi, riconoscendo il valore del rapporto tra risorse naturali ed ecologiche e paesaggio costruito, sedimentato nel tempo attraverso processi storici e trasformazioni urbane. In questa prospettiva, la ricerca propone di riaffermare il legame storico tra Torino e il territorio circostante, aggiornando in chiave contemporanea l’idea — già presente nella visione barocca della città — di un sistema urbano in cui forma della città e paesaggio naturale sono profondamente interconnessi.</p>
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		<title>Laboratorio &#8220;la nostra città del futuro&#8221; con il Liceo artistico Passoni</title>
		<link>https://full.polito.it/agenda/laboratorio-la-nostra-citta-del-futuro-con-il-liceo-artistico-passoni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2023 16:32:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il centro FULL ha sostenuto la progettazione e realizzazione di una settimana di lavoro laboratoriale (20-24 marzo) rivolta a studenti di scuole superiori sul tema “La nostra città del futuro”. Nel corso di questa iniziativa, sviluppata in collaborazione al Liceo Artistico Passoni nell&#8217;ambito del progetto Erasmusplus KA122, gli studenti di Torino hanno lavorato insieme a [&#8230;]</p>
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<p>Il centro FULL ha sostenuto la progettazione e realizzazione di una settimana di lavoro laboratoriale (20-24 marzo) rivolta a studenti di scuole superiori sul tema “La nostra città del futuro”. Nel corso di questa iniziativa, sviluppata in collaborazione al Liceo Artistico Passoni nell&#8217;ambito del progetto Erasmusplus KA122, gli studenti di Torino hanno lavorato insieme a due classi ospiti provenienti da Spagna e Germania.<br>Il workshop si è svolto nel corso di quattro pomeriggi di lavoro. Il primo giorno alle ragazze e ai ragazzi partecipanti è stato introdotto il contesto torinese con una lezione sulla storia urbana e architettonica di Torino. A seguire ad ogni gruppo è stato assegnato un esercizio progettuale in uno dei 13 siti selezionati nell’area Aurora-Lungo Dora ed è stato fornito il “kit” di lavoro necessario allo svolgimento dell’attività. Il giorno successivo gli studenti hanno visitato e analizzato i luoghi a loro assegnati annotandone le caratteristiche essenziali con appunti scritti, disegni e foto. Il terzo giorno ogni gruppo ha sviluppato, discusso ed elaborato alcune idee chiave per la trasformazione dei siti, sintetizzando la propria proposta nella mappa e nella fanzine di progetto. Il quarto ed ultimo giorno, infine, gli esiti del lavoro sono stati presentati e commentati collettivamente nella palestra del Liceo Passoni, andando ad assemblare i progetti in una nuova visione per la Torino “del futuro”.</p>
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		<title>Alla scoperta della città dimenticata</title>
		<link>https://full.polito.it/agenda/alla-scoperta-della-citta-dimenticata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2023 16:10:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>CAMMINATA URBANA con I.P.S.I.A. “Dalmazio Birago” in Barriera di Milano Serrande abbassate, negozi svuotati, vecchi avvisi sulla porta di un uscio chiuso, marciapiedi senza passanti e giardini pubblici senza bambini. Perché a volte le strade, gli edifici o luoghi che dovrebbero essere per tutti ci sembrano dimenticati? Impara a leggere gli spazi della città, e [&#8230;]</p>
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<p>CAMMINATA URBANA con I.P.S.I.A. “Dalmazio Birago” in Barriera di Milano</p>



<p>Serrande abbassate, negozi svuotati, vecchi avvisi sulla porta di un uscio chiuso, marciapiedi senza passanti e giardini pubblici senza bambini. Perché a volte le strade, gli edifici o luoghi che dovrebbero essere per tutti ci sembrano dimenticati? Impara a leggere gli spazi della città, e scopri con noi come le città si possono trasformare per diventare più belle e accoglienti.</p>



<p>Un evento di European Researchers Night.</p>



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		<title>Piccole e medie città in Danimarca.</title>
		<link>https://full.polito.it/research/small-and-medium-sized-towns-in-denmark/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2022 14:01:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Abstract Alla ricerca di nuove attività e attrazioni per mantenere vivi i centri città e sviluppare aree urbane attrattive. Questo studio fornisce conoscenze e prove a sostegno dello stato e dello sviluppo delle SMST in Danimarca utilizzando set di dati dettagliati e conducendo un&#8217;analisi approfondita del contesto locale . Sulla base di un&#8217;analisi quantitativa basata [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Abstract</h2>



<p>Alla ricerca di nuove attività e attrazioni per mantenere vivi i centri città e sviluppare aree urbane attrattive.</p>



<p>Questo studio fornisce conoscenze e prove a sostegno dello stato e dello sviluppo delle SMST in Danimarca utilizzando set di dati dettagliati e conducendo un&#8217;analisi approfondita del contesto locale . Sulla base di un&#8217;analisi quantitativa basata sui dati, descrive le caratteristiche principali delle SMST in Danimarca, come differiscono l&#8217;una dall&#8217;altra e quale ruolo svolgono vari aspetti, tra cui il turismo e i servizi. Inoltre, presenta un breve aggiornamento della ricerca sulle SMST e una sintesi delle recenti politiche danesi relative alle SMST. Infine, fornisce prospettive sulle SMST danesi nel contesto politico europeo.</p>
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		<title>#8 &#8211; Coding Tur(i)n</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/coding-turin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Sep 2022 14:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il secondo quaderno legato al progetto Re-Coding raccoglie le proposte operative per la rappresentazione e la narrazione del sistema regolativo urbano della città di Torino. Lo sviluppo di una infrastruttura digitale all’interno della quale integrare l’accesso al sistema regolativo, la rappresentazione chiara dei suoi contenuti, la costruzione di un racconto delle previsioni di piano che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il secondo quaderno legato al progetto Re-Coding raccoglie le proposte operative per la rappresentazione e la narrazione del sistema regolativo urbano della città di Torino.</p>



<p>Lo sviluppo di una infrastruttura digitale all’interno della quale integrare l’accesso al sistema regolativo, la rappresentazione chiara dei suoi contenuti, la costruzione di un racconto delle previsioni di piano che ricomponga progettualità in atto sono le ipotesi da cui muove questo lavoro per rafforzare il ruolo del sistema regolativo come strumento abilitante per progetto della città futura. La raccolta di azioni che ne consegue, per quanto non sistematica, è costruita nel tentativo di toccare nodi del sistema regolativo, la cui modifica può portare a innovazioni sostanziali negli usi e nelle forme della città.</p>
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