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	<title>economia - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 24 Apr 2026 13:17:54 +0000</lastBuildDate>
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	<title>economia - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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		<title>Internazionalizzazione degli investimenti dei business angel: il ruolo dell&#8217;esperienza degli investitori</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/internationalization-of-business-angel-investments-the-role-of-investor-experience/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2022 09:55:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In questo studio esaminiamo la propensione dei business angel (BA) a investire all&#8217;estero e il ruolo svolto dall&#8217;esperienza imprenditoriale e di investimento. Per indagare la propensione dei BA a internazionalizzare i propri investimenti, studiamo le operazioni transfrontaliere e gli investimenti culturalmente distanti. Utilizzando un campione internazionale di operazioni di BA statunitensi ed europei, abbiamo riscontrato [&#8230;]</p>
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]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">In questo studio esaminiamo la propensione dei business angel (BA) a investire all&#8217;estero e il ruolo svolto dall&#8217;esperienza imprenditoriale e di investimento. Per indagare la propensione dei BA a internazionalizzare i propri investimenti, studiamo le operazioni transfrontaliere e gli investimenti culturalmente distanti. Utilizzando un campione internazionale di operazioni di BA statunitensi ed europei, abbiamo riscontrato che sia l&#8217;esperienza imprenditoriale che quella di investimento individuale favoriscono l&#8217;internazionalizzazione degli investimenti dei BA, in linea con le previsioni basate sulla teoria del bias locale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si divide l&#8217;esperienza in nazionale ed estera, si riscontra che la prima aumenta mentre la seconda diminuisce il bias locale. Quando si separano i BA statunitensi da quelli europei, si riscontra che il background esperienziale dei BA non ha la stessa rilevanza in Europa e negli Stati Uniti: mentre i risultati generali sono confermati in Europa, sia l&#8217;esperienza imprenditoriale che quella di investimento hanno un impatto ridotto negli Stati Uniti. Interpretiamo questi risultati alla luce della ridotta avversione al rischio dei BA statunitensi che abbassa i costi di transazione.</p>
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		<title>Attivare potenzialità</title>
		<link>https://full.polito.it/research/innescare-potenziali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Namitha Manappurath]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 09:25:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In un contesto di disponibilità diffusa ed eterogenea di beni trasformabili nel tessuto urbano, non solo di proprietà del Comune, Future Urban Legacy Lab ha proposto un cambiamento di paradigma. Esso integra l&#8217;analisi della disponibilità d&#8217;uso del patrimonio edilizio comunale con una riflessione sull&#8217;intensità d&#8217;uso, le dinamiche di trasformazione e il potenziale di transizione. Il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In un contesto di disponibilità diffusa ed eterogenea di beni trasformabili nel tessuto urbano, non solo di proprietà del Comune, Future Urban Legacy Lab ha proposto un cambiamento di paradigma. Esso integra l&#8217;analisi della disponibilità d&#8217;uso del patrimonio edilizio comunale con una riflessione sull&#8217;intensità d&#8217;uso, le dinamiche di trasformazione e il potenziale di transizione. Il fenomeno della disponibilità è inteso come un insieme di relazioni dinamiche tra le componenti dello spazio edificato della città (gli edifici, la morfologia dei blocchi e la loro aggregazione) e non come episodi isolati. Questo approccio consente di collocare gli immobili comunali nel quadro più ampio della disponibilità di beni e spazi utilizzabili a Torino e di arricchire l&#8217;interpretazione esaminando anche altri fenomeni urbani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso questo quadro di riferimento, il potenziale di trasformazione dei beni viene definito identificando vari indicatori, in grado di fornire informazioni utili per le valutazioni e le strategie di intervento applicabili a beni di diverso tipo e consistenza, andando oltre l&#8217;ambito delle indagini iniziali effettuate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;interesse del gruppo di ricerca era quello di sviluppare un ragionamento sull&#8217;economia dell&#8217;intensità di utilizzo e sul profilo di rischio associato al potenziale di trasformazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1- Un approccio multidisciplinare</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il centro interdipartimentale dell&#8217;Università Politecnica di Torino, FULL (Future Urban Legacy Lab), attraverso il Dipartimento di Architettura e Design, propone di integrare l&#8217;analisi della disponibilità all&#8217;uso del patrimonio edilizio comunale con una riflessione sull&#8217;intensità di utilizzo, le dinamiche di trasformazione e il potenziale di transizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Torino è un laboratorio che ha prodotto esperienze in grado di fornire una panoramica su questi temi, come TorinoAtlas e le edizioni del rapporto Giorgio Rota, attraverso studi specifici e settoriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un contesto di disponibilità diffusa ed eterogenea di beni trasformabili nel tessuto urbano, non solo di proprietà del Comune, FULL propone un cambiamento di paradigma. Il fenomeno della disponibilità è inteso come un insieme di relazioni dinamiche tra le componenti dello spazio costruito della città (gli edifici, la morfologia dei blocchi e la loro aggregazione) e non come episodi isolati. Questo approccio consente di collocare gli immobili comunali nel quadro più ampio della disponibilità di beni e spazi utilizzabili a Torino e di arricchire l&#8217;interpretazione esaminando anche altri fenomeni urbani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso questo quadro di riferimento, il potenziale di trasformazione dei beni può essere definito identificando vari indicatori, in grado di fornire informazioni utili per le valutazioni e le strategie di intervento applicabili a beni di diverso tipo e consistenza, andando oltre l&#8217;ambito dei singoli casi di studio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;interesse del gruppo di ricerca è quello di sviluppare un ragionamento sull&#8217;economia dell&#8217;intensità di utilizzo e sul profilo di rischio associato al potenziale di trasformazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I processi di rigenerazione possono fallire o non essere avviati nonostante la mobilitazione delle risorse. Riteniamo che la rigenerazione non debba essere prescritta come soluzione unica per tutti gli usi possibili del patrimonio edilizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fallimento è particolarmente utile per codificare il potenziale, consentendo di ricondurre le ragioni alle caratteristiche intrinseche dell&#8217;asset o alle condizioni di gestione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’analisi del patrimonio costruito, FULL fa quindi riferimento a una specifica valutazione economica, richiesta dal bando, che mappa le ‘opzioni reali’, ovvero le possibilità di intraprendere azioni ‘a rischio’ legate al patrimonio, nonché di differirle in attesa di condizioni contestuali più prevedibili o di rinunciarvi del tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il metodo proposto da FULL si basa su un approccio transdisciplinare che prevede un confronto continuo e integrato tra tecniche applicate e competenze economiche, gestionali e progettuali, ripristinando i fenomeni urbani attraverso l&#8217;analisi di grandi quantità di dati e un focus mirato, al fine di riflettere e operare all&#8217;interno della città.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2- Il metodo: misurare, riconoscere, valorizzare</h3>



<p class="wp-block-paragraph">FULL sta sviluppando progetti attinenti alle tematiche sollevate dal bando: preparazione di strategie per la riqualificazione di siti culturali sottoutilizzati, identificandone il potenziale (per la Regione Piemonte); analisi del rapporto tra la distribuzione delle attività commerciali e la forma urbana (con la Camera di Commercio); riorganizzazione dei dati spazializzati su Torino e definizione delle priorità dei codici e dei regolamenti ai fini della rigenerazione (per il Comune di Torino – supporto alla stesura della variante al PRG).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso esperimenti nel campo della rigenerazione di siti inquinati e l&#8217;analisi dei fenomeni urbani, FULL sta inoltre sviluppando piattaforme tecniche per l&#8217;integrazione e l&#8217;interoperabilità dei dati sulla città, funzionali a un contesto di trasformazione del tessuto esistente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla base dell&#8217;esperienza acquisita, FULL propone un metodo di lavoro sviluppato attraverso:</p>



<p class="wp-block-paragraph">– Misurare e rappresentare la disponibilità a partire dal patrimonio comunale, spazializzando il fenomeno e mettendolo in relazione con altre dinamiche di utilizzo dell&#8217;ambiente costruito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">– Riconoscimento i tipi di beni attraverso la classificazione in base alle categorie di distribuzione, costruzione e morfologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">– Descrivere il potenziale delle proprietà disponibili partendo dall&#8217;aggregazione delle possibilità comuni e delle questioni critiche, al fine di proporre strategie di valorizzazione.</p>



<h4 class="wp-block-heading">2.1. Misurazione e rappresentazione delle proprietà disponibili</h4>



<h5 class="wp-block-heading">2.1.1. Spazializzazione dei dati</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Al fine di rappresentare spazialmente il fenomeno della disponibilità all&#8217;uso, FULL propone un sistema integrato tra i dati relativi alle proprietà comunali (che saranno resi disponibili dalla stazione appaltante), gli open data del Comune di Torino e della Città Metropolitana (tra cui Geoportal, Museo Torino, OICT, ISTAT e Smartdatanet-Yucca) e i nuovi dati spaziali elaborati dal centro interdipartimentale, valorizzando così il patrimonio di conoscenze esistente attraverso:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1- Rappresentazioni dettagliate che possono aggiungere dettagli significativi alle analisi esistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">2- Nuove mappature di fenomeni ancora poco mappati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">3- Rappresentazioni che mettono in evidenza fenomeni latenti o inattesi mediante la relazione tra database spazializzati.</p>



<h5 class="wp-block-heading">2.1.2. Identificazione dell&#8217;intensità di utilizzo</h5>



<p class="wp-block-paragraph">FULL propone di estendere il concetto di “disponibilità” agli immobili sottoutilizzati. Attraverso indicatori basati sull&#8217;intensità di utilizzo, sarà possibile mappare non solo gli immobili in disuso, ma anche il grado di utilizzo degli immobili utilizzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al fine di analizzare le proprietà comunali eterogenee, si propone di identificare indicatori specifici di sottoutilizzo per funzione/tipo di bene, partendo dai dati relativi alle proprietà comunali (ad esempio, intensità di utilizzo delle scuole rispetto ai dati demografici e altri indicatori da concordare). L&#8217;intensità di utilizzo consente di prendere in considerazione tutte le proprietà comunali, anche quelle utilizzate solo parzialmente, nella definizione delle strategie di sviluppo.</p>



<h5 class="wp-block-heading">2.1.3. Integrazione delle aree geografiche di disponibilità</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Al fine di interpretare il potenziale degli immobili comunali disponibili, FULL propone di integrare l&#8217;analisi con una geografia dei dati e delle fonti relative ad altri tipi di immobili disponibili (di proprietà privata o di soggetti pubblici diversi dall&#8217;amministrazione). Il centro interdipartimentale sta sviluppando progetti in grado di costruire indicatori di disponibilità d&#8217;uso per specifiche categorie di beni. Attraverso il raffronto dei dati sulle licenze attive con le informazioni sugli edifici (superficie, uso, popolazione stimata) e le loro caratteristiche morfologiche, FULL sta, ad esempio, mappando gli spazi commerciali non utilizzati a Torino. Il centro interdipartimentale sta inoltre sviluppando i dati Airbnb a Torino al fine di consentire l&#8217;esame di fenomeni di utilizzo di immobili residenziali altrimenti invisibili alle analisi demografiche tradizionali.</p>



<h5 class="wp-block-heading">2.1.4. Verifica dei risultati attraverso operazioni di controllo</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Al fine di verificare ed esaminare i risultati delle misurazioni e delle mappature descritte finora, FULL propone di sperimentare l&#8217;integrazione di dati localizzati dettagliati con operazioni di messa a fuoco e messa a punto, mediante:</p>



<p class="wp-block-paragraph">– Analisi dei cambiamenti nella morfologia urbana nel tempo attraverso il confronto tra dati aerei 3D raccolti in momenti successivi e i corrispondenti modelli digitali di superficie (DSM).</p>



<p class="wp-block-paragraph">– Integrazione dei dati localizzati per monitorare l&#8217;effettiva presenza in un determinato luogo (ad esempio, tracciamento GPS aperto degli utenti, celle telefoniche, ecc.).</p>



<p class="wp-block-paragraph">– Aggregazione di input co-generati combinati con dati georeferenziati attraverso strumenti di crowdmapping e mappatura mobile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Commercio al dettaglio urbano</title>
		<link>https://full.polito.it/research/urban-retail/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 18:56:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli esercizi commerciali scelgono la posizione geografica in base a parametri di accessibilità e all&#8217;attrattività delle collocazioni potenziali. In primo luogo, questa ricerca si concentra sulla comprensione e sulla misurazione delle caratteristiche morfologiche delle aree urbane tipiche al fine di fornire un&#8217;interpretazione critica dei modelli commerciali urbani. Inoltre, più che mai, i sistemi di vendita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Gli esercizi commerciali scelgono la posizione geografica in base a parametri di accessibilità e all&#8217;attrattività delle collocazioni potenziali. In primo luogo, questa ricerca si concentra sulla comprensione e sulla misurazione delle caratteristiche morfologiche delle aree urbane tipiche al fine di fornire un&#8217;interpretazione critica dei modelli commerciali urbani. Inoltre, più che mai, i sistemi di vendita al dettaglio urbani tradizionali sono a rischio. Lo shopping online, l&#8217;aumento della concorrenza, la recessione e la saturazione del mercato sono tra le cause di un lento ma costante processo di trasformazione, che porta alla chiusura dei negozi fisici in tutta la città. Se la presenza di spazi vuoti all&#8217;interno del tessuto urbano è di per sé un problema, la chiusura dei negozi è ancora più grave. Questi infatti svolgono un ruolo fondamentale nella vivibilità di una città, contribuendo alla vitalità e all&#8217;attrattività dei quartieri. Inoltre, la chiusura dei rivenditori interferisce negativamente con la sostenibilità economica della città e, quindi, con la sua vitalità. Un problema ancora più grave è rappresentato dagli effetti a catena che potrebbero emergere. Infatti, l&#8217;agglomerazione di spazi vuoti in una periferia tende a spostare altrove i consumatori, che sono più propensi ad acquistare in luoghi attraenti. Questa reazione dei consumatori potrebbe accelerare la chiusura dei negozi ancora attivi nel quartiere, diventato sempre meno piacevole. Pertanto, in secondo luogo, questa ricerca mira a comprendere le dinamiche che portano alla chiusura degli spazi commerciali all&#8217;interno dell&#8217;ambito urbano. Tra gli altri fattori, pesano il commercio online e l&#8217;effetto a catena sopra menzionato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pubblicazioni</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>Using Betweenness metrics to investigate the geographical distribution of retailers in Turin</em>; L. Buzzacchi, P. Leveque, R. Taramino, G. Zotteri; presented at Oxford Retail Futures Conference, Dec 10-12, 2018 – submitted to Environment and Planning B</li>



<li><em>Stores closures generate a ripple effect: an investigation of exit dynamics in the retailing market</em>; L. Buzzacchi, A. De Marco, R. Taramino, G. Zotteri; to be presented at 30th European Conference on Operational Research (EURO 30th), June 23-26, 2019</li>



<li><em>Competitive dynamics between online and offline retailing</em>; L. Buzzacchi, R. Taramino, G. Zotteri</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>SURGE</title>
		<link>https://full.polito.it/research/surge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Namitha Manappurath]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2020 18:59:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>SURGE è un progetto Marie Skłodowska-Curie che affronta il tema della trasformazione urbana guidata dai capitali privati cinesi in Africa. L&#8217;attuale ricerca sulle relazioni afro-cinesi si concentra sui principali investimenti promossi dai governi, come la Belt and Road Initiative, che è l&#8217;esempio più recente della crescente presenza della Cina in Africa. L&#8217;attenzione degli studiosi è [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">SURGE è un progetto Marie Skłodowska-Curie che affronta il tema della trasformazione urbana guidata dai capitali privati cinesi in Africa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attuale ricerca sulle relazioni afro-cinesi si concentra sui principali investimenti promossi dai governi, come la Belt and Road Initiative, che è l&#8217;esempio più recente della crescente presenza della Cina in Africa. L&#8217;attenzione degli studiosi è quindi rivolta allo Stato e alla scala continentale, trascurando gli investimenti privati e provinciali cinesi in Africa e le loro conseguenze sulle città. Si sa molto poco delle operazioni finanziarie non promosse dallo Stato da parte di imprenditori cinesi, o delle risposte delle città africane all&#8217;afflusso di capitali cinesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">SURGE affronta queste lacune conoscitive con un&#8217;etnografia urbana della finanziarizzazione cinese di due città africane che offrono due modelli diversi di coinvolgimento della Cina in Africa: Addis Abeba, per la produzione manifatturiera, e Nairobi, per i servizi ad alto valore aggiunto. La ricerca esplorerà i siti urbani chiave di queste operazioni finanziarie: zone economiche speciali, nuove città, poli tecnologici e complessi residenziali pianificati, tracciando le conseguenze spaziali ed economiche del capitale privato cinese nella creazione dei mondi urbani africani del XXI secolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le relazioni tra la Cina (come Repubblica Popolare Cinese) e l&#8217;Africa risalgono al periodo successivo alla seconda guerra mondiale, quando la politica estera maoista prevedeva il sostegno ai movimenti di liberazione anticoloniali. L&#8217;alleanza tra la Repubblica Popolare Cinese e i paesi africani è stata suggellata da diversi partenariati economici e politici basati sui principi di non interferenza, non condizionalità, uguaglianza e reciproco vantaggio, in netto contrasto con le politiche di aiuto europee e americane. Tuttavia, in seguito alle riforme di mercato di Deng negli anni &#8217;80, l&#8217;impegno cinese in Africa ha assunto una svolta più fortemente economica, soprattutto perché la politica di espansione estera della Cina alla fine degli anni &#8217;90 ha portato con sé la necessità di risorse naturali che i paesi africani potevano facilmente fornire. Da allora, nonostante i principi proclamati di uguaglianza politica e reciproco vantaggio, la presenza economica della Cina è diventata sempre più assertiva. Questo rapporto è stato recentemente confermato dall&#8217;attuale Piano d&#8217;azione di Pechino, che ha lanciato ufficialmente la sezione africana della Belt and Road Initiative (BRI). Nel contesto di questo piano, le città e i porti dell&#8217;Africa orientale diventeranno snodi cruciali che collegheranno la Cina occidentale all&#8217;Europa, attraverso il corridoio “blu” della Via della Seta marittima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste partnership economiche e politiche accelerate hanno suscitato grande interesse nel campo degli studi sullo sviluppo e sulle relazioni internazionali. Numerose pubblicazioni hanno affrontato le differenze e le continuità tra gli investimenti diretti esteri cinesi per lo sviluppo e le forme di impegno economico euro-americane, i pericoli degli investimenti predatori e del debito e i percorsi del capitale cinese orientati alle risorse. Resta da capire come funzionano le operazioni di capitale privato cinese di minore entità in relazione agli investimenti e alle società statali di maggiore entità nel campo delle infrastrutture e dell&#8217;estrazione delle risorse e come queste operazioni siano spazializzate nelle città africane che si trovano sulla Via della Seta marittima del XXI secolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In quanto etnografia qualitativa delle operazioni finanziarie private cinesi, SURGE affronta quindi le seguenti questioni, utilizzando Addis Abeba (Etiopia) e Nairobi (Kenya) come città oggetto di studio:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1- Quali sono le caratteristiche delle operazioni finanziarie cinesi non incluse nel quadro dei principali investimenti statali nell&#8217;ambito della BRI, dell&#8217;AIIB (Asia Infrastructure Investment Bank) o del FOCAC (Forum on China-Africa Cooperation)? In che modo queste operazioni finanziarie accessorie si collegano ai principali investimenti della BRI e dell&#8217;AIIB?</p>



<p class="wp-block-paragraph">2- Come sono distribuite queste operazioni finanziarie ad Addis Abeba e Nairobi (ad esempio, attraverso zone economiche speciali nella prima e attraverso hub tecnologici nella seconda)? Qual è il loro impatto sul tessuto urbano e sulla politica di queste città?</p>



<p class="wp-block-paragraph">3- In che modo queste operazioni finanziarie si collegano alle precedenti forme di sviluppo economico internazionale e al precedente impegno cinese nella costruzione delle città africane?</p>



<p class="wp-block-paragraph">4- In che modo Addis Abeba e Nairobi stanno rispondendo all&#8217;afflusso di capitali privati cinesi, soprattutto per quanto riguarda il loro impegno nei confronti dei principi di giustizia urbana dell&#8217;Obiettivo 11 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite? In che modo queste città stanno rispondendo per attrarre e sfruttare queste operazioni finanziarie?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per rispondere a queste domande empiriche, la ricerca si concentrerà su tre tipologie di investimenti cinesi: zone manifatturiere (soprattutto ad Addis Abeba), capitale di avviamento e venture capital (soprattutto nell&#8217;ecosistema fintech di Nairobi) e investimenti speculativi nel settore immobiliare, soprattutto sotto forma di complessi residenziali pianificati (in entrambe le città).<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Airbnb nella catena finanziaria immobiliare</title>
		<link>https://full.polito.it/research/airbnb-in-the-real-estate-financial-chain-housing-and-policies-in-southern-europepost-crisis-territories/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Namitha Manappurath]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2020 21:54:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le economie delle piattaforme sono una presenza capillare nel sistema economico odierno e, attraverso la trasmissione digitale e l&#8217;espansione fisica, rappresentano una rigenerazione tentacolare della struttura capitalistica. Airbnb, una delle principali piattaforme di affitto peer-to-peer, cattura anche gli asset più redditizi che guidano l&#8217;economia globale, ovvero il mercato immobiliare. La ricerca cerca di comprendere lo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Le economie delle piattaforme sono una presenza capillare nel sistema economico odierno e, attraverso la trasmissione digitale e l&#8217;espansione fisica, rappresentano una rigenerazione tentacolare della struttura capitalistica. Airbnb, una delle principali piattaforme di affitto <em>peer-to-peer</em>, cattura anche gli asset più redditizi che guidano l&#8217;economia globale, ovvero il mercato immobiliare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca cerca di comprendere lo sviluppo di Airbnb nel contesto delle città dell&#8217;Europa meridionale come sviluppo infrastrutturale. L&#8217;analisi comparativa dei dati di Airbnb correlati alle politiche locali di liberalizzazione del mercato immobiliare e degli affitti consente una visione più ampia dello sviluppo di Airbnb in relazione alla tendenza globale della finanziarizzazione degli alloggi, ripercorrendo le conseguenze politiche dell&#8217;urbanizzazione delle piattaforme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che emergerà è un sistema complesso di diversi tipi di infrastrutture che si fondono e funzionano insieme su scale diverse. La ricerca mirava a proporre un approccio sovralocale e trans-scalare che potesse concentrarsi sul ruolo di Airbnb come infrastruttura economica, politica e digitale e inserirlo in una prospettiva politico-economica per comprenderne meglio la struttura e le prestazioni come tendenza globale.</p>
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