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	<title>aree verdi urbane - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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	<description>the Future Urban Legacy Lab</description>
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	<title>aree verdi urbane - FULL | the Future Urban Legacy Lab</title>
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		<title>Torino e i suoi fiumi</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/torino-e-i-suoi-fiumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 14:51:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo rapporto è il frutto di un lavoro che nasce nel 2023, dall’intersezione tra le esigenze strategiche del Comune di Torino, il supporto della Compagnia di San Paolo e le attività di ricerca del centro interdipartimentale FULL – Future Urban Legacy Lab del Politecnico di Torino. In una fase caratterizzata dall’attuazione di programmi di rigenerazione [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Questo rapporto è il frutto di un lavoro che <strong>nasce nel 2023</strong>, dall’intersezione tra le esigenze strategiche del Comune di Torino, il supporto della Compagnia di San Paolo e le attività di ricerca del centro interdipartimentale FULL – Future <em>Urban Legacy</em> Lab del Politecnico di Torino. In una fase caratterizzata dall’attuazione di programmi di rigenerazione urbana sostenuti anche dalle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’Amministrazione comunale ha avviato un ripensamento di alcuni luoghi chiave della città, tra cui il Parco del Valentino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tale contesto si colloca la consegna alla Città del <strong>report di ricerca <em>Valentino masterplan</em></strong>, che ha proposto una riflessione strategica sul ruolo del parco fluviale e, più in generale, sulla relazione tra sistema delle aree verdi e infrastruttura fluviale urbana. La ricerca ha delineato una prospettiva di rinnovamento delle centralità torinesi, suggerendo, in continuità con le trasformazioni degli anni Novanta legate alla Spina Centrale, una nuova stagione di rigenerazione fondata sulla valorizzazione dell’asta del Po, dei parchi e dei beni culturali ad essa connessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo studio si è inserito nel quadro delle politiche promosse dall’Assessorato alla Cura della città, Verde Pubblico, Parchi e Fiumi, intercettando le iniziative relative alla riqualificazione delle sponde e al ripristino della navigabilità del Po. Da qui è emersa l’opportunità di <strong>estendere l’indagine all’intero sistema fluviale torinese</strong>, con l’obiettivo di costruire una narrazione integrata e complementare delle centralità urbane, capace di mettere a sistema il verde urbano ed extraurbano e di valorizzare la struttura “a pettine” dei corsi d’acqua e dei territori adiacenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto ha trovato formalizzazione in un protocollo d’intesa tra Politecnico di Torino e Compagnia di San Paolo, che ne ha sostenuto l’attuazione. Ne è scaturito un programma di lavoro biennale, fondato su un’intensa collaborazione tra Amministrazione comunale e gruppo di ricerca, sotto la supervisione della Fondazione. Il presente rapporto ne restituisce esiti, contenuti e prospettive.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color">NB &#8211; DOWNLOAD A BASSA RISOLUZIONE &#8211;  SCRIVERE PER AVERE IL FILE HR</mark></strong></p>
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		<title>Reciprocity</title>
		<link>https://full.polito.it/agenda/reciprocity/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Sep 2024 14:35:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il rapporto tra natura, spazi pubblici e individui nelle aree urbane, il turismo sostenibile, la gentrificazione e la crescente crisi abitativa, il coinvolgimento delle comunità nella progettazione culturale sono i temi al centro di Reciprocity. Incontri, workshop e interventi artistici per confrontarsi su buone pratiche e sfide del prossimo futuro, per promuovere lo scambio tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto tra natura, spazi pubblici e individui nelle aree urbane, il turismo sostenibile, la gentrificazione e la crescente crisi abitativa, il coinvolgimento delle comunità nella progettazione culturale sono i temi al centro di Reciprocity. Incontri, workshop e interventi artistici per confrontarsi su buone pratiche e sfide  del prossimo futuro, per promuovere lo scambio tra comunità e territori esplorando temi urgenti per una transizione delle città in cui viviamo, a partire dall’analisi dei problemi e delle risorse di Torino e Malaga.<br>Il progetto si svolgerà in due tappe: la prima a Torino, nella sede di Toolbox Coworking (20-21 settembre 2024) e la seconda a Malaga (Marzo 2025).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato da un’idea dell’artista visiva Eva Frapiccini e promosso da Print Club Torino, Reciprocity propone <strong>una riflessione condivisa sui temi della Giusta Transizione</strong> attraverso un approccio multidisciplinare e generativo. Nelle due giornate del 20 e 21 settembre 2024, si svolgeranno talk, dibattiti, workshop gratuiti di serigrafia intorno ai temi citati. Nei due pomeriggi, gli iscritti ai workshop di serigrafia saranno coinvolti nella realizzazione dell’installazione in tessuto ideata da Eva Frapiccini, che sarà esposta sabato 21 settembre.<br><strong>Venerdì 20 settembre </strong>sarà dedicato a ripensare le <strong>aree verdi urbane</strong> e non solo come risorse indispensabili per combattere gli effetti del cambiamento climatico (aumento della temperatura, siccità, ecc.). Torino è una città dal passato industriale, caratterizzata da un interessante patrimonio naturale con un sistema di parchi fluviali, da aree extraurbane non ancora cementificate e dalla vicinanza con il territorio montano, elementi importanti per investire le energie verso produzioni agricola rigenerative e convertire lo sfruttamento industriale in una progettazione ambientale per il futuro e per le nuove generazioni.<br>Dalle 10 alle 13.30 si terranno quattro tavoli tematici con i contributi scientifici di Elena Casetta (LabOnt &#8211; Laboratorio di Ontologia dell’Università di Torino), <strong>Manuela Ronci</strong> (FULL &#8211; Future Urban Legacy Lab del Politecnico di Torino), Alessandro Tempia Valenta (Urban Lab), Ilaria Reposo e Fabio Guida (Graphic Days), Chiara Quinzii (Quinzii Terna Architecture), Stefano Olivari (Orti Generali), Paola Borrione (Fondazione Santagata) e Claudio Marciano (Università di Genova, Forwardto), seguirà il workshop finalizzato alla produzione dell’opera insieme ad Eva Frapiccini in collaborazione con e negli spazi di Print Club Torino.<br>Alle 17.00 verrà proiettato in prima nazionale il video The Rehabilitation of La Casa Invisible—Chapter I a cura del duo artistico Libia Castro e Ólafur Ólafsson. Seguirà rinfresco per i partecipanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>Sabato 21 settembre</strong>, si affronterà il tema dell’<strong>abitare sostenibile</strong>: il diritto alla casa, la co-abitazione e le politiche urbane; a Malaga, se da un lato il processo di gentrificazione e turistificazione ha consumato il quartiere storico della città, dall’altro i cittadini difendono e partecipano alla vita del centro culturale La Casa Invisible, in cui Arte, Architettura, Sviluppo Sostenibile, Impegno Civico e Diritto sono diventati strumenti per un futuro alternativo. Gli altri cinque tavoli vedranno la partecipazione di Silvia Cafora e <strong>Erica Mangione</strong> (FULL – Politecnico di Torino), Tiziana Andina e Carlo Genova (LabOnt – Università di Torino), Karl Krähmer (Fondazione Porta Palazzo), Aurelio Balestra (Toolbox Coworking), <strong>Francesca Bragaglia</strong> (FULL – Politecnico di Torino), Libia Castro (artista), Gemma Medina (Arte Útil), Carlos Sanjuan e Alicia Carrió (Casa Invisible), seguirà un workshop di serigrafia finalizzato alla produzione dell’opera insieme all’artista e alle 18.00 si concluderà l’appuntamento con la presentazione degli esiti del lavoro al pubblico.<br>Durante i lavori dei nove tavoli di discussione, saranno raccolte tra il pubblico le parole che si sono rivelate più significative, o domande aperte, che possono arricchire il dibattito e le attività laboratoriali del pomeriggio. <strong>L’esito sarà un’installazione itinerante in tessuto</strong>, realizzata con i partecipanti ai workshop che si terranno a Torino e Malaga. <strong>L’opera sarà esposta presso Toolbox Coworking al termine della tappa torinese, e presso la Casa Invisible di Malaga a Marzo 2025, in occasione del secondo workshop</strong> di produzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Reciprocity è un’idea di Eva Frapiccini e un progetto di Print Club Torino.<br>In collaborazione con il duo artistico Libia Castro &amp; Ólafur Ólafsson, Fundaciòn de los Comunes, La Casa Invisible, Asociación de Arte Útil, FULL – Politecnico di Torino, LabOnt – Università di Torino, Toolbox Coworking, Ordine degli Architetti PPC di Torino e Fondazione per l’architettura / Torino<br>Agli Architetti sono riconoscibili 4 CFP per la partecipazione ai tavoli previsti per venerdì 20 settembre.<br>Reciprocity è stato reso possibile grazie al sostegno finanziario del Culture of Solidarity Fund promosso dall’European Cultural Foundation.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2024/09/DSC_0197-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-2384"/><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;intervento di Manuela Ronci</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2024/09/DSC_0106-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-2385"/><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;intervento di Silvia Cafora e Erica Mangione</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://full.polito.it/wp-content/uploads/2024/09/DSC_0203-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-2386"/><figcaption class="wp-element-caption">Francesca Bragaglia</figcaption></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Lab Park. Nuovo scenario per il Parco dell’Arrivore</title>
		<link>https://full.polito.it/research/lab-park-nuovo-scenario-per-il-parco-dellarrivore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2024 14:34:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’iniziativa consiste nell’elaborazione di una&#160;visione rigenerativa per il Parco dell’Arrivore (Torino).Il consorzio di lavoro intende costruire uno scenario progettuale preliminare che, raccogliendo le istanze della comunità locale, sia in grado di generare un nuovo immaginario di questo brano di città, connotato da elevato potenziale paesaggistico e naturalistico ma oggi percepito come degradato e isolato. L’iniziativa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">L’iniziativa consiste nell’elaborazione di una&nbsp;<strong>visione rigenerativa per il Parco dell’Arrivore (Torino)</strong>.<br>Il consorzio di lavoro intende costruire uno scenario progettuale preliminare che, raccogliendo le istanze della comunità locale, sia in grado di generare un nuovo immaginario di questo brano di città, connotato da elevato potenziale paesaggistico e naturalistico ma oggi percepito come degradato e isolato. L’iniziativa mette al centro gli approcci offerti dalle&nbsp;<strong>Nature-Based Solutions</strong>, testando il loro potenziale per la progettazione di spazi pubblici inclusivi, sostenibili e resilienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima fase di lavoro, sviluppata da FULL, consiste nelle attività di diagnosi e analisi territoriale, propedeutiche all’elaborazione di una visione progettuale e finalizzate ad evidenziare criticità, elementi distintivi e opportunità progettuali offerte dal contesto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Parco dell’Arrivore è un sito che sfugge ad un giudizio univoco e necessita di essere letto a differenti scale, nel suo duplice ruolo di polmone verde della periferia nord torinese ma anche di nodo di una più ampia rete di parchi fluviali. La sovrapposizione di attività agricole, poi industriali e di estrazione, fino ai più recenti usi occasionali, spesso impropri o illeciti, ha lasciato un palinsesto di segni e di legacy che contribuiscono a caratterizzarne la complessità. Nonostante le criticità, l’Arrivore mostra grandi potenzialità ecologiche e paesaggistiche, dovute alla sua posizione strategica e alla varietà di atmosfere offerte. Le principali direzioni progettuali individuate includono il potenziamento dell’identità del parco, il miglioramento dell’accessibilità e la riqualificazione ambientale attraverso l’applicazione sperimentale di Nature-Based Solutions, con l’obiettivo di promuovere la rigenerazione sostenibile e la trasformazione graduale del sito.</p>
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		<item>
		<title>#9 – Parchi urbani di nuova generazione</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/9-parchi-urbani-di-nuova-generazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Namitha Manappurath]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Mar 2023 11:58:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Parco del Valentino è uno dei parchi più amati della città di Torino e uno dei luoghi dove si condensa la memoria collettiva della città. Qui Cristina di Francia costruì nel XVII secolo la sua residenza reale, ampliando e trasformando una villa fluviale affacciata sul Po. Qui si sono svolte anche le Esposizioni Internazionali di fine [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Parco del Valentino</strong> è uno dei parchi più amati della città di Torino e uno dei luoghi dove si condensa la memoria collettiva della città. Qui Cristina di Francia costruì nel XVII secolo la sua residenza reale, ampliando e trasformando una villa fluviale affacciata sul Po. Qui si sono svolte anche le Esposizioni Internazionali di fine Ottocento e inizio Novecento e le gare automobilistiche del Gran Premio del Valentino.<br>Nell’ambito del finanziamento Next Generation EU, il Ministero della Cultura italiano ha individuato la valorizzazione del parco del Valentino come una delle 14 attrazioni culturali presenti in Italia da riqualificare attraverso finanziamenti e progettazioni ad hoc.<br>Il <strong>masterplan </strong>mira a consentire alla Città di Torino di identificare la strategia di spesa più efficace per massimizzare l’effetto degli investimenti relativi ai fondi strutturali previsti per produrre impatti socio-economici positivi ed effetti domino duraturi. L’indagine risponde a <strong>quattro domande</strong> principali: 1) Come sono i parchi urbani contemporanei e perché le persone li visitano? 2) Il parco urbano Valentino è un parco contemporaneo? 3) Qual è il suo potenziale inespresso? 4) Quale strategia può attivare il suo potenziale inespresso?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><mark style="background-color:#ff6900" class="has-inline-color">NB</mark> &#8211; il file scaricabile da questa pagina è un estratto, per avere una copia gratuita del file completo (160MB) scrivere a full@polito.it</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Parco fluviale urbano di nuova generazione</title>
		<link>https://full.polito.it/research/parco-del-valentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2022 12:29:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Parco del Valentino è uno dei parchi più amati della città e un luogo in cui si concentra la memoria collettiva della città. Questo è il luogo dove Cristina di Francia scelse di costruire la sua residenza reale nel XVII secolo, ampliando e trasformando una villa fluviale affacciata sul Po. È anche il luogo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Parco del Valentino è uno dei parchi più amati della città e un luogo in cui si concentra la memoria collettiva della città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è il luogo dove Cristina di Francia scelse di costruire la sua residenza reale nel XVII secolo, ampliando e trasformando una villa fluviale affacciata sul Po. È anche il luogo dove si sono tenute le Esposizioni Internazionali tra la fine del XIX e l&#8217;inizio del XX secolo, nonché le gare automobilistiche del Gran Premio del Valentino. Oggi il parco, centro di gravità del sistema fluviale del Po, è un luogo importante per i torinesi, sia perché è frequentato quotidianamente da molti, sia perché conserva testimonianze tangibili della sua storia ancora visibili oggi. Ne sono un esempio il Castello del Valentino e il Borgo Medievale, ma anche strutture architettoniche di epoca più recente, come Torino Esposizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;ambito dei finanziamenti Next Generation EU, il Ministero della Cultura italiano ha individuato la valorizzazione del Parco del Valentino come una delle 14 attrazioni culturali situate in Italia da riabilitare attraverso finanziamenti e pianificazioni ad hoc. Dei 1.460 miliardi di euro programmati per i 14 siti strategici, il finanziamento stanziato per la valorizzazione del Parco del Valentino è di 103 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo del piano generale è consentire alla città di Torino di individuare la strategia di spesa più efficace volta a massimizzare l&#8217;effetto degli investimenti relativi ai fondi strutturali previsti, al fine di produrre impatti socioeconomici positivi ed effetti a catena duraturi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aree verdi e adattamento ai cambiamenti climatici in un ambiente urbano</title>
		<link>https://full.polito.it/reader/green-areas-and-climate-change-adaptation-in-a-urban-environment/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Beltrami]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 15:36:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;equilibrio che regola lo sfruttamento delle risorse sulla Terra è oggi compromesso da diversi processi in accelerazione, quali la crescita demografica, l&#8217;aumento dell&#8217;inquinamento e, soprattutto, il cambiamento climatico: le conseguenze sul benessere umano e sulla salute degli ecosistemi naturali sono incontrovertibili. È quindi necessario intraprendere azioni di mitigazione volte a rallentare lo sviluppo incontrollato degli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;equilibrio che regola lo sfruttamento delle risorse sulla Terra è oggi compromesso da diversi processi in accelerazione, quali la crescita demografica, l&#8217;aumento dell&#8217;inquinamento e, soprattutto, il cambiamento climatico: le conseguenze sul benessere umano e sulla salute degli ecosistemi naturali sono incontrovertibili. È quindi necessario intraprendere azioni di mitigazione volte a rallentare lo sviluppo incontrollato degli effetti negativi. Nell&#8217;ambito di questo lavoro, l&#8217;obiettivo è quello di analizzare il ruolo delle infrastrutture verdi urbane nel complesso panorama della lotta ai cambiamenti climatici, attraverso la capacità di ripristinare le funzioni ecologiche. È stato condotto uno studio di quantificazione dei servizi ecosistemici (ES) offerti dal Parco “Le Vallere”, un&#8217;area verde di circa 340 mila metri quadrati nell&#8217;area metropolitana di Torino (Nord Italia).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto combina il complesso tema degli ES dell&#8217;adattamento urbano ai cambiamenti climatici, attraverso i-Tree, una suite di software nata per valutare i benefici forniti dalla vegetazione. In particolare, attraverso i-Tree Hydro, vengono analizzate la quantità e la qualità delle acque piovane di deflusso considerando il confronto tra diversi scenari: Analizziamo un caso attuale (2019) e casi futuri (2071-2100), con riferimento alle proiezioni climatiche per lo scenario Representative Concentration Pathways (RCP) 4.5 (che considera le azioni di mitigazione dei cambiamenti climatici) e lo scenario RCP 8.5 (senza azioni) del modello climatico regionale COSMO-CLM, prodotto dal Centro Euro-Mediterraneo per il Cambiamento Climatico (CMCC). La discussione si concentra sul confronto dei risultati ottenuti nei diversi scenari, approfondendo il ruolo di un&#8217;infrastruttura verde urbana di medie dimensioni sull&#8217;ambiente circostante al variare delle condizioni climatiche e vegetative.</p>
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