Future
Urban Legacy
Lab

Fare Spazio

Ripensare gli spazi scolastici in condizioni di pandemia latente

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La prospettiva di tornare a frequentare la scuola in presenza dopo la prima fase di lockdown in Italia ha messo in discussione gli spazi degli edifici scolastici esistenti: la gestione delle attività in classe, i flussi di entrata e uscita delle persone, l’organizzazione delle pause giornaliere o gli spostamenti degli studenti all’interno e all’esterno degli edifici sono solo alcune delle numerose sfide poste dall’attuale emergenza epidemica nelle scuole primarie e secondarie. Partendo da questi problemi molto concreti e ricontestualizzandoli in una prospettiva più ampia, il Future Urban Legacy Lab (FULL), in collaborazione con la Fondazione Agnelli, ha sviluppato un progetto di intervento sugli spazi scolastici con un duplice obiettivo. Da un lato, il progetto di ricerca intende fornire soluzioni operative per identificare e adattare le risorse spaziali esistenti al fine di garantire le migliori condizioni per un ritorno a scuola in sicurezza. D’altra parte, uno scopo più ampio di questo lavoro è quello di affrontare azioni di pianificazione strategica al fine di attivare un processo di ristrutturazione del patrimonio edilizio scolastico nel medio e lungo termine.

1. Il punto di partenza: supportare i decisori nell’adattamento degli spazi scolastici

Uno dei primi obiettivi della ricerca è fornire ai dirigenti scolastici – e alle autorità locali – uno strumento pratico per identificare le risorse spaziali disponibili nelle loro scuole e le possibili misure per adattarle alle esigenze di distanziamento fisico. Le soluzioni progettuali proposte rispondono a due orizzonti temporali: nel breve termine, forniranno indicazioni per rendere gli spazi scolastici “Covid-fit”; parallelamente, mirano ad attivare un processo di rinnovamento dell’infrastruttura educativa nel medio termine. L’attuale emergenza viene quindi interpretata non solo come una sfida, ma anche come un’opportunità per potenziare l’innovazione didattica attraverso la trasformazione degli spazi scolastici. Inoltre, l’estensione della gamma di soluzioni progettuali proposte oltre gli ambiti di pertinenza dei siti scolastici – includendo il contesto limitrofo e gli spazi pubblici – amplia il campo di interesse della ricerca, affrontando temi come il welfare territoriale e i servizi di prossimità.

2. Il metodo: dal riconoscimento tipologico all’azione progettuale

Per affrontare la questione su scala regionale, il team di ricerca ha elaborato un metodo volto a strutturare proposte progettuali concrete e replicabili per i quasi 40.000 edifici scolastici che costituiscono il patrimonio educativo italiano complessivo.

2.1 Regionalizzare

La prima fase del lavoro consiste nello studio dell’impatto sui sistemi regionali dell’apertura, chiusura e/o digitalizzazione delle attività didattiche su scala nazionale. Integrando competenze digitali di geografia urbana ed economia, questa parte della ricerca si propone di: in primo luogo, diversificare la rilevanza dei fattori di rischio a livello nazionale sulla base dell’analisi della distribuzione regionale differenziata dell’infezione; in secondo luogo, valutare quantitativamente le risorse disponibili sia in termini di spazi (ovvero la pressione demografica sulle infrastrutture) che di personale (considerando anche la disponibilità di personale docente non assegnato a specifiche scuole); infine, valutare l’impatto della riapertura delle scuole sull’inclusione sociale e sul rapporto con le economie locali.

2.2 Classificare

La seconda fase prevede la misurazione e la classificazione degli edifici scolastici (disposizione planimetrica, spazi connettivi, aule, ecc.) e del loro contesto microurbano (accessi, rapporto con la rete stradale, ecc.) secondo alcune tipologie ricorrenti. Queste tipologie derivano da molteplici fattori storici e normative che hanno prodotto diverse epoche di infrastrutture scolastiche in Italia. Il progetto FULL confronta e integra questa classificazione storico-normativa con specifiche cluster analysis spaziali e informazioni quantitative sul patrimonio edilizio esistente. Tali analisi sono ottenute integrando la banca dati dell’Anagrafe Nazionale Edilizia Scolastica con altre banche dati regionali, a partire dall’Anagrafe EDISCO Piemonte, un archivio di informazioni dettagliate su tutti gli spazi scolastici della regione Piemonte.

2.3 Trasformare

La classificazione “per tipologia” consente al gruppo di lavoro di identificare ed estrapolare alcune situazioni ricorrenti (ad esempio aule con affaccio su corridoi, cortili centrali, ingressi principali dalla strada, ecc.), al fine di esplorarne il potenziale di trasformazione a livello architettonico. Sulla base dell’analisi dei dati, è quindi possibile costruire una correlazione statisticamente significativa tra morfotipi ricorrenti e possibili azioni da sviluppare su ciascuna tipologia edilizia. A tal fine, la classificazione e l’analisi dei cluster rappresentano il punto di partenza per verificare la rilevanza statistica di quelle situazioni spaziali che diventano oggetto di specifiche indicazioni progettuali. Ciò garantisce che le indicazioni progettuali sviluppate per prospettive di breve e medio termine siano replicabili anche in altri casi analoghi identificati attraverso una correlazione significativa tra “individui” (singoli edifici) e “tipologie” (gruppi di edifici con caratteristiche simili). Le soluzioni progettuali riferite alle “tipologie” sono infatti indipendenti da luoghi e casi specifici e risultano quindi adattabili a diversi contesti italiani.

3. Primi risultati

La prima fase del lavoro ha portato alla redazione di un documento intitolato “Fare spazio. Idee progettuali per riaprire le scuole in sicurezza”. Il rapporto si propone di fornire una serie di suggerimenti rivolti direttamente ai dirigenti scolastici, per aiutare loro e i loro colleghi a individuare le migliori soluzioni per adattare gli spazi alle attività didattiche e garantire le migliori condizioni per un rientro a scuola in sicurezza.

Il rapporto si basa su tre principi guida fondamentali. In primo luogo, le trasformazioni suggerite devono essere tempestive: di conseguenza, per “fare spazio”, o meglio per fare più spazio, le soluzioni costruttive proposte nel rapporto sono “leggere” e immediatamente realizzabili. In secondo luogo, devono essere realizzabili con le risorse disponibili: in futuro ci sarà tempo per ristrutturazioni più strutturali degli edifici scolastici. Infine, le trasformazioni devono essere reversibili: data la loro natura temporanea, qualsiasi intervento deve poter essere rimosso in breve tempo e a basso costo, se necessario, una volta superata l’emergenza COVID-19.

Le proposte progettuali si basano su un’analisi quantitativa dettagliata condotta su scala di singolo spazio didattico su un campione di 3.200 edifici scolastici registrati in Piemonte. L’analisi ha permesso di attribuire alla grande varietà di scuole presenti in Italia cinque principali tipologie edilizie ricorrenti, frutto di diversi periodi storici, culture tecniche e quadri normativi. Per ogni tipo di edificio sono state evidenziate le risorse spaziali specifiche che potrebbero essere attivate per affrontare l’emergenza attuale, suggerendo soluzioni progettuali ad hoc e strumenti tecnici per una trasformazione rapida, leggera ed efficiente. Di conseguenza, l’intero rapporto è concepito come una cassetta degli attrezzi che può essere facilmente utilizzata da utenti tecnici e non tecnici come guida per identificare gli spazi migliori da trasformare e le tecniche necessarie per farlo. Infatti, l’obiettivo finale è quello di offrire uno strumento di empowerment per affrontare una sfida che, come sottolineato statisticamente nella prima parte del rapporto, si basa necessariamente su variabili regionali manifeste dovute sia a ragioni storiche che alle diverse condizioni imposte dall’emergenza COVID-19.

4. Prossimi passi

Nei prossimi anni, l’edilizia scolastica sarà uno dei principali obiettivi nell’assegnazione di fondi europei e italiani. In questo contesto, come fase successiva, il progetto di ricerca potrebbe diventare uno strumento di supporto alle regioni italiane nella redazione di linee guida e misure di pianificazione strategica per la trasformazione del patrimonio edilizio scolastico esistente. Seguendo la metodologia sperimentata nel rapporto, una serie di processi di analisi statistica potrebbero essere impiegati come punto di partenza per identificare aree di intervento prioritarie (ad esempio, valutando debolezze di natura tecnica o regionale, o interrogandosi sul rapporto tra spazi e attività didattiche). Dopo aver focalizzato l’attenzione sull’emergenza nella prima fase del lavoro, la seconda fase copre le trasformazioni a medio e lungo termine, portando così in primo piano ulteriori questioni e, soprattutto, uno sforzo di ri-concettualizzazione del rapporto tra scuola e territorio.

Anno
2020-2022
Responsabile scientifico
Coordinamento
Fondazione Agnelli
Andrea Gavosto, Marco Gioannini, Stefano Molina, Raffaella Valente
Dipartimenti

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