Abstract
Negli ultimi due decenni, la logistica della distribuzione alimentare ha subito processi di trasformazione radicali, volti principalmente ad aumentare la performatività. Ciò è avvenuto attraverso il perfezionamento logistico, il progresso tecnologico e la crescente automazione lungo tutta la catena di approvvigionamento. In questo contesto, in Italia, un ruolo fondamentale è svolto dalla Grande Distribuzione Organizzata (GDO) che, nell’ultimo decennio, ha aperto centinaia di Centri di Distribuzione (CD) situati in aree strategiche per servire i propri punti vendita.
Considerando i processi tecnici che regolano questi spazi, nonché le relazioni con sistemi economici e logistici multi-attoriali e sovranazionali, l’ampia letteratura che li tratta tende a privilegiare osservazioni volte alla loro decontestualizzazione ed extraterritorialità. Al punto da riconoscere in essi i nodi di una rete globale, una “tecnopoli” automatizzata in grado di funzionare senza esseri umani.
Sebbene questa dimensione sia certamente rilevante, la ricerca mira a dimostrare come i centri di distribuzione siano oggi fortemente legati ai territori in cui sono stati insediati e come nel corso del tempo abbiano costruito relazioni economiche e sociali sempre più complesse e durature.
A sostegno di questa tesi, nella ricerca ho esaminato una decina di centri di distribuzione di diverse aziende MMR, situati in tre aree oggetto di studio. Questi sono stati selezionati tra i siti con un’elevata densità logistica, diventando così hub di distribuzione a livello regionale e nazionale.
Da un lato, la ricerca mira a costruire un solido quadro teorico che collochi i centri di distribuzione principalmente all’interno degli studi urbani sul mondo della logistica. Dall’altro lato, principalmente attraverso il lavoro sul campo, cerco di esplorare numerosi aspetti dei centri di distribuzione, concentrandomi sulla dimensione fisica dei luoghi, sulla dimensione tecnico-funzionale, sulle condizioni di lavoro dei dipendenti e sulle dinamiche economiche e sociali che i centri determinano e modificano a livello locale. Il funzionamento di questi spazi trasmette forme specifiche di urbanità. La ricerca intende sostenere come queste forme richiedano indagini, descrizioni e interpretazioni precise e pertinenti, in grado di radicare i centri di distribuzione nei territori in cui sono situati. In questo modo, si coglie l’importanza delle relazioni locali, le implicazioni sulla mobilità, l’alloggio, la ridefinizione del rapporto tra spazio, automazione e uomo. Un tale quadro interpretativo può aiutare a ricollocare i centri di distribuzione all’interno di una rete di relazioni più complessa, non solo a livello sovralocale. Per questo motivo, suggerisce la necessità di attivare nuove politiche e nuovi progetti.
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