Abstract
A partire dai primi anni 2000, le prime idee di produzione agricola urbana integrata nell’architettura hanno preso forma come risposta alle esigenze derivanti dalla futura crescita urbana e dai cambiamenti climatici. Grazie alle nuove tecnologie (come i LED e l’idroponica), l’agricoltura urbana indoor è diventata una “produzione leggera”, inserendosi nel tessuto urbano produttivo e commerciale già esistente e sfruttando la sua posizione e la vicinanza all’utente.
Questa ricerca illustra, partendo dai primi concetti futuristici fino alla realizzazione delle fattorie urbane – chiamate “Zero Acreage Farms” o Z-Farms – l’evoluzione delle architetture per l’agricoltura urbana e il modo in cui queste hanno interagito con la complessità della realtà urbana, la fattibilità economica e la sostenibilità ambientale. Di conseguenza, la tesi definisce possibili linee guida per un’architettura ibrida produttiva, proponendo una serie di strumenti di progettazione derivati dall’analisi e dalla valutazione di diversi casi studio, situati tra il Nord America e l’Europa.