La rigenerazione urbana è diventata un concetto chiave in relazione ai temi della trasformazione urbana e negli ultimi anni ha trovato efficace espressione nell’elaborazione di strumenti legislativi ad hoc. La Regione Lombardia, ad esempio, vanta oggi una delle legislazioni più avanzate in materia di rigenerazione urbana.
Sebbene gli strumenti a disposizione delle amministrazioni si siano dimostrati molto efficaci in contesti urbani densi e dinamici come quello milanese, la loro applicazione in aree urbane di piccole e medie dimensioni resta tuttavia una questione aperta.
In queste aree, la domanda di rigenerazione è difficilmente traducibile in un modello di intervento trasferibile a ogni contesto. Esso si costruisce a partire da un processo di analisi territoriale per riconoscere e interpretare lo specifico contesto, intercettare ambiti considerati separati e recepire istanze sociali spesso non esplicite, capaci di ridefinire perimetri e ingredienti della rigenerazione.
Partendo da questa considerazione, il Future Urban Legacy Lab (FULL) e ANCI Lombardia hanno elaborato per Regione Lombardia – Direzione Generale Protezione Regionale e Civile – un modello di rigenerazione territoriale volto a fornire soluzioni operative e specifiche per ogni territorio, attraverso la messa a sistema delle risorse territoriali, sociali e spaziali esistenti.
Questo modello viene proposto come nuovo strumento di rigenerazione da utilizzare da parte dei comuni e dei Centri di Competenza, con l’intento di guidare la pianificazione strategica e la programmazione, l’attuazione e le azioni di gestione.
*PDF disponibile qui
Una soluzione efficace
La ricerca di FULL mira a definire un modello di rigenerazione territoriale che consideri il tessuto esistente, la morfologia degli insediamenti e le ricorrenze specifiche di ciascun contesto e territorio analizzato.
Il modello elaborato suggerisce un passaggio a una condizione ordinaria in cui la rigenerazione urbana e territoriale rappresenta la forma strutturale e non straordinaria dei processi urbani.
Il contributo di FULL mira a identificare le possibilità offerte dalla L.R. 18/19 della Regione Lombardia per la rigenerazione urbana e territoriale anche in aree urbane di piccole e medie dimensioni, e a supportare le amministrazioni locali nella definizione di un modello di intervento efficace in grado di valorizzare le potenzialità espresse dai territori.
Un metodo alternativo
Prime esplorazioni
Le analisi e le indagini sul campo condotte nel corso della ricerca in tre territori specifici e molto diversi tra loro – i cinque comuni del lecchese (Casatenovo, Missaglia, Besana, Monticello e Triuggio), i comuni del cremasco e Varedo –, nonché i dialoghi aperti con le amministrazioni comunali e gli attori locali, hanno fatto emergere una reale domanda di potenzialità di rigenerazione parallele o alternative rispetto a un catalogo iniziale di siti condiviso a livello regionale.
Dai grandi complessi industriali, infatti, la riflessione si è estesa al futuro delle aree edificate e alle diffuse opportunità di rigenerazione offerte dai singoli edifici; al ripensamento della struttura agricola e del ciclo produttivo; al sistema organizzativo della proprietà; e all’intera infrastruttura ambientale nel suo complesso.
Il modello FULL
Queste prime esplorazioni non solo hanno messo in luce ricche possibilità di trasformazione che vanno oltre la scala di un singolo edificio, ma hanno anche contribuito a identificare tre ipotesi di base su cui si fonda il modello di rigenerazione regionale proposto:
– Il modello non è un adattamento dei prototipi di rigenerazione urbana.
– Il nocciolo della questione non sono i siti dismessi preidentificati, ma la richiesta di rigenerazione su scala regionale.
– La rigenerazione regionale richiede attori locali in grado di agire come una rete nel medio-lungo termine.
Questi obiettivi sono stati tradotti da FULL in uno strumento operativo che integra il modello lombardo di rigenerazione regionale e può essere replicato, adattandosi alle esigenze specifiche di altri contesti attraverso una struttura suddivisa in sette fasi:
1- Definire il campo d’azione come progetto e azione strategica
Il posizionamento in un campo d’azione è un progetto strategico che identifica perimetri di intervento chiari e definiti; gli effetti su cui misurare gli impatti rimangono modificabili nel corso dell’azione.
2- Misurare la regione
Il potenziale di trasformazione è caratteristico di ogni regione e può essere misurato attraverso una serie di indicatori sintetici. È quindi possibile identificare alcune ricorrenze regionali e stabilire criteri per la selezione e la valutazione dei progetti.
3- Rigenerare per e con la rete locale
La rigenerazione urbana e regionale inizia con il riconoscimento e il confronto con attori pubblici e privati che hanno una comprovata capacità di azione (agenzia) e coinvolgimento nella regione.
4- Ascoltare e condividere la rigenerazione con gli stakeholder locali
Ascoltare e condividere i valori della rigenerazione in modo inclusivo permette di estendere ulteriormente il dialogo oltre i perimetri dell’ambito precedentemente definito.
5- Definizione del contesto e del problema
La definizione del problema e la costruzione di un quadro di rigenerazione locale, in accordo con gli enti regionali, possono eventualmente aiutare anche i contesti più piccoli a sviluppare un ragionamento strategico rispetto alle proprie prospettive nel contesto regionale.
6- Identificare i beni tangibili e intangibili che strutturano le azioni del progetto
A seguito delle fasi intermedie e della selezione progressiva del quadro di rigenerazione regionale, è necessario identificare gli elementi tangibili e intangibili suscettibili di trasformazione su cui mobilitare le azioni del progetto.
7- Progettazione di azioni di trasformazione mirate
L’elaborazione di strategie e azioni specifiche per la rigenerazione regionale mira ad attivare cicli, compresi i microcicli, di mobilitazione delle risorse locali. Emerge così il ruolo consultivo dei Centri di Competenza nel fornire un’interpretazione locale della rigenerazione.
Questo modello di rigenerazione si basa sull’esplorazione del potenziale delle regioni attraverso analisi quantitative specifiche e sintetiche. Dal punto di vista metodologico, la misurazione del potenziale locale viene sviluppata attraverso una serie di mappature e indicatori organizzati in quattro categorie che inquadrano le decisioni successive e le definizioni delle priorità: Ubicazione, Capitale regionale, Capitale sociale, Traiettorie.
I tre casi pilota studiati sono stati analizzati in parallelo, utilizzando fonti simili e producendo mappe simili al fine di garantire la comparabilità, fornendo così un quadro replicabile per i Centri di Competenza.
Un modello esportabile
Per una rigenerazione operativa, su territori con caratteristiche diverse, FULL propone quindi un modello fondato su due obiettivi principali:
- Riconoscere le specificità e le potenzialità di un territorio, invece dei soli siti dismessi perimetrati, portando ad esiti individuali ed unici in ogni contesto su cui opera
- Essere replicabile in forma di “struttura di intervento” valorizzando una logica di sistema invece che di area.
Il metodo di lettura del territorio proposto da FULL favorisce quindi un’operazione di reframing ed individuazione di un problema che può essere diverso dalle premesse iniziali.
Per rendere queste riflessioni operative è necessaria tuttavia anche la costruzione di capacità attraverso l’azione dei Centri di Competenza, ripensati come centri di azione, help desk e formazione, portando nuove competenze all’interno delle amministrazioni comunali. L’individuazione e la valorizzazione delle reti locali e dei soggetti che hanno dimostrato capacità di azione e coinvolgimento è in questo senso un fattore chiave per definire le risorse che possono alimentare i processi di rigenerazione.
La ricerca di FULL contribuisce quindi a definire un modello di rigenerazione territoriale che guardi al tessuto esistente, alla morfologia degli insediamenti e alle ricorrenze territoriali per identificare occasioni e potenziali del territorio non sempre evidenti ed elaborare strategie mirate di rigenerazione.