Come preservare (o meno) ciò che abbiamo ereditato è una questione contemporanea fondamentale che influenza in modo significativo la definizione di un futuro sostenibile e desiderabile. In un mondo alle prese con la sfida di conservare il nostro patrimonio culturale per gli anni a venire, i confini che definiscono ciò che costituisce il patrimonio sono diventati sempre più sfumati.
Questo opuscolo approfondisce il dibattito internazionale in corso sulla conservazione (o meno) del patrimonio architettonico. Esaminando come anche gli aspetti meno noti della nostra eredità culturale svolgano un ruolo fondamentale nella discussione più ampia, questa pubblicazione offre spunti di riflessione sulle prospettive in evoluzione che plasmano il futuro potenziale del nostro patrimonio architettonico.
I contributi, che spaziano dal patrimonio critico, all’architettura del riutilizzo, agli studi letterari futuri, alla post-conservazione e alla contro-conservazione, delineano la doppia natura dell’eredità costruita del passato: un bene comune sia positivo che negativo, influenzato dai contesti sociali, culturali, economici e ambientali.
Fornendo una panoramica completa delle principali teorie internazionali, il libro mira a promuovere il dialogo interdisciplinare sull’adattamento del patrimonio urbano, storico e paesaggistico.
Il volume raccoglie i risultati del seminario internazionale “Progettare il futuro del passato”, tenutosi il 17-18 febbraio 2022 a Torino. L’evento è stato organizzato in collaborazione con i programmi di dottorato in “Architettura: Storia e Progetto” e ha visto la partecipazione del programma di dottorato in “Patrimonio Architettonico e Paesaggistico” del Politecnico di Torino. Questo seminario intensivo è stato parte integrante del corso di dottorato DASP intitolato “Progettare il futuro del passato” per l’anno accademico 2022-2023.