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Riattivazione del patrimonio culturale non performante

Il Borgo Medievale, il Borgo Castello e il forte di Fenestrelle

Tipologia:

Definizione di una strategia di recupero per tre siti culturali attualmente sottoutilizzati, sottosfruttati e in stati di degrado diversi, ma progressivi.

L’obiettivo di questa ricerca multidisciplinare è duplice:

  1. Identificare il potenziale latente intrinseco di questi tre elementi del patrimonio culturale piemontese;
  2. Progettare una nuova strategia per l’attivazione del potenziale latente, perseguendo la conservazione e la valorizzazione dei beni oggetto di indagine.

L’obiettivo del progetto di ricerca è stabilire un collegamento tra i tre siti e le risorse dei territori, i quali sono periferici e interessati da una graduale riduzione del flusso turistico.

Il progetto ha tre obiettivi principali:

  1. Migliorare la consapevolezza e la comprensione del patrimonio culturale in esame;
  2. Armonizzare patrimonio e paesaggio in modo da offrire nuove modalità per beneficiare dei loro valori combinati (sociale, economico, culturale e ambientale);
  3. Promuovere e diversificare il turismo culturale per bilanciare lo sfruttamento delle diverse risorse culturali, sia nelle aree periferiche remote sia nelle aree ad alta domanda attualmente sovrasfruttate.

Pubblicazione disponibile qui

Negli ultimi due decenni, il numero di siti sottoposti a protezione è aumentato in modo esponenziale in tutto il mondo. Ad esempio, nel 1973, la Lista del Patrimonio Mondiale (World Heritage List) includeva solo 12 siti; oggi il numero è salito a 1092. Mentre il numero di siti del patrimonio culturale è in progressivo aumento, la grande recessione economica ha prodotto una significativa contrazione e ridistribuzione degli investimenti pubblici. Questa contrazione ha gravi ripercussioni sulla capacità di spesa a tutti i livelli: la contrazione della capacità di acquisto – la deflazione – porta a una diminuzione della produzione e dell’occupazione e alla necessità di redistribuire gli investimenti statali per dare priorità alle voci di spesa essenziali, come la sanità, le infrastrutture, la scuola e l’assistenza sociale. Questo spiega perché negli anni Novanta l’investimento nel patrimonio culturale fosse concentrato su pochi specifici elementi di spicco – come la Reggia di Venaria –, mentre oggi gli sforzi pubblici sostengono politiche sostenibili e progetti inclusivi che coinvolgono i soggetti privati interessati. In questo scenario nuovo e più eclettico, il turismo culturale può svolgere un ruolo importante per lo sviluppo di quei siti e regioni che includono risorse culturali sconosciute e sottoutilizzate, agendo come risorsa economica complementare all’investimento pubblico tradizionale. Oggi, ogni itinerario culturale è un progetto regionale, basato sul circolo virtuoso tra gli elementi strettamente correlati di risorsa, progetto e regione. Le regioni culturali esistono grazie a progetti sviluppati tenendo conto delle loro risorse. Allo stesso modo, un progetto può generare nuove risorse nei territori coinvolti. Grazie allo sviluppo di nuovi progetti regionali e attraverso strategie di marketing, le regioni possono aumentare la propria attrattività turistica culturale.

Il Borgo Medievale di Torino, la Fortezza di Fenestrelle e il Borgo Castello di Venaria Reale sono tre beni del patrimonio culturale che appartengono a tre siti distinti con caratteristiche diverse. Essi presentano tre elementi in comune: in primo luogo, sono classificati come monumenti per la loro importanza storica; in secondo luogo, sono ora utilizzati a fini culturali avendo perso la loro vocazione originaria; in terzo luogo, nonostante il loro valore culturale, soffrono del fenomeno dell'”undertourism”.

Le principali cause dell’undertourism sono tre: in primo luogo, il sito culturale non è facilmente accessibile perché si trova in una zona isolata o non è situato lungo i tradizionali itinerari turistici; in secondo luogo, l’elevato numero di destinazioni circostanti e il conseguente aumento della concorrenza riducono il numero di visitatori per ciascun sito patrimoniale; in terzo luogo, la mancanza di attrattività.
Per quanto riguarda quest’ultima, una buona gestione e promozione della destinazione, insieme a un forte impegno e a consistenti finanziamenti da parte delle istituzioni, sono elementi che caratterizzano un sito attraente.

Questi siti rientrano nella categoria dei non-performing legacy (NPL) per le seguenti ragioni:
(1) versano in una condizione di rischio legata all’abbandono;
(2) a causa della loro destinazione originaria, la loro riqualificazione e riconversione a nuovi usi risulta difficile e complessa.

Per salvaguardare questi NPL, è necessario ridefinirne il meccanismo economico, che non può più ridursi al semplice e ciclico intervento di fondi pubblici.

Il Borgo Medievale di Torino

Il Borgo Medievale fa parte del circuito museale di Torino. Il villaggio è la suggestiva idea dell’architetto portoghese Alfredo d’Andrade. Costruito tra il 1882 e il 1884, il progetto fu concepito per l’Esposizione Generale Italiana. Attraverso un collage di diversi edifici medievali esistenti sparsi in tutto il Piemonte, il Borgo è la riproduzione reinterpretata di un villaggio medievale. Fu progettato come scenografia urbana, destinata a essere demolita al termine dell’esposizione, ma divenne invece un museo pubblico nel 1942. Grazie alla sua posizione nel cuore del Parco del Valentino e all’elevato livello di conservazione, il Borgo Medievale è un museo a cielo aperto particolarmente amato. Tuttavia, la sua attuale sostenibilità economica è messa in discussione a causa dell’assenza di una strategia di marketing. Se la forza del Borgo Medievale risiede nell’accesso libero ai suoi spazi all’aperto, la sua debolezza è che i ricavi derivanti dai biglietti d’ingresso e dall’affitto degli spazi non sono sufficienti per garantirne la manutenzione.

Il Borgo Castello a Venaria Reale

Ciò che rende questo caso di studio particolarmente interessante è la sua vicinanza alla Reggia di Venaria, uno dei punti di riferimento della politica di investimento nel patrimonio culturale degli anni ’90 e una delle più importanti residenze reali che compongono la corona di delizie sabauda intorno a Torino. Dal punto di vista geografico, Borgo Castello costituisce il nucleo del Parco La Mandria, che confina con i giardini della reggia. Dopo l’inserimento della Reggia di Venaria nella Lista del Patrimonio Mondiale (1997), ebbe inizio il grande progetto di restauro e valorizzazione del sito reale. Furono spesi 250 milioni di euro per il restauro e la progettazione della reggia, e l’80% dei fondi stanziati proveniva dall’Unione Europea. All’inizio del progetto di restauro, il Borgo Castello era incluso, ma nel 2005 la riqualificazione del sito fu abbandonata per motivi amministrativi ed economici, e tutti i fondi furono reindirizzati alla reggia. Dal 2001, il 60% degli edifici del Borgo Castello è rimasto incompiuto e inutilizzabile, in attesa di nuovi finanziamenti. Solo un terzo delle superfici è attualmente utilizzato per scopi culturali e amministrativi. Le parti inutilizzate e inaccessibili si dividono in due categorie: quelle in attesa del completamento di lavori iniziati e mai terminati; e quelle in attesa di un nuovo progetto di restauro volto a fermarne il degrado.

Il Forte di Fenestrelle

Il Forte di Fenestrelle fu edificato tra il XVIII e il XIX secolo in Val Chisone. A causa delle sue imponenti dimensioni, è conosciuto come la Grande Muraglia del Piemonte. Nel 2007, il World Monuments Fund ha inserito la forte nella lista dei 100 siti storici e archeologici più importanti del mondo a rischio. Il Forte di Fenestrelle è composto da tre complessi fortificati: il San Carlo, il Tre Denti e il Delle Valli, collegati da un tunnel che ospita una scala coperta di 4.000 gradini. Il forte si estende su una superficie di 1.350.000 m² e una lunghezza di 3 km, distribuiti su un dislivello di 650 metri. Dopo un lungo periodo di abbandono e degrado, solo nel 1990 il forte è stato riaperto come sito turistico, oggi visitato da circa 20.000 persone all’anno. Tuttavia, gli attuali introiti turistici non sono sufficienti per mantenere questo enorme complesso fortificato ed è necessario un nuovo approccio strategico.

I risultati iniziali provenienti dai tre diversi siti turistici evidenziano la necessità di:
(1) stabilire un’alleanza con operatori turistici e locali al fine di individuare i pubblici di riferimento più adeguati;
(2) elaborare una strategia di marketing regionale non concentrata su un singolo bene, ma capace di integrare le diverse risorse offerte dai territori;
(3) non considerare la quantità come unico criterio, ma individuare il giusto equilibrio tra gli impatti positivi e negativi del turismo.

I nuovi progetti di riuso adattivo devono proporre a stakeholder e decisori politici un approccio di governance olistico, in cui i processi di co-creazione del valore emergano dalle interazioni creative tra molteplici attori. Un progetto di riuso adattivo che abbia al centro un NPL da preservare e che identifichi un nuovo place brand deve coinvolgere stakeholder come residenti, politici, enti pubblici, agenzie di promozione e realtà culturali e sportive, delineando relazioni complesse tra di essi. Senza tradire la tutela del bene culturale, ogni progetto architettonico deve smettere di nascondersi dietro la “sacralità” delle proprie procedure, per aderire il più possibile alla realtà.

Bibliografia

  • E. Vigliocco (editor), Riattivazione di beni culturali non performanti // Non-performing cultural heritage reactivation, Quaderni di FULL, n. 4, Politecnico di Torino 2020.
  • M. Robiglio, R. Taramino, E. Vigliocco, G. Zotteri, Overtourism or Undertourism: what is the biggest crisis for a tourist destination?, in Book of Abstract 1st International Conference PROCEED WITH CARE: LIVING WITH TOURISM, Sibenik, 2-5 May 2019, pp. 84-85.
  • E. Vigliocco, R. Taramino, Non-performing cultural heritage enhancement, in International Conference Sense of past and sense of place Designing Heritage Tourism, Venice, 14-16.09.2020 – under double blind peer review evaluation.
  • M. Robiglio, R. Taramino, E. Vigliocco, G. Zotteri, Overtourism or Undertourism: what is the biggest crisis for a tourist destination?, in Proceedings of the 1st International Conference PROCEED WITH CARE: LIVING WITH TOURISM, Sibenik, 2-5 May 2019, to press.
  • M. Robiglio, E. Vigliocco, Activation strategies for non-performing cultural legacy, in A. Conte, A. Guida (editors), Re-USO Matera. Patrimonio in divenire. Conoscere, valorizzare, abitare, Gangemi Editore International, Roma 2019, pp. 2115-2126.
  • E. Vigliocco, Beyond museum / new strategies of preservation applied to oversized architectures, in 35° Intenational Conference SCIENZA E BENI CULTURALI, Bressanone, 25 July 2019, Edizione Arcadia RicercheS.r.l., Marghera Venezia 2019, pp. 59-68.

Anno
2019
Direttore scientifico
Coordinatrice della ricerca
Progetto architettonico
Lucia Baima, Matteo Robiglio, Elena Vigliocco, in collaborazione con Temirlan Nurpeissov, Riccardo Ronzani
Progetto gestionale
Giulio Zotteri, Roberta Taramino, in collaborazione con Carlotta Reviglio
Coordinatore operativo

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